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Report di visibilità AI: cosa metterci ogni mese (il modello in 9 righe)

Autore: Matteo Pellegrini

Un report di visibilità AI è il documento mensile che dice se e come il tuo brand compare nelle risposte di ChatGPT, Gemini, Perplexity e delle AI di Google su un elenco fisso di domande, con accanto le impression AI di Search Console, le citazioni di Bing e le visite dagli assistenti in GA4. Il modello che usiamo ha 9 righe divise in 3 blocchi (presenza, fonti, risultati) e una nota di metodo obbligatoria; il 27 ottobre 2026, nei primi 10 risultati di Google Italia per "report visibilità ai", nessuna pagina proponeva un modello.

Quindi la risposta breve è questa. Un report di visibilità AI serio ha poche righe, sempre le stesse, e dice su quante risposte è calcolato ogni numero.

Con Google eri abituato a un report facile. Prendi Sunscape, che sviluppa impianti fotovoltaici in tutta Italia: da marzo 2026, in sei mesi, le impression organiche sono passate da 329 a 5.809 al mese (la storia è in quanto tempo ci vuole per vedere i risultati SEO). Una riga, una fonte, un grafico che sale.

Con le AI no. I dati arrivano da almeno quattro posti e nessuno, da solo, risponde alla domanda del responsabile marketing: "su ChatGPT ci siamo?".

Gli errori che vediamo più spesso nei report che ci girano i clienti:

  • un punteggio unico da 0 a 100, senza dire come è calcolato né su quante risposte;
  • mesi confrontati con prompt diversi, così la crescita è solo un cambio di domande;
  • il traffico da ChatGPT presentato come "la visibilità AI", quando misura solo chi ha cliccato.

Il quadro generale è nella guida alla visibilità AI; qui c'è il documento che arriva ogni mese sulla scrivania.

In questo articolo trovi:

  • il modello di report in 9 righe, con fonte e modo di leggerle;
  • il test su una domanda reale posta a ChatGPT, e come finisce nel report;
  • le righe che hai già nei tuoi account: Search Console, Bing Webmaster Tools, GA4;
  • cosa cambia per un'agenzia con più clienti, compresi gli strumenti con dashboard multi-cliente;
  • i 6 passi per fare il primo report in un pomeriggio.

Partiamo.

Cosa deve contenere un report mensile di visibilità AI? (9 righe in 3 blocchi)

Un report mensile di visibilità AI deve contenere tre blocchi: la presenza del brand nelle risposte (menzioni, posizione, quota sui concorrenti, sentiment), le fonti che le AI usano (il tuo sito, i siti terzi, le citazioni misurate da Google e Bing) e i risultati sul sito (visite e contatti dagli assistenti). Ogni riga ha una sola fonte e un solo modo di leggerla.

Le metriche le abbiamo spiegate una per una in metriche di visibilità AI. Qui le mettiamo in ordine di lettura:

BloccoRigaFonteCome si legge
Presenza1. Tasso di menzione sulle domande senza il brand, per motoreElenco fisso di prompt% di risposte che ti nominano; è la riga che conta di più
Presenza2. Posizione nella rispostaElenco fisso di promptMedia della posizione quando compari
Presenza3. Share of voice su 3-5 concorrentiElenco fisso di promptLa tua quota sulle menzioni dei brand contati
Presenza4. Sentiment ed errori trovatiTesto delle risposteQuante risposte ti descrivono male o con dati vecchi
Fonti5. Tasso di citazione del tuo dominioElenco fisso di prompt% di risposte che linkano il tuo sito
Fonti6. Domini terzi più citatiElenco fisso di promptI siti da presidiare il mese dopo
Fonti7. Impression nelle funzioni AI di GoogleSearch Console, report sull'AI generativaAndamento e pagine mostrate in AI Overview e AI Mode
Fonti8. Citazioni in Copilot e BingBing Webmaster Tools, AI PerformanceCitazioni, pagine citate, citation share
Risultati9. Sessioni e contatti dagli assistentiGA4, canale AI AssistantUn minimo, non il totale
Modello di report mensile di visibilità AI. Fonti: guide ufficiali di Search Console, Bing Webmaster Tools e Google Analytics consultate il 27 ottobre 2026. Modello Visilay.

E il visibility score dove lo metti?

Fuori dalla tabella, oppure accanto alla riga 1 con la formula scritta sotto. Il 27 ottobre 2026 abbiamo calcolato sei punteggi diversi sulle stesse 10 risposte, e lo stesso brand andava da 8,5 a 67 (il test è in AI visibility score). Un numero che cambia di otto volte con la formula non può aprire un report.

La nota di metodo: su quante risposte è calcolato ogni numero (senza, il report non vale)

La nota di metodo è il riquadro in fondo al report che dice quanti prompt hai controllato, su quali motori, quante volte e in che date. Senza, nessuno può sapere se un +10% è un cambiamento o rumore.

Il motivo è statistico. Le risposte delle AI cambiano a ogni richiesta: nel nostro test su 20 risposte di ChatGPT e Gemini le 20 liste di brand erano tutte diverse tra loro.

Quindi ogni percentuale ha un margine. Con un tasso di menzione del 60%:

  • su 5 risposte il margine è di 65 punti, cioè quasi tutto;
  • su 20 risposte scende a 39 punti;
  • su 100 risposte a 19 punti.

La regola che ne viene fuori è semplice: una variazione mensile più piccola del margine non va scritta come crescita. Va scritta come "stabile".

Nella nota mettiamo sempre quattro cose: numero di prompt, motori e modalità (con o senza ricerca web), ripetizioni per prompt, date di rilevazione. E una quinta quando serve: "da questo mese l'elenco dei prompt è cambiato, il confronto riparte da zero".

Un'altra separazione che consigliamo: domande con il nome del brand e domande senza, in due righe diverse. Searchable, che produce uno strumento di monitoraggio, sul proprio campione riporta che il brand mediano è nominato nel 93% delle risposte alle domande con il nome e nel 7% di quelle senza (dati Searchable, mercato non specificato). Mescolarle gonfia la riga 1.

Come scegliere quali domande mettere nell'elenco lo spieghiamo in prompt monitoring.

Il test: una domanda dei nostri clienti posta a ChatGPT (e come finisce nel report)

Il 27 ottobre 2026 abbiamo posto a ChatGPT, con ricerca web e località Italia, una domanda che arriva davvero su visilay.com da Search Console: "quali sono i migliori strumenti per monitorare la visibilità sugli llm?". È una prova su una risposta sola, quindi vale come esempio di lettura, non come misura.

Cosa è uscito:

  • 7 strumenti nominati: Peec AI, Profound, Otterly.AI, Ahrefs Brand Radar, Semrush, Scrunch e Surfer;
  • 13 domini linkati come fonte, nessuno italiano;
  • 8 dei 13 domini erano i siti dei produttori dei 7 strumenti nominati (Surfer con due domini);
  • gli altri 5 erano confronti in inglese, come technologyadvice.com e brand24.com;
  • Visilay e ScryRank: zero menzioni, zero citazioni.

E nel report come lo scrivi?

Così. Riga 1: 0 su 1. Riga 5: 0 su 1. Riga 6: i 13 domini, divisi tra siti dei produttori e confronti di terzi.

La riga 6 è quella che porta un'azione. Se le fonti sono le pagine dei produttori e i confronti in inglese, per entrare in quella risposta servono pagine di confronto chiare e menzioni nei siti che ChatGPT già legge.

Un dettaglio che ci ha fatto sorridere: la risposta si chiudeva chiedendo se volevamo monitorare un solo brand o gestire più clienti come agenzia. Ci arriviamo tra poco.

Le righe che hai già nei tuoi account (Search Console, Bing e GA4)

Tre righe su nove non richiedono uno strumento a pagamento: le impression AI di Search Console, le citazioni di Bing Webmaster Tools e le sessioni del canale AI Assistant di GA4. Sono dati di prima parte, ma ognuno vede un pezzo diverso.

Search Console: impression, non domande

Il report sull'AI generativa di Search Console conta quante volte i link al tuo sito sono mostrati in AI Overview e AI Mode, divisi per pagina, paese, dispositivo e data. Non mostra le query, non separa AI Overview da AI Mode e la tabella si ferma a 1.000 righe. I giorni più recenti sono preliminari, con la linea tratteggiata: nel report mensile meglio chiudere il mese qualche giorno dopo.

Cosa ci abbiamo visto su visilay.com lo raccontiamo in monitorare Google AI Mode: 53 query con "ai mode" in 90 giorni, 30 in prima pagina, zero clic.

Bing Webmaster Tools: le uniche citazioni misurate dal motore

Dal 10 febbraio 2026 Bing Webmaster Tools ha il report AI Performance: citazioni totali in Copilot e nei riepiloghi AI di Bing, pagine citate, e un campione delle grounding query, cioè le frasi che l'AI usa per recuperare i contenuti. Dal 16 giugno 2026 c'è anche la citation share, la quota di citazioni che il tuo sito prende su una grounding query.

È l'unica riga del report in cui le citazioni le conta il motore stesso, non uno strumento che fa domande. Per questo la teniamo anche quando Copilot pesa poco nel settore del cliente.

GA4: il canale AI Assistant è un minimo

Nella guida ai gruppi di canali di Google Analytics il canale AI Assistant raccoglie il traffico con mezzo "ai-assistant" da ChatGPT, Gemini, Copilot e simili, ed esclude AI Overview e AI Mode, che restano nella Ricerca organica.

Su visilay.com, dal 29 luglio al 26 ottobre 2026, quel canale ha raccolto 54 sessioni, il 9,3% del totale, ma chatgpt.com è comparso con quattro mezzi diversi. Il dettaglio è in traffico da ChatGPT in Google Analytics 4. Nel report scriviamo "almeno 54", mai "54".

Perché il report di visibilità AI non si misura a clic (e cosa mettere al posto)

Il clic è l'ultima cosa che succede, e nelle risposte AI succede poco. Pew Research Center ha osservato la navigazione di 900 adulti americani a marzo 2025: con un riassunto AI in pagina l'8% delle visite ha portato a un clic su un risultato classico, contro il 15% senza riassunto, e solo l'1% ha cliccato un link dentro il riassunto (Pew Research Center, 2025, dato USA).

Ora metti insieme i nostri numeri. 30 query in prima pagina con AI Mode, zero clic.

Un report costruito sui clic avrebbe scritto "zero" proprio dove eravamo presenti. E un responsabile marketing che legge zero taglia il budget sui contenuti che funzionano.

Per questo le righe 1-8 misurano la presenza e solo la riga 9 misura i clic. L'ordine non è casuale.

Un report che misura solo i clic scrive zero proprio dove sei presente.

Hai appena visto che su 30 query in prima pagina con AI Mode i clic sono stati zero. Noi costruiamo il report di visibilità AI partendo dalle domande che hai già in Search Console, separiamo presenza, fonti e risultati e ti diciamo quale numero è misurato e quale è stimato.

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Report di visibilità AI per agenzie con più clienti (cosa cambia)

Per un'agenzia il report mensile è lo stesso modello in 9 righe, ripetuto per ogni cliente con un elenco di prompt suo, bloccato e datato. Cambiano tre cose: la gestione dei progetti nello strumento, la presentazione al cliente e il registro delle modifiche.

Cosa dovrebbero includere le agenzie in un report mensile di visibilità AI?

Le stesse 9 righe, più due elementi:

  • il registro delle modifiche: cosa è stato fatto nel mese (pagine aggiornate, menzioni ottenute, dati strutturati) e su quali prompt ci si aspetta un effetto;
  • il confronto con i concorrenti scelti dal cliente, non da te: sono quelli che il cliente nomina in riunione.

Quando abbiamo preparato la proposta strategica annuale per un'azienda manifatturiera che seguiamo, la visibilità AI è entrata come due capitoli separati, AI Overview e monitoraggio degli LLM, subito dopo il report di performance SEO. Separati, perché il primo lo misura Google e il secondo lo misuriamo noi.

Quali strumenti di visibilità AI supportano dashboard multi-cliente?

Molti, ma a condizioni diverse e quasi sempre dai piani intermedi. Ecco cosa dichiarano le pagine ufficiali, lette per il nostro articolo su come scegliere uno strumento di visibilità AI:

StrumentoPiù clienti o brandLooker Studio / API
Otterly.AIWorkspace illimitati dal piano StandardEntrambi dallo Standard (189 $/mese)
Peec AIPiani agenzia, un progetto per clienteLooker dall'Advanced, API dal Pro
RankscaleDa 2 a 100 dashboard di brandLooker dal Pro, API dal Pro+
ProfoundPiano agenzia con workspace per clienteAPI solo Enterprise
SE Visible (SE Ranking)3 progetti nel Basic, niente white labelCSV e API
Semrush AI Visibility Toolkit1 progetto, multi-brand solo EnterpriseExport CSV, API solo Enterprise
ScryRank (Visilay)Non nei piani standardNon indicato
Fonte: pagine ufficiali dei produttori consultate il 27 ottobre 2026. Rilevazione Visilay.

Sul report da mandare al cliente c'è anche chi lavora solo su quello. Ceyo, per esempio, sulla pagina dei report white-label descrive report a slide con il logo dell'agenzia e link con scadenza a 7, 14 o 30 giorni, senza login per il cliente.

Quale piattaforma di visibilità AI è la migliore per un'agenzia che gestisce più clienti?

Dipende da dove finisce il report. Se i clienti ricevono già una dashboard in Looker Studio, conta il connettore; se ricevono un PDF, conta l'export; se sono tanti, conta il prezzo per progetto. I prezzi li abbiamo messi in fila in quanto costa monitorare il brand nelle AI.

Ogni quanto aggiornare il report (mensile, con due eccezioni)

Il report di visibilità AI si aggiorna una volta al mese. Le due eccezioni: rilevazioni più fitte mentre stai cambiando qualcosa sul sito, e un nuovo punto di partenza quando cambi l'elenco dei prompt o un motore cambia modello.

Mensile perché il rumore delle singole risposte si assorbe solo sommando molte rilevazioni: più spesso significa grafici che salgono e scendono senza motivo.

Il nostro strumento, ScryRank, è lo strumento di monitoraggio sviluppato da Visilay e lavora proprio così: una rilevazione al mese su ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, più le AI Overview sulle keyword del settore, con una dashboard divisa in Panoramica, Visibilità, Citazioni, Prompt, Sentiment e AI Overview. I piani partono da 39 € al mese con 50 prompt, poi 69 € con 100 e 139 € con 200 (listino letto il 27 ottobre 2026). La pagina non parla di report white label: per un'agenzia con molti clienti oggi è un limite, e lo diciamo.

Come fare il primo report di visibilità AI in un pomeriggio (6 passi)

  1. Scegli 25-50 domande partendo dalle query lunghe che hai già in Search Console, separando quelle con il nome del brand da quelle senza.
  2. Fissa 3-5 concorrenti, quelli che il commerciale incontra davvero.
  3. Decidi motori e ripetizioni: almeno ChatGPT e le AI di Google, e scrivilo nella nota di metodo.
  4. Esporta le tre righe dei tuoi account: report AI di Search Console, AI Performance di Bing, canale AI Assistant di GA4.
  5. Compila le 9 righe e per ogni riga scrivi una frase: cosa è cambiato e perché.
  6. Chiudi con le azioni del mese dopo, prese dalla riga 6: i domini da presidiare e le pagine da aggiornare.

Se hai già un report SEO mensile, le 9 righe vanno in una sezione a sé dopo il traffico organico. Come impostare il resto lo trovi in report SEO: cosa metterci.

Cosa dice il report sulla possibilità di essere citati (la parte che puoi controllare)

Il report non rende citabile un brand, ma dice dove lavorare. Le righe 6 e 8 sono quelle operative: mostrano quali siti le AI leggono sul tuo tema e quali tue pagine Bing usa come fonte.

Nel nostro test le fonti erano pagine dei produttori e confronti in inglese. Per un'azienda italiana che vende in Italia la lezione è concreta: servono pagine con i dati scritti in chiaro (prezzi, caratteristiche, casi) e presenza nei siti terzi che i motori citano già, dalle recensioni ai confronti di settore. Il resto lo spieghiamo in citazioni AI e, per il confronto con i concorrenti, in share of voice.

Nessuno può garantire una citazione. Un report fatto bene però ti dice, mese per mese, se ti stai avvicinando.

Se vuoi impostarlo con noi, il servizio di AI Monitoring parte proprio da qui; se dal report emerge che manchi dalle fonti, il lavoro passa alla GEO. Come le AI descrivono il tuo brand, invece, sarà il tema del prossimo articolo sul sentiment del brand nelle AI.

Domande frequenti

Esiste un modello standard di report di visibilità AI?

No. Ogni strumento usa metriche e formule sue, e lo stesso brand può avere punteggi molto diversi sulle stesse risposte. Per questo conviene un modello a righe fisse, come le 9 righe in 3 blocchi di questo articolo, con la formula e la fonte di ogni numero.

Search Console basta per fare un report di visibilità AI?

No. Il report sull'AI generativa di Search Console mostra le impression delle tue pagine in AI Overview e AI Mode, ma non le domande, non i concorrenti e niente su ChatGPT, Gemini o Perplexity. Copre una riga su nove.

Ogni quanto va aggiornato un report di visibilità AI?

Dipende: per la lettura basta una volta al mese, perché le singole risposte cambiano molto e servono più rilevazioni per un dato stabile. Mentre stai cambiando pagine o contenuti conviene rilevare più spesso i prompt interessati, e quando cambi l'elenco dei prompt il confronto riparte da zero.

Quanti prompt servono per un report di visibilità AI affidabile?

Dipende dal margine che accetti: per partire 25-50 domande, ripetute più volte. Su 5 risposte un tasso di menzione del 60% ha un margine di 65 punti, su 100 risposte scende a 19 punti.

Il traffico da ChatGPT in GA4 misura la visibilità AI?

No. Il canale AI Assistant di GA4 conta solo le visite arrivate con un referrer riconosciuto ed esclude AI Overview e AI Mode, che restano nella Ricerca organica. Misura chi ha cliccato, non quante volte sei stato nominato.

Un'agenzia può usare lo stesso report per tutti i clienti?

Sì. La struttura a 9 righe resta uguale, mentre cambiano l'elenco di prompt, i concorrenti e il registro delle modifiche di ogni cliente. Lo strumento deve gestire più progetti separati, cosa che molti offrono solo dai piani intermedi.

Nove righe, tre blocchi: presenza, fonti, risultati.
Una nota di metodo con prompt, motori, ripetizioni e date.
Domande con il brand e senza, in righe separate.
Search Console, Bing e GA4 danno tre righe senza strumenti.
I clic in fondo, mai in apertura.

Un'ultima cosa che il test ci ha insegnato. La domanda che abbiamo fatto a ChatGPT arriva sul nostro sito da Google, eppure nella risposta di ChatGPT non c'eravamo. Il report di visibilità AI serve soprattutto a questo: a vedere la distanza tra dove ti trova Google e dove ti trovano le AI, che spesso sono due posti diversi.

Alla prossima!

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.

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