Vai al contenuto

Keyword facili da posizionare: come trovarle (e perché la KD 0 non basta)

Autore: Matteo Pellegrini

Le keyword facili da posizionare sono le ricerche per cui un sito può entrare tra i primi risultati di Google con poco lavoro, perché le pagine già in prima pagina sono deboli oppure perché il sito è già vicino alla prima pagina.

In inglese si chiamano low hanging fruit, i frutti sui rami bassi. Quasi tutte le guide italiane le trattano come un filtro da impostare in un tool: keyword difficulty sotto una certa soglia, e si prende quello che resta. Abbiamo controllato quanto regge questo metodo su quattro SERP italiane. Regge poco.

Due tipi di keyword facili, e il secondo rende di più

Sotto la stessa etichetta finiscono due cose diverse.

La prima è la keyword nuova con una SERP debole: nessuna tua pagina la intercetta, ma chi sta in prima pagina risponde male, è vecchio o parla d'altro. Si trova con un tool di keyword research e si verifica leggendo i risultati.

La seconda è la keyword su cui sei già visibile, di solito tra la quinta e la ventesima posizione, con molte impression e pochi clic. Si trova in Google Search Console ed è la più trascurata: Google ha già deciso che la tua pagina è pertinente, manca solo la spinta per salire.

La differenza di resa si vede nei numeri di Ahrefs. Nel loro studio su 1 milione di URL e 1,3 milioni di keyword (campione internazionale, aggiornato ad agosto 2026) solo l'1,74% delle pagine pubblicate di recente entra in top 10 entro un anno, contro il 5,7% del 2017. Il 72,9% delle pagine in prima pagina ha più di tre anni e la pagina media in prima posizione ne ha cinque. Una pagina nuova parte in salita anche su una keyword facile, e il problema si moltiplica su un sito nuovo. Una pagina che esiste già, con il suo storico, no.

Il test: quattro SERP italiane e la keyword difficulty

Il 3 ottobre 2026 abbiamo estratto con DataForSEO la keyword difficulty di quattro ricerche italiane, poi abbiamo letto una per una le prime dieci posizioni di Google Italia. DataForSEO calcola la KD su una scala logaritmica da 0 a 100, analizzando soprattutto i profili di link delle prime dieci pagine. È lo stesso principio dei tool più diffusi.

KeywordRicerche/meseKDChi c'è in prima paginaVerdetto
rilevatore ai14.80009 risultati organici su 9 sono strumenti online: ZeroGPT, il rilevatore di ChatGPT, Grammarly, Isgen, SciSpaceDifficile. Serve un tool, non un articolo
ricerca parole chiave2100AI Overview in cima, poi le pagine strumento di Semrush, SE Ranking e Google Keyword Planner, guide di Learnn, Talent Garden, Clickable, One.com, SquarespaceDifficile. Domini forti e risposta già data dall'AI Overview
come trovare keyword poco competitiven.d.n.d.Guide generiche di keyword research, una del 2019, un articolo Semrush del 2022 sul volume di ricerca. Solo AIOSEO (2024) tratta il temaFacile. Quasi nessuno risponde alla domanda
keyword facili da posizionaren.d.n.d.Un video del 2022, una guida del 2019, un annuncio Fiverr, una lista di strumenti per Amazon del 2022Facile. Metà prima pagina non risponde alla domanda
Fonte: rilevazione Visilay su Google Italia (desktop) con DataForSEO, 3 ottobre 2026. Volumi da Google Ads. n.d. = sotto la soglia minima di rilevazione.

Le due keyword con KD 0 sono le più difficili della lista.

"Rilevatore ai" ha 14.800 ricerche al mese e difficoltà nulla secondo il tool, ma in prima pagina ci sono solo strumenti in cui incollare un testo e ottenere un verdetto. Chi cerca non vuole leggere. Lo sappiamo per esperienza diretta: la nostra guida ai rilevatori AI per quella ricerca è in posizione 64.

"Ricerca parole chiave" ha KD 0 e, sopra tutto, un AI Overview che dà la definizione e cita tre strumenti. La KD bassa dice che le pagine in classifica hanno pochi backlink propri. Non dice che sono pagine prodotto di Semrush e di Google.

Le due keyword senza punteggio sono quelle facili davvero. Per "keyword facili da posizionare" la prima pagina mette insieme un annuncio di un freelance su Fiverr e una lista di tool per Amazon: Google non ha una risposta buona e prende quello che trova.

C'è poi un problema di copertura. Delle 95 keyword italiane per cui il sito Visilay compare nei primi 100 risultati, 72 non hanno un punteggio di difficoltà nel database di DataForSEO, compresa "rilevatore ai". E "b2b significato" vale KD 11 in un report e KD 1 in un altro dello stesso fornitore. Sui volumi piccoli dell'italiano il numero spesso manca o cambia, e per questo il lavoro vero resta leggere la SERP. Come nascono questi punteggi e dove sbagliano lo spieghiamo nella guida alla keyword difficulty.

Metodo 1: le keyword dove sei già quasi arrivato

Si parte da Search Console, l'unica fonte con i dati veri del tuo sito invece delle stime dei tool.

  1. Apri il rapporto Rendimento, seleziona gli ultimi tre mesi e attiva clic, impression, CTR e posizione media.
  2. Nella tabella Query aggiungi un filtro sulla posizione: maggiore di 4 e minore di 21.
  3. Ordina per impression decrescenti. In cima trovi le ricerche dove Google ti mostra spesso e ti cliccano poco.
  4. Per ogni query apri la scheda Pagine. Se si alternano due URL diversi, prima di ottimizzare c'è una sovrapposizione da risolvere (ne parliamo nell'articolo sul keyword clustering).
  5. Cerca la query in una finestra anonima e guarda chi ti sta davanti e con che tipo di pagina.

Una precisazione sul numero che stai filtrando. Google calcola la posizione media prendendo per ogni ricerca la posizione più alta occupata dal sito e facendo la media tra le ricerche. Una query in posizione media 8 può essere una pagina che oscilla tra la 3 e la 15 a seconda di dispositivo e località: abbiamo spiegato il meccanismo nella guida a Google Search Console. La fascia 5-20 è un punto di partenza, non una classifica.

Perché proprio quella fascia. Nello studio di Backlinko su circa 4 milioni di risultati Google (aggiornato ad aprile 2025, mercato non dichiarato, quindi non riferito all'Italia) il primo risultato organico ha un CTR medio del 27,6%, il secondo del 15,8%, il decimo del 2,8%. I primi tre insieme prendono il 54,4% dei clic e solo lo 0,63% delle persone clicca qualcosa in seconda pagina. Salire dalla 12 alla 6 sembra poco in un report mensile. In clic è la differenza tra zero e qualcosa.

Metodo 2: keyword nuove con una SERP debole

Qui il tool serve a fare la lista, non a scegliere. Il flusso che usiamo in una keyword research: 4-6 parole seme del settore, estrazione delle varianti long tail, scarto di quelle con un intento di ricerca diverso dal tuo, e solo a quel punto la KD come primo setaccio.

Il setaccio va usato sapendo cosa misura. Semrush etichetta come very easy la fascia 0-14 e come easy la 15-29. Ahrefs basa il punteggio sul numero di siti che linkano le prime dieci pagine: una KD bassa vuol dire pochi backlink in SERP, nient'altro.

Le keyword lunghe sono la quasi totalità. Nel database statunitense di Ahrefs le ricerche con meno di 10 volte al mese sono quasi il 93% del totale. In italiano i volumi sono più bassi e molte di queste ricerche nei tool non compaiono proprio: che le keyword migliori abbiano volume n.d. è normale, come si è visto nella tabella.

Poi si apre la SERP. Questi sono i segnali che guardiamo, dal più forte al più debole.

SegnaleCosa vedi in prima paginaPerché conta
Risultati fuori temaPagine che rispondono a un'altra domanda, liste di tool per un altro canale, annunci di freelanceGoogle non ha una risposta migliore e usa quello che trova
Contenuti vecchiDate tra il 2019 e il 2022 su temi cambiati nel frattempoUna pagina aggiornata ha un vantaggio reale
Forum e video in altoReddit, Quora o YouTube nelle prime cinque posizioniManca un testo che risponda in modo ordinato
Title senza la ricercaNessun risultato riprende la frase nel titoloNessuno l'ha presa come argomento principale
Domini piccoli sopra i grandiBlog personali e siti di nicchia davanti ai portaliLa forza del dominio pesa poco su quella query
Formato sbagliatoPagine prodotto per una domanda informativa, o il contrarioChi indovina il formato salta la fila
Fonte: checklist interna Visilay per la valutazione delle SERP.

Due o tre segnali insieme bastano, uno solo di solito no. E se in prima pagina ci sono soltanto strumenti interattivi o schede prodotto, come per "rilevatore ai", la keyword non è facile qualunque sia il punteggio: chiede un formato diverso. Come leggere una SERP risultato per risultato lo spieghiamo in un articolo a parte.

Quando una keyword facile non vale il lavoro

Facile non vuol dire utile. Ci sono tre casi in cui la lasciamo stare.

Quando la risposta sta tutta nell'AI Overview. In uno studio di Ahrefs su 300.000 keyword (dati aggregati di Search Console, CTR desktop, dicembre 2025, mercato non dichiarato) il primo risultato organico sulle query con AI Overview è passato da un CTR del 7,3% a uno dell'1,6% in due anni, un calo del 58%. Le domande che si chiudono in una riga sono spesso facili da posizionare e quasi inutili da vincere. Il fenomeno è raccontato meglio negli articoli sulle ricerche zero clic e sugli AI Overview.

Quando la keyword non c'entra con quello che vendi. Il 96,55% delle pagine nell'indice di Ahrefs non riceve traffico da Google (studio su circa 14 miliardi di pagine, aggiornato ad agosto 2026). Pubblicare su temi facili ma lontani dal proprio mercato è un modo rapido per finire in quella percentuale, o per portare visite che non comprano.

Quando chiede un formato che non puoi fare. Se la SERP vuole un configuratore, un calcolatore o un catalogo, un articolo non entra, per quanto sia scritto bene.

Cosa fare dopo averle trovate

Per le keyword del metodo 1 quasi mai serve una pagina nuova. Gli interventi, dal più rapido al più lungo:

  • riscrivere il meta title perché contenga la frase cercata e dia un motivo per cliccare;
  • aggiungere una sezione che risponda alla domanda esatta, se la pagina la tocca solo di passaggio;
  • portare link interni da pagine già forti, con un testo d'ancora vicino alla ricerca;
  • se la query ha un intento diverso dalla pagina che si posiziona, creare una pagina dedicata e collegarla alla prima.

Il caso di Macropix, produttore milanese di schermi LED su misura, mostra cosa succede su keyword commerciali piccole. Nel 2020 il sito era già presente ma lontano: posizione 88 per "monitor pubblicitario" (390 ricerche al mese), 73 per "schermo pubblicitario" (480), 46 per "schermo led wall" (260), 31 per "totem led" (260). Nel 2025 le stesse quattro erano in posizione 2, 2, 1 e 3 secondo Semrush su Google Italia. Nessuna supera le 500 ricerche mensili e sono tra quelle che portano più contatti qualificati. Il lavoro completo, durato cinque anni, è nell'articolo sulla SEO per il settore manifatturiero e nella scheda del progetto Macropix.

Per le keyword del metodo 2 invece serve una pagina nuova, e conviene mettere in conto i tempi: quanto ci vuole a vedere i risultati SEO dipende dalla storia del dominio più che dalla keyword. Su un sito giovane anche una SERP debole chiede mesi.

La fonte che nessun tool vede

Le keyword più facili che troviamo nei progetti B2B non vengono né dai tool né da Search Console. Vengono dalle email dei clienti e dalle domande che il commerciale si sente fare al telefono: "si può fare in acciaio inox?", "qual è il lotto minimo?". Hanno volume n.d., quindi nessun concorrente le ha mai guardate, e per la stessa ragione la SERP è quasi sempre vuota. Chi le digita, di solito, ha già un progetto in mano. Per questo quando impostiamo un progetto SEO conviene partire da lì: prima di aprire un tool, chiedere all'ufficio vendite le ultime venti domande ricevute.

Domande frequenti sulle keyword facili da posizionare

Qual è la keyword difficulty giusta per una keyword facile?

Dipende dal sito e dal tool. Semrush considera molto facile la fascia 0-14 e facile la 15-29, ma nel nostro test su Google Italia due keyword con KD 0 avevano in prima pagina solo strumenti online e pagine di grandi marchi. La KD serve a scartare, la decisione si prende leggendo la SERP.

Cosa sono le keyword striking distance?

Sono le ricerche per cui un sito è già visibile, di solito tra la quinta e la ventesima posizione, senza essere nei primi risultati. Si trovano nel rapporto Rendimento di Search Console filtrando la posizione media e ordinando per impression, e sono spesso le più rapide da far salire perché la pagina esiste già.

Quanto ci vuole a posizionare una keyword facile?

Dipende soprattutto dalla pagina. Una pagina che esiste già e ha storico parte avvantaggiata, perché Google la considera pertinente e un intervento sul title o sui link interni lavora su una base esistente. Una pagina nuova parte svantaggiata: secondo Ahrefs solo l'1,74% delle pagine pubblicate di recente entra in top 10 entro un anno.

Le keyword con volume zero valgono la pena?

Sì, se l'intento coincide con quello che vendi. In italiano molte ricerche reali sono sotto la soglia dei tool, che le mostrano come volume zero o non disponibile. Search Console le rivela con le impression, e spesso sono le più vicine a una richiesta di contatto.

Si trovano keyword facili senza tool a pagamento?

Sì. Search Console per le keyword dove sei già visibile, poi i suggerimenti di Google, le domande correlate e la lettura diretta della prima pagina per valutare la concorrenza. I tool a pagamento accelerano la raccolta delle idee, ma la valutazione della SERP resta manuale.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.