“Commercialista online” ha 3.600 ricerche al mese in Italia. “Commercialista milano” ne ha 1.600. La ricerca senza città è più del doppio di quella nella città più grande del paese, e costa 5,90 euro a clic con concorrenza alta (dati DataForSEO, Google Ads Italia, settembre 2026).
Gli studi professionali competono ormai su due mercati diversi: quello locale, dove vince chi ha la scheda Google migliore, e quello nazionale, dove sono arrivati operatori digitali strutturati. Sono due partite con regole opposte, e quasi nessuno studio decide consapevolmente a quale partecipare.
Qui sotto i numeri delle due domande, chi occupa la prima pagina e cosa cercano davvero i clienti prima di scegliere.
Quanto vale ogni professione
| Ricerca | Volume mensile | CPC | Picco |
|---|---|---|---|
| commercialista online | 3.600 | 5,90 € | 4.400 a gennaio 2026 |
| apertura partita iva costi | 1.900 | 2,66 € | 2.400 a gennaio 2026 |
| commercialista milano | 1.600 | 6,42 € | 1.900 tra gennaio e marzo 2026 |
| consulenza fiscale | 880 | 3,70 € | 1.300 a settembre 2025 |
| consulente del lavoro milano | 720 | 4,60 € | 880 a gennaio e marzo 2026 |
| quanto costa un commercialista | 480 | 4,12 € | 720 a gennaio 2026 |
| architetto milano | 260 | 7,73 € | 480 a marzo 2026 |
Gennaio è il mese di tutti: commercialista, consulente del lavoro, apertura di partita IVA e la domanda sui costi toccano il massimo nello stesso periodo, quando si aprono le attività e si cambia consulente a inizio esercizio. Marzo è il secondo picco e vale anche per l’architetto, che a marzo raddoppia rispetto alla media.
L’architetto ha il costo per clic più alto del gruppo, 7,73 euro, con il volume più basso: pochi progetti, ognuno di valore alto. È lo schema tipico delle professioni in cui il cliente sceglie una volta e resta.
L’Ordine è primo, non tu
Nella prima pagina di “commercialista milano” il primo risultato organico è odcec.mi.it, il sito dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano. Sopra c’è un riquadro con dieci directory — ProntoPro, Pagine Bianche, Pagine Gialle, Starofservice, Cronoshare e altre — e due blocchi di local pack con sei studi.
Gli studi nel local pack hanno tra 11 e 157 recensioni: Studio Parotelli 4,8 con 157, Studio Genise 5,0 con 47, Mycommercialista 5,0 con 73, Studio Picciotto 5,0 con 71, Studio Collovà 5,0 con 38, Rosalba Pizzulo 5,0 con 11. Sono numeri bassissimi, e vuol dire che la soglia per entrare in quel blocco è alla portata di chiunque chieda una recensione a fine dichiarazione.
Va notato che ProntoPro compare tra i risultati organici con un punteggio di 4,8 su 1.883 recensioni: il portale ha accumulato in aggregato dieci volte le recensioni di tutti gli studi della pagina messi insieme. È il modo in cui gli intermediari costruiscono fiducia al posto dei professionisti.
Il concorrente nuovo non è lo studio dall’altra parte della strada
Fiscozen, uno dei servizi fiscali digitali italiani, si posiziona su 8.911 keyword con 214 prime posizioni e un traffico organico stimato che varrebbe 325.319 euro al mese in pubblicità.
Non sono i numeri di un portale immobiliare, ma sono costruiti esattamente dove uno studio tradizionale non guarda: le domande di chi sta aprendo, non di chi sta cercando un professionista. “Apertura partita iva costi” fa 1.900 ricerche al mese, “quanto costa un commercialista” 480, e sono le domande a cui i siti degli studi non rispondono quasi mai.
Uno studio non deve battere quei servizi sul prezzo. Deve presidiare la parte in cui un servizio automatizzato non arriva: le situazioni fuori standard, i settori specifici, i controlli, il passaggio da forfettario a ordinario. Sono ricerche piccole, con clienti che valgono molto più di un abbonamento annuale.
Approfondimento consigliato: SEO per liberi professionisti.
La domanda sul prezzo torna anche qui
Le quattro domande che Google mostra sotto “commercialista milano” sono “Quanto costa un commercialista a Milano?”, “Qual è il costo di un commercialista?”, “Come scegliere il giusto commercialista?” e “Quanto costa farsi seguire da un commercialista?”. Tre su quattro riguardano il compenso.
Dal 2006 non esistono più tariffe minime obbligatorie per le professioni, quindi pubblicare un preventivo tipo è possibile. Uno studio che dichiara cosa comprende un forfait annuale per una certa tipologia di cliente risponde a metà delle ricerche del settore e si distingue dal 95% dei concorrenti, che su questo tacciono.
Domande frequenti
Un professionista può farsi pubblicità?
Sì, entro i limiti di correttezza e veridicità previsti dai rispettivi codici deontologici, che vietano messaggi ingannevoli, comparativi o lesivi del decoro. Le informazioni sui servizi, sulle specializzazioni e sui compensi non rientrano nei divieti.
Meglio farsi trovare in città o su tutta Italia?
Dipende da come lavori. Il mercato nazionale ha più volume ma concorrenti strutturati e clienti che confrontano sul prezzo; quello locale ha meno volume e una soglia d’ingresso bassissima nel local pack. Uno studio piccolo di solito ha più da guadagnare in locale.
Serve un blog?
Serve se scrive di casi concreti nel tuo settore di specializzazione. Gli articoli generici sulle scadenze fiscali competono con portali che hanno decine di migliaia di pagine e con gli assistenti AI, che quelle risposte le danno direttamente.
Conviene stare su ProntoPro o simili?
Porta contatti subito, spesso condivisi con altri professionisti e selezionati sul prezzo. Utile per riempire, poco adatto a costruire uno studio: le recensioni che accumuli restano sul portale, non sulla tua scheda Google.
Quando conviene spingere?
A gennaio, che è il massimo per quasi tutte le ricerche del settore, e a marzo. Settembre vale per la consulenza fiscale. Giugno e luglio sono i mesi più deboli.
Da dove partire
Cerca la tua professione con la tua città e conta le recensioni dei sei studi nei due blocchi della mappa. Nella maggior parte delle città italiane il numero più basso è sotto la ventina: è una soglia che si supera in un trimestre chiedendo una recensione a ogni cliente a fine dichiarazione. Poi verifica se sul tuo sito c’è scritto quanto costa qualcosa. Se non c’è, stai lasciando senza risposta tre delle quattro domande che Google associa al tuo mestiere. Se vuoi un parere, scrivici.