Google Keyword Planner (in italiano Strumento di pianificazione delle parole chiave) è lo strumento gratuito di Google Ads che suggerisce parole chiave e ne stima le ricerche mensili, la concorrenza tra inserzionisti e il costo dei clic. È nato per chi compra annunci, ma è anche la fonte da cui parte quasi ogni keyword research in Italia: in media 2.400 ricerche al mese per «google keyword planner», secondo lo stesso strumento.
Usarlo è facile. Leggerlo bene no: la colonna che tutti guardano, le ricerche mensili medie, è una media di dodici mesi arrotondata, e su un prodotto stagionale può sbagliare il mese che ti interessa di un fattore sei. Qui sotto trovi la procedura passo per passo, cosa significa ogni colonna secondo la documentazione di Google e un test che abbiamo fatto il 2 ottobre 2026 su sette keyword italiane per mostrare dove la media inganna.
Come accedere a Google Keyword Planner
Keyword Planner sta dentro Google Ads, quindi serve un account Google Ads. Non serve far partire una campagna, ma serve completare l'account: la guida ufficiale di Google scrive che «per accedere alle funzionalità di base, come Ricevi idee per nuove parole chiave, devi completare la creazione dell'account inserendo i tuoi dati di fatturazione» (Guida di Google Ads).
- Accedi a Google Ads con un account Google e completa la configurazione, dati di fatturazione compresi.
- Se la procedura guidata ti spinge a creare subito una campagna, cerca l'opzione per passare alla modalità esperto: da lì puoi chiudere la configurazione senza pubblicare annunci.
- Apri il menu Strumenti e scegli Strumento di pianificazione delle parole chiave.
Una conseguenza pratica che le guide raccontano poco: un account senza spesa vede i volumi a fasce. Dall'agosto 2016 Google mostra agli inserzionisti con una spesa mensile bassa intervalli come 100-1.000 o 1.000-10.000 invece del numero, come documentò Search Engine Land quando Google confermò la scelta. Le fasce sono sette: 0, 1-100, 100-1.000, 1.000-10.000, 10.000-100.000, 100.000-1 milione e oltre il milione. La stessa limitazione può scattare se si fanno troppe richieste via API.
Le due funzioni: idee nuove o volumi di una lista
All'apertura lo strumento offre due strade, e sceglierle bene risparmia mezz'ora.
Individua nuove parole chiave
Serve quando non hai ancora una lista. Puoi partire in due modi. Con «Inizia con le parole chiave» inserisci termini legati a quello che vendi; con «Inizia con un sito web» inserisci un indirizzo e, secondo Google, lo strumento «cercherà parole chiave correlate ai contenuti di quel sito». Funziona anche con il sito di un concorrente o con l'URL di una singola pagina: più l'URL è specifico, più le idee sono strette sul tema di quella pagina.
Dopo la prima ricerca conviene usare i filtri (testo della parola chiave, concorrenza, offerta, esclusione delle keyword già presenti nell'account) e la funzione che raggruppa le idee per tema, brand o categoria. È il modo più rapido per passare da qualche migliaio di righe a un elenco leggibile.
Ottieni volume di ricerca e previsioni
Serve quando la lista ce l'hai già, per esempio dalle query di Google Search Console o da un brainstorming con il commerciale. Puoi incollare le keyword o caricare un file CSV con una sola colonna intestata «Parola chiave». I limiti ufficiali sono 80 caratteri e 10 parole per keyword. Da qui ottieni le metriche storiche di ogni termine e, nella scheda Previsione, una stima di clic, impressioni e costo per il budget che imposti.
Come leggere le colonne senza sbagliare
Quasi tutti gli errori nascono qui, perché le colonne hanno nomi che sembrano dire una cosa e ne misurano un'altra. Questo è il significato che dà Google nella sua documentazione sulle metriche.
| Colonna | Cosa misura davvero | L'errore tipico |
|---|---|---|
| Ricerche mensili medie | La media delle ricerche degli ultimi 12 mesi, arrotondata. Google precisa che i volumi «sono arrotondati». | Prenderla per il volume di un mese qualsiasi. |
| Variazione in tre mesi e su base annua | Lo scostamento recente e rispetto all'anno prima. | Ignorarle: sono il primo segnale di un tema in crescita o in calo. |
| Concorrenza | Quanti inserzionisti si contendono la keyword negli annunci. | Leggerla come difficoltà di posizionamento organico. |
| Offerta per la parte superiore della pagina (fascia bassa) | Circa il 20° percentile di quanto gli inserzionisti hanno pagato per comparire in cima, negli ultimi 30 giorni. | Usarla come CPC medio previsto. |
| Offerta per la parte superiore della pagina (fascia alta) | Circa l'80° percentile, sempre sugli ultimi 30 giorni. | Considerarla un tetto massimo. |
La colonna Concorrenza merita una riga in più. «Alta» vuol dire che molti comprano annunci su quella parola, non che sia difficile arrivare primi in organico: per quello serve una metrica diversa, la keyword difficulty, che si costruisce guardando i link e l'autorità delle pagine già in prima pagina.
Il test: quanto inganna la media di 12 mesi
Abbiamo interrogato l'API di Google Ads, che restituisce gli stessi dati di Keyword Planner, su sette keyword italiane con andamenti diversi: quattro stagionali, estive o invernali, una legata a una scadenza fiscale, una B2B e una che non dovrebbe muoversi quasi mai. Località Italia, lingua italiana, periodo da settembre 2025 ad agosto 2026.
| Keyword | Ricerche mensili medie | Mese più basso | Mese più alto | Picco diviso minimo | Mesi sopra la media |
|---|---|---|---|---|---|
| panettone | 49.500 | 8.100 (giugno e luglio 2026) | 301.000 (dicembre 2025) | 37,2 | 3 su 12 |
| piscina fuori terra | 49.500 | 8.100 (novembre e dicembre 2025) | 165.000 (giugno 2026) | 20,4 | 4 su 12 |
| condizionatore | 74.000 | 27.100 (settembre 2025) | 246.000 (giugno 2026) | 9,1 | 4 su 12 |
| dichiarazione dei redditi | 40.500 | 18.100 (novembre 2025) | 90.500 (aprile 2026) | 5,0 | 4 su 12 |
| pellet | 60.500 | 27.100 (giugno 2026) | 90.500 (ottobre e novembre 2025, gennaio e febbraio 2026) | 3,3 | 5 su 12 |
| software gestionale | 1.600 | 720 (agosto 2026) | 2.400 (settembre 2025) | 3,3 | 6 su 12 |
| assicurazione auto | 201.000 | 165.000 (agosto 2026) | 246.000 (quattro mesi) | 1,5 | 4 su 12 |
Il caso più netto è il panettone. Keyword Planner dice 49.500 ricerche al mese, ma a dicembre 2025 sono state 301.000, sei volte la media, e in nove mesi su dodici il volume reale è rimasto sotto quel numero. Chi guarda solo la media sottostima dicembre e sovrastima tutto il resto dell'anno.
Per «piscina fuori terra» il rapporto tra il mese di picco e quello più basso è 20 a 1. Con la media di 49.500 un e-commerce potrebbe pensare a una domanda costante; i numeri mensili dicono che a novembre cerca il prodotto una persona ogni venti di giugno. Lo stesso vale, in misura minore, per «condizionatore» e per «dichiarazione dei redditi», che ha il suo massimo ad aprile.
All'opposto, «assicurazione auto» oscilla di appena una volta e mezza tra il mese peggiore e il migliore: qui la media racconta abbastanza bene la realtà. Anche il B2B si muove: «software gestionale» tocca 720 ricerche ad agosto 2026 contro le 2.400 di settembre 2025, cosa che ha un peso concreto se stai decidendo quando aumentare il budget di una campagna.
La correzione è semplice: nella tabella delle idee si allarga la riga o si scarica il file, e si guardano le dodici colonne mensili. Se il rapporto tra picco e minimo supera 3, la media non va usata da sola. Per i trend più lunghi di un anno serve Google Trends, che ha dati dal 2004 ma dà indici e non volumi.
Tre cose che Keyword Planner arrotonda o fonde
I volumi stanno su una scala a gradini
Nei dati che abbiamo estratto tutti i valori cadono su una scala fissa: 8.100, 9.900, 12.100, 14.800, 18.100, 22.200, 27.100, 33.100, 40.500, 49.500, 60.500, 74.000, 90.500. Ogni gradino è circa il 22% più alto del precedente. Vuol dire che due keyword con 40.500 ricerche possono avere volumi reali diversi di qualche migliaio, e che una variazione da un mese all'altro inferiore a un gradino semplicemente non si vede. Google lo ammette in una riga: le statistiche sul volume «sono arrotondate».
Le varianti vengono sommate
Plurali, abbreviazioni e grafie diverse della stessa parola spesso ricevono lo stesso volume, quello del gruppo. Nel nostro test sulle alternative a Keyword Planner «consulente seo» e «consulenti seo» risultavano entrambe a 2.900 ricerche, con lo stesso CPC di 11,27 euro: chi le somma in un foglio si ritrova con 5.800 ricerche che non esistono. Prima di fare i conti conviene raggruppare le varianti in un solo argomento, come spieghiamo nella guida al keyword clustering.
I volumi tendono a essere più alti del reale
Lo studio più ampio sul tema l'ha pubblicato Ahrefs nel novembre 2021, firmato da Tim Soulo: 72.635 keyword nella fascia 1.000-10.000, con il volume di Keyword Planner confrontato con le impressioni reali di Search Console. Il risultato: il 91,45% dei volumi risultava sovrastimato e solo il 45,22% poteva dirsi più o meno corretto, cioè entro il 50% di scarto. Il campione non è italiano e il dato ha qualche anno, ma è la misura più solida disponibile e non abbiamo trovato un equivalente sul mercato italiano.
Come usare Keyword Planner per la SEO, in sei passaggi
- Parti dai dati che hai già. Esporta da Search Console le query per cui il sito compare e caricale in «Ottieni volume di ricerca e previsioni»: ottieni il volume di mercato delle ricerche su cui sei già visibile.
- Allarga con un sito. In «Inizia con un sito web» inserisci l'URL della pagina di un concorrente che si posiziona meglio di te. Le idee che escono sono i temi che lui copre e tu no.
- Filtra prima di leggere. Escludi i brand dei concorrenti e le keyword fuori tema, poi ordina per volume. Con migliaia di righe, senza filtri si sceglie a caso.
- Guarda i dodici mesi, non la media. Usa la regola del test: se il rapporto tra picco e minimo supera 3, pianifica il contenuto due o tre mesi prima del picco.
- Controlla la SERP. Cerca le keyword finaliste su Google e guarda che cosa si posiziona. Keyword Planner non dice nulla sull'intento di ricerca: se in prima pagina ci sono solo schede prodotto, un articolo non entrerà.
- Esporta e raggruppa. Scarica in CSV, unisci le varianti che il tool ha già sommato e assegna a ogni gruppo una sola pagina.
Un limite da conoscere prima di cominciare: sulle ricerche lunghe Keyword Planner spesso non restituisce niente. Google lo scrive esplicitamente: le parole chiave con volumi molto bassi o considerate sensibili «non sono rilevabili né prevedibili». Nello stesso test sulle alternative abbiamo provato otto query B2B di quattro o cinque parole: sei sono uscite senza dato. Per la coda lunga la fonte migliore resta Search Console, perché riporta le ricerche vere e non una stima.
Come usarlo per Google Ads: offerte e previsioni
Per chi pianifica una campagna le colonne più utili sono le due offerte per la parte superiore della pagina. Nello stesso estratto del 2 ottobre 2026 la forbice cambia molto da settore a settore.
| Keyword | Offerta fascia bassa | Offerta fascia alta | Concorrenza |
|---|---|---|---|
| piscina fuori terra | 0,03 € | 0,25 € | Alta |
| condizionatore | 0,05 € | 1,24 € | Alta |
| dichiarazione dei redditi | 0,51 € | 2,51 € | Bassa |
| consulente del lavoro | 1,03 € | 3,67 € | Bassa |
| software gestionale | 2,01 € | 7,60 € | Alta |
| assicurazione auto | 2,06 € | 4,93 € | Alta |
La tabella mostra anche perché la colonna Concorrenza non aiuta la SEO: «piscina fuori terra» ha concorrenza alta e un clic in cima che costa pochi centesimi, «consulente del lavoro» ha concorrenza bassa e un'offerta alta fino a 3,67 euro. Sono due misure diverse. Per capire come si forma il prezzo vero di un clic c'è la nostra guida al cost per click, con i costi rilevati in Italia.
Le previsioni vanno prese per quello che sono. Google le aggiorna ogni giorno usando i dati degli ultimi 7-10 giorni, e dal 1° giugno 2023 ha ritirato dall'API le previsioni per singola keyword e per gruppo di annunci (blog Google Ads Developers). Oggi la stima ragiona sul piano nel suo insieme: utile per capire se un budget è realistico, poco affidabile per decidere su quale keyword spendere. Se parti con un budget piccolo, come impostare la prima campagna lo spieghiamo nella guida a Google Ads per PMI.
Dove Keyword Planner non arriva
Il volume dice quante persone cercano una cosa, non quante cliccheranno. Il 2 ottobre 2026 sia «google keyword planner» sia «come usare google keyword planner» su Google.it mostravano una AI Overview sopra il primo risultato organico: una parte di chi cerca ottiene la risposta senza aprire nessuna pagina. Sulle query informative va messo in conto, e ne parliamo nell'articolo sulle ricerche zero clic.
L'altro limite è che il tool vede solo Google. Per chi lavora molto sul B2B le query che portano contratti sono spesso così specifiche da non comparire affatto. In quei casi i dati migliori sono il report dei termini di ricerca di una campagna già attiva e le impressioni di Search Console: per questo, quando seguiamo un cliente, facciamo lavorare insieme SEO e Google Ads sulla stessa lista di keyword. Se vuoi impostare il lavoro così, trovi come lo facciamo nelle pagine dei servizi SEO e Google Ads.
Domande frequenti su Google Keyword Planner
Sì. Lo strumento non si paga, ma per usarlo serve un account Google Ads completo di dati di fatturazione. Non è obbligatorio pubblicare una campagna; senza spesa però i volumi compaiono a fasce, per esempio 1.000-10.000.
Con una campagna attiva e una spesa sufficiente. Google non indica una soglia: dal 2016 dice solo che gli account con spesa mensile bassa possono vedere dati limitati. Anche con i dati completi i volumi restano arrotondati su una scala a gradini.
No. Misura quanti inserzionisti competono negli annunci a pagamento. Una keyword con concorrenza alta può essere facile da posizionare in organico e viceversa: per la SEO serve la keyword difficulty.
La prima genera idee partendo da parole o da un sito web. La seconda misura una lista che hai già, incollata o caricata in un CSV con una colonna intestata Parola chiave, e calcola le previsioni di clic e costi.
Perché le parole chiave con volumi molto bassi o considerate sensibili non sono rilevabili né prevedibili, come scrive Google. Per quelle ricerche la fonte migliore è Search Console.
Sì. Nelle impostazioni della ricerca si cambia la località da Italia a una regione, una provincia o una città, e i volumi si ricalcolano. È il modo più rapido per capire se una ricerca locale ha domanda prima di aprire una pagina dedicata.
Il numero da guardare non è il volume
Di solito Keyword Planner si usa per scegliere su cosa scrivere. Dal test viene fuori un uso più utile: decidere quando. La serie mensile dice che per «piscina fuori terra» la domanda raddoppia da marzo (33.100) a maggio (74.000) e quintuplica fino a giugno, quindi una pagina pubblicata a giugno arriva quando il picco è già passato, perché Google ha bisogno di settimane per posizionarla. Lo stesso calendario vale per il panettone a ottobre e per la dichiarazione dei redditi a febbraio. Pochi lo usano così, ed è la parte dello strumento che si legge meglio.