Vai al contenuto

Alternative a Google Analytics: cosa dicono le regole in Italia e quanto pesano davvero

Autore: Matteo Pellegrini

Le alternative a Google Analytics sono strumenti di web analytics che contano visite, sorgenti di traffico e conversioni senza passare dai server di Google: Matomo, Plausible, Simple Analytics, Fathom, Umami, Cloudflare Web Analytics e pochi altri. Alcuni funzionano senza cookie, altri tengono i dati in Europa, uno si installa sul tuo server.

Chi cerca un'alternativa in Italia di solito ha in mente il provvedimento del Garante del 2022. Quella storia però è cambiata due volte da allora, e quasi nessuna guida italiana in prima pagina lo racconta. Qui trovi lo stato delle regole a ottobre 2026, il confronto tra gli strumenti con prezzi verificati sui listini e una misura che abbiamo fatto noi: quanto pesa davvero lo script di ciascuno.

Perché nel 2026 si cerca ancora un'alternativa a Google Analytics

Google Analytics resta lo standard di fatto. Secondo W3Techs (rilevazione del 1° ottobre 2026, campione mondiale) è installato sul 47,2% di tutti i siti web, pari all'82,7% dei siti che usano uno strumento di analisi riconoscibile. Matomo, il primo concorrente open source, è all'1,4%. Microsoft Clarity al 4,1%, Cloudflare Web Analytics al 2,4%, Plausible allo 0,2%.

Le ragioni per cambiare sono tre, e conviene separarle perché portano a scelte diverse. La prima è giuridica: il trasferimento dei dati negli Stati Uniti e il consenso ai cookie. La seconda è pratica: GA4 è complesso per chi deve solo sapere quante persone arrivano dal blog e quante compilano il form. Ne abbiamo parlato nella guida a cosa fa Google Analytics e cosa non ti mostra. La terza è di prestazioni: lo script di Google è pesante, e lo misuriamo più sotto.

Cosa ha deciso il Garante e cosa è cambiato dopo

Il 9 giugno 2022 il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento contro Caffeina Media S.r.l., editore di un magazine online. Il sito usava Google Analytics e trasferiva negli Stati Uniti dati come l'indirizzo IP. L'ordine era di adeguare il trattamento al Capo V del GDPR entro novanta giorni, pena la sospensione dei flussi verso Google LLC. Il comunicato del 23 giugno 2022 parlava di dati trasferiti in un «Paese privo di un adeguato livello di protezione». È da lì che parte la gran parte degli articoli italiani sul tema.

Il 10 luglio 2023 la Commissione europea ha adottato la decisione di adeguatezza sul Data Privacy Framework (DPF), il nuovo accordo UE-USA sui trasferimenti di dati. Google dichiara sulla sua pagina dedicata ai trasferimenti che Google LLC e le controllate statunitensi sono certificate al DPF e che dal 1° settembre 2023 i trasferimenti dallo Spazio economico europeo si basano su quel quadro.

Il 3 settembre 2025 il Tribunale dell'Unione europea ha respinto il ricorso di annullamento presentato dal deputato francese Philippe Latombe contro il DPF (causa T-553/23). Latombe ha fatto appello alla Corte di giustizia il 31 ottobre 2025 (causa C-703/25 P). Mentre scriviamo non abbiamo trovato una sentenza su quell'appello: il DPF è in vigore, ma con un procedimento aperto. Il Privacy Shield, il suo predecessore, è caduto proprio così nel 2020.

DataCosa è successoEffetto pratico
10 giugno 2021Il Garante adotta le linee guida su cookie e strumenti di tracciamentoGli analytics sono esenti dal consenso solo a certe condizioni
9 giugno 2022Provvedimento contro Caffeina Media sull'uso di Google AnalyticsTrasferimento verso gli USA giudicato senza garanzie adeguate
10 luglio 2023La Commissione adotta l'adeguatezza del Data Privacy FrameworkIl trasferimento verso aziende USA certificate torna ad avere una base
3 settembre 2025Il Tribunale UE respinge il ricorso Latombe (T-553/23)Il DPF regge al primo esame giudiziario
31 ottobre 2025Appello alla Corte di giustizia (C-703/25 P)Procedimento pendente: il quadro può cambiare di nuovo
Fonti: Garante privacy, Commissione europea, Corte di giustizia UE, Gazzetta ufficiale UE. Ricostruzione Visilay, ottobre 2026.

Trasferimento e consenso sono due problemi diversi

Qui sta l'errore più comune nelle guide italiane sul tema. Il DPF ha risolto, finché regge, la questione del trasferimento dei dati negli Stati Uniti. Non ha toccato quella del consenso, che in Italia segue le regole sui cookie e non quelle sui trasferimenti.

Le linee guida del Garante del 10 giugno 2021 dicono quando un cookie analitico può essere trattato come un cookie tecnico, e quindi installato senza chiedere il permesso. Le condizioni sono quattro:

  • le statistiche devono essere aggregate e riguardare un singolo sito o una sola app;
  • deve essere impossibile risalire alla persona, per esempio mascherando almeno la quarta componente dell'indirizzo IP;
  • il fornitore terzo non deve combinare i dati con altre elaborazioni, come file clienti o statistiche di altri siti;
  • il fornitore non deve trasmetterli a sua volta ad altri soggetti.

La CNIL francese, che ha pubblicato le stesse regole in forma più operativa nella scheda n. 16, aggiunge un limite di 13 mesi alla durata dei cookie e scrive che la maggior parte delle grandi offerte di misurazione dell'audience non rientra nell'esenzione, qualunque sia la configurazione. Nella pratica GA4 si installa dietro al banner, collegato alla Consent Mode. Gli strumenti senza cookie e quelli self-hosted configurati con cura sono invece quelli che possono rientrare nell'esenzione.

Una precisazione: questa è una ricostruzione delle regole, non un parere legale. La valutazione finale sulla propria configurazione spetta al titolare del trattamento e, se c'è, al suo DPO.

Con la Consent Mode di Google ci sono due modalità. In quella base i tag restano bloccati finché l'utente non accetta: chi rifiuta non manda nessun dato a Google Analytics. In quella avanzata partono comunque dei ping senza cookie, che Google usa per stimare il traffico mancante con la modellazione.

La modellazione però ha delle soglie. Secondo la documentazione ufficiale, la proprietà deve raccogliere almeno 1.000 eventi al giorno con consenso negato per almeno 7 giorni, e avere almeno 1.000 utenti giornalieri con consenso accordato per almeno 7 dei 28 giorni precedenti. Anche raggiunte le soglie, l'idoneità non è garantita.

Il sito di una PMI italiana con qualche centinaio di visite al giorno quelle soglie non le vede. Per questi siti GA4 mostra solo chi ha cliccato «Accetta», e le visite di chi ha rifiutato mancano dai report. È uno dei motivi per cui i numeri di Analytics e quelli di Search Console non coincidono mai, come spieghiamo nella guida alla dashboard SEO.

C'è anche un limite di conservazione. Nelle proprietà GA4 standard i dati a livello di utente ed evento restano 2 o 14 mesi; 26, 38 o 50 mesi sono riservati a GA4 360, che è a pagamento e su preventivo.

Le alternative a confronto: dove finiscono i dati e quanto costano

La tabella riassume gli strumenti che compaiono più spesso nei confronti italiani e americani. I prezzi sono quelli d'ingresso pubblicati sui listini ufficiali il 1° ottobre 2026, nella valuta in cui li mostra il fornitore. Quasi tutti salgono con il numero di visualizzazioni o di eventi, quindi vanno confrontati sul proprio volume e non sul prezzo di partenza.

StrumentoSocietà e datiCookiePrezzo d'ingresso
Google Analytics 4Google LLC (USA), certificata DPFSìGratis; 360 su preventivo
MatomoCloud su server in Germania; On-Premise sul tuo serverSì di default, disattivabiliOn-Premise gratis; Cloud da 29 € al mese (50.000 hit)
PlausibleSocietà estone, dati in UENo9 $ al mese (10.000 pageview)
Simple AnalyticsSede ad Amsterdam, dati in UENoGratis (5 siti, storico 30 giorni); poi 20 $ al mese
FathomSocietà canadese, traffico UE trattato in UENo15 $ al mese (100.000 pageview)
UmamiOpen source; Cloud o self-hostedNoSelf-hosted gratis; Cloud Hobby gratis
Cloudflare Web AnalyticsCloudflare (USA)NoGratis
Piwik PROSuite enterprise europeaSìPiano gratuito Core chiuso a febbraio 2026; da circa 35-36 € al mese
Microsoft ClarityMicrosoft (USA)SìGratis, senza limiti di traffico
Fonti: listini e documentazione ufficiale di ciascun fornitore, consultati il 1° ottobre 2026. Per Piwik PRO il forum ufficiale indica 35 €, il blog aziendale 36 €.

Le fonti dei prezzi: Matomo, Plausible, Simple Analytics, Fathom, Umami, Cloudflare, Piwik PRO, Clarity. Un dettaglio: diverse guide in prima pagina presentano ancora il piano gratuito di Piwik PRO, che non esiste più.

Quanto pesa lo script: la nostra misura

I fornitori di analytics leggeri citano il rapporto di peso con Google, ma ognuno dà un numero diverso: nelle guide americane si leggono 45, 54 e 75 volte. Abbiamo scaricato noi i file di tracciamento il 1° ottobre 2026, dal server di visilay.com, e li abbiamo pesati prima e dopo la compressione gzip.

ScriptPeso non compressoPeso compresso (gzip)
Google Analytics 4 (gtag.js)439 KB152 KB
Matomo (matomo.js, tracker standard)68 KB22 KB
Cloudflare Web Analytics (beacon.min.js)30 KB10,1 KB
Simple Analytics (latest.js)7,5 KB3,8 KB
Umami (script.js)4,8 KB2,3 KB
Fathom (script.js)7,0 KB2,1 KB
Plausible (script.js)2,8 KB1,3 KB
Misura Visilay del 1° ottobre 2026. gtag.js scaricato con un ID di misurazione fittizio: con un container reale il peso dipende da cosa contiene. Matomo: tracker del repository ufficiale, ramo 5.x. Compressione gzip livello 9.

Il rapporto tra GA4 e Plausible, nella nostra misura, è di circa 119 volte sul file compresso e di 155 volte su quello non compresso. È più alto dei rapporti citati nelle guide americane. Il dato va preso per quello che è: 152 KB su una pagina che ne pesa due megabyte non cambiano da soli il destino di un sito. Sulle pagine leggere, e soprattutto su mobile, si sommano però a tutto il resto che pesa sui Core Web Vitals. Ne parliamo nella guida al page speed.

Le alternative una per una

Matomo: il sostituto più completo

Matomo è l'unico che si avvicina a GA4 per funzioni: obiettivi, e-commerce, segmenti e l'importazione dello storico di Google Analytics. Si installa gratis sul proprio server (On-Premise, utenti e hit illimitati) oppure si usa in Cloud, con server in Germania secondo il fornitore, da 29 € al mese. La CNIL ospita una guida di configurazione per usarlo in modalità esente dal consenso. In Italia lo usa anche la Pubblica amministrazione: Web Analytics Italia, la piattaforma di AgID basata su Matomo, conta 4.505 amministrazioni registrate e 9.718 siti attivi.

Il limite è la manutenzione: la versione On-Premise va aggiornata, il database cresce e su siti con molto traffico serve un server dimensionato. Per un'azienda senza nessuno che segua l'hosting, la versione Cloud è la scelta più realistica.

Plausible, Simple Analytics e Fathom: i contatori senza cookie

Sono tre strumenti con la stessa filosofia: una dashboard su una pagina, nessun cookie, nessun dato personale conservato. Plausible dichiara che IP e user agent non vengono mai salvati e servono solo a generare un identificativo giornaliero cifrato, eliminato dopo 24 ore. Simple Analytics è olandese e tiene i dati in Europa. Fathom è canadese, ma il traffico dei visitatori europei viene anonimizzato su server europei prima di arrivare all'infrastruttura americana.

Vanno bene per chi vuole sapere da dove arriva il traffico, quali pagine funzionano e quante persone completano un obiettivo. Non vanno bene per analisi di funnel complesse o per costruire pubblici per la pubblicità. Se ti serve capire la differenza tra metriche e obiettivi prima di scegliere, parti da cosa sono i KPI.

Umami e Cloudflare Web Analytics: le opzioni gratuite

Umami è open source, non usa cookie e si installa sul proprio server oppure si usa nel piano Cloud gratuito. Cloudflare Web Analytics è gratis per chiunque e, secondo Cloudflare, non usa cookie né localStorage. Entrambe sono buone soluzioni per siti piccoli. Cloudflare è un'azienda statunitense: dal punto di vista del trasferimento valgono le stesse considerazioni fatte per Google.

Microsoft Clarity: un complemento, non un sostituto

Clarity è gratuito e senza limiti di traffico, e fa una cosa che gli altri non fanno: registra le sessioni e genera le mappe di calore. Non sostituisce un sistema di analytics, lo affianca. Usa cookie e registra il comportamento dei visitatori, quindi va dietro al banner. È molto utile quando un sito ha traffico ma non converte e serve vedere dove le persone si bloccano.

Piwik PRO, Adobe Analytics, Amplitude: per chi ha esigenze enterprise

Piwik PRO, Adobe Analytics, Amplitude e Mixpanel compaiono in quasi tutte le liste americane. Sono strumenti per aziende con team dedicati ai dati o con prodotti digitali, come app e piattaforme SaaS, dove serve analizzare il comportamento utente per coorti. Per il sito di una PMI sono sovradimensionati.

Cosa perdi lasciando GA4

Le guide sulle alternative tendono a dimenticare questa parte. GA4 non è solo un contatore di visite:

  • si collega a Google Ads per importare le conversioni e costruire pubblici di remarketing, cosa che nessuna alternativa fa con la stessa semplicità (se fai campagne, è il punto da valutare con chi gestisce il tuo account Google Ads);
  • si collega a Search Console e a BigQuery senza configurazioni aggiuntive;
  • si integra con Google Tag Manager e con Looker Studio per i report.

Per questo, per molte aziende, la scelta più sensata è affiancare a GA4 uno strumento senza cookie invece di sostituirlo. GA4 resta dietro al banner per le campagne e per le analisi di dettaglio. Il contatore leggero dà il numero di visite completo, quello che serve per calcolare un conversion rate credibile e per leggere il traffico del sito senza il buco di chi rifiuta i cookie.

Come scegliere in tre domande

La prima domanda è se fai pubblicità su Google. Se sì, GA4 o almeno il tag di conversione di Google Ads ti servono comunque, e l'alternativa è un affiancamento.

La seconda è chi gestirà lo strumento. Se nessuno in azienda segue server e aggiornamenti, scarta le versioni self-hosted di Matomo e Umami e scegli tra Matomo Cloud, Plausible, Simple Analytics e Fathom.

La terza è cosa devi misurare. Per sapere quante persone arrivano, da dove e quante compilano un form bastano Plausible o Simple Analytics. Per un e-commerce con obiettivi, segmenti e ricavi per sorgente serve Matomo. Se il dubbio è quali numeri guardare prima ancora dello strumento, la guida alla SEO analytics parte proprio da lì.

Secondo l'ultima rilevazione Istat su imprese e ICT, pubblicata a dicembre 2025, le imprese italiane con almeno 10 addetti che svolgono analisi dei dati sono passate dal 26,6% del 2023 al 42,7%. La domanda su quale strumento usare se la pone quindi una quota crescente di aziende, non più solo chi ha un reparto marketing strutturato.

Come cambiare senza perdere lo storico

I dati di GA4 non si trasferiscono in blocco in Plausible o Fathom. Matomo ha un importatore dedicato per lo storico di Google Analytics, gli altri no. Il metodo più sicuro è questo:

  • installa l'alternativa accanto a GA4 e lasciali girare insieme per almeno un mese, così vedi la differenza tra i due conteggi;
  • esporta da GA4 i report che ti servono come riferimento storico, ricordando che i dati di dettaglio restano solo 2 o 14 mesi;
  • ricrea gli obiettivi e gli eventi chiave nel nuovo strumento prima di togliere GA4, se decidi di toglierlo;
  • aggiorna informativa privacy e banner, e verifica il risultato con chi segue la tua strategia SEO o la consulenza legale.

Il numero che nessuno guarda

Il dibattito sulle alternative a Google Analytics in Italia è nato come questione legale ed è rimasto inchiodato lì. Intanto il problema più concreto per la maggior parte dei siti è diventato un altro: con il banner e senza le soglie della modellazione, GA4 conta solo una parte dei visitatori, e molte aziende prendono decisioni su quella parte credendo che sia il totale. Il primo motivo per installare un contatore senza cookie accanto a GA4 è sapere quanto è grande il buco nei tuoi dati, prima ancora della privacy. Se vuoi capirlo sul tuo sito, è una delle prime cose che guardiamo in un progetto SEO.

Domande frequenti

Google Analytics è illegale in Italia?

No. Il provvedimento del Garante del 2022 riguardava il trasferimento dei dati negli Stati Uniti in assenza di garanzie adeguate. Dal 10 luglio 2023 è in vigore il Data Privacy Framework e Google LLC risulta certificata. Resta l'obbligo di chiedere il consenso prima di installare i cookie di GA4, e resta aperto l'appello alla Corte di giustizia contro il DPF (causa C-703/25 P).

Qual è la migliore alternativa gratuita a Google Analytics?

Dipende da chi la gestisce. Matomo On-Premise e Umami sono gratuiti ma vanno installati e aggiornati su un proprio server. Cloudflare Web Analytics, Umami Cloud nel piano Hobby e Simple Analytics nel piano free non richiedono server, con funzioni più limitate. Microsoft Clarity è gratuito ma registra sessioni e mappe di calore, non sostituisce un sistema di analytics.

Con un'alternativa senza cookie posso togliere il banner?

Dipende da cosa c'è sul sito oltre agli analytics. Se l'unico strumento di tracciamento è un analytics senza cookie che produce solo statistiche aggregate, il banner per gli analytics può non servire secondo le condizioni delle linee guida del Garante del 2021. Se ci sono pixel pubblicitari, video incorporati o Google Ads, il banner resta. L'informativa privacy va aggiornata in ogni caso.

Matomo è meglio di Google Analytics?

Dipende dall'uso. Matomo offre funzioni simili a GA4, il controllo completo dei dati e la possibilità di configurazione esente dal consenso. GA4 è gratuito senza manutenzione e si integra in modo nativo con Google Ads, Search Console e BigQuery. Chi fa campagne su Google di solito tiene GA4 e affianca un secondo strumento.

Posso importare i dati di GA4 in un altro strumento?

Solo in parte. Matomo ha un importatore per lo storico di Google Analytics; Plausible, Fathom e Simple Analytics partono da zero dal giorno dell'installazione. Conviene far girare i due strumenti in parallelo per almeno un mese ed esportare i report storici da GA4 prima che scadano i 2 o 14 mesi di conservazione.

Le pubbliche amministrazioni che strumento usano?

Molte usano Web Analytics Italia, la piattaforma gratuita di AgID basata su Matomo. Secondo il sito ufficiale conta 4.505 amministrazioni registrate e 9.718 siti attivi.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.