Vai al contenuto

Obiettivi SEO: come si scrivono numeri che reggono

Autore: Matteo Pellegrini

Un obiettivo SEO è un risultato di business dichiarato con una metrica, un numero e una data di verifica. Non è una posizione da conquistare né una percentuale di crescita scelta a sentimento: è una promessa che fra sei o dodici mesi qualcuno andrà a controllare.

Le pagine che si posizionano in Italia su questa ricerca spiegano quasi tutte lo stesso acronimo, SMART, e propongono lo stesso esempio: aumentare il traffico organico del 30% in sei mesi. Il metodo regge ancora. L'esempio no, e il motivo si misura.

Perché un obiettivo di solo traffico oggi si rompe

Fra quello che Google mostra e quello che Google manda sul sito si è aperta una forbice. Il Pew Research Center ha installato un tracciatore sui browser di 900 adulti statunitensi e ha registrato 68.879 ricerche su Google nel marzo 2025: quando compariva un riepilogo generato dall'AI, gli utenti hanno cliccato su un risultato tradizionale nell'8% delle visite, contro il 15% delle ricerche senza riepilogo. Le sessioni chiuse subito dopo, senza nessun clic da nessuna parte, salgono dal 16% al 26%. È un campione statunitense e riguarda solo Google, ma la direzione è quella (Pew Research Center, luglio 2025).

Ahrefs è arrivata allo stesso punto da un'altra strada: 300.000 parole chiave confrontate fra marzo 2024 e marzo 2025, metà con AI Overview e metà senza, su desktop e mercato statunitense. Il CTR della prima posizione sulle query con AI Overview è sceso del 34,5% (Ahrefs, aprile 2025). Stessa posizione, stesso lavoro, un terzo di clic in meno. Se il tuo obiettivo era scritto in clic e la tua leva era la posizione, il legame fra le due cose si è allentato mentre lo scrivevi. Il fenomeno nel suo complesso lo abbiamo trattato nelle ricerche zero clic e negli AI Overviews.

Il dato italiano su questo non esiste ancora in forma pubblica e verificabile, e le fonti che valgono per ciascuna domanda le abbiamo elencate nella guida alla SEO analytics. Quello che possiamo mettere sul tavolo sono i numeri del nostro sito, presi da Search Console filtrando la sola Italia. Il blog di Visilay è stato ricostruito da zero e nell'ultimo anno è cresciuto in visibilità in modo netto.

Metrica (ricerca organica, Italia)Settembre 2025Luglio 2026Variazione
Impression1.7994.668+159%
Posizione media66,747,918,8 posizioni guadagnate
Clic1218+6 clic
CTR0,67%0,39%-42%
Fonte: Google Search Console, proprietà visilay.com, filtro paese Italia, confronto mese su mese.

Tre righe su quattro dichiarano un successo. La quarta dice che il CTR si è quasi dimezzato mentre la visibilità triplicava. Un obiettivo scritto come "aumentare le impression del 100% in dodici mesi" sarebbe stato superato con margine, e in azienda non sarebbe cambiato niente: sei clic in più al mese non pagano nessuno. Un obiettivo scritto in clic sarebbe stato mancato, pur avendo il progetto fatto esattamente quello che doveva fare in quella fase.

La conseguenza operativa è una sola: un obiettivo SEO ha bisogno di due numeri, non di uno. Uno che misura il lavoro (visibilità, posizioni, copertura di un cluster) e uno che misura il ritorno (contatti, vendite, ricavo). Il primo si muove prima e serve a capire se la direzione è giusta. Il secondo arriva dopo e decide se il progetto continua.

Il numero di partenza esce dai tuoi dati, non da un benchmark

Il 30% degli esempi che girano in rete non viene da nessuna parte. È una cifra che suona ambiziosa senza sembrare irrealistica, e questo è l'unico criterio con cui è stata scelta.

I dati sulla base di partenza, invece, esistono. Ahrefs ha analizzato circa 14 miliardi di pagine del suo Content Explorer nel 2023: il 96,55% non riceve nessun clic da Google, e un ulteriore 1,94% sta fra una e dieci visite al mese (Ahrefs, dicembre 2023). In uno studio successivo su 1,3 milioni di parole chiave, solo l'1,74% delle pagine nuove entra nella top 10 entro dodici mesi, contro il 5,7% rilevato nel 2017. L'età media di una pagina in prima posizione è passata da due a cinque anni, e il 72,9% dei risultati in top 10 ha più di tre anni (Ahrefs). Sono rilevazioni su indice globale a prevalenza anglofona, quindi vanno lette come ordine di grandezza e non come previsione sul tuo settore in Italia.

Nello stesso studio c'è però il numero che smonta la lettura pessimistica: fra le pagine che riescono a entrare in top 10, il 40,82% ci arriva entro il primo mese. Le pagine che si posizionano lo fanno in fretta o non lo fanno affatto. Un progetto che a nove mesi non ha portato nessuna pagina sopra la posizione 20 non ha bisogno di più tempo, ha bisogno di cambiare qualcosa: di solito l'intento di ricerca letto male o una keyword research tarata su termini fuori portata.

Il punto di partenza corretto sta in tre posti, tutti tuoi. Il report query di Search Console filtrato sulle posizioni fra 8 e 20, che dice quali pagine sono già rilevanti per Google. I dodici mesi precedenti dello stesso report, che dicono la stagionalità reale del tuo mercato (e che servono anche dopo, per dimostrare il valore della SEO al netto della stagione). E il tasso di conversione storico del traffico organico, che è l'unico modo per trasformare un numero di visite in un numero di contatti senza inventarlo. Se non hai ancora questa base, il primo obiettivo del progetto è un audit SEO, non una percentuale.

Quanto tempo serve davvero: un caso a cinque anni

Google è esplicito sul punto: nessuno può garantire la prima posizione, e fra le domande che l'azienda dovrebbe fare a un consulente mette "quali risultati ti aspetti di vedere e in quale arco temporale" (Google Search Central). La domanda è quella giusta, ma va posta sapendo che ordine di grandezza aspettarsi.

Macropix produce schermi a LED su misura ed è cliente Visilay dal 2020. Quando il progetto è partito il sito non compariva per nessuna keyword di categoria del suo settore. Oggi macropix.it è in prima posizione su "ledwall", 4.400 ricerche mensili, ed è passata da posizione 88 a posizione 2 su "monitor pubblicitario". Sul cluster ledwall ha una share of voice del 25,55%, davanti ad amazon.it che si ferma al 18,08% (Semrush, luglio 2026). I numeri completi stanno nell'articolo sulla SEO per il settore manifatturiero.

Quelle posizioni hanno richiesto cinque anni di lavoro continuo. Un obiettivo del tipo "prima posizione su ledwall entro sei mesi" sarebbe stato scritto male non perché fosse ambizioso, ma perché nessuno lo poteva consegnare. Sullo stesso account, nello stesso periodo, Google Ads ha prodotto 374 conversioni con 16.805 euro investiti fra luglio 2025 e giugno 2026, a 44,93 euro per conversione. La parte a pagamento copre la finestra in cui l'organico non c'è ancora, e questo è a sua volta un obiettivo scrivibile: SEO e Google Ads si programmano insieme proprio per questo.

La regola che usiamo per calibrare le scadenze, e che vale come ordine di grandezza su progetti italiani di media dimensione: tre o quattro mesi per i primi movimenti su keyword tecniche a basso volume, dodici mesi per un cambiamento leggibile sul traffico complessivo, oltre i due anni per le keyword di categoria contese. Il ragionamento completo sulle tempistiche sta in quanto tempo ci vuole per vedere i risultati SEO.

Le metriche su cui non conviene appoggiare un obiettivo

Alcune metriche si muovono da sole, per ragioni che non dipendono dal lavoro fatto. Costruirci sopra un obiettivo significa firmare una promessa che verrà mantenuta o tradita dal caso.

MetricaPerché si muove da solaCosa dichiarare al suo posto
Posizione mediaMigliora quando entrano nuove query in coda lunga e peggiora quando il sito diventa visibile su termini più difficiliPosizione media su un elenco chiuso di keyword definite a inizio progetto
ImpressionCresce con l'espansione delle SERP e con le query informative che non porteranno mai un contattoImpression sulle sole query commerciali del proprio cluster
Numero di keyword posizionateSale automaticamente pubblicando qualsiasi contenuto, anche inutileKeyword in top 10 fra quelle scelte a inizio progetto
Domain rating o domain authorityÈ una stima di un fornitore terzo, non una metrica di GoogleDomini referenti nuovi acquisiti nel periodo
Traffico organico totaleInclude il traffico di marca, che cresce con la pubblicità e gli eventi offlineTraffico organico non di marca
Le cinque metriche su cui vediamo più spesso costruire obiettivi che poi non dicono niente all'azienda.

La distinzione fra traffico di marca e traffico generico è quella che cambia più giudizi. Un'azienda che apre una campagna TV vede salire l'organico e conclude che la SEO funziona. Separando le due curve in Search Console si scopre spesso che la parte non di marca è ferma. Sul come si scelgono le metriche da tenere sotto controllo abbiamo scritto una guida dedicata ai KPI SEO.

La visibilità nelle risposte generative adesso si misura

Da giugno 2026 Search Console ha una sezione dedicata al rendimento nelle esperienze generative della ricerca, annunciata da Google come Search Generative AI performance reports (Google Search Central, giugno 2026). Fino a quel momento la presenza nelle risposte AI si stimava con tool esterni e campionamenti. Adesso c'è un dato di prima parte, il che significa che può entrare in un obiettivo senza doverlo mettere fra virgolette.

Vale la pena scriverlo come obiettivo secondario già quest'anno, per due motivi. Il primo è che la serie storica si costruisce solo partendo a raccogliere. Il secondo riguarda il mercato italiano: secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti usa tecnologie di intelligenza artificiale, contro l'8,2% del 2024 e il 5,0% del 2023, con un divario largo fra grandi imprese (53,1%) e PMI (15,7%) (Istat, Imprese e ICT 2025). Chi compra e chi vende stanno cambiando strumento nello stesso momento, e un obiettivo scritto oggi copre un periodo in cui quel cambiamento continua. Su come si adatta la produzione di contenuti abbiamo raccolto i dati in contenuti AI e SEO.

Come si scrive un obiettivo in una riga

La formula che usiamo nelle proposte è questa: portare [metrica] da [valore rilevato oggi] a [valore atteso] entro [data], misurato con [strumento], su [perimetro]. Ogni parentesi che resta vuota è un punto su cui il progetto litigherà fra otto mesi.

  • Portare le richieste di preventivo da traffico organico non di marca da 14 a 25 al mese entro il 30 giugno, misurate su GA4 con evento form_submit, escluse le pagine di assistenza.
  • Portare in top 10 su Google Italia 6 delle 14 keyword del cluster "tornitura conto terzi" entro dodici mesi, misurate su Semrush, rilevazione desktop.
  • Portare il CTR delle pagine prodotto dallo 0,8% all'1,4% entro sei mesi, misurato su Search Console, sulle sole query non di marca.
  • Portare la visibilità nelle risposte generative da zero a una serie storica leggibile entro tre mesi, misurata sul report generativo di Search Console.

Il terzo esempio merita una nota. Un obiettivo di CTR è l'unico che resta sotto controllo quando la SERP cambia sotto i piedi: dipende da title e meta description, cioè da cose che si riscrivono in una settimana. Su progetti che partono da posizioni fra 5 e 15 è spesso il primo risultato leggibile, e arriva prima di qualunque scalata.

Ogni quanto si rivede

Le metriche di lavoro si guardano ogni mese, il ritorno ogni trimestre, l'obiettivo si riscrive una volta all'anno. Rivederlo più spesso lo trasforma in un commento del passato, che è esattamente quello che un obiettivo non deve essere.

Fa eccezione un caso: un aggiornamento dell'algoritmo o una modifica visibile della SERP, come la comparsa di un AI Overview sulle query di testa del progetto. Lì il numero atteso va rinegoziato con la data della rilevazione scritta accanto, altrimenti si finisce a difendere una previsione fatta in un mercato che non c'è più. Se il progetto è in corso e non è chiaro se stia andando da qualche parte, le domande da porre stanno in come capire se la tua agenzia SEO sta funzionando, mentre il calcolo del ritorno economico è spiegato in ROI della SEO.

C'è una parte che nel settore quasi nessuno scrive, ed è quella che rende un obiettivo davvero utile: la condizione di fallimento. Accanto al numero atteso, una riga che dica cosa ci farebbe concludere che il progetto non sta funzionando e cosa succede in quel caso. "Se a nove mesi nessuna delle quattordici keyword è entrata in top 20, cambiamo cluster e non chiediamo altro budget." Metterla per iscritto costa una frase e cambia la conversazione: senza, ogni risultato mancato diventa una discussione su chi ha sbagliato le aspettative. Con, diventa una decisione presa in anticipo da entrambe le parti. Se stai impostando adesso il piano, il passo successivo è la strategia SEO che quei numeri deve sostenere, e se preferisci farlo con qualcuno accanto trovi qui i nostri servizi SEO e i progetti su cui li abbiamo applicati.

Domande frequenti

Quanti obiettivi SEO conviene fissare?

Due per periodo: uno di lavoro (visibilità, posizioni, copertura di un cluster) e uno di ritorno (contatti, vendite, ricavo). Sopra i tre obiettivi contemporanei le priorità si annullano fra loro e nessuno viene difeso davvero quando le risorse si stringono.

Un obiettivo di posizione ha ancora senso?

Ha senso solo se riferito a un elenco chiuso di keyword definite a inizio progetto e verificato sullo stesso dispositivo e sullo stesso paese. La posizione media di tutto il sito non è un obiettivo: migliora e peggiora per ragioni che non dipendono dal lavoro fatto, come l'ingresso di nuove query in coda lunga.

Come si fissa un obiettivo se il sito è nuovo e non ha dati storici?

Si parte dai volumi di ricerca del cluster e dal tasso di conversione di un altro canale già attivo, dichiarando che è una stima. Nei primi sei mesi l'obiettivo dovrebbe essere di copertura (numero di pagine indicizzate e rilevanti sulle query scelte), non di traffico: su un dominio nuovo il traffico è la conseguenza, non la leva.

Perché il traffico organico non è un buon obiettivo principale?

Perché include il traffico di marca, che cresce con la pubblicità e con gli eventi offline, e perché il legame fra visibilità e clic si è allentato: lo studio Ahrefs su 300.000 keyword ha misurato un calo del 34,5% del CTR in prima posizione sulle query con AI Overview, su desktop e mercato statunitense. Un obiettivo migliore separa il traffico non di marca e affianca una metrica di conversione.

Ogni quanto va rivisto un obiettivo SEO?

Una volta all'anno, con revisione delle metriche di lavoro ogni mese e del ritorno ogni trimestre. Va rinegoziato prima solo se cambia la SERP di riferimento, per esempio con la comparsa di un AI Overview sulle query di testa, annotando la data della rilevazione accanto al nuovo numero.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.