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Come vedere il traffico di un sito web (il tuo e quello di un concorrente)

Autore: Matteo Pellegrini

Vedere il traffico di un sito vuol dire due cose diverse, e vengono da due mondi che non si toccano. Sul sito che possiedi i numeri si misurano: un codice di tracciamento conta le visite una per una. Su un sito che non è tuo i numeri si stimano: un algoritmo legge le posizioni in classifica, le moltiplica per il volume di ricerca delle keyword e per un tasso di clic presunto, e restituisce una cifra. La prima è una misurazione, la seconda un modello statistico.

Le due cose arrivano con la stessa faccia, lo stesso grafico e la stessa unità di misura. Da lì nasce buona parte di quello che le aziende sbagliano quando confrontano il proprio traffico con quello di un concorrente. Qui sotto trovi gli strumenti per entrambe le domande, quanto sbagliano le stime secondo chi le ha misurate, e i dati di Search Console di due siti italiani che mostrano dove il modello si rompe.

Sul tuo sito: gli strumenti che contano le visite una per una

Qui non serve stimare niente. Il sito è tuo, puoi metterci dentro il codice che vuoi e leggere i dati alla fonte. Cambia solo chi ospita quei dati e quanto ti costa.

StrumentoCosa misuraDove stanno i datiCosto
Google Analytics 4Sessioni, utenti, eventi, conversioni, sorgenti di trafficoServer GoogleGratuito fino a 10 milioni di eventi al mese
Google Search ConsoleClic, impressioni, posizione media e query dalla ricerca GoogleServer GoogleGratuito
MatomoLe stesse metriche di GA4, con opzione di installazione sul proprio serverCloud o server proprioOpen source, cloud a pagamento
PlausibleVisite, sorgenti, pagine, senza cookieServer UEA pagamento
Microsoft ClarityRegistrazioni di sessione e mappe di calore, non conteggi di trafficoServer MicrosoftGratuito
Log del server o Cloudflare Web AnalyticsRichieste effettive al server, bot compresiHosting o CloudflareIncluso nell'hosting

In Italia questa scelta ha anche una storia normativa. Il 23 giugno 2022 il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto un provvedimento in cui dichiarava illecito l'uso di Google Analytics nella versione allora diffusa, perché trasferiva negli Stati Uniti indirizzi IP e altri dati identificativi senza garanzie adeguate, e dava novanta giorni ai gestori dei siti per mettersi in regola. È il motivo per cui molti siti italiani hanno spostato l'analytics su Matomo o Plausible, e perché in una guida italiana la colonna "dove stanno i dati" pesa più che in una guida americana.

Search Console e Analytics non coincidono mai, e non è un errore tuo

La domanda arriva sempre. Google la affronta nella documentazione di Search Central: le metriche più vicine sono i clic di Search Console e le sessioni di Analytics, ma sono calcolate in modo diverso e non combaceranno mai. Google elenca otto cause di scostamento, fra cui il fuso orario usato da Search Console, il consenso ai cookie negato dall'utente, il fatto che Search Console riporta solo gli URL canonici e che Analytics filtra i bot mentre Search Console no. Piccole differenze sono attese; scostamenti grossi vanno indagati.

La differenza pratica è un'altra. Search Console ti dice cosa succede prima del clic, Analytics cosa succede dopo. Se il traffico cala, il primo posto dove guardare è il rapporto tra impressioni e clic: se le impressioni tengono e i clic scendono, il problema è nella SERP e non sul sito. Su questo abbiamo un articolo dedicato al calo di traffico di un sito web.

Sul sito di un altro: quello che vedi è un modello, non un contatore

Nessuno strumento esterno può leggere gli analytics di un dominio che non controlla. Quando Similarweb, Semrush, Ahrefs, SE Ranking, SpyFu, Ubersuggest, Sitechecker o Serpstat ti mostrano "48.000 visite al mese", quel numero è calcolato. I fornitori lo dichiarano.

SpyFu descrive il proprio metodo come il calcolo di tutti i risultati di ricerca in cui il sito compare moltiplicati per il tasso a cui le persone cliccano quei risultati. SE Ranking, nelle FAQ del suo traffic checker, spiega di partire da posizioni, volumi di ricerca e CTR corretti in base alle SERP feature, e ammette che dati di terze parti non possono eguagliare la precisione di Search Console o GA4. Similarweb lavora in modo diverso, con una rete di panel, partner e provider di connettività descritta nella sua pagina di metodologia, ma resta un campione riportato all'universo con modelli di machine learning.

Un dettaglio che dice molto sullo stato delle guide italiane su questo tema: in prima pagina si trovano ancora articoli che consigliano Alexa e Quantcast. Amazon ha annunciato nel dicembre 2021 la chiusura di Alexa.com, avvenuta il 1° maggio 2022. Sono passati quattro anni e quei consigli sono ancora lì.

Di quanto sbagliano le stime, misurato

Lo studio più serio su questo punto è di SparkToro. Rand Fishkin ha confrontato le stime di quattro fornitori con i dati reali di Google Analytics di 641 siti, per un totale di 7.692 confronti mensili sul periodo giugno 2020 - giugno 2021. La correlazione con il dato reale, su una scala da 0 a 1, è questa.

Fornitore della stimaCorrelazione con gli utenti reali di Google Analytics
Semrush0,790
Datos0,720
Similarweb0,659
Ahrefs0,504
Fonte: SparkToro, novembre 2022, su 641 siti e 7.692 confronti mensili. Campione internazionale, metrica di riferimento "Users" di Google Analytics.

Su Similarweb, il fornitore che nello studio se la cava meglio sui siti grandi, Fishkin scrive che "almost 2/3rds of the time (~63%) they get traffic numbers right to within +/-30%". Detto in italiano: due volte su tre il numero è giusto a meno di un terzo di scarto. Una volta su tre, no. E sui siti sotto le 5.000 visite mensili le stime di Similarweb erano le peggiori del gruppo.

Un secondo studio, pubblicato da Collaborator il 31 marzo 2026 su oltre 7.500 siti in Europa, Stati Uniti e Asia, misura correlazioni di 0,67 tra Ahrefs e Search Console, 0,59 tra Ahrefs e Analytics, e 0,42 tra Search Console e Analytics. Il risultato che sorprende è l'ultimo: i due strumenti di Google, entrambi installati sullo stesso sito, sono la coppia meno allineata delle tre.

Il pezzo che quasi nessuno cita è però quello che scrive Similarweb di sé. Nella pagina Similarweb vs. Direct Measurement l'azienda dichiara che anche confrontando lo stesso sito con due strumenti di misurazione diretta la varianza può arrivare al 30%, e che per i siti sopra le 100.000 visite mensili ha più fiducia nelle proprie stime. Girata al contrario, quella frase dice che sotto le 100.000 visite mensili la fiducia è minore. È esattamente la fascia in cui si trova la quasi totalità dei siti aziendali italiani.

Dove il modello si rompe: la curva del tasso di clic

Tutte le stime basate sul posizionamento poggiano sullo stesso pilastro: una curva che associa a ogni posizione in classifica un tasso di clic medio. Se quella curva è sbagliata, tutto quello che ci sta sopra è sbagliato in proporzione.

Abbiamo preso i dati di Search Console di due proprietà italiane che seguiamo e calcolato il tasso di clic reale per fascia di posizione. Il primo è un e-commerce di attrezzatura outdoor, il secondo un sito in ambito dentale. I dati dei clienti non pubblici restano anonimi, i numeri sono quelli di Search Console, luglio 2026.

Posizione media della queryImpressioniClicCTR reale
11.52642327,7%
21.468745,0%
33.037591,9%
Dalla 4 alla 104.466481,1%
Dati Google Search Console, e-commerce italiano di attrezzatura outdoor, 1-31 luglio 2026, prime 1.000 query per numero di clic (13.693 impressioni complessive). Mercato di rilevazione: Italia.

Il salto tra la prima e la seconda posizione è di oltre cinque volte, ed è il primo motivo per cui conviene ordinare gli interventi in base a quanto spostano davvero i clic. Dalla terza in giù il tasso di clic è sotto il 2%, cioè un ordine di grandezza distante dalle curve teoriche che circolano nei materiali di marketing dei tool, dove la seconda posizione vale in genere fra il 10% e il 15%.

Il confronto con il mercato americano aiuta a capire la direzione. GrowthSRC Media ha analizzato i dati di Search Console di oltre trenta clienti, su 200.000 keyword monitorate e circa 74.000 posizionate nelle prime dieci, confrontando lo stesso periodo del 2024 e del 2025: la prima posizione è passata da un CTR del 28% al 19%, la seconda dal 20,83% al 12,60%. Sono dati statunitensi, raccolti su settori e-commerce, SaaS, B2B ed EdTech, e vanno letti come tendenza, non come valori applicabili a una SERP italiana. La ricerca completa è qui. Il punto è che la curva si è abbassata dovunque, mentre le stime che leggi oggi continuano a essere costruite su curve di ieri.

Sullo stesso e-commerce, il totale mensile mostra quanto poco senso abbia leggere una stima come se fosse un dato stabile.

SitoMeseImpressioniClicCTRPosizione media
E-commerce outdoorGiugno 202646.7991.0232,19%6,9
E-commerce outdoorLuglio 202654.5491.4932,74%6,3
Sito settore dentaleLuglio 202670591,28%25,4
Dati Google Search Console, proprietà seguite da Visilay, ricerca Google, tutti i dispositivi. Il 68% dei clic di luglio sull'e-commerce arriva da mobile.

Tra giugno e luglio i clic organici salgono del 46% con una posizione media che migliora di mezzo punto. Uno strumento di stima che vede solo le posizioni avrebbe registrato una variazione molto più piccola. Il secondo sito è il caso opposto ed è quello più comune fra le aziende italiane: 705 impressioni e 9 clic in un mese sono numeri che nessun modello statistico riesce a ricostruire dall'esterno, perché sotto quella soglia il rumore vale più del segnale. Se ti interessa come si legge il rapporto fra posizione e clic, ne parliamo nell'articolo sul click-through rate e in quello sulla SERP.

Perché in Italia il problema è più grande

La soglia dichiarata da Similarweb, 100.000 visite mensili, taglia fuori quasi tutto il tessuto produttivo italiano. Secondo il report Imprese e ICT 2025 dell'Istat, condotto su 26.246 imprese per un universo di 218.446 aziende con almeno dieci addetti, il 76,5% ha un sito web e il 42,7% dichiara di fare analisi dei dati. Sono decine di migliaia di siti aziendali che stanno, quasi tutti, ben sotto la soglia in cui le stime diventano affidabili.

Il bacino di utenti, invece, non è il problema. Il report Cittadini e ICT dell'Istat, pubblicato il 22 aprile 2026 sull'anno 2025, registra l'87,3% delle famiglie con accesso a internet e l'83,1% delle persone dai 6 anni in su che hanno usato internet nei tre mesi precedenti. In Italia esiste anche una misurazione ufficiale dell'audience online, il sistema Audiweb, che lavora con un panel di utenti e dati censuari raccolti dagli editori: è la stessa logica dei panel Similarweb, applicata a un perimetro di siti che hanno aderito.

Il traffico che nessuna stima vede ancora

Gli strumenti che stimano il traffico partono dalle posizioni nei risultati di ricerca. Le visite che arrivano da un assistente conversazionale non passano da lì, quindi restano fuori dal calcolo per costruzione. Se qualcuno arriva sul tuo sito dopo aver letto una risposta di ChatGPT o di Perplexity, in GA4 lo trovi nel rapporto di acquisizione come sorgente referral, con il dominio dell'assistente. In un tool di stima esterno non lo trovi affatto.

Sul fronte Google qualcosa si è mosso: a giugno 2026 Search Console ha introdotto i report sulle prestazioni nella ricerca generativa, quindi la parte AI dei risultati di Google inizia ad avere una sua riga nei dati di prima mano. Chi vuole approfondire quel lato può partire dai fattori di ranking delle AI Overviews e dal pezzo sulle ricerche zero clic.

Cinque passaggi per stimare il traffico di un concorrente senza prendere abbagli

  1. Usa un solo strumento e restaci. Le stime di due fornitori diversi non sono confrontabili tra loro, perché partono da panel e curve di clic differenti. Un confronto ha senso solo fra domini misurati dallo stesso modello nello stesso mese.
  2. Leggi il numero come indice, non come misura. "Il concorrente stima il triplo di noi" è un'informazione utile. "Il concorrente fa 48.000 visite" non lo è.
  3. Guarda le keyword, non il totale. La lista delle query su cui un dominio si posiziona è un dato molto più solido della cifra di traffico che ne deriva, perché la prima si verifica cercando su Google, la seconda no. È il punto di partenza di ogni keyword research seria.
  4. Controlla la dimensione. Se il dominio che stai analizzando è sotto le 100.000 visite mensili stimate, sei nella fascia in cui i fornitori stessi dichiarano meno fiducia.
  5. Verifica il traffico reale quando puoi ottenerlo. In una trattativa di acquisizione, in una due diligence o in un rapporto di fornitura, l'accesso in lettura a Search Console e ad Analytics si può chiedere. Quasi nessuno lo fa, e continua a discutere di numeri stimati quando potrebbe avere quelli veri.

Il modo in cui questi numeri diventano decisioni è raccontato meglio in due articoli: quello sui KPI SEO, che spiega quali metriche vale la pena mettere in un report, e quello sul ROI. Se invece vuoi vedere che aspetto ha un percorso lungo su dati veri, nel caso di SEO per l'industria manifatturiera abbiamo pubblicato le posizioni di Macropix prima e dopo cinque anni di lavoro, compresa una keyword passata dalla posizione 88 alla 2. Il resto dei progetti sta nella pagina dei casi, e se il punto è passare dalla lettura dei dati a un piano, questo è il lavoro che facciamo nel servizio SEO.

Domande frequenti

Si può conoscere il traffico esatto di un sito che non è mio?

No. Nessuno strumento esterno legge gli analytics di un dominio che non controlla. Tutti i numeri che vedi su un sito altrui sono stime calcolate da posizioni in classifica, volumi di ricerca e tassi di clic presunti, oppure ricostruite da panel di utenti. L'unico modo per avere il dato vero è ottenere l'accesso in lettura a Google Analytics o a Search Console del sito.

Quanto sono attendibili gli strumenti gratuiti che stimano il traffico?

Nello studio SparkToro su 641 siti e 7.692 confronti mensili, la correlazione fra le stime e i dati reali di Google Analytics andava da 0,790 di Semrush a 0,504 di Ahrefs. Similarweb, il fornitore più preciso sui siti grandi, azzeccava il numero entro il 30% circa due volte su tre. Le versioni gratuite di questi strumenti usano gli stessi modelli con meno dati storici, quindi non sono più precise: sono solo più limitate nel numero di ricerche.

Perché Google Search Console e Google Analytics mostrano numeri diversi?

Perché misurano cose diverse. Search Console conta i clic sui risultati di ricerca Google, Analytics conta le sessioni sul sito. Google elenca nella sua documentazione otto cause di scostamento: fuso orario, consenso ai cookie negato, modelli di attribuzione, URL canonici, filtro dei bot presente in Analytics e assente in Search Console, gestione dei file non HTML come i PDF e ripartizione fra ricerca web, immagini e video.

Sotto quale soglia di traffico le stime diventano inaffidabili?

Similarweb dichiara di avere maggiore fiducia nelle proprie stime per i siti sopra le 100.000 visite mensili e, nello studio SparkToro, sui siti sotto le 5.000 visite mensili le sue stime erano le meno accurate del gruppo. La quasi totalità dei siti aziendali italiani sta in quella fascia bassa, dove il traffico misurato in un mese può essere di poche centinaia di clic e nessun modello statistico riesce a ricostruirlo dall'esterno.

Gli strumenti vedono il traffico che arriva da ChatGPT e dalle AI Overviews?

Le stime basate sul posizionamento no, perché partono dai risultati di ricerca classici. Le visite provenienti da un assistente conversazionale compaiono in GA4 come traffico referral con il dominio dell'assistente. Per la parte generativa della ricerca Google, da giugno 2026 Search Console ha introdotto report dedicati alle prestazioni nella ricerca generativa.

Una cosa che nel settore si dice poco: la stima di traffico è nata come strumento di vendita, non di misurazione. Serve a mostrare a un potenziale cliente un numero grande accanto al nome di un concorrente, e funziona benissimo per quello. Quando qualcuno ti presenta la stima di un tool sul tuo dominio come fosse una fotografia del tuo traffico, sta usando un numero che il fornitore stesso, nella propria documentazione, dichiara meno affidabile proprio nella fascia di dimensioni in cui ti trovi. Il tuo dato vero è a due clic di distanza, dentro Search Console, e non costa niente.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.