Google Ads non ha un listino. Paghi ogni clic al prezzo che esce da un'asta, Google aggiunge in fattura il 2,5% di costi operativi regolamentari sugli annunci pubblicati in Italia e, se l'account lo gestisce qualcun altro, a parte c'è il suo compenso. Sui tre account italiani che gestiamo, tra settembre 2025 e agosto 2026, un clic sulla rete di ricerca è costato in media 1,81 euro e una conversione 117,80 euro. Messi in fila, questi numeri dicono che una PMI che parte con 1.500 euro al mese di budget e un canone di gestione da 500 euro paga circa 160 euro per ogni richiesta che arriva, tutto compreso.
Le pagine italiane che rispondono a questa domanda si fermano quasi tutte al costo del clic. Qui sotto c'è il conto intero, voce per voce, con la fonte di ogni cifra.
Le quattro voci che finiscono in fattura
Il costo di Google Ads è la somma di quattro voci. Due le incassa Google, due chi lavora sull'account. Chi confronta preventivi guardando solo la prima finisce per paragonare cose diverse.
| Voce | Chi la incassa | Come si calcola | Ordine di grandezza in Italia |
|---|---|---|---|
| Clic (o impressioni, o visualizzazioni) | Asta a ogni ricerca, paghi l'interazione | Da 1,18 a 1,92 € nei nostri tre account; da 1,89 a 10,17 € sulle ricerche commerciali delle PMI | |
| Costi operativi regolamentari | 2,5% della spesa sugli annunci pubblicati in Italia | 25 € ogni 1.000 € di budget | |
| Gestione | Agenzia o freelance | Canone fisso, percentuale sul budget o ore | Da 150 a 2.000 € al mese dichiarati, oppure 10-20% del budget |
| Setup e tracciamento | Agenzia, sviluppatore o tu | Una tantum | Nessuna delle pagine italiane in prima pagina lo quantifica |
Quanto costa un clic, e perché la media non serve
Il costo per clic è il prezzo che paghi quando qualcuno clicca l'annuncio. Lo decide un'asta che si ripete a ogni ricerca, e dipende dalla tua offerta, dalla qualità dell'annuncio e da quanti altri inserzionisti vogliono la stessa query in quel momento. La meccanica, con la differenza tra CPC massimo ed effettivo, è spiegata nella guida al cost per click.
Il numero che quasi tutti i concorrenti italiani riportano è una forchetta tra 0,30 e 2,50 euro, senza dire su quali account sia stata misurata. Il nostro campione è piccolo ma dichiarato: tre aziende italiane, dodici mesi, 115.984 euro spesi sulla rete di ricerca, 63.936 clic. Il CPC è stato 1,92 euro per un installatore di impianti fotovoltaici, 1,84 per un'azienda di schermature solari, 1,18 per una di stampa digitale grande formato. Tra il più caro e il più economico c'è il 63% di differenza, nello stesso Paese e nello stesso periodo. Il dettaglio completo è nelle statistiche Google Ads verificate.
Sulle singole ricerche la forbice si allarga. Con i valori del Keyword Planner letti via DataForSEO a settembre 2026, "ledwall" costa 1,89 euro a clic, "commercialista milano" 6,42, "avvocato divorzista milano" 9,76, "idraulico milano" 10,17. È la tabella che abbiamo costruito per la guida a Google Ads per PMI, dove ogni CPC è tradotto anche in costo per richiesta.
I numeri americani girano molto anche nelle pagine italiane, quasi sempre senza dirlo. Il benchmark WordStream 2026, firmato da Susie Marino su 13.474 campagne statunitensi tra aprile 2025 e marzo 2026, dà un CPC mediano di 5,42 dollari e un costo per lead di 66,69 dollari. Campione statunitense: il clic americano costa circa tre volte il nostro, quindi come riferimento per un budget italiano serve a poco.
Il budget: quanto spende Google in un giorno e in un mese
Il budget di una campagna Google Ads è un importo medio giornaliero, non un tetto rigido. La Guida di Google Ads fissa due regole che conviene sapere prima di firmare qualsiasi cosa.
- In un singolo giorno la spesa può arrivare al doppio del budget giornaliero medio. Con 10 euro al giorno, un martedì può costarne 20.
- Nel mese non ti viene mai addebitato più del budget giornaliero moltiplicato per 30,4. Con 10 euro al giorno il tetto è 304 euro, e se i costi maturati arrivano a 310 ne paghi 304.
Un importo minimo di spesa non esiste: puoi accendere una campagna con 5 euro al giorno. Il minimo che ha senso si ricava dalle conversioni che vuoi ottenere. Con il nostro costo medio di 117,80 euro per conversione, dieci contatti al mese richiedono circa 1.180 euro di budget; con i valori più bassi e più alti del campione, da 55 a 147 euro, la forbice va da 550 a 1.470 euro. Nella guida per le PMI abbiamo fissato la soglia sensata a 10-15 richieste al mese, sotto la quale i dati non bastano per capire cosa funziona.
C'è poi un costo di partenza che nessuna fattura chiama per nome. Quando una campagna usa le strategie di offerta automatiche, Google scrive nella documentazione sul periodo di apprendimento che la calibrazione può richiedere fino a 3 settimane o 1-2 cicli di conversione. Quelle settimane si pagano a prezzo pieno. Se l'azienda chiude un preventivo in 40 giorni, il primo mese serve più a insegnare qualcosa all'algoritmo che a vendere, e conviene saperlo prima di giudicare la campagna. Quando ha senso partire lo spieghiamo in quando conviene fare Google Ads.
Il 2,5% che quasi nessuno mette nel preventivo
Dal 1° luglio 2024 Google applica agli annunci pubblicati in Italia "costi operativi di natura regolamentare" del 2,5% sulla spesa. Prima erano il 2%, introdotti il 1° ottobre 2021, come aveva riportato Search Engine Land quando arrivò la comunicazione agli inserzionisti. Conta il Paese in cui l'annuncio viene mostrato, non quello in cui ha sede l'azienda: un'impresa svizzera che fa pubblicità in Lombardia lo paga lo stesso.
| Paese di pubblicazione | Sovrapprezzo | In vigore dal |
|---|---|---|
| Austria | 5% | 1° novembre 2020 |
| Turchia | 4,5% (prima 7%) | 1° gennaio 2026 |
| Spagna | 3% (prima 2%) | 1° luglio 2024 |
| Italia | 2,5% (prima 2%) | 1° luglio 2024 |
| Francia | 2% | 1° maggio 2021 |
| Regno Unito | 2% | 1° novembre 2020 |
Su un budget di 1.500 euro al mese sono 37,50 euro al mese, 450 euro l'anno. Non cambiano la scelta di fare pubblicità, ma cambiano il confronto tra due preventivi: se uno dei due parla di "1.500 euro tutto compreso", i clic che compri valgono 1.463 euro. Tra le pagine italiane che abbiamo letto per questo articolo lo nomina solo Pistacchio Web.
Quanto costa la gestione: cosa dichiarano le agenzie italiane
La gestione di Google Ads è il lavoro di chi costruisce e ottimizza le campagne: scelta delle parole chiave, annunci, esclusioni, offerte, lettura dei termini di ricerca, report. Rilevazioni italiane con un campione dichiarato su questa voce non ne abbiamo trovate. Quello che esiste sono i prezzi che le agenzie pubblicano sulle proprie pagine, e li abbiamo messi in fila.
| Pagina | Gestione | Budget pubblicitario indicato |
|---|---|---|
| Luigi Virginio | Freelance 150-1.000 €/mese; agenzia 500-2.000 €/mese | Locale 300-800 €/mese; nazionale 1.500-5.000 €/mese; minimo 10-15 €/giorno |
| Cybermarket | Canone fisso oppure 10-20% del budget gestito | Locale 500-800 €/mese; nazionale 1.500-3.000 €/mese |
| Eviblu | 500 €/mese, minimo tre mesi | Almeno 25-30 €/giorno; 600-3.000 €/mese tra budget e gestione |
| EVE Milano | Da 500 €/mese, in base a lingue e nazioni | Non indicato |
| Pistacchio Web | Non indicata | Locale 300-500 €/mese; nazionale 2.000-5.000; e-commerce 1.000-3.000 |
| CdWeb | Non indicata | 5.000-15.000 € l'anno di spesa media per una PMI |
Sul canone il punto d'incontro è 500 euro al mese: è il prezzo d'ingresso di due agenzie su quattro che lo dichiarano e il gradino basso della fascia "agenzia" nella terza. Sotto ci sono i freelance, sopra le gestioni multilingua o con molti prodotti.
Il riferimento internazionale più solido è la guida prezzi PPC di Clutch, aggiornata il 21 settembre 2026 e ricavata dalle recensioni verificate dei clienti, in prevalenza statunitensi. La maggior parte delle agenzie si fa pagare tra 100 e 149 dollari l'ora, la fascia di Nord America ed Europa occidentale; in Europa dell'Est e in Asia si scende sotto i 50. Il progetto medio vale 7.165 dollari al mese su 14 mesi: un cliente di un'altra taglia rispetto alla PMI italiana tipica. Sulla stessa piattaforma le agenzie PPC con sede in Italia sono 236, e la fascia oraria più frequente nelle schede è 50-99 dollari.
Lo stesso scarto l'abbiamo misurato per la SEO, dove il 47% delle agenzie europee sta sotto i 75 dollari l'ora contro il 23% di quelle nordamericane: i dettagli sono in quanto costa la SEO. Per chi compra in Italia vale la stessa regola: le cifre americane descrivono un altro mercato.
Percentuale, canone o ore: chi guadagna quando spendi di più
Il modo in cui è calcolato il compenso conta quanto la cifra, perché decide cosa conviene fare a chi gestisce l'account. Directive, agenzia statunitense, ne descrive quattro nella sua analisi dei modelli di prezzo, con i rispettivi conflitti di interesse.
| Modello | Come funziona | Cosa premia | Il rischio per chi paga |
|---|---|---|---|
| Percentuale sul budget | 10-20% della spesa pubblicitaria | Budget più alti | Tagliare i clic inutili riduce il compenso di chi dovrebbe tagliarli |
| Canone fisso | Importo mensile concordato | Efficienza | Il lavoro si restringe se il perimetro non è scritto |
| Ore | Tariffa oraria a consuntivo | Tempo impiegato | Più ore non vuol dire campagne migliori |
| A risultato | Compenso legato a contatti o vendite | Quantità di conversioni | Contatti numerosi e poco qualificati |
Sui budget piccoli la percentuale non regge: il 15% di 1.000 euro sono 150 euro, poche ore di lavoro. Per questo le agenzie americane che la applicano fissano un minimo. WebFX chiede il 15% della spesa con un minimo di 975 dollari al mese, SEO Smooth 500 dollari fissi fino a 2.000 dollari di budget e poi 1.250 dollari o il 15%. Il risultato pratico è che sotto i 3.000 euro di spesa mensile quasi tutti, anche in Italia, lavorano di fatto a canone.
Se il preventivo che hai in mano è a percentuale, chiedi un tetto al compenso o una revisione quando il budget sale. Se è a canone, chiedi che cosa è incluso ogni mese, per iscritto. Nei preventivi che mandiamo noi il setup iniziale è una voce separata dal canone e il budget lo fattura Google direttamente all'azienda: così il cliente vede quanto va in clic e quanto in lavoro.
Il conto completo in tre scenari
Questa è la tabella che nelle pagine italiane manca: le quattro voci sommate e divise per i contatti che arrivano. Le ipotesi sono dichiarate. CPC di 1,81 euro e costo per conversione di 117,80 euro, cioè i nostri valori medi sulla rete di ricerca. Gestione a 500 euro fissi nei primi due scenari, la soglia d'ingresso più citata, e al 15% nel terzo. Il 2,5% calcolato sulla spesa.
| Voce | Avvio | PMI | Campagna nazionale |
|---|---|---|---|
| Budget clic | 500 € | 1.500 € | 4.000 € |
| Costi regolamentari 2,5% | 12,50 € | 37,50 € | 100 € |
| Gestione | 500 € | 500 € | 600 € (15%) |
| Totale mensile | 1.012,50 € | 2.037,50 € | 4.700 € |
| Clic stimati | 276 | 829 | 2.210 |
| Contatti stimati | 4,2 | 12,7 | 34 |
| Costo per contatto, tutto compreso | 238,54 € | 160,01 € | 138,41 € |
Con 500 euro di budget la gestione pesa quanto i clic, e il contatto costa il doppio di quello che dice il pannello di Google Ads. A 4.000 euro la distanza scende al 17,5%. È il motivo per cui una campagna con budget minimo e gestione professionale raramente ha senso: o si alza il budget, o la si gestisce in casa e si compra una consulenza a ore per impostarla.
Il costo per contatto cambia molto per settore. Nelle nostre guide verticali, con i CPC misurati, una richiesta costa da 47 euro a Napoli a 80 a Milano per un dentista, un contatto per un professionista a Milano 130 euro, la prima richiesta di preventivo per un'impresa edile 200 euro. Sono costi di piattaforma: la gestione va aggiunta come nella tabella.
Performance Max costa meno a clic, non per forza a contatto
Chi vuole abbassare il costo per clic prima o poi incontra Performance Max, il tipo di campagna che distribuisce gli annunci su tutta la rete Google. Negli stessi dodici mesi e sugli stessi tre account ci abbiamo speso 29.825 euro: CPC di 0,19 euro, dieci volte meno della ricerca, e costo per conversione di 28,64 euro contro 117,80.
Detta così sembra la risposta alla domanda "come si spende meno". Non lo è. Le impressioni di Performance Max arrivano in buona parte da display, YouTube, Discover e Gmail, dove nessuno stava cercando il tuo servizio, e le conversioni che conta sono spesso di natura diversa da una richiesta di preventivo. In uno degli account che seguiamo, Performance Max contava 1.487 "conversioni" a 0,61 euro l'una: la storia completa è nella guida per le PMI. Lo stesso controllo vale per il traffico dei siti partner di ricerca, che abbassa il CPC medio e va sempre letto a parte.
Cinque domande da fare prima di firmare un preventivo
- Il budget dei clic lo paghi direttamente a Google o passa dalla fattura dell'agenzia? Nel secondo caso chiedi di vedere gli addebiti dell'account.
- L'account è intestato alla tua azienda? Se un giorno cambi fornitore, la storia delle campagne e delle conversioni deve restare a te.
- Che cosa verrà contato come conversione? Un modulo inviato e una visita alla pagina contatti non valgono uguale, e il tasso di conversione cambia di conseguenza.
- Il 2,5% di costi regolamentari è dentro o fuori la cifra indicata come budget?
- Qual è la durata minima, e con che preavviso si esce? Con un periodo di apprendimento fino a tre settimane, un impegno di tre mesi è ragionevole; dodici mesi vincolanti dal primo giorno no.
Con le risposte in mano puoi fare il conto che conta davvero, quello del ritorno: quanti contatti diventano clienti e quanto margine lascia ciascuno. Lo spieghiamo passo per passo nella guida al ROI, e nei vantaggi di Google Ads trovi la soglia sotto cui il canale diventa solo un costo. Se stai valutando anche l'organico, la combinazione dei due è in SEO e Google Ads.
Domande frequenti
Dipende dal settore, ma il conto ha sempre quattro voci: budget dei clic, 2,5% di costi regolamentari sugli annunci pubblicati in Italia, gestione e setup. Con 1.500 euro di budget e 500 euro di gestione si spendono circa 2.040 euro al mese. Con un costo per conversione di 117,80 euro, il valore medio dei tre account italiani che gestiamo, arrivano circa 13 contatti, a circa 160 euro l'uno tutto compreso.
No. Google non fissa un importo minimo e si può partire con pochi euro al giorno. Il minimo sensato si ricava dalle conversioni: per dieci contatti al mese, con un costo per conversione tra 55 e 147 euro come nel nostro campione italiano, servono tra 550 e 1.470 euro di budget.
Dipende dal tipo di offerta. Sulla rete di ricerca con offerta a costo per clic paghi solo i clic. Nelle campagne a CPM paghi le impressioni, in quelle video a CPV le visualizzazioni. In ogni caso Google non addebita in un mese più del budget giornaliero medio moltiplicato per 30,4.
È il sovrapprezzo che Google chiama costi operativi di natura regolamentare. Dal 1° luglio 2024 vale il 2,5% della spesa per gli annunci pubblicati in Italia; prima era il 2%. Si applica in base al Paese in cui l'annuncio viene mostrato, non alla sede dell'inserzionista.
Le agenzie che pubblicano i prezzi indicano un canone da 500 euro al mese in su, i freelance da 150 euro, oppure una percentuale del 10-20% sul budget. Nessuna di queste cifre viene da un campione dichiarato. Sui budget sotto i 3.000 euro al mese la percentuale copre poche ore di lavoro, per questo quasi tutti applicano un minimo fisso.
Il costo che non compare in nessuna fattura
La voce più cara di Google Ads non sta in nessuna delle quattro righe. È il budget speso mentre l'account conta la cosa sbagliata. Le strategie di offerta automatiche imparano da quello che segni come conversione: se conti le visite alla pagina contatti o i clic sul numero di telefono, l'algoritmo impara a comprare quelle, e lo fa bene.
Quando le conversioni superano i clic il tracciamento è rotto in modo evidente. Il caso più costoso è l'altro, quando i numeri sembrano plausibili ma non corrispondono a nessuna richiesta arrivata in azienda. Prima di trattare sul canone conviene confrontare per un mese le conversioni del pannello con le email e le telefonate ricevute davvero. Se non coincidono, il primo euro va speso lì. È il controllo da cui parte la nostra gestione di Google Ads, e i progetti che abbiamo seguito mostrano cosa succede ai numeri dopo.