Google Ads immobiliare: costi, campagne e budget per gli incarichi

Un clic su “case in vendita milano” costa 0,20 euro. Un clic su “valutazione immobile gratuita” costa 2,94 euro, quindici volte tanto (dati DataForSEO, Google Ads Italia, settembre 2026). La differenza di prezzo dice dove stanno i soldi nel settore: chi cerca annunci è un acquirente e vale poco, chi cerca una valutazione è un proprietario che sta per affidare un incarico, e per quel clic le agenzie sono disposte a pagare.

Google Ads per un’agenzia immobiliare funziona quando compra le ricerche di chi vende (valutazione, “vendere casa + città”, “agenzia immobiliare + città”), le manda su una pagina che promette un sopralluogo e non un numero automatico, e conta come conversione solo la richiesta con l’indirizzo dell’immobile. Le campagne sugli annunci, quelle che sembrano più ovvie, competono con Immobiliare.it e Idealista per portare acquirenti che non pagano la provvigione.

Una nota sulla keyword: “google ads immobiliare” e “google ads per agenzie immobiliari” non hanno un volume rilevato da DataForSEO. Ne scriviamo lo stesso perché le domande arrivano dagli agenti, non da Google. Qui sotto i CPC misurati, cosa comprano i franchising, la struttura dell’account, la landing, il tracciamento e il budget minimo. La parte organica è nell’articolo gemello su SEO immobiliare.

Quanto costa un clic nel settore immobiliare

Tre fasce di prezzo, e ognuna corrisponde a un tipo di persona diverso dietro la ricerca.

KeywordRicerche/meseCPC medioOfferta alta di paginaChi cerca
case in vendita74.0000,19 €n.d.acquirente
case in vendita milano14.8000,20 €n.d.acquirente
agenzia immobiliare74.0000,36 €1,57 €misto
vendere casa8.1000,69 €n.d.venditore (in parte informativo)
agenzia immobiliare roma3.6001,34 €n.d.venditore o acquirente locale
agenzia immobiliare milano2.9001,88 €2,06 €venditore o acquirente locale
valutazione immobile5.4002,53 €n.d.venditore
valutazione immobile gratuita3902,94 €3,42 €venditore
Fonte: DataForSEO, Google Ads Italia, settembre 2026. “Offerta alta di pagina” è la stima Google dell’offerta per stare in cima; n.d. dove il dato non è restituito.

Le keyword di annunci stanno sotto i 0,30 euro. Le keyword “agenzia + città” tra 1,34 e 1,88. Le keyword di valutazione tra 2,53 e 2,94, e “valutazione immobile” è segnata come competizione alta. Gli inserzionisti hanno già votato con il portafoglio: il traffico che vale è quello del proprietario.

Un limite del dato: nella SERP rilevata di notte da desktop non c’erano annunci né su “agenzia immobiliare milano” né su “valutazione immobile gratuita”. Di giorno e da mobile la situazione cambia. I CPC della tabella sono medie stimate da Google Ads, non il prezzo che pagherai tu.

Acquirenti o venditori: la decisione che viene prima del budget

La richiesta più comune che riceviamo da un’agenzia è “voglio più contatti sui miei annunci”. È la richiesta sbagliata, e i numeri spiegano perché.

Sulle ricerche di annunci l’organico è dei portali: “case in vendita milano” ha in prima pagina Immobiliare.it, Idealista e Casa.it. Un’agenzia con quaranta annunci che compra quella keyword a 0,20 euro riceve clic da persone che poi vanno sul portale a confrontare, dove trovano anche il tuo annuncio. Hai pagato per mandare un acquirente da un concorrente che ha lo stesso immobile.

Il proprietario invece non è sui portali finché non ha scelto l’agenzia. Cerca “valutazione immobile”, “vendere casa milano”, “agenzia immobiliare + il suo quartiere”, e in quel momento è contendibile. Ogni incarico acquisito produce poi annunci, cartelli e contatti di acquirenti da solo. L’unica eccezione sensata è chi lavora sugli affitti con gestione, dove il flusso di inquilini è parte del servizio.

Il principio lo abbiamo verificato su un settore vicino. Sunscape cerca terreni per impianti agrivoltaici: il cliente è il proprietario del terreno, come per un’agenzia. Nel 2026 le campagne hanno portato 144 richieste da proprietari, dopo aver rifatto il tracciamento (caso studio Sunscape).

Quale campagna aprire per prima

L’ordine che seguiamo negli account immobiliari, dal più sicuro al più incerto.

  1. Search “valutazione + città”. “Valutazione immobile milano”, “valutazione casa milano”, “quanto vale la mia casa”. CPC 2,5-3 euro, intento chiaro, è la campagna che porta incarichi. Va limitata ai comuni e ai CAP dove l’agenzia fa davvero i sopralluoghi.
  2. Search “vendere casa + città” e “agenzia immobiliare + città”. “Vendere casa” da sola (8.100 ricerche, 0,69 euro) è in parte informativa; con la città accanto diventa commerciale. “Agenzia immobiliare milano” a 1,88 euro raccoglie sia venditori sia acquirenti, e il testo dell’annuncio deve parlare al primo.
  3. Brand protection. Se il nome dell’agenzia ha ricerche proprie, una campagna sul brand a pochi centesimi impedisce a un concorrente di comprarlo. È l’unica cosa che i franchising fanno a livello nazionale.
  4. Remarketing sui visitatori delle pagine “vendere”. Un proprietario ci mette settimane a decidere. Chi ha aperto la pagina valutazione senza compilare il modulo vale un secondo tentativo con Display o Demand Gen (come fare remarketing).
  5. Performance Max, ma dopo. Con la scheda Google collegata e un paio di mesi di conversioni vere, copre Maps e YouTube sulla zona. Aperta per prima, con conversioni non pulite, spende sugli acquirenti perché sono di più.

Approfondimento consigliato: quando ha senso fare Google Ads.

Cosa comprano davvero Tecnocasa e Gabetti

Verrebbe da pensare che i franchising nazionali dominino Google Ads sul settore. I dati dicono il contrario.

Tecnocasa compra 27 keyword rilevate, tutte nella forma brand + comune: “manfredonia tecnocasa” (880 ricerche, 0,11 euro), “tecnocasa formigine” (720, 0,15 euro), “tecnocasa carmagnola” (170, 0,54 euro). CPC medio 0,29 euro, spesa stimata 76 euro al mese per 281 visite. Le landing sono la home page nazionale o il sito dell’agenzia locale (per Manfredonia, la pagina degli appartamenti in vendita). Gabetti compra 3 keyword, “gabetti bari” (320 ricerche, 0,08 euro), “gabetti lecco” e “gabetti terni”, con landing sulla home e sitelink “Case in vendita”, “Case in affitto”, “I servizi”: 4,5 euro al mese. RE/MAX non ha keyword a pagamento rilevate.

Il traffico organico di Tecnocasa varrebbe 56.812 euro al mese in Ads. Ne spende 76. I network usano Google Ads per proteggere il brand nei comuni dove hanno aperto, e lasciano le ricerche generiche agli affiliati e ai portali. Il dato paid di DataForSEO è parziale (le campagne delle singole agenzie affiliate non sono attribuite al dominio nazionale), ma la direzione è chiara: su “valutazione immobile” il concorrente in asta non è il franchising, è l’agenzia accanto o un portale.

Come strutturare l’account di un’agenzia

Una campagna per intento (valutazione, vendere, agenzia + città, brand), un gruppo di annunci per zona quando le zone hanno nomi che la gente cerca (“valutazione casa porta romana” esiste, “valutazione casa zona 4” no). Targeting geografico su “presenza” e non “presenza o interesse”, altrimenti compri clic di chi cerca una casa a Milano da Palermo. Corrispondenza a frase ed esatta all’inizio, generica solo dopo tre mesi di conversioni pulite: in questo settore la generica scivola subito sugli annunci, dove le ricerche sono cento volte più numerose.

Le negative da mettere il primo giorno, ricavate dalle ricerche correlate e dalle domande che Google mostra: “agenzia entrate” (chi cerca la valutazione catastale), “online immediata” e “senza registrazione” (chi vuole il numero automatico dei tool), “onorario” (chi cerca un perito), “corso”, “lavoro”, “stipendio” (aspiranti agenti), “tecnocasa”, “gabetti”, “remax” se non fai conquesting, e “affitto” se non lo tratti. Senza queste, metà del budget della prima settimana va su ricerche che non porteranno mai un incarico.

Gli asset dell’annuncio: chiamata, sitelink verso le pagine di zona, snippet con i quartieri serviti, e la scheda Google Business Profile collegata all’account per mostrare indirizzo e recensioni. Nel local pack di Milano le schede hanno tra 142 e 594 recensioni: un annuncio che le mostra pesa più di un titolo scritto bene.

Dove mandare il clic: la landing della valutazione

La SERP organica di “valutazione immobile gratuita” dice contro cosa compete la tua landing. In cima c’è un AI Overview. Sotto, Immobiliare.it, Idealista, Requot, Vorrei, Casa.it, Pratiche.it, Casavo, UniCredit RE Services e Valoredicasa: tutti danno una stima automatica in pochi secondi. Tra le domande correlate: “come posso ottenere una valutazione gratuita senza registrarmi”.

Una landing che chiede nome e telefono e promette “ti ricontatteremo” perde contro quei tool. Una landing che imita il tool con un numero finto perde la fiducia al primo sopralluogo. La strada che funziona è dichiarare la differenza: la stima automatica usa le medie di zona, l’agenzia usa le compravendite chiuse negli ultimi mesi nella stessa via. Poi i campi giusti: indirizzo, metri quadri, piano, stato dell’immobile, telefono. Il modulo lungo scoraggia i curiosi e qualifica il proprietario.

Sulla pagina servono anche le cose che un tool non ha: il nome dell’agente che farà il sopralluogo, le recensioni Google, tre immobili venduti in zona con tempi e prezzo chiuso (se puoi pubblicarli), il numero di iscrizione al ruolo presso la Camera di Commercio.

Approfondimento consigliato: come si costruisce una landing page che converte.

Cosa contare come conversione

È il punto dove gli account immobiliari si rompono più spesso, e non per colpa delle campagne.

Due casi nostri lo mostrano. Quando abbiamo preso in mano l’account di Valore Solare, un mese contava 15.267 “conversioni” a fronte di 5.467 clic: erano clic sul menu e scroll, non richieste. Sunscape nel 2024 contava 1.487 conversioni a 0,61 euro l’una: eventi tecnici. In entrambi i casi le offerte automatiche ottimizzavano su segnali finti. Rifatto il tracciamento, Valore Solare ha chiuso 11 mesi con 1.506 richieste vere a 70,78 euro l’una; Sunscape ha portato 144 richieste nel 2026.

Per un’agenzia le conversioni primarie sono tre: il modulo di valutazione inviato con l’indirizzo, la chiamata oltre i 30 secondi, il messaggio WhatsApp avviato dalla pagina. Le richieste su un annuncio vanno tracciate come conversione secondaria, così le vedi ma le offerte non le inseguono. Il passo che quasi nessuno fa è importare in Google Ads l’incarico firmato come conversione offline: a quel punto l’algoritmo impara a cercare proprietari che firmano, non proprietari che compilano.

Approfondimento consigliato: come impostare Google Analytics per contare le richieste vere.

Quanto budget serve

Il conto si fa con i CPC della tabella e un tasso di conversione realistico per una landing di valutazione con modulo lungo, che nei progetti locali che seguiamo sta tra il 5 e l’8%.

  • “Valutazione immobile + città” a 2,94 euro: una richiesta ogni venti clic (5%) costa circa 59 euro; una ogni dodici (8%) circa 37 euro.
  • “Agenzia immobiliare milano” a 1,88 euro, con un pubblico misto e un tasso del 4%: circa 47 euro a richiesta.
  • “Vendere casa + città” a 0,69 euro, con intento in parte informativo e un tasso del 2%: circa 35 euro a richiesta, ma con più curiosi dentro.

Per confronto, nei nostri account: Contesini (energia, due sportelli in provincia di Mantova) paga 7,20 euro a conversione con il 68% di lead che diventano opportunità; Macropix (B2B) 39,44 euro a richiesta nel 2025; Valore Solare 70,78 euro. Una valutazione immobiliare tra i 35 e i 60 euro sta nella fascia media, e una provvigione la ripaga con margine.

Il budget minimo segue da qui. Con 20 euro al giorno (600 al mese) compri circa 200 clic sulla valutazione e ricevi 10-16 richieste: abbastanza per capire se la landing funziona, poco per far lavorare le offerte automatiche, per cui Google indica intorno alle 30 conversioni al mese. Con 1.200-1.500 euro al mese arrivi a 25-40 richieste e l’account inizia a imparare. Sotto i 300 euro al mese ricevi tre o quattro richieste, e non saprai mai se il problema è la campagna o il caso.

Il dato che ci manca è quante richieste di valutazione diventano incarichi: non abbiamo un account immobiliare abbastanza grande da dare una percentuale attendibile. Chiedila ai tuoi agenti sugli ultimi sei mesi. Se una valutazione su cinque diventa un incarico, un incarico da Google Ads costa 175-300 euro, e sai subito se la provvigione media lo giustifica.

Approfondimento consigliato: Google Ads per le PMI: il budget minimo sensato.

Le regole per gli annunci immobiliari

Non esiste una policy Google specifica per il settore immobiliare in Italia. Le restrizioni sul targeting per la categoria “housing” (niente segmentazione per età, sesso, stato civile o CAP) valgono negli Stati Uniti e in Canada. Le regole che si applicano da noi sono quelle generali, e si violano spesso senza saperlo: la valutazione “gratuita” deve esserlo davvero, senza costi al sopralluogo; “vendiamo in 30 giorni” o “prezzo garantito” senza prove rientrano nella policy sulle dichiarazioni ingannevoli; il modulo deve avere il consenso privacy, e una landing senza informativa può far sospendere gli annunci.

Gli errori che troviamo negli account delle agenzie

In ordine di frequenza, negli account che abbiamo analizzato prima di prenderli in gestione.

  • Campagne sugli annunci (“case in vendita + città”) con il grosso del budget, perché costano poco per clic. Portano acquirenti che poi vanno sui portali.
  • Corrispondenza generica con offerte automatiche dal primo giorno, su un account con conversioni finte. L’algoritmo ottimizza sul clic al menu.
  • Landing uguale alla home page, con il motore di ricerca annunci in evidenza. Il proprietario arriva e si mette a guardare le case degli altri.
  • Targeting su tutta la provincia, quando l’agenzia fa sopralluoghi in tre quartieri.
  • Campagna spenta dopo tre settimane perché “non porta niente”, su un ciclo di decisione che dura mesi. Il primo mese di Valore Solare aveva prodotto 9 richieste a 212 euro l’una; undici mesi dopo la media era 70,78 euro, con un calo del 40% rispetto al trimestre iniziale.

Google Ads o SEO per un’agenzia immobiliare?

I due canali coprono ricerche diverse. In organico “agenzia immobiliare milano” è vincibile: sette risultati su dieci sono agenzie e il local pack è fatto di schede singole. “Valutazione immobile gratuita” in organico è chiusa: portali, tool e AI Overview, zero agenzie. Quindi la SEO lavora su “agenzia + città” e sulle pagine di zona, e Google Ads compra la valutazione e “vendere casa”, dove l’organico non arriverà. La parte organica è in SEO immobiliare; come far lavorare insieme i due canali è in SEO e Google Ads insieme.

Il ragionamento su chi vende e chi compra vale anche per le imprese edili e gli installatori, con numeri diversi: lo abbiamo trattato in Google Ads per imprese edili. E vale nella Svizzera italiana, dove i CPC sono più alti: il metodo non cambia, il budget sì.

Domande frequenti

Quanto costa un incarico da Google Ads per un’agenzia immobiliare?

Una richiesta di valutazione costa tra 35 e 60 euro con i CPC misurati (2,5-3 euro) e un tasso di conversione del 5-8%. L’incarico dipende da quante valutazioni i tuoi agenti trasformano in mandati: con una su cinque, 175-300 euro.

Le agenzie affiliate a un franchising possono fare campagne per conto loro?

Dipende dal contratto, ma i dati mostrano che il network non lo fa al posto loro: Tecnocasa compra solo brand + comune, Gabetti 3 keyword, RE/MAX nessuna. Su “valutazione + città” e “agenzia immobiliare + quartiere” l’affiliato è solo, e il concorrente è l’agenzia indipendente accanto.

Quanto tempo serve prima di vedere risultati?

Le prime richieste arrivano nella prima settimana. Il costo per richiesta si stabilizza dopo due o tre mesi, quando le negative sono complete e l’account ha abbastanza conversioni vere. Il ciclo del proprietario, dalla valutazione all’incarico, aggiunge altre settimane: giudicare la campagna dopo un mese è troppo presto.

Posso fare remarketing sui proprietari che hanno visitato il sito?

Sì. In Italia non ci sono restrizioni dedicate al settore immobiliare sul remarketing (le limitazioni sulla categoria “housing” valgono negli Stati Uniti e in Canada). Serve il consenso ai cookie sul sito e un pubblico costruito solo sulle pagine “vendere” e “valutazione”, non su tutto il traffico degli annunci.

Da dove partire

Prima di aprire una campagna, conta le richieste di valutazione degli ultimi sei mesi e quante sono diventate incarichi. È il numero che decide tutto il resto: senza, non saprai mai se 50 euro a richiesta sono tanti o pochi. Poi una sola campagna Search su “valutazione + la tua città”, 20 euro al giorno, una landing con il modulo lungo e il nome dell’agente, e tre mesi di pazienza. La campagna si può impostare in casa; il tracciamento e l’importazione degli incarichi offline sono la parte per cui un’agenzia di solito chiede aiuto, ed è come lavoriamo nel servizio Google Ads. Se vuoi un parere sul tuo account o sui numeri della tua zona, scrivici: seguiamo campagne locali in Italia e in Ticino.

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Immagine di Matteo Pellegrini
Matteo Pellegrini
Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.
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