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Keyword difficulty: cos'è, come si calcola e quanto fidarsi del numero

Autore: Matteo Pellegrini

La keyword difficulty è un punteggio da 0 a 100 con cui i tool SEO stimano quanto sia difficile entrare nella prima pagina di Google per una parola chiave.

Non è un dato di Google. Ogni tool la calcola con una formula sua, quasi sempre partendo dai backlink delle pagine già posizionate, e per la stessa parola chiave i numeri divergono. Serve a scartare in fretta centinaia di termini durante una keyword research, non a decidere su quale lavorare.

Come la calcolano i tool

Le formule sono proprietarie, ma partono quasi tutte dallo stesso posto: chi occupa già la top 10 e quanto è forte.

Ahrefs guarda una cosa sola, il numero di domini referenti che puntano alle dieci pagine posizionate, e nella sua documentazione scrive che la metrica non tiene conto di alcun fattore on-page. Semrush usa un insieme più largo: authority delle pagine in SERP, quantità e qualità dei backlink compreso il rapporto follow/nofollow, più dati specifici della query. SEOZoom, che sulla SERP italiana ha i dati più fitti, stima la competitività della top 10 sulla Zoom Authority dei domini presenti, su una scala che dichiara logaritmica. Moz lavora su Page Authority e Domain Authority delle pagine in prima pagina, due metriche che Google non usa.

ToolScalaSu cosa si basaCosa stima
Ahrefs0-100, non lineareDomini referenti verso le prime 10 pagineProbabilità di entrare in top 10
Semrush0-100 (KD%)Authority delle pagine in SERP, volume e qualità dei backlink, rapporto follow/nofollowSforzo per arrivare in prima pagina
SEOZoom0-100, logaritmicaZoom Authority dei domini in top 10Competitività della SERP
Moz1-100Page Authority e Domain Authority delle pagine in prima paginaSforzo per superare chi è già posizionato
Fonti: documentazione ufficiale di ciascun tool, consultata a settembre 2026.

Da qui derivano due conseguenze pratiche. La prima: confrontare la KD 35 di un tool di keyword research con la KD 35 di un altro non significa niente, sono scale diverse costruite su dati diversi. La seconda: siccome quasi tutte guardano i link, la keyword difficulty misura bene quanto sono linkate le pagine in top 10, e poco altro. Su una SERP fatta di pagine prodotto senza backlink il numero ha poca materia su cui lavorare.

Da 40 a 80 non è il doppio della fatica

Ahrefs pubblica la conversione tra il proprio punteggio e il numero di domini referenti che servono per entrare in prima pagina. È il documento più utile che esista sull'argomento, perché smonta l'idea che la scala sia lineare.

Keyword difficultyDomini referenti stimati per entrare in top 10
1010
2022
3036
4056
5084
60129
70202
80353
90756
Fonte: Ahrefs, Keyword Difficulty Checker, documentazione ufficiale della metrica.

Passare da KD 10 a KD 20 costa dodici domini in più. Passare da 80 a 90 ne costa oltre quattrocento. È il motivo per cui un sito nuovo che punta a una keyword da KD 70 non è un po' indietro: è indietro di circa duecento domini referenti, che in un settore B2B italiano stretto possono valere anni di link building.

Nella stessa pagina Ahrefs precisa un limite che quasi nessuno riporta: il punteggio stima la probabilità di entrare nei primi dieci risultati, non di arrivare primi. Fra la decima posizione e la prima ci sono fattori che la metrica non guarda affatto.

La concorrenza dello Strumento di pianificazione è un'altra cosa

È lo scambio più frequente, tanto che Ahrefs lo segnala in apertura della propria documentazione: chi arriva alla SEO dalla pubblicità legge la colonna Concorrenza dello Strumento di pianificazione delle parole chiave come se fosse una difficoltà di posizionamento.

Sono due misure senza rapporto fra loro. La documentazione di Google Ads definisce la Concorrenza come «il numero di inserzionisti i cui annunci sono stati pubblicati per ciascuna parola chiave rispetto a tutte le parole chiave utilizzate su Google», espressa come bassa, media o alta. Dice quanti stanno comprando quella query e quanto è caro il costo per clic, non quanto è difficile posizionarsi in organico.

KeywordRicerche mensili in ItaliaConcorrenza Google AdsKeyword difficultyDomini referenti medi in top 10
carrello elevatore elettrico1.600alta (1,0)1619,3
agenzia seo1.300bassa (0,2)2232,4
cos'è la seo320bassa (0,21)2583,5
assicurazione auto201.000alta (0,8)4671,9
Rilevazione su Google Italia, settembre 2026. Volume, concorrenza pubblicitaria, keyword difficulty e domini referenti medi delle pagine in top 10 da DataForSEO.

«Carrello elevatore elettrico» ha la concorrenza pubblicitaria al massimo e una difficoltà organica di 16. Nessuno dei due numeri sa niente dell'altro.

La stessa tabella dice un'altra cosa. «Assicurazione auto» ha 201.000 ricerche al mese e in top 10 pagine con 71,9 domini referenti in media; «cos'è la seo» ne ha 320 e ne trova davanti 83,5. La parola chiave con seicento volte meno traffico ha concorrenti più linkati. Il volume non predice la difficoltà, e ordinare una lista per volume decrescente resta il modo più rapido per lavorare sulle cose sbagliate.

Un punteggio basso non è basso per tutti

La keyword difficulty è un numero assoluto che risponde a una domanda relativa. Il tool stima quanto è forte la top 10; quanto sei forte tu non entra nel calcolo.

Semrush lo scrive in fondo al proprio articolo, quasi come una postilla: la KD va sempre letta rispetto all'authority del dominio su cui stai lavorando. Nella pratica è il contrario di una postilla, è la prima cosa da guardare. Un sito con dieci anni di storico e un profilo di link sedimentato entra in SERP da KD 50 dove un dominio di sei mesi non entra da KD 20. Lo stesso punteggio, due progetti diversi, due risposte opposte.

Semrush pubblica anche le fasce con cui legge la propria scala: 0-14 molto semplice, 15-29 semplice, 30-49 possibile, 50-84 difficile, 85-100 molto difficile. Sono indicazioni ragionevoli come primo orientamento, a patto di ricordare che valgono per la scala di Semrush e per nessun'altra.

Dove il numero sbaglia più spesso

Ci sono SERP su cui una metrica costruita sui link non ha niente da misurare. Su «scarpe antinfortunistiche», 60.500 ricerche al mese in Italia, le pagine in prima pagina hanno in media 0,9 domini referenti. Il posizionamento lì si gioca su altro: quali sono le pagine prodotto, come è fatta la scheda, che intento di ricerca sta servendo Google. Un punteggio di difficoltà basato sui backlink, in quel contesto, è aria.

Succede lo stesso quando i dati sono pochi. Sulle nicchie B2B a basso volume i tool hanno poche SERP campionate e le stime ballano: «software gestionale magazzino», 480 ricerche al mese e 15,67 euro di CPC medio, in top 10 ha pagine con 2,9 domini referenti in media. Il costo per clic dice che quella query vale soldi, i link dicono che nessuno l'ha presidiata con autorevolezza. Nessuna delle due informazioni sta dentro un punteggio di difficoltà.

Un limite di quello che ho appena mostrato: queste keyword le ho scelte perché illustrano bene il punto, non estratte a caso. Servono a far vedere che i due numeri divergono, non a dire quanto spesso lo facciano.

Come si usa senza farsi male

Come primo filtro, mai come criterio finale. Lo consiglia Ahrefs nella propria documentazione e funziona: prendi una lista di trecento termini, tagli quello che è fuori portata per il dominio su cui lavori, e da lì in poi apri le SERP a mano.

Quello che il punteggio non vede lo vedi tu in trenta secondi di SERP: che tipo di pagine ci sono, se l'intento è quello che pensavi, se davanti hai concorrenti veri o directory e forum, quanto spazio resta sotto gli annunci e le feature. È anche il momento in cui capisci se due termini vanno sulla stessa pagina o su due, che è un problema di keyword clustering e non di difficoltà.

Le long tail tecniche sono il caso in cui questo cambia di più il risultato. Su un progetto manifatturiero il lavoro si è concentrato su termini di prodotto a volume basso, quelli che una lista ordinata per volume avrebbe scartato: la keyword principale è passata dalla posizione 88 alla 2, con uno share of voice del 25,55% davanti ad Amazon. Se ti serve una mano a fare questa scrematura su un settore specifico, è il tipo di lavoro con cui parte ogni nostro progetto SEO.

Una cosa che nel settore si dice poco: la keyword difficulty risponde alla domanda sbagliata. Dice quanto è difficile entrare in top 10, non quanto vale entrarci. Su una query dove il primo risultato organico sta sotto un AI Overview, tre annunci e un box di domande, una KD 15 può portare meno di una KD 60 su una ricerca commerciale stretta fatta da chi sta per comprare. Prima della difficoltà conviene guardare la pagina di Google e chiedersi dove finirebbe il clic.

Domande frequenti sulla keyword difficulty

Qual è un buon punteggio di keyword difficulty?

Non esiste in assoluto, dipende dall'autorevolezza del dominio su cui stai lavorando. Semrush considera semplice la fascia 0-29 della propria scala, ma un sito con anni di storico entra in SERP da KD 50 dove un dominio nuovo fatica a KD 20. Il punteggio va sempre confrontato con la forza del sito, non letto da solo.

La keyword difficulty di Ahrefs e quella di Semrush sono confrontabili?

No. Ahrefs calcola il punteggio solo sul numero di domini referenti che puntano alle prime dieci pagine, mentre Semrush combina authority delle pagine in SERP, quantità e qualità dei backlink e dati specifici della query. Stesso intervallo da 0 a 100, due formule diverse: una KD 40 su un tool non equivale a una KD 40 sull'altro.

Keyword difficulty e volume di ricerca sono collegati?

No. Nella rilevazione di settembre 2026 su Google Italia «assicurazione auto», con 201.000 ricerche mensili, ha in top 10 pagine con 71,9 domini referenti in media, mentre «cos'è la seo», con 320 ricerche, ne trova davanti 83,5. Un volume alto non implica una SERP difficile né il contrario.

La colonna Concorrenza dello Strumento di pianificazione delle parole chiave è la keyword difficulty?

No. Google Ads definisce quella colonna come il numero di inserzionisti i cui annunci sono stati pubblicati per una parola chiave rispetto a tutte le keyword usate su Google, e riguarda solo la ricerca a pagamento. La keyword difficulty riguarda i risultati organici. Una query può avere concorrenza pubblicitaria alta e difficoltà organica bassa.

Dove si controlla la keyword difficulty gratis?

Ahrefs, Semrush, Moz, SE Ranking e Mangools mettono a disposizione un checker gratuito con un numero limitato di ricerche giornaliere; Ubersuggest non richiede registrazione per le prime ricerche. Siccome ogni tool usa una scala propria, ha senso guardare la SERP dopo il controllo invece di fermarsi al numero.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.