Le parole chiave per un ecommerce sono le ricerche che una persona fa su Google quando sta per comprare un prodotto che vendi, o quando sta decidendo quale comprare. Non sono le parole che usi tu in magazzino. Sono quelle che usa il cliente, e in Italia quasi mai contengono il verbo "comprare".
Tutte le guide in prima pagina su Google.it spiegano le stesse quattro famiglie di keyword e consigliano di aggiungere "compra", "prezzo" o "online" al nome del prodotto. Nessuna mostra un numero italiano. Abbiamo misurato con lo strumento di pianificazione di Google Ads quante ricerche fanno davvero questi modificatori su tre prodotti venduti online in Italia, e li abbiamo confrontati con gli stessi modificatori in inglese negli Stati Uniti. Il risultato cambia più di un consiglio che si legge ovunque.
Come cercano gli italiani prima di comprare: i dati su tre prodotti
Abbiamo scelto tre prodotti di fascia di prezzo e stagionalità diverse: la friggitrice ad aria (elettrodomestico, picco a fine anno), le scarpe da running (abbigliamento sportivo, con taglie e generi) e il divano letto (arredamento, acquisto ragionato). Per ognuno abbiamo preso la ricerca base e le varianti con i modificatori che i manuali di SEO per ecommerce indicano come "transazionali" o "commerciali".
| Ricerca | Friggitrice ad aria | Scarpe running | Divano letto |
|---|---|---|---|
| Solo il prodotto | 165.000 | 12.100 | 90.500 |
| + migliore / migliori | 18.100 | 3.600 | 880 |
| + offerte | 6.600 | 1.000 | 3.600 |
| + amazon | 5.400 | 110 | n.r. |
| + prezzo / prezzi | 1.600 | 30 | 720 |
| + economica / economico | 390 | 260 | 2.400 |
| + recensioni | 880 | 140 | n.r. |
| + online | 10 | 90 | 110 |
| comprare + prodotto | 20 | 10 | 50 |
| acquistare + prodotto | nessun dato | n.r. | n.r. |
Tre cose saltano all'occhio. La prima: "comprare friggitrice ad aria" fa 20 ricerche al mese contro le 165.000 della ricerca base, cioè poco più di una su diecimila. "Acquistare friggitrice ad aria" non ha nemmeno un volume. La seconda: "friggitrice ad aria online" fa ancora meno, 10 ricerche, perché chi cerca un prodotto su Google dà per scontato di trovarlo in vendita online. La terza: il modificatore che pesa di più è "migliore", con 18.100 ricerche per le friggitrici e 3.600 per le scarpe. È una ricerca di confronto, non di acquisto immediato, e porta a una pagina diversa da quella di prodotto.
Un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere. "Migliore friggitrice ad aria" e "friggitrice ad aria migliore" restituiscono gli stessi identici numeri, mese per mese: 40.500 a novembre 2025, 9.900 a luglio 2026. Per lo strumento di Google sono a tutti gli effetti la stessa ricerca, e una pagina sola le copre entrambe. Scrivere due pagine per due ordini delle stesse parole è il modo più rapido per farle competere tra loro.
"Comprare" non lo scrive quasi nessuno, nemmeno in America
I consigli sul "buy" vengono dalle guide americane, e la SERP statunitense su questo tema è piena di esempi come "buy nike air max size 10". Abbiamo fatto la stessa estrazione sul mercato degli Stati Uniti, con la friggitrice ad aria come prodotto di riferimento.
| Modificatore | Italia (friggitrice ad aria) | Quota sulla ricerca base | Stati Uniti (air fryer) | Quota sulla ricerca base |
|---|---|---|---|---|
| Ricerca base | 165.000 | 100% | 550.000 | 100% |
| migliore / best | 18.100 | 11,0% | 74.000 | 13,5% |
| offerte / deals + sale | 6.600 | 4,0% | 6.300 | 1,1% |
| amazon | 5.400 | 3,3% | 3.600 | 0,65% |
| prezzo / price | 1.600 | 0,97% | 3.600 | 0,65% |
| economica / cheap | 390 | 0,24% | 9.900 | 1,8% |
| comprare / buy | 20 | 0,012% | 1.300 | 0,24% |
| online | 10 | 0,006% | 140 | 0,03% |
Anche negli Stati Uniti "buy air fryer" pesa lo 0,24% della ricerca base: poco. In Italia il peso è venti volte più basso. Il confronto però mostra anche due differenze di abitudine che le traduzioni delle guide americane perdono. Gli italiani cercano "offerte" in proporzione tre volte e mezzo più degli americani (4,0% contro 1,1%, sommando "deals" e "sale"), e aggiungono il nome di Amazon cinque volte più spesso. Gli americani, al contrario, scrivono "cheap" molto più di quanto noi scriviamo "economica".
Il dato sulle offerte ha un riscontro anche dal lato dei comportamenti. Nel report 2025 di Jungle Scout, basato su un sondaggio a quasi 1.000 consumatori statunitensi raccolto a dicembre 2024, il 63% indica "prezzo e sconti" come il fattore che pesa di più sugli acquisti su Amazon (fonte: Jungle Scout, Consumer Trends 2025). È un campione americano e non esiste un dato italiano equivalente con la stessa domanda, ma i volumi di ricerca vanno nella stessa direzione.
Marche e negozi valgono più dei modificatori
La tabella iniziale nasconde la parte più grande della domanda. Le varianti con il nome di una marca o di un negozio superano quasi sempre quelle con i modificatori classici.
| Ricerca | Ricerche mensili in Italia | Rispetto alla ricerca base |
|---|---|---|
| friggitrice ad aria philips | 22.200 | 13,5% |
| friggitrice ad aria lidl | 12.100 | 7,3% |
| friggitrice ad aria ninja | 8.100 | 4,9% |
| friggitrice ad aria unieuro | 2.400 | 1,5% |
| scarpe running asics | 2.900 | 24,0% |
| scarpe running decathlon | 2.400 | 19,8% |
| divano letto ikea | 33.100 | 36,6% |
Per un ecommerce multimarca queste sono le keyword più preziose del catalogo, e vanno nelle pagine di marca e nelle schede prodotto con il nome del modello nel titolo. Per chi vende solo il proprio marchio sono ricerche da conoscere, non da inseguire: "divano letto ikea" vuole Ikea, e nessuna ottimizzazione convincerà Google a mostrare un altro sito al primo posto.
Il caso Lidl merita una riga a parte. "Friggitrice ad aria lidl" ha toccato 33.100 ricerche a gennaio 2026 ed è scesa a 4.400 ad aprile. Nello stesso gennaio la ricerca generica sulle friggitrici calava, da 246.000 a 201.000. Una keyword di negozio può avere una stagionalità propria, slegata da quella del prodotto.
Le quattro famiglie di parole chiave e la pagina giusta per ciascuna
La classificazione classica per intento di ricerca resta utile, a patto di legarla a un tipo di pagina. Con i dati sopra, per un ecommerce italiano funziona così.
- Prodotto, marca e modello ("friggitrice ad aria ninja", "scarpe running a3"): vanno sulle schede prodotto e sulle pagine di marca. Chi le cerca sa già cosa vuole.
- Categoria con attributo ("divano letto matrimoniale", "friggitrice ad aria 2 cestelli"): vanno sulle pagine di categoria o su sottocategorie filtrate. È dove un ecommerce raccoglie la quota più grande di traffico.
- Confronto ("migliore friggitrice ad aria", "migliori scarpe running"): vogliono una guida alla scelta o una classifica. Per "migliore friggitrice ad aria" la prima pagina di Google.it mostra discussioni su Reddit, video di recensioni e pagine di confronto come quelle di Altroconsumo e greenMe, più un blocco di prodotti. Una pagina di categoria con 40 articoli in griglia lì fatica a entrare.
- Informative ("friggitrice ad aria ricette", 4.400 ricerche; "come scegliere scarpe running", 390; "friggitrice ad aria consuma", 390): vanno sul blog o in una sezione guide, con link interni verso le categorie.
La quinta famiglia che le guide italiane citano, quella "transazionale" con "compra" e "acquista", nei nostri dati semplicemente non esiste come volume. La ricerca base del prodotto è già transazionale. Per "friggitrice ad aria" la prima pagina di Google è fatta di schede prodotto e negozi come Leroy Merlin, eBay ed ePrice.
La coda lunga dell'ecommerce: attributi, taglie, generi
Nel database statunitense di Ahrefs le keyword con meno di 10 ricerche al mese sono quasi il 93% del totale, 2,3 miliardi di query, come ha scritto Tim Soulo nella sua guida alle keyword a coda lunga aggiornata a maggio 2026. Ahrefs non pubblica lo stesso dato per l'Italia. Il principio però si vede anche nei nostri numeri, con una differenza: nell'ecommerce la coda lunga non è fatta di frasi lunghe, è fatta di attributi.
| Attributo aggiunto | Esempio | Ricerche mensili |
|---|---|---|
| Genere | scarpe running uomo | 18.100 |
| Genere | scarpe running donna | 8.100 |
| Dimensione | divano letto matrimoniale | 12.100 |
| Caratteristica | friggitrice ad aria 2 cestelli | 590 |
| Esigenza tecnica | scarpe running pronatore | 480 |
| Modello | scarpe running a3 | 390 |
| Caratteristica | scarpe running ammortizzate | 210 |
"Scarpe running uomo" fa più ricerche di "scarpe running" da sola: 18.100 contro 12.100. Vuol dire che la pagina di categoria più importante non è quella generica ma quella filtrata per genere, e che se il filtro uomo/donna del tuo sito genera URL non indicizzabili stai rinunciando alla ricerca più grande del gruppo. Qui la scelta delle keyword diventa una scelta di architettura: quali filtri meritano una pagina propria, con URL, title e testo dedicati, e quali restano filtri e basta.
La regola pratica che usiamo: un attributo merita una pagina indicizzabile se ha un volume di ricerca misurabile e se nel catalogo ci sono abbastanza prodotti per riempirla. Una sottocategoria "scarpe running pronatore" con due articoli dentro è una pagina sottile, anche se la keyword ha 480 ricerche.
Stagionalità: Black Friday e saldi
Un volume medio annuo dice poco a chi deve decidere quando pubblicare o aggiornare una pagina. Gli stessi dati, mese per mese, raccontano un'altra storia.
| Ricerca | Mese di picco | Mese più basso | Rapporto |
|---|---|---|---|
| friggitrice ad aria black friday | 27.100 (novembre 2025) | 40 (agosto 2026) | 677 a 1 |
| friggitrice ad aria | 301.000 (ottobre e novembre 2025) | 110.000 (aprile-luglio 2026) | 2,7 a 1 |
| scarpe running saldi | 880 (gennaio 2026) | 110 (dicembre 2025) | 8 a 1 |
| divano letto saldi | 720 (gennaio e luglio 2026) | 110 (marzo 2026) | 6,5 a 1 |
| scarpe running | 14.800 (marzo, aprile, settembre) | 8.100 (luglio 2026, dicembre 2025) | 1,8 a 1 |
"Saldi" ha due picchi, gennaio e luglio, cioè i mesi dei saldi di fine stagione. "Black Friday" ne ha uno solo, concentrato in novembre. Una pagina dedicata a queste ricerche va pubblicata e linkata dal menu settimane prima del picco, perché Google deve avere il tempo di scansionarla. Per vedere le curve del tuo settore bastano Google Trends e lo storico mensile dello strumento di pianificazione.
Come fare la ricerca delle parole chiave per il tuo ecommerce
Il metodo che applichiamo, in ordine. Parte dai dati che hai già e arriva ai tool a pagamento solo quando servono.
- Parti da Search Console. Il report Prestazioni mostra le query per cui il sito riceve già impression. Filtra per le pagine di categoria e cerca le ricerche con molte impression e posizione media tra 8 e 20: sono le più vicine a portare clic.
- Elenca i prodotti e i loro attributi. Genere, taglia, materiale, colore, marca, modello, uso. Ogni attributo diventa una variante da misurare.
- Misura i volumi in Italia. Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads è gratuito, serve solo un account Google Ads. Per le analisi sui concorrenti servono tool come Semrush, Ahrefs o SEOZoom: li abbiamo messi a confronto nella guida ai tool di keyword research.
- Guarda la SERP di ogni keyword prima di assegnarla. Se per "migliori scarpe running" Google mostra solo articoli, quella keyword non va su una categoria. È il controllo che separa una lista di keyword da un piano.
- Raggruppa. Le ricerche che portano alla stessa SERP vanno sulla stessa pagina. Il keyword clustering evita che due pagine del catalogo si rubino le posizioni a vicenda.
- Controlla Amazon e i marketplace. I suggerimenti di ricerca di Amazon mostrano gli attributi che i clienti digitano davvero, spesso prima che compaiano nei tool SEO. Ne parliamo nella guida alla SEO su Amazon.
- Assegna una keyword principale per pagina e segna accanto il tipo di pagina: categoria, prodotto, marca, guida.
Sui volumi bassi serve un filtro diverso da quello delle guide americane. Una keyword da 50 ricerche al mese, come "comprare divano letto", per un sito americano non vale il lavoro. Per un ecommerce italiano di nicchia può essere metà del mercato. La difficoltà della keyword conta almeno quanto il volume.
Dove mettere le parole chiave nelle pagine
La documentazione di Google sull'ecommerce, aggiornata al 10 dicembre 2025, insiste più sulla struttura che sul testo. La guida "Help Google understand your ecommerce site structure" chiede di collegare il menu alle categorie, le categorie alle sottocategorie e le sottocategorie a tutti i prodotti, e di linkare spesso i prodotti più venduti dalla homepage e dai contenuti editoriali. Tradotto in keyword: la ricerca più importante deve stare sulla pagina che riceve più link interni.
Dentro la pagina, i punti che contano sono questi:
- il title tag e l'H1, con la keyword principale all'inizio e l'attributo che la distingue (uomo, matrimoniale, 2 cestelli);
- l'URL, corto e stabile, senza parametri per le categorie che vuoi posizionare;
- un testo di categoria breve, sopra o sotto la griglia, che usi le varianti con attributo e colleghi le sottocategorie;
- il nome del prodotto nella scheda, con marca e modello scritti come li scrive il cliente, non con il codice interno;
- i dati strutturati di prodotto, che Google usa per prezzo, disponibilità e recensioni nei risultati: la guida allo schema markup spiega come impostarli.
Il resto del lavoro tecnico su filtri, varianti e pagine esaurite lo trovi nella guida alla SEO per ecommerce.
Il contesto italiano: un mercato grande, una domanda frammentata
Secondo l'Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, nel 2026 gli acquisti online degli italiani valgono 66,6 miliardi di euro, di cui 42,6 miliardi in prodotti, con 35 milioni di consumatori digitali. L'online pesa l'11,5% degli acquisti di prodotti al dettaglio (fonte: Consorzio Netcomm, maggio 2026). Le imprese attive nell'ecommerce sono 87.000, oltre il 90% micro o piccole.
Per una piccola impresa questo significa competere su SERP dove ci sono Amazon, le catene e i marketplace. Le parole chiave dove si vince sono quelle con un attributo preciso, dove il grande negozio generalista ha una pagina debole. È quello che abbiamo visto con Macropix, produttore milanese di schermi LED: nessuna delle nove keyword che portano più contatti contiene il nome dell'azienda, e sul cluster "ledwall" la share of voice è arrivata al 25,55%, davanti ad Amazon con il 18,08%. Il caso completo è nella guida alla SEO per l'industria manifatturiera.
Gli errori che vediamo più spesso
- Ottimizzare per "compra" o "online". Nei nostri tre prodotti queste varianti non arrivano all'1% della ricerca base, e per la friggitrice ad aria restano sotto lo 0,02%. Riempire title e testi di "acquista online" non porta traffico e peggiora il clic.
- Una categoria per tutte le ricerche di confronto. "Migliore friggitrice ad aria" vuole una guida con criteri e modelli nominati. Se non la scrivi tu, il clic va a un sito di recensioni che poi manda il cliente su Amazon.
- Filtri indicizzati senza criterio. Indicizzare ogni combinazione di colore e taglia crea migliaia di pagine quasi uguali. Si indicizza solo l'attributo che ha un volume e abbastanza prodotti.
- Ignorare la stagionalità. Una pagina "black friday" pubblicata a metà novembre arriva quando le ricerche sono già al picco.
- Descrizioni copiate dal produttore. Lo stesso testo compare su decine di siti. La scheda si distingue con le informazioni che il cliente cerca e il produttore non scrive: taglie reali, consumi, confronto con il modello precedente.
Se preferisci che questa analisi la faccia qualcuno per te, è il primo passo del nostro servizio SEO per ecommerce. E se il catalogo gira anche su Google Shopping, le stesse keyword servono per impostare le campagne: lo spieghiamo nella guida a Google Ads per ecommerce.
Domande frequenti sulle parole chiave per ecommerce
Quelle che combinano il prodotto con un attributo preciso (genere, dimensione, caratteristica, modello) e con un volume misurabile in Italia. Nei nostri dati "scarpe running uomo" fa 18.100 ricerche al mese, più della ricerca generica. Le ricerche con la marca, per un ecommerce multimarca, sono spesso le più preziose del catalogo.
Quasi mai. In Italia "comprare friggitrice ad aria" fa 20 ricerche al mese contro le 165.000 della ricerca base, e "acquistare friggitrice ad aria" non ha un volume rilevato. Il nome del prodotto da solo è già una ricerca d'acquisto.
Una principale, più le varianti che portano alla stessa pagina di risultati di Google, come i due ordini di "migliore friggitrice ad aria". Se due ricerche mostrano SERP diverse, vanno su pagine diverse.
Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads è gratuito (serve un account Google Ads) e mostra volumi e andamento mensile per l'Italia. Search Console mostra le query per cui il tuo sito riceve già impression. Google Trends aiuta a leggere la stagionalità.
Indicano quanto il marketplace è presente nella testa del cliente: per le friggitrici ad aria "amazon" vale il 3,3% della ricerca base, contro lo 0,65% negli Stati Uniti. Non sono keyword su cui posizionarsi, ma dicono quanto conta essere presenti anche su Amazon con lo stesso catalogo.
Un'ultima osservazione. Le liste di "100 migliori keyword per ecommerce", come quella pubblicata da SEO.com, nascono sul mercato americano e portano con sé un modo di cercare che in Italia non c'è. Gli italiani non scrivono "compra", scrivono "offerte", il nome di un negozio o quello di una marca, e lo fanno con picchi legati ai saldi e al Black Friday che nessun elenco generico può conoscere. Dieci minuti sullo strumento di pianificazione con i prodotti del tuo catalogo valgono più di qualsiasi lista scaricata.