Vai al contenuto

SEO su Squarespace: cosa fa da solo e cosa sbaglia chi lo usa in Italia

Autore: Matteo Pellegrini

La SEO su Squarespace è il lavoro di configurazione che la piattaforma non può fare al posto tuo: sitemap, certificato SSL, URL statici e una parte dei dati strutturati sono automatici, mentre meta description, title, H1, testo alternativo delle immagini e lingua del sito restano a carico di chi lo gestisce. Nel nostro test del 9 ottobre 2026 su 54 pagine di 9 siti italiani costruiti con Squarespace, l'81% aveva la meta description vuota e solo il 30% aveva un unico H1.

La parte tecnica, insomma, Squarespace la fa bene. È la parte editoriale che resta vuota.

E in Italia il problema si vede poco, perché qui Squarespace è una rarità.

Il Tech Report di HTTP Archive di agosto 2026 conta 1.114 siti su Squarespace visitati da utenti in Italia, contro 160.526 su WordPress (dati mobile di Chrome): uno ogni 144.

Abbiamo fatto anche una prova più vicina al mercato: cinque ricerche su Google Italia in settori dove all'estero Squarespace è di casa (fotografi di matrimonio, wedding planner, studi di architettura, interior designer, gallerie d'arte). Dei 44 siti in prima pagina che siamo riusciti a classificare, 35 erano su WordPress, 2 su Wix e nessuno su Squarespace.

E chi lo usa, dove trova le istruzioni?

In inglese. Per la ricerca "squarespace seo" la prima pagina di Google Italia mostra Seobility, il forum di Squarespace, video di YouTube e blog americani: nel nostro rilevamento del 9 ottobre non c'era una guida in italiano scritta da chi fa SEO di mestiere.

Così gli errori si ripetono uguali:

  • meta description lasciate vuote perché "tanto Squarespace è già ottimizzato";
  • pagine duplicate con il titolo "Copy of", pubblicate e finite nella sitemap;
  • la lingua del sito impostata in inglese su un sito scritto in italiano;
  • immagini con il nome del file come testo alternativo, IMG_0832.jpg compreso.

Il metro con cui giudichiamo un sito, qualunque CMS usi, viene dai progetti che seguiamo. Su Macropix, produttore milanese di schermi LED, ogni linea di prodotto ha una pagina sua, e su "monitor pubblicitario" il sito è passato dalla posizione 88 alla 2 (il caso completo è nella guida alla SEO per l'industria manifatturiera).

Su Sunscape, che sviluppa impianti fotovoltaici, abbiamo costruito un'architettura di pagine per regione: in sei mesi le impression organiche sono salite da 329 a 5.809 al mese.

E cosa c'entra con Squarespace?

C'entra perché in tutti e due i casi a muovere le posizioni sono stati pagine, title e struttura, cioè proprio i campi che Squarespace lascia a te.

Qui trovi:

  • cosa fa Squarespace da solo e cosa no, con le fonti della documentazione ufficiale;
  • i risultati del test su 54 pagine italiane, voce per voce;
  • come sistemare title, H1, lingua, slug e redirect dal pannello;
  • i Core Web Vitals dei siti Squarespace in Italia, confrontati con il resto del mondo e con gli altri CMS;
  • quando Squarespace non basta e conviene cambiare piattaforma.

Partiamo.

Squarespace va bene per la SEO? (sì, se sai cosa non fa)

Sì: Squarespace è adatto alla SEO di siti vetrina, portfolio e piccoli negozi, perché gestisce da solo le basi tecniche che su altri CMS richiedono un plugin. Lo usa il 3,6% dei siti con un CMS riconoscibile, secondo W3Techs (ottobre 2026).

La documentazione ufficiale, aggiornata a luglio 2026, elenca cosa fa in automatico: genera e aggiorna la sitemap, usa URL statici, include il certificato SSL sui domini collegati, rende i siti adatti al mobile e aggiunge dati strutturati per sei tipi di contenuto (articolo, evento, attività locale, organizzazione, prodotto, sito web). Quei dati strutturati, precisa la stessa pagina, non si possono modificare né togliere.

Nel test la parte automatica ha retto: sitemap raggiungibile su 9 siti su 9, tag canonical in home su 9 su 9, markup WebSite su 9 su 9 e markup LocalBusiness su 6.

Il resto tocca a te. Eccolo diviso:

ElementoCosa fa SquarespaceCosa devi fare tu
Sitemap XMLLa genera e la aggiorna da solaInviarla a Google Search Console e a Bing Webmaster Tools
Certificato SSLIncluso sui domini collegatiControllare che il pannello SSL sia su "Secure"
Dati strutturatiSei tipi di markup, non modificabiliAggiungere altri tipi solo con codice personalizzato (come si fa senza duplicarli)
TitleLo compone con nome della pagina e nome del sitoScrivere un title SEO per ogni pagina
Meta descriptionNienteScriverne una per pagina, tra 50 e 300 caratteri
Testo alternativoUsa la descrizione dell'immagine o il nome del fileDescrivere davvero cosa mostra la foto
URLStatici, ma casuali se salvi prima di dare un titoloCorreggere gli slug e impostare i redirect 301
Più lingue (hreflang)NienteUsare un servizio esterno, per esempio Weglot
Crawler AILi lascia passare di defaultDecidere se bloccarli dal pannello Crawler
Fonti: Help Center Squarespace, pagine aggiornate tra luglio e settembre 2026; test Visilay del 9 ottobre 2026.

Il test: 54 pagine italiane su Squarespace (e dove si inceppano)

Il test si rifà in un pomeriggio. Il 9 ottobre 2026 abbiamo cercato su Google Italia le pagine con dominio .it che riportano la scritta "Powered by Squarespace", abbiamo tenuto i siti ancora attivi sulla piattaforma (8 domini .it più uno studio dentistico rimasto sul sottodominio squarespace.com) e per ognuno abbiamo scaricato la home e cinque pagine prese dalla sitemap.

Totale: 9 siti e 54 pagine. Dentro ci sono uno studio di geologia, una società di scherma, un progetto di ricerca, uno studio di architettura, una polisportiva, una location per matrimoni, un'azienda legata al vino, un'associazione culturale e lo studio dentistico. Un decimo sito trovato nella ricerca era già passato a un altro CMS e l'abbiamo escluso.

ControlloRisultatoQuota
Meta description vuota44 pagine su 5481%
Un solo H116 pagine su 5430%
Nessun H113 pagine su 5424%
Due o più H125 pagine su 5446%
Lingua del codice in inglese su un sito in italiano2 siti su 922%
Pagine intitolate "Copy of" o "Copia di"3 pagine su 2 sitin.a.
Pagine interne con lo stesso title della home1 sito, 5 pagine su 5n.a.
Pagine demo del template ancora nella sitemap1 sito su 911%
Slug casuali o generici ("nuova-pagina-2")3 siti su 933%
Testo alternativo uguale al nome del file323 immagini su 35391,5%
Tag hreflang0 siti su 90%
Crawler AI bloccati nel robots.txt0 siti su 90%
Sitemap XML raggiungibile9 siti su 9100%
Test Visilay del 9 ottobre 2026. Home più cinque pagine della sitemap per sito, HTML scaricato senza eseguire JavaScript. Il testo alternativo è stato controllato sulle quattro pagine con gallerie. Siti anonimi.

Il campione è piccolo e lo diciamo subito: 9 siti non sono una statistica nazionale. Però gli errori tornano con una regolarità che difficilmente è un caso, e nascono quasi tutti dallo stesso punto.

Squarespace lascia il campo vuoto e te lo segnala solo se apri il report SEO, che la checklist ufficiale indica come disponibile sulla versione 7.1.

Meta description e title: i campi che Squarespace lascia vuoti (e che Google riempie a modo suo)

La meta description è il testo di due righe che può comparire sotto il titolo nei risultati di Google. Su Squarespace si scrive nelle impostazioni di ogni pagina, alla voce SEO, e la checklist SEO di Squarespace consiglia tra 50 e 300 caratteri, diversi per ogni pagina.

Nel test era vuota in 44 pagine su 54.

Ma Google non se la scrive da solo?

Sì. Google Search Central spiega che lo snippet nasce soprattutto dal contenuto della pagina e che la meta description viene usata quando descrive la pagina meglio del testo. Lasciarla vuota vuol dire far scegliere a Google una frase qualsiasi del tuo testo, spesso un orario, un indirizzo o una didascalia.

Il title pesa ancora di più, perché è la riga cliccabile del risultato. Squarespace lo compone con il formato "nome pagina — nome sito", modificabile in Formati di pagina e titolo, e funziona solo se il nome della pagina dice qualcosa. Nel test abbiamo trovato title come "Contatti", "Gallery" e "Book Your Stay", seguiti dal solo nome del sito.

E poi ci sono i casi peggiori:

  • una società sportiva con lo stesso title della home su tutte le pagine interne controllate, cinque su cinque;
  • due siti con pagine intitolate "Copy of..." e "Copia di...", il residuo del comando Duplica, pubblicate e presenti nella sitemap;
  • una location per matrimoni con un title di 237 caratteri che ripete il nome della città otto volte, quasi quattro volte la lunghezza che Google mostra.

Sono dieci minuti di lavoro per pagina. Come scrivere il testo giusto lo spieghiamo nella guida alla meta description.

H1 su Squarespace: perché quasi una pagina su due ne ha più di uno (colpa degli stili)

L'H1 è il titolo principale della pagina, quello che dice a lettori e motori di ricerca di cosa parla. Nel test solo 16 pagine su 54 ne avevano esattamente uno: 13 non ne avevano nessuno e 25 ne avevano due o più, fino a 30 sulla home di uno studio di architettura.

Il motivo è grafico. In Squarespace "Heading 1" è uno stile di testo, e chi vuole una scritta grande sceglie quello, anche per il nome di ogni progetto in una galleria.

Sui blog c'è un secondo effetto: il template stampa già il titolo dell'articolo come H1. In 13 articoli su tre siti diversi abbiamo trovato due H1, e su uno dei siti il primo era vuoto.

La correzione non richiede codice:

  1. usa Heading 1 solo per il titolo della pagina;
  2. nei blocchi di testo passa a Heading 2 per le sezioni e Heading 3 per i sottopunti;
  3. se l'H1 ti sembra troppo grande, riducilo negli stili del sito invece di sostituirlo con un Heading 3 "perché è più piccolo";
  4. nelle gallerie usa il testo normale o Heading 3 per i nomi dei progetti.

La logica completa degli heading è nella guida agli heading tag.

Il tuo sito Squarespace ha i campi SEO vuoti?

Nel test 44 pagine su 54 non avevano una meta description e 38 avevano un H1 assente o doppio. Sono errori che non si vedono finché non apri il codice. Controlliamo il tuo sito pagina per pagina e ti diciamo cosa sistemare prima, partendo dalle ricerche che ti portano clienti.

Prenota una consulenza strategica

Lingua, slug e redirect: il sito che dichiara di essere in inglese

Due siti su nove avevano nel codice lang="en-US" pur essendo scritti in italiano. Si corregge in un minuto, nelle impostazioni di lingua e area geografica del sito.

Conta per Google?

Poco: Google dichiara di non usare l'attributo lang per riconoscere la lingua, che ricava dal testo. Lo usano però lettori di schermo e traduttori automatici, quindi è un errore che paga chi visita il sito, non il ranking.

Gli slug sono il secondo punto. La checklist di Squarespace avvisa che, se salvi un contenuto prima di dargli un titolo, lo slug diventa una stringa casuale. L'abbiamo trovato su due siti, con indirizzi come /blog/2017/4/16/npx53lrln42zu5ti2jds5mfxklvkbn. Su un terzo sito tre pagine su cinque si chiamavano /nuova-pagina, /nuova-pagina-1 e /nuova-pagina-2. Come scrivere un indirizzo leggibile lo trovi nella guida all'URL slug.

E su un sito c'erano ancora le pagine dimostrative del template, con titoli come "Our Impact" e "Steps", raggiungibili e presenti nella sitemap.

Quando cambi uno slug serve un redirect 301. Su Squarespace si scrive nel pannello URL mappings, dentro gli strumenti per sviluppatori, una riga per redirect: /vecchio-indirizzo -> /nuovo-indirizzo 301. Secondo la guida ai redirect aggiornata a settembre 2026, il campo arriva a 400 KB, circa 2.500 righe.

Ultimo punto, i siti in più lingue. Squarespace non genera i tag hreflang: per i siti multilingua serve un servizio esterno come Weglot, che li aggiunge in automatico a ogni versione tradotta. Il sito del test con pagine doppie in italiano e in inglese (/ricerca1 e /research1) non aveva nessun hreflang: Google non riceve nessun segnale esplicito su quale versione mostrare a chi cerca in italiano. Come impostarli lo spieghiamo nella guida ai tag hreflang.

Velocità e immagini: in Italia supera i Core Web Vitals il 59,7% dei siti Squarespace (nel mondo il 72,1%)

I Core Web Vitals sono le metriche con cui Google misura, su dati reali degli utenti di Chrome, caricamento, reattività e stabilità della pagina. Secondo il Tech Report di HTTP Archive, ad agosto 2026 li supera su mobile il 72,1% dei siti Squarespace nel mondo, ma solo il 59,7% di quelli visitati dall'Italia.

CMSItalia, mobileMondo, mobileSiti misurati in Italia
Wix79,2%81,2%6.184
Shopify64,8%76,5%20.399
Webflow61,5%71,2%1.655
Squarespace59,7%72,1%1.049
WordPress43,9%48,7%156.792
Fonte: HTTP Archive, Core Web Vitals Technology Report, dati CrUX di agosto 2026. Quota di siti con tutte le metriche nella soglia "buona". Estrazione Visilay del 9 ottobre 2026.

Colpa dei server lontani dall'Italia?

No. Il tempo di risposta del server è buono sull'80,2% dei siti Squarespace visitati dall'Italia, in linea con il mondo (79,3%). Il distacco è tutto sul Largest Contentful Paint, il tempo in cui compare l'elemento più grande della pagina: 64,6% di siti promossi in Italia contro il 79,6% nel mondo.

E l'elemento più grande, su un sito Squarespace, è quasi sempre una foto a tutto schermo. La checklist ufficiale chiede immagini sotto i 500 KB e pagine sotto i 5 MB in tutto.

La buona notizia è che il dato italiano sale: ad agosto 2025 era al 44,5%, un anno dopo al 59,7%.

Sulle immagini resta il testo alternativo. Se non scrivi una descrizione, Squarespace usa il nome del file: nelle quattro pagine con gallerie del test, 323 immagini su 353 avevano come alt il nome del file, IMG_0832.jpg e simili. Per Google Immagini e per chi usa un lettore di schermo è un testo che non dice niente. Come scriverlo bene è nella guida all'alt text.

Crawler AI e robots.txt su Squarespace: di default passano tutti

Il robots.txt di Squarespace non si modifica a mano: si governa con due interruttori nel pannello Crawler, uno per i motori di ricerca e uno per i crawler di intelligenza artificiale. Quando l'opzione è arrivata, a novembre 2023, PetaPixel ha raccontato le proteste dei fotografi proprio perché l'accesso dei crawler AI risultava attivo di default.

Nel test nessuno dei 9 siti blocca GPTBot, ClaudeBot o Google-Extended. Il robots.txt standard li nomina, 26 crawler AI in fila, ma li raggruppa con tutti gli altri user agent e applica le stesse regole: fuori restano solo le aree di sistema come /config e /search.

Conviene bloccarli?

Dipende da cosa vendi. Un fotografo che non vuole le sue immagini nei dati di addestramento ha un motivo concreto per farlo. Uno studio che vuole comparire nelle risposte di ChatGPT o Perplexity deve sapere che ogni piattaforma usa crawler diversi per addestrare i modelli e per cercare le fonti, e che bloccarli tutti insieme può togliergli visibilità. La differenza tra i vari bot è spiegata nella guida ai crawler AI.

Quando Squarespace non basta (e conviene un altro CMS)

Squarespace regge bene finché il sito ha poche decine di pagine, una lingua e una persona che lo aggiorna. I siti del test avevano tra 6 e 152 indirizzi in sitemap, e per quella taglia la piattaforma fa quello che promette.

Diventa stretto in tre casi:

  • siti in più lingue per l'export, perché hreflang e cartelle per lingua dipendono da un servizio esterno;
  • cataloghi grandi, dove servono filtri, canonical e regole di scansione su misura, mentre dati strutturati e robots.txt non si possono toccare;
  • siti con molti contenuti, che hanno bisogno di template diversi per sezione, link interni gestiti in modo sistematico e plugin.

Il confronto tra piattaforme, con i dati sull'Italia, è nella guida ai migliori CMS per la SEO. Per le alternative più vicine trovi la SEO per Wix e la SEO per WordPress.

Se decidi di cambiare, il rischio vero è la migrazione: ogni URL vecchio va mappato con un 301, altrimenti le posizioni conquistate si perdono. La sequenza giusta è nella guida alla SEO per la riprogettazione del sito.

Domande frequenti sulla SEO su Squarespace

Squarespace è buono per la SEO?

Sì. Genera da solo sitemap, URL statici, certificato SSL e sei tipi di dati strutturati, quindi la base tecnica è a posto. Meta description, title, H1 e testo alternativo invece vanno scritti a mano: nel nostro test del 9 ottobre 2026 la meta description era vuota nell'81% delle 54 pagine controllate.

Meglio Squarespace o WordPress per la SEO?

Dipende: per un sito vetrina di poche decine di pagine Squarespace basta e fa meno errori tecnici, tanto che ad agosto 2026 supera i Core Web Vitals sul 72,1% dei siti nel mondo contro il 48,7% di WordPress. Per siti multilingua, cataloghi grandi o blog con molti contenuti WordPress lascia più controllo su redirect, dati strutturati e robots.txt.

Si possono fare redirect 301 su Squarespace?

Sì. Si scrivono nel pannello URL mappings, una riga per redirect nel formato /vecchio-indirizzo -> /nuovo-indirizzo 301. Il campo arriva a 400 KB, circa 2.500 righe.

Squarespace supporta i tag hreflang?

No, non in modo nativo. Per i siti in più lingue serve un servizio esterno come Weglot, che aggiunge gli hreflang in automatico. Senza un servizio del genere le versioni in lingua diversa restano pagine separate senza collegamento.

Squarespace blocca i crawler AI?

No, non di default. L'interruttore per escluderli è nel pannello Crawler: nel nostro test nessuno dei 9 siti italiani controllati li bloccava, anche se il robots.txt standard ne elenca 26.

Serve un plugin SEO su Squarespace?

No. I campi SEO sono già nelle impostazioni di ogni pagina e il report SEO della versione 7.1 segnala meta description e testi alternativi mancanti. Le estensioni esterne aiutano nei controlli, ma il lavoro resta scrivere quei campi pagina per pagina.

SEO su Squarespace, in breve

La parte tecnica Squarespace la fa da solo.

Meta description, title e H1 no: nel test erano sbagliati o vuoti su più di metà delle pagine.

Lingua del sito, slug e pagine duplicate vanno controllati a mano.

Le foto pesanti si pagano: in Italia supera i Core Web Vitals il 59,7% dei siti Squarespace.

I crawler AI passano, a meno che tu non decida di bloccarli.

L'idea che ci portiamo via dal test è un'altra. Squarespace si presenta come la piattaforma che pensa a tutto e, sulla parte tecnica, mantiene la promessa. Proprio per questo chi lo usa smette di guardare i campi che restano vuoti: su WordPress un plugin come Yoast mostra un indicatore rosso a ogni salvataggio, su Squarespace il report SEO esiste ma va aperto apposta. Sui siti piccoli la differenza tra i CMS non è quanto sono ottimizzati, è quanto ti costringono a guardare. Se vuoi che qualcuno guardi il tuo, è il primo controllo che facciamo nella consulenza SEO.

Alla prossima!

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.