Un commercialista a Milano compete con 6 schede Google, 9 directory in un solo box e l’Ordine dei commercialisti in prima posizione. Un commercialista online compete con Fiscozen, che ha 8.911 keyword posizionate e 179.449 visite stimate al mese. Sono due partite diverse, e la prima cosa da decidere è quale delle due stai giocando.
La SEO per liberi professionisti è il lavoro che porta un commercialista, un architetto, un consulente finanziario o un geometra davanti a chi cerca su Google “commercialista milano”, “studio di architettura milano” o “consulente finanziario indipendente”, senza conoscere il suo nome. Si gioca su tre pezzi: la scheda Google Business Profile con le recensioni, un sito con una pagina per ogni servizio e ogni città, e pochi contenuti su domande che l’Agenzia delle Entrate o il Comune spiegano male. Il nome del professionista arriva dopo, ed è il risultato, non il punto di partenza.
Qui sotto le SERP misurate su DataForSEO a settembre 2026, il confronto tra due leader nazionali e uno studio locale di Milano, e il metodo che applichiamo con i professionisti. Avvocati, psicologi e dentisti hanno numeri propri: SEO per avvocati, SEO per psicologi e SEO per dentisti.
Come cerca un cliente un commercialista o un architetto
Abbiamo scaricato la SERP di “commercialista milano” (1.600 ricerche al mese, CPC 6,42 euro) da desktop, Google Italia, il 9 settembre 2026. Sopra i risultati organici c’è un local pack con 6 schede: Studio Parotelli (154 recensioni, 4,8), Studio Genise (47 recensioni, 5,0), MyCommercialista (73, 5,0), Studio Paolo Strada (104, 4,9), Studio Picciotto (71, 5,0) e una scheda senza sito con 11 recensioni. Sotto, un box “Siti di luoghi” con 9 directory in fila: ProntoPro, PagineBianche, PagineGialle, StarOfService, Cronoshare, Reteimprese, Infoisinfo, TuttosuItalia, MisterImprese.
I dieci organici, in ordine: odcec.mi.it (l’Ordine di Milano), studionicolini.com, studioparotelli.com, prontopro.it, soreco-group.com, it.indeed.com, studiodfiorenzola.it, serviziocontabileitaliano.it, paginebianche.it, studiogenise.com. Sei studi, un Ordine, tre aggregatori. Nessun AI Overview, nessun annuncio nello snapshot notturno.
Il sesto risultato è Indeed, con offerte di lavoro. Vuol dire che una parte di chi digita “commercialista milano” cerca un impiego, non un professionista. È un dettaglio che torna utile quando si scelgono le keyword negative nell’articolo gemello su Google Ads.
Le domande “People also ask” sono tutte sul prezzo: “Quanto costa un commercialista a Milano?”, “Quanto costa farsi seguire da un commercialista?”. Le correlate aggiungono “economico”, “vicino a me”, “per privati”, “partita IVA”. Chi cerca un commercialista vuole sapere quanto paga prima di chiamare.
Per gli architetti la SERP cambia forma. Su “architetto milano” (260 ricerche, CPC 7,73 euro) c’è un AI Overview in cima e nessun local pack nello snapshot desktop. Gli organici: due liste (“I 15 migliori architetti e interior designer a Milano” di Spazi Belli, “I 25 migliori studi di architettura di Milano” di Archello), la directory trova-il-tuo-architetto.it e cinque studi con la home page o una pagina “architetti Milano”: Archventil, Dome Milano, Studio Piantoni, Dolce Associati, De Amicis Architetti. Anche qui due domande correlate su quattro sono sul costo.
Approfondimento consigliato: come leggere l’intento di ricerca da una SERP.
Locale o nazionale: due mercati nella stessa professione
“Commercialista online” fa 3.600 ricerche al mese, più del doppio di “commercialista milano”, con un CPC di 5,90 euro e competizione alta (dati DataForSEO, Google Italia, settembre 2026). La SERP è completamente diversa: niente local pack, niente directory, un knowledge panel a destra per Il Commercialista Online (studio di Venafro con 288 recensioni Google, 4,8) e otto operatori nazionali su dieci risultati: ilcommercialistaonline.it, fiscozen.it, fiscoeasy.it, flextax.it, quickfisco.it, fidocommercialista.it, legalefiscale.it, serviziocontabileitaliano.it. Gli altri due sono YouTube e Facebook.
Il divario di scala tra i due mercati è questo.
| Dominio | Modello | Keyword organiche | Visite stimate/mese | Valore Ads equivalente | Keyword con città |
|---|---|---|---|---|---|
| fiscozen.it | commercialista online per partite IVA | 8.911 | 179.449 | 325.319 €/mese | 0% |
| ilcommercialistaonline.it | studio di Venafro, servizio nazionale | 6.079 | 75.164 | 128.651 €/mese | 0% |
| studioparotelli.com | studio locale a Milano | 102 | 1.077 | 3.774 €/mese | 14% |
Fiscozen ha 166 volte il traffico di Studio Parotelli. Ma Studio Parotelli è secondo su “commercialista milano” e terzo su “studio commerciale milano”, e Fiscozen su quelle keyword non compare. Sono due strategie che non si toccano.
La scelta si fa prima di scrivere una riga. Se ricevi i clienti in studio e il bacino è una città o una provincia, la partita è locale: scheda Google, pagine servizio con la città, recensioni. Se lavori a distanza con partite IVA di tutta Italia, la partita è nazionale e si vince con contenuti e brand, a un’altra scala di investimento.
Quanto vale la ricerca per ogni professione
Le keyword del settore, con volume e CPC, servono a due cose: capire dove c’è domanda e capire quanto la pagano gli inserzionisti, che è un buon indicatore di quanto vale un cliente.
| Keyword | Ricerche/mese | CPC medio | Offerta alta di pagina |
|---|---|---|---|
| commercialista | 60.500 | 5,05 € | 7,35 € |
| consulente del lavoro | 22.200 | 3,30 € | 3,24 € |
| consulente finanziario | 9.900 | 4,64 € | 5,06 € |
| commercialista vicino a me | 4.400 | 3,11 € | 3,80 € |
| commercialista online | 3.600 | 5,90 € | 6,30 € |
| studio commercialista | 2.900 | 2,97 € | 4,55 € |
| apertura partita iva | 2.400 | 7,97 € | 7,40 € |
| consulente finanziario indipendente | 2.400 | 6,44 € | 6,06 € |
| geometra vicino a me | 1.900 | 1,84 € | 2,30 € |
| commercialista milano | 1.600 | 6,42 € | 6,93 € |
| commercialista torino | 1.600 | 4,37 € | 4,37 € |
| architetto roma | 1.600 | 2,98 € | 4,10 € |
| studio di architettura milano | 1.300 | 3,35 € | 4,89 € |
| geometra milano | 480 | 3,48 € | 4,69 € |
| architetto milano | 260 | 7,73 € | 5,39 € |
| consulente finanziario milano | 140 | 4,27 € | 4,82 € |
Tre cose che la tabella dice da sola. La prima: i commercialisti hanno i CPC più alti tra le professioni che abbiamo misurato, sopra gli avvocati (2,46-4,87 euro, escluso il divorzista a Milano) e sopra i dentisti (“dentista milano” 3,98 euro). “Apertura partita iva” a 7,97 euro è il clic più caro della lista, perché chi apre una partita IVA sceglie un commercialista che lo seguirà per anni.
La seconda: “vicino a me” è più grande della città. “Commercialista vicino a me” fa 4.400 ricerche, quasi tre volte “commercialista milano”; “geometra vicino a me” 1.900 contro 480 di “geometra milano”. Quelle ricerche non le intercetti con una pagina, le intercetti con la scheda Google Business Profile e con la posizione fisica dello studio.
La terza: per i consulenti finanziari la domanda locale quasi non esiste. “Consulente finanziario milano” fa 140 ricerche, “consulente finanziario indipendente” 2.400 e “consulente finanziario” 9.900, con un picco a 22.200 nell’ottobre 2025. Un consulente finanziario gioca sulla specializzazione (indipendente, previdenza, passaggio generazionale), non sulla città.
Un limite del dato: per molte keyword di nicchia il planner restituisce zero pur esistendo domanda. Search Console, dopo qualche mese di storia del sito, è più affidabile del planner sulle query lunghe.
Approfondimento consigliato: come fare keyword research.
Cosa fa uno studio locale che si posiziona davvero
Studio Parotelli è l’esempio più utile della SERP milanese perché è uno studio, non una piattaforma: 102 keyword organiche e 1.077 visite stimate al mese sono numeri che un professionista singolo può raggiungere.
Il profilo delle sue prime 100 keyword è l’opposto di Fiscozen: 31% commerciali, 14% con una città, e le prime 15 keyword fanno l’86% del traffico. La home page è seconda su “studio commercialista” (2.900 ricerche), seconda su “commercialista milano” (1.600), ottava su “commercialista vicino a me” (4.400), terza su “studio commerciale milano” (480). Una pagina “consulenza del lavoro” è decima su “studio di consulenza del lavoro” (1.000).
Poi ci sono gli articoli, e qui sta la lezione. Non scrive di regime forfettario o di fatturazione elettronica, dove Fiscozen è già in posizione 4 e 8. Scrive di cose che un cliente chiede in studio e trova male online: “cessione quote srl senza notaio” (posizione 2, 210 ricerche, CPC 1,84 euro), “chiudere una srls con debiti” (posizione 1, 110 ricerche), “chi rilascia il codice fiscale” (posizione 3, 260 ricerche). Sono ricerche da poche centinaia al mese, fatte da persone che hanno un problema concreto e spesso un’azienda da chiudere o da cedere.
L’architettura del sito che funziona per uno studio locale è la stessa che vediamo nei progetti B2B come Macropix, dove 79 keyword su 135 sono in prima pagina perché ogni prodotto ha una pagina propria. Tradotta per un professionista:
- una home page che dice professione, città e per chi lavori nelle prime due righe (Parotelli ci si posiziona su quattro keyword commerciali);
- una pagina per ogni servizio con un nome che la gente cerca: “apertura partita IVA”, “consulenza del lavoro”, “dichiarazione dei redditi”, “ristrutturazione con pratiche edilizie”, non “servizi”;
- una pagina per ogni sede o città servita, se ne hai più di una;
- un blog con 10-20 articoli su domande specifiche che sai rispondere meglio dell’Agenzia delle Entrate, non 200 articoli su tutto.
Il modello vale anche in Ticino: una fiduciaria o uno studio di architettura di Lugano ha le stesse tre leve (scheda, pagine servizio, contenuti di nicchia), con la differenza che la SERP è quella di google.ch e le directory sono altre.
Approfondimento consigliato: come si struttura un sito SEO friendly.
Il modello Fiscozen: rispondere alle domande che l’Agenzia delle Entrate spiega male
Dove prende il traffico un leader nazionale
Delle prime 100 keyword di Fiscozen, 69 sono informative, 22 navigazionali, 5 commerciali e 4 transazionali. Zero contengono una città. Le prime per traffico sono “fatture e corrispettivi” (246.000 ricerche, posizione 6), “fascicolo previdenziale” (368.000, posizione 12), “fisconline” (135.000, posizione 6), “partita iva” (60.500, posizione 3), “regime forfettario” (33.100, posizione 4), “codice tributo 4001” (9.900, posizione 2).
Il Commercialista Online fa la stessa cosa con un tool: la pagina di ricerca partita IVA è in top 10 su “verificare partita iva” (246.000 ricerche) e “controllo partita iva” (74.000), e le guide su “cassetto fiscale agenzia entrate” (301.000) e “codice ateco” (27.100) portano il resto. Delle sue prime 100 keyword, 66 sono informative.
Il meccanismo: intercettare chi cerca come funziona un adempimento, convertirne una quota minima in clienti e costruire un brand. “Fiscozen” fa 74.000 ricerche al mese ed è la prima keyword del dominio: domanda diretta comprata con anni di contenuti e pubblicità.
Perché un professionista singolo non deve copiarlo
Il consiglio che gira di più tra chi vende marketing ai professionisti è “apri un blog e scrivi guide fiscali”. I dati dicono che è la strada più costosa e meno redditizia per uno studio.
Primo: su quelle keyword il posto è occupato. Fiscozen è in posizione 4 su “regime forfettario” e Il Commercialista Online in posizione 5 su “codice ateco”; per spostarli servono anni e un’autorità di dominio che uno studio non costruisce. Secondo: il 55% delle SERP del campione Fiscozen e il 56% di quelle de Il Commercialista Online hanno un AI Overview. Le guide su codici tributo e cassetto fiscale sono le prime a perdere clic, perché Google risponde da solo. Le due query di scelta del professionista, “commercialista milano” e “commercialista online”, invece non ne hanno.
Terzo: il CPC medio delle keyword di Parotelli è 3,34 euro, quello di Fiscozen 2,68. Le keyword locali valgono di più per clic di quelle informative. Un articolo primo su “chiudere una srls con debiti” a 110 ricerche vale più, per uno studio di Milano, di una guida su “fisconline” a 135.000: chi lo legge è a due passi dalla telefonata.
Approfondimento consigliato: come funzionano gli AI Overview e cosa cambiano per il traffico.
La scheda Google Business Profile vale quanto il sito
Le 6 schede del local pack di “commercialista milano” hanno tra 47 e 154 recensioni, tutte tra 4,8 e 5,0. Una delle sei non ha nemmeno un sito e sta nel pack con 11 recensioni. Il pack è sopra ai risultati organici, e per la ricerca “vicino a me” (4.400 al mese) è quasi l’unica cosa che conta.
Le cose che nei progetti locali muovono la scheda sono la categoria principale (“Commercialista”, “Studio di architettura”, non “Servizi per le imprese”), il numero e la freschezza delle recensioni, e la coerenza di nome, indirizzo e telefono tra scheda, sito e directory. Le 9 directory del box servono a questo: quasi mai portano un cliente, ma tengono coerenti i dati che Google usa per fidarsi della scheda. ProntoPro, quarto in organico sulla stessa SERP, è l’unica che porta anche richieste, a pagamento.
Le recensioni vanno chieste: uno studio che chiude un bilancio o consegna una pratica edilizia ha un momento naturale per farlo. Sui vincoli deontologici: dal decreto Bersani del 2006 e dal DPR 137/2012 la pubblicità informativa è consentita alle professioni ordinistiche, purché veritiera e non comparativa. Una scheda con recensioni vere e una pagina che spiega cosa fai rientrano nel perimetro, un annuncio “il miglior commercialista di Milano” no.
Approfondimento consigliato: guida a Google Business Profile e local SEO.
Il personal brand si misura in ricerche del tuo nome
Molti professionisti partono dal nome: sito con il proprio cognome nel dominio, home page con la biografia, LinkedIn curato. Il dato che ridimensiona questo approccio: “studio commercialista parotelli” fa 90 ricerche al mese, “commercialista milano” 1.600 e “commercialista vicino a me” 4.400. Il nome di uno studio locale vale il 2% della domanda che quello studio intercetta.
Il brand conta nella direzione opposta: prima intercetti la domanda generica, poi il nome comincia a essere cercato. Fiscozen alle 74.000 ricerche di brand ci è arrivata dopo.
Dove il nome pesa subito è nella valutazione di affidabilità che Google fa del sito. Una pagina “chi sono” con numero e anno di iscrizione all’Ordine, specializzazioni e foto vera, più un profilo LinkedIn collegato e la scheda Google con lo stesso nome: sono i segnali che descriviamo in E-E-A-T. Per un consulente finanziario l’iscrizione all’albo OCF va scritta in chiaro, perché è la prima cosa che un cliente verifica.
Architetti, geometri, ingegneri e consulenti finanziari: cosa cambia
Il commercialista è il caso più misurabile, ma il metodo si adatta.
Architetti. La ricerca si concentra sullo studio, non sulla persona: “studio di architettura milano” fa 1.300 ricerche, “architetto milano” 260. Le SERP hanno liste (“i 15 migliori”, “i 25 migliori”) e un AI Overview, quindi entrare in quelle liste è un lavoro di digital PR che vale quanto la SEO del sito. Il portfolio è il contenuto che si posiziona, se ogni progetto ha una pagina propria con tipo di intervento e quartiere invece di una galleria unica. “Architetto milano ristrutturazione” è tra le correlate: la pagina “ristrutturazione appartamento a Milano” vale più della pagina “progetti”.
Geometri e ingegneri. Domanda quasi tutta locale e di prossimità (“geometra vicino a me” 1.900, “geometra milano” 480, “ingegnere strutturista milano” 40) con CPC bassi, 1,84-3,48 euro. Qui la scheda Google e le pagine per pratica (CILA, SCIA, APE, accatastamento, perizia strutturale) fanno il lavoro; il blog serve poco.
Consulenti finanziari. La domanda è nazionale e tematica. “Consulente finanziario indipendente” a 2.400 ricerche con CPC 6,44 euro è la keyword da presidiare per chi è indipendente, e le pagine per tema (previdenza, passaggio generazionale, consulenza fee-only) battono le pagine per città. Chi è iscritto all’albo OCF ha regole Consob sulla comunicazione pubblicitaria in aggiunta a quelle generali: ogni contenuto che parla di rendimenti va scritto con quelle davanti.
Il campione su queste tre professioni è più piccolo: abbiamo misurato le keyword e una SERP, non l’intero profilo dei domini leader come per i commercialisti.
Cosa misurare, e cosa non si può misurare
Un professionista non vende online, quindi la metrica non è il traffico: è il numero di telefonate, form e messaggi WhatsApp che arrivano da Google, e quanti diventano clienti. La struttura minima è Search Console per query e posizioni, Google Analytics con eventi su chiamata e form, e il report della scheda Google. Su Contesini, due sportelli di consulenza in provincia di Mantova, tracciare così ha permesso di sapere che il 68% dei 299 lead arrivati in 7 mesi erano opportunità reali, non curiosi.
Una cosa che non si riesce a misurare bene: quanto spendono i concorrenti in Google Ads. DataForSEO non rileva keyword a pagamento per nessuno dei tre domini, Fiscozen compresa, che è un inserzionista noto: il database paid per l’Italia è parziale. Meglio guardare la SERP in orario d’ufficio e il Google Ads Transparency Center.
Approfondimento consigliato: quali KPI SEO guardare e come usare Search Console.
SEO o Google Ads per un libero professionista?
Con un CPC di 6,42 euro su “commercialista milano” e un tasso di conversione del 5%, una richiesta da Google Ads costa intorno ai 130 euro. È un costo che regge se il cliente resta anni, e per un commercialista di solito è così. Ads porta richieste dalla prima settimana e si spegne con il budget; la SEO ci mette mesi e poi resta.
La sequenza che consigliamo a uno studio che parte da zero: scheda Google e sito con le pagine servizio subito, una campagna Search locale per i primi 6-12 mesi mentre l’organico cresce, poi ridurre Ads alle keyword dove l’organico non arriva. Abbiamo scritto struttura, keyword, budget e policy in Google Ads per liberi professionisti, e il ragionamento generale in SEO e Google Ads insieme.
Domande frequenti
Quanto costa la SEO per un libero professionista?
Per uno studio locale il lavoro è contenuto: scheda, 5-10 pagine servizio, una decina di articoli mirati e le recensioni. È un progetto di qualche mese più manutenzione, molto sotto il costo di un progetto nazionale. I riferimenti sono in quanto costa fare SEO.
Quanto tempo serve per vedere i risultati?
La scheda Google si muove in settimane se parte da zero recensioni. Le pagine servizio con la città in 3-6 mesi su ricerche da qualche centinaio al mese. Su Sunscape siamo passati da 1 a 38 keyword in prima pagina in sei mesi, con impression da 329 a 5.809 al mese: un ordine di grandezza realistico anche per uno studio. I dettagli in quanto tempo ci vuole per i risultati SEO.
Serve un blog?
Serve, ma piccolo e mirato. Studio Parotelli si posiziona primo o secondo su tre argomenti di nicchia con una manciata di articoli. Un blog che copre tutto lo scibile fiscale compete con Fiscozen e perde. Le regole per scrivere le abbiamo in creare contenuti in ottica SEO.
Le directory tipo ProntoPro o PagineGialle servono ancora?
Servono a tenere coerenti i dati dello studio, e Google le mostra in blocco (9 in un solo box su “commercialista milano”). Come fonte di clienti, solo ProntoPro ha un meccanismo di richieste, a pagamento per contatto. Non sostituiscono né la scheda né il sito.
Approfondimento consigliato: il mercato locale e quello nazionale a confronto.
Da dove partire
Cerca su Google “la tua professione + la tua città” in orario d’ufficio e guarda chi c’è nel local pack e chi sono i primi tre organici. Se nel pack ci sono studi con 50-150 recensioni e tu ne hai 4, la prima cosa da fare non è il sito: è chiedere una recensione a ogni cliente a cui chiudi una pratica nei prossimi tre mesi. Se il pack è debole e gli organici sono directory, c’è una pagina servizio con la città da scrivere e un posto libero da prendere.
Se vuoi che guardiamo la SERP della tua città e del tuo settore con te, scrivici. Chi ha uno studio piccolo trova il ragionamento generale nella guida alla SEO per le PMI e nella pagina del servizio SEO local.