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Partner di ricerca Google: cosa sono e quando conviene escluderli

Autore: Matteo Pellegrini

I partner di ricerca di Google sono siti web e app che non appartengono a Google e che pubblicano gli annunci delle campagne sulla rete di ricerca dentro i propri risultati di ricerca interni, nelle pagine di directory e nelle schede prodotto.

In una campagna nuova sulla rete di ricerca sono accesi per impostazione predefinita. Prima di decidere se lasciarli, serve sapere quanta spesa ci sta già finendo: nella schermata Campagne apri Segmento > Rete (con partner di ricerca) e leggi le righe che compaiono sotto ogni campagna. Quel numero è il punto di partenza di qualsiasi ragionamento successivo.

Dove finiscono gli annunci

La definizione nella guida di Google Ads elenca i posizionamenti uno per uno: pagine di ricerca, pagine delle directory dei siti, pagine dei dettagli dei prodotti, risultati di ricerca di YouTube e pagine di visualizzazione. E la ricerca dell'utente non nasce sempre da una digitazione: può partire da una ricerca suggerita, da un input vocale, da un clic su un termine correlato o dalla navigazione della directory del sito.

I partner possono personalizzare posizione, dimensioni, formattazione e stile visivo degli annunci sul proprio sito, quindi il tuo annuncio non ha per forza l'aspetto che ha su Google e può portare l'etichetta «Annunci Google» invece di «Sponsorizzato». Paghi solo al clic, e il costo per clic può risultare più alto o più basso della tua offerta massima sulla rete di ricerca.

Un dettaglio che cambia il modo di leggere i report: il tasso di clic ottenuto sui siti dei partner non ha alcun effetto sul punteggio di qualità su Google. Sta scritto nella pagina sulla rete di ricerca, ed è la ragione per cui un CTR alto sui partner non è una buona notizia in sé: non ti aiuta in asta e non ti dice nulla sulla qualità del traffico.

Un elenco pubblico dei siti partner non esiste. Google dichiara che oltre due milioni di siti web e app di terze parti collaborano con lui per pubblicare annunci, ma quel numero copre tutta la rete di publisher, non la sola rete dei partner di ricerca.

Non sono il programma Google Partners

Due cose diverse condividono una parola, e in italiano la confusione è la regola più che l'eccezione. Il programma Google Partners è il sistema di badge per le agenzie che gestiscono account Google Ads per conto di altri. I partner di ricerca sono inventario pubblicitario. Un'agenzia Premier Partner non è un partner di ricerca, e un sito che ospita i tuoi annunci non ha nessun badge.

Quanto pesi questa sovrapposizione si vede interrogando la SERP. Il 18 settembre 2026, per la query «siti partner google» in Italia, la prima pagina restituisce nell'ordine la pagina per diventare partner su business.google.com, la spiegazione di Google sulla privacy dei partner, la Partners Directory e una pagina di agenzia sul badge Premier Partner. La definizione ufficiale della rete pubblicitaria arriva al quarto risultato organico. Chi cerca il significato della casella appena vista nelle impostazioni della campagna, il più delle volte finisce a leggere di un'altra cosa.

Quali esclusioni funzionano su quale rete

La rete dei partner di ricerca eredita alcune leve di controllo dalla Rete Display e altre no. La tabella qui sotto riprende la copertura dichiarata da Google nella pagina sull'idoneità dei contenuti, e spiega perché certe esclusioni che un inserzionista dà per scontate sui video non esistono sulla ricerca.

Leva di controlloRicerca e partner di ricercaRete DisplayPartner video Google
Tipi di inventario (massimo, moderato, limitato)NoSìSì
Esclusione dei tipi di contenutiSìSìSì
Esclusioni delle etichette contenuti digitaliNoSìSì
Posizionamenti esclusi (fino a 65.000)SìSìSì
Parole chiave dei contenuti escluse (fino a 1.000)Sì, ma solo da «Impostazioni account»SìSì
Temi dei contenuti esclusiNoSìSì
Fonte: Google Ads, Informazioni sull'idoneità dei contenuti, tabella «Copertura relativa all'idoneità dei contenuti».

La riga sulle parole chiave dei contenuti è quella che fa perdere più tempo: per la ricerca e per i partner l'esclusione si applica solo a livello di account, e chi la cerca dentro la campagna non la trova.

Come vedere su quali siti sei uscito

Da agosto 2025 esiste il report sui posizionamenti completi della rete dei partner di ricerca, disponibile per le campagne sulla rete di ricerca, Shopping e per app. Il percorso è Editor di report, poi il menu «Quando e dove sono stati pubblicati gli annunci», poi Idoneità dei contenuti. Restituisce l'elenco dei siti e le impressioni per ciascuno.

Due limiti vanno letti prima di trarre conclusioni. Il report contiene impressioni e nient'altro: nessun costo, nessuna conversione per sito. E non è esaustivo, perché un posizionamento compare solo se nel periodo scelto ha fatto almeno cinque impressioni, oppure più di zero clic, più di zero visualizzazioni video o più di zero conversioni. La coda lunga dei siti con quattro impressioni resta fuori.

Sulle Performance Max il quadro è diverso: da gennaio 2026 la suddivisione SPN nei report sul rendimento del canale è attiva su tutti gli ID cliente, in Google Ads e in Search Ads 360. Ad aprile 2026 si è aggiunto il report sul credito per attività non valide, che mostra a livello di campagna il credito emesso per traffico non valido dopo la finalizzazione della fattura, con metriche di aggiustamento su costo, clic e tasso di conversione.

Va segnalata un'incoerenza dentro la documentazione stessa: la pagina sulla rete di ricerca afferma ancora che Google Ads non fornisce informazioni sul sito in cui è stato pubblicato l'annuncio «a meno che non pubblichi una campagna Performance Max», mentre il report sui posizionamenti per le campagne Search esiste da oltre un anno. Quando le due pagine divergono, l'interfaccia ha ragione: guarda l'editor di report.

Cosa dice Google sul rendimento, e a quali condizioni

A dicembre 2025 Google ha pubblicato due dichiarazioni numeriche sulla rete dei partner di ricerca, nelle note di rilascio SPN. Gli inserzionisti per cui la spesa sui partner rappresentava almeno il 5% della spesa pubblicitaria registrano in genere un aumento dell'11% delle conversioni usando strategie Smart Bidding incentrate sul volume (CPA target o Massimizza le conversioni), e un aumento del 7% del valore di conversione con le strategie incentrate sul valore (ROAS target o Massimizza il valore di conversione).

Le condizioni contano quanto le percentuali. Sono numeri di Google e non di una verifica indipendente, come gran parte dei dati che girano su questa piattaforma e che abbiamo provato a separare nelle statistiche Google Ads verificate. Valgono per chi ha già almeno il 5% della spesa sui partner, e Google specifica «in particolare nelle campagne non limitate dal budget»: una campagna che esaurisce il budget ogni giorno non è il caso descritto. Chi usa offerte manuali, poi, sta già lavorando con un sistema automatico senza averlo scelto, perché da luglio 2023 Google applica la determinazione intelligente del prezzo o lo Smart Bidding a seconda che il monitoraggio delle conversioni ci sia e abbia volume sufficiente.

Cosa è cambiato dal 2023

La rete è stata ritoccata parecchio in tre anni, e molte guide in circolazione descrivono uno stato delle cose superato. Le date, dalle note di rilascio ufficiali:

QuandoCosa è cambiato
Luglio 2023Sulle campagne con offerte manuali attive sui partner, Google applica determinazione intelligente del prezzo o Smart Bidding.
Febbraio 2025Aggiornamento dello Smart Bidding per il traffico con limitazioni di inventario sulla rete partner.
Aprile 2025Targeting geografico allineato alle aspettative degli inserzionisti, per ridurre la spesa da località impreviste. Debutta la valutazione preliminare di terze parti con DoubleVerify, Integral Ad Science e Zefr.
Agosto 2025Report sui posizionamenti completi per campagne rete di ricerca, Shopping e per app.
Gennaio 2026Suddivisione SPN nei report sul canale Performance Max, su tutti gli ID cliente e anche in Search Ads 360.
10 febbraio 2026I domini parcheggiati (AFD) escono dalla rete dei partner di ricerca. L'opzione per includerli sparisce dalle impostazioni dell'account.
Aprile 2026Report sul credito per attività non valide nell'editor di report, per campagne rete di ricerca e Performance Max.
Fonte: Google Ads, note di rilascio «Annunci della rete dei partner di ricerca (SPN)».

La riga di febbraio 2026 è quella che vale di più, perché i domini parcheggiati (pagine senza contenuto, monetizzate con soli annunci) erano la parte di inventario che più spesso finiva nelle lamentele degli inserzionisti. Non ci sono più, e qualsiasi articolo che oggi li citi come rischio attuale è vecchio.

Quando conviene spegnerli

Il segnale da tenere d'occhio non è il CTR, è il rapporto tra i numeri. Se a parità di spesa i clic aumentano, il costo per clic crolla e il tasso di clic si impenna, quasi sempre il sistema ha spostato quota di pubblicazione sui partner. Va verificato subito nel segmento di rete, non a fine mese.

Sui partner il meccanismo di corrispondenza tra parola chiave e query non funziona con la stessa precisione delle campagne di ricerca, e la ricerca dell'utente può nascere da un clic su un termine correlato o dalla navigazione di una directory. Per una campagna di lead generation questo si traduce in contatti che al telefono non ricordano dove hanno cliccato: il costo per lead resta accettabile e il tasso di chiusura no. Per un e-commerce con tracciamento delle conversioni solido il calcolo è più semplice, perché il valore di conversione arriva o non arriva, e i vantaggi della piattaforma si vedono nel foglio invece che nelle sensazioni.

Su una campagna sulla rete di ricerca il passaggio per spegnerli è questo: Campagne, icona a forma di ingranaggio accanto al nome della campagna, menu a discesa «Reti», deseleziona «Includi partner di ricerca di Google», salva. Per pubblicare solo su Google, l'unica casella spuntata deve essere «Rete di ricerca di Google». Sulle Performance Max quella casella non esiste: restano le esclusioni di posizionamento a livello di account, gli elenchi di esclusione di terze parti e il report sul canale. Se il dubbio è più a monte, cioè se abbia senso investire in ricerca a pagamento, la risposta dipende da condizioni che abbiamo messo in fila in quando conviene fare campagne Google Ads.

Una cosa il report di agosto 2025 non l'ha risolta, e conviene dirla: l'elenco dei siti serve alla brand safety, non a valutare il rendimento. Mostra impressioni per dominio, non costo né conversioni per dominio. Sapere di essere comparsi su trecento siti non dice se quei trecento siti abbiano venduto qualcosa, e la scelta se tenere accesa la rete resta appesa al confronto tra due righe nel segmento di rete, come nel 2023. La trasparenza è aumentata sull'esclusione, non sulla misurazione. Questo genere di controlli è parte del lavoro ordinario nel nostro servizio Google Ads.

Domande frequenti sui partner di ricerca di Google

I partner di ricerca di Google sono attivi per impostazione predefinita?

Sì. In una nuova campagna sulla rete di ricerca sono inclusi automaticamente. Si disattivano dalle impostazioni della campagna, nel menu a discesa «Reti», deselezionando «Includi partner di ricerca di Google».

Esiste un elenco dei siti partner di ricerca di Google?

Non esiste un elenco pubblico. Da agosto 2025 puoi vedere i siti su cui sono comparsi i tuoi annunci nel report sull'idoneità dei contenuti dell'editor di report, ma compaiono solo i posizionamenti che nel periodo scelto hanno fatto almeno cinque impressioni, oppure almeno un clic, una visualizzazione video o una conversione.

Il tasso di clic ottenuto sui partner di ricerca peggiora il punteggio di qualità?

No. Google Ads dichiara che la percentuale di clic degli annunci sui siti dei partner di ricerca non ha alcun effetto sul punteggio di qualità su Google.

Si possono escludere i partner di ricerca da una campagna Performance Max?

Non c'è una casella dedicata come nelle campagne sulla rete di ricerca. Restano le esclusioni di posizionamento a livello di account e, da gennaio 2026, la suddivisione SPN nel report sul rendimento del canale, disponibile su tutti gli ID cliente.

Partner di ricerca e programma Google Partners sono la stessa cosa?

No. I partner di ricerca sono siti web e app che ospitano gli annunci delle campagne Google Ads. Il programma Google Partners è il sistema di badge per le agenzie che gestiscono account Google Ads per conto dei clienti.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.