Come ottenere recensioni Google, in breve: chiedile a ogni cliente entro pochi giorni dal servizio, con il link diretto del Profilo dell'attività, senza offrire incentivi e senza selezionare solo i clienti soddisfatti. Quante ne servono dipende da query e città: nelle 24 schede del local pack italiano che abbiamo rilevato il 26 settembre 2026 la mediana è di 124 recensioni, con un minimo di 20 e un voto medio di 4,72.
Una recensione Google è il giudizio che un cliente lascia sul profilo dell'attività e che compare in Ricerca e in Maps. Per chi vende su un territorio è anche uno dei segnali che decidono chi entra nelle tre schede del local pack, il riquadro con la mappa che Google mostra sopra i risultati organici. Arriva da fuori dal sito, come i link, e rientra quindi nella SEO off page.
Ok, ma quante ne servono a me?
È la domanda che arriva sempre, e le guide italiane non rispondono quasi mai, perché il numero non si trova nei manuali. Si trova guardando chi è già dentro il local pack per la query che ti interessa.
Intanto gli errori più comuni sono sempre gli stessi:
- il caffè offerto "a chi lascia cinque stelle";
- il sondaggio interno e il link Google girato solo a chi ha risposto bene;
- trenta richieste mandate in una settimana, e poi il silenzio per un anno.
Il secondo è tra le pratiche contestate dall'AGCM nella sanzione da 4 milioni di euro a chi lo offriva come servizio.
Per questo il 26 settembre 2026 abbiamo interrogato otto SERP locali italiane e annotato voto e recensioni di ogni scheda.
Qui trovi:
- quante recensioni hanno davvero le attività nel local pack (e perché in 3 query su 8 la prima ne ha meno della terza);
- quanto pesano nel posizionamento locale, secondo Google e secondo il settore;
- dove si prende il link e come si scrive la richiesta;
- cosa è cambiato in Italia dal 7 aprile 2026, con la legge che dice come una recensione si può chiedere.
Partiamo dai numeri.
Quante recensioni hanno le attività nel local pack italiano (mediana 124, minimo 20)
Nelle 24 schede che occupavano le prime tre posizioni del local pack su otto query italiane, il 26 settembre 2026, la mediana era di 124 recensioni, il minimo 20 e il massimo 4.100, con un voto medio di 4,72.
Otto query, otto città, rilevazione desktop con localizzazione sulla città di riferimento.
| Query | Recensioni 1ª scheda | Mediana recensioni prime 3 | Voto più basso nelle prime 3 |
|---|---|---|---|
| idraulico milano | 28 | 141 | 4,9 |
| dentista roma | 370 | 154 | 4,8 |
| parrucchiere firenze | 938 | 625 | 4,6 |
| commercialista napoli | 81 | 35 | 4,7 |
| elettricista torino | 53 | 32 | 4,1 |
| palestra bologna | 255 | 107 | 4,0 |
| ristorante verona | 1.100 | 3.300 | 4,5 |
| avvocato divorzista milano | 28 | 48 | 4,7 |
21 schede su 24 stanno a 4,5 stelle o sopra.
E la soglia minima?
Non esiste una soglia generale. La distanza tra i settori la rende inutile.
Un commercialista a Napoli sta primo con 81 recensioni.
Un ristorante a Verona ne ha 1.100 e resta primo davanti a due concorrenti che ne hanno 4.100 e 3.300.
Chiedersi "quante ne servono" senza dire per quale query e in quale città è una domanda senza risposta.
Ed è qui che arriva il dato che smonta l'idea più diffusa…
In 3 query su 8 la scheda in prima posizione ha meno recensioni della terza.
A Milano l'avvocato divorzista in testa ne ha 28. Quello in terza posizione, 855.
Quindi il numero non conta?
Conta, ma non è una classifica: è una soglia di credibilità. Superata quella, pesano distanza, pertinenza e il resto del profilo. Come funziona il meccanismo lo spieghiamo nella guida alla local SEO.
Il modo pratico di usare la tabella è rifarla sul tuo caso:
- cerca la tua query principale dalla città dove vendi;
- apri le tre schede del local pack;
- annota voto e numero di recensioni.
Quello è il tuo obiettivo. Non un numero letto su un blog (compreso questo).
Quanto pesano le recensioni nel posizionamento locale (circa il 16-17%)
Google indica tre fattori di ranking locale, pertinenza, distanza ed evidenza, e scrive che più recensioni e valutazioni positive migliorano il posizionamento; secondo Whitespark i segnali legati alle recensioni valgono circa il 16-17% del peso nel local pack.
La frase di Google è secca: "Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati di ricerca locale di un'attività" (Guida di Profilo dell'attività su Google).
Il peso rispetto agli altri segnali lo stima il Local Search Ranking Factors di Whitespark, edizione 2026.
Attenzione però: è un sondaggio tra esperti di local SEO, in larga parte nordamericani. È una stima di percezione del settore, non un dato di Google.
Nella loro classifica dei singoli fattori:
- 6° posto: valutazioni alte, tra 4 e 5 stelle;
- 9° posto: quantità di recensioni Google con testo;
- 11° posto: freschezza;
- 14° posto: flusso costante di nuove recensioni nel tempo.
Quel quattordicesimo posto è la voce che le aziende sottovalutano di più.
Trenta recensioni in una settimana e poi il nulla per un anno valgono meno di trenta recensioni distribuite su dodici mesi. E hanno più probabilità di far scattare i filtri antispam di Google.
Cosa guardano i clienti (74% solo recensioni degli ultimi tre mesi)
Secondo la Local Consumer Review Survey 2026 di BrightLocal, su 1.002 consumatori adulti statunitensi, il 74% considera solo recensioni degli ultimi tre mesi.
Il 68% non prende in considerazione attività sotto le 4 stelle. Il 47% scarta chi ha meno di 20 recensioni.
Sono numeri americani: sul perché molte statistiche SEO non si trasferiscono di peso sul mercato italiano abbiamo scritto un articolo a parte.
E in Italia?
Il dato più recente viene dall'indagine Altroconsumo ed Euroconsumers del 5 marzo 2026, su 4.216 consumatori europei di cui 1.008 italiani (Altroconsumo):
- il 65% consulta le recensioni prima di comprare online;
- solo il 4% si dice sicuro di riconoscere una recensione falsa;
- il 71% lascia una recensione quando è soddisfatto, contro il 24% quando non lo è.
Quest'ultima coppia di numeri spiega perché il profilo di un'attività che non chiede niente tende a peggiorare nel tempo.
Chi è scontento scrive comunque. Chi è contento, spesso, aspetta che glielo si chieda.
Le metriche per misurare il lavoro locale le abbiamo messe in fila nell'articolo sui KPI SEO.
Dove si prende il link per chiedere una recensione (tre clic)
Il link diretto per chiedere una recensione si prende dal Profilo dell'attività, con l'account che lo gestisce, da "Leggi recensioni" e poi "Ricevi altre recensioni": apre direttamente il modulo di scrittura.
I passaggi:
- cerca il nome della tua attività su Google da loggato, oppure apri il profilo da Google Maps;
- vai su "Leggi recensioni" e poi su "Ricevi altre recensioni";
- copia il link o scarica il codice QR che Google genera.
Il QR serve nei punti fisici: cassa, scontrino, tavolo, furgone.
Il link serve dove il cliente ha già il telefono in mano: WhatsApp, SMS, email di chiusura pratica.
Prima di stamparlo su mille volantini, però…
Aprilo da un telefono non collegato all'account aziendale e verifica che porti sulla scheda giusta. I profili duplicati sono più comuni di quanto sembri, e a quel punto le recensioni finiscono su una scheda che non si posiziona.
La procedura completa è nella guida su come ottimizzare Google Business Profile.
Come chiedere una recensione senza violare le regole di Google (chiedere sì, pagare no)
Chiedere una recensione è permesso, pagarla no: le norme di Google Maps vietano incentivi come pagamenti, sconti, prodotti o servizi gratuiti, e consentono di sollecitare recensioni di esperienze autentiche senza offrire nulla in cambio.
Le norme sui contenuti di Google Maps dicono che è vietato "offrire incentivi, come pagamento, sconti, prodotti e/o servizi senza costi, in cambio della pubblicazione di una recensione". E nello stesso documento, che i commercianti possono "sollecitare o incoraggiare la pubblicazione di contenuti che rappresentino un'esperienza autentica, senza offrire incentivi" (norme sui contenuti proibiti).
Il confine è netto:
- il caffè offerto a chi lascia cinque stelle: fuori;
- il messaggio che ricorda al cliente che può raccontare com'è andata: dentro.
Lotterie, buoni sconto e punti fedeltà legati alla recensione? Sono incentivi anche quando l'azienda li chiama in un altro modo.
Il filtro preventivo (e la multa da 4 milioni)
La seconda pratica da evitare è il filtro preventivo: mandare un sondaggio interno e girare il link Google solo a chi ha risposto bene.
Il 23 marzo 2026 l'AGCM ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro, contestando tra le altre cose che i servizi di raccolta permettessero alle imprese di "selezionare i consumatori cui inviare l'invito a recensire" (comunicato AGCM, provvedimento PS12962).
Stai chiedendo recensioni a tutti i clienti o solo a quelli contenti?
Il filtro preventivo è la pratica contestata dall'AGCM nel provvedimento da 4 milioni di euro del 23 marzo 2026. Guardiamo insieme come arrivano oggi le richieste ai tuoi clienti e come agganciarle alla chiusura della pratica, senza rischi.
Prenota una consulenza strategicaIl messaggio che funziona (quattro pezzi)
Funziona un messaggio corto e personale, mandato entro pochi giorni dal servizio da una persona, non da un indirizzo noreply.
Una struttura che regge in quasi tutti i settori:
- un riferimento specifico a cosa è stato fatto ("la caldaia di giovedì", "la visita di controllo di martedì");
- una richiesta esplicita di raccontare l'esperienza, senza suggerire il voto;
- il link diretto, uno solo, senza alternative tra piattaforme;
- una stima onesta del tempo richiesto.
E chi ha un gestionale?
Fa partire la richiesta da lì, agganciata alla chiusura della pratica o all'emissione della fattura, invece che da una campagna mensile del marketing.
È la differenza tra il flusso costante che Whitespark mette al quattordicesimo posto e l'ondata che arriva quando qualcuno si ricorda del profilo.
Cosa è cambiato in Italia dal 7 aprile 2026 (legge 34/2026)
Dal 7 aprile 2026 la legge 11 marzo 2026 n. 34 stabilisce, per turismo, ristorazione e attrazioni turistiche, che una recensione è lecita solo se pubblicata entro 30 giorni dal servizio, da chi l'ha davvero usato e senza incentivi, e che perde valore dopo due anni.
È la legge annuale sulle piccole e medie imprese, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 (testo in Gazzetta Ufficiale).
Le condizioni, una per una:
- pubblicata entro 30 giorni dalla fruizione del servizio;
- scritta da chi ha davvero usato quel servizio, con la possibilità di chiedere evidenza della documentazione fiscale in caso di segnalazione;
- non ottenuta con sconti, incentivi o altre utilità;
- perde valore dopo due anni dalla pubblicazione;
- acquistare o cedere recensioni è vietato, anche tra imprese e intermediari.
Vigila l'AGCM, che deve ancora pubblicare le linee guida applicative.
E per un hotel o un ristorante?
La richiesta va mandata entro pochi giorni dal check-out o dal conto. Non tre mesi dopo insieme alla newsletter di Natale.
E fuori da quei settori? Il Codice del consumo
Per tutti gli altri vale l'articolo 22, comma 5-bis del Codice del consumo, introdotto dal decreto legislativo 26/2023: chi pubblica recensioni deve dire se e come verifica che vengano da clienti reali.
La norma chiede di indicare se e in che modo l'impresa garantisce che le recensioni pubblicate provengano da consumatori che hanno effettivamente acquistato o utilizzato il prodotto. Tradotto: se sul tuo sito pubblichi le recensioni dei clienti, devi dire al visitatore come le verifichi. Ometterlo è un'omissione ingannevole.
Chi mostra le recensioni sul sito deve quindi sistemare insieme la frase che spiega la verifica e i dati strutturati corretti, trattati nella guida allo schema markup.
È lo stesso tema posto dalle regole italiane sui contenuti generati dall'AI: la trasparenza dichiarata in pagina è diventata un requisito di legge prima ancora che una scelta editoriale.
Le recensioni negative e le risposte (perché un 4,6 batte un 5,0)
Una recensione negativa non si cancella su richiesta: si può segnalare a Google solo se viola le norme sui contenuti, per esempio se è finta, arriva da un concorrente o contiene insulti. Tutto il resto si gestisce con la risposta.
Nella stessa pagina sul ranking locale Google scrive che "le recensioni positive e le risposte utili possono aiutare la tua attività a distinguersi".
E cos'è una risposta "utile"?
Tre pezzi, e nessuno è il ringraziamento generico:
- riconoscere il fatto specifico;
- dire cosa è stato cambiato;
- offrire un canale diretto per chiudere la questione fuori dalla vetrina.
Un profilo con venti recensioni tutte a cinque stelle e nessuna risposta è meno credibile di un profilo con 4,6 di media, qualche voto basso e risposte scritte da una persona.
Torna al dato Altroconsumo: solo il 4% degli italiani si sente sicuro di riconoscere una recensione falsa. Ma il sospetto resta.
E la perfezione senza crepe è il primo segnale che lo accende.
Gli errori che costano più delle recensioni che non hai
Gli errori più costosi sono comprare recensioni, chiederle solo ai clienti contenti, concentrare le richieste, ignorare il testo e fermarsi a Google: i primi due sono vietati, gli altri riducono il valore di ogni recensione raccolta.
- Comprare pacchetti di recensioni. Oltre al divieto di legge del 2026 e alle norme di Google, il rischio operativo è la rimozione in blocco: si perde in un giorno quello che si è costruito in due anni.
- Chiedere solo ai clienti contenti. È la pratica che l'AGCM ha contestato nel provvedimento su Trustpilot, e altera la rappresentatività del voto complessivo.
- Concentrare le richieste. La raffica pesa meno del flusso costante e somiglia a uno schema artificiale.
- Ignorare il testo. Nella classifica Whitespark le parole usate dai clienti dentro le recensioni sono un fattore a sé, al trentaseiesimo posto. Una recensione che dice "sostituzione caldaia a Milano" contiene la query che serve a te.
- Fermarsi a Google. Nel turismo e nella ristorazione il giudizio si forma su più piattaforme in parallelo, e la scheda Google è solo quella che si vede per prima.
Quante richieste di contatto arrivano oggi dalla tua scheda Google?
Nel local pack italiano la mediana è di 124 recensioni, ma in 3 query su 8 la prima scheda ne ha meno della terza: il numero da solo non basta. In 30 minuti guardiamo scheda, recensioni e pagine di servizio e ti diciamo cosa manca per entrare tra le prime tre.
Prenota una consulenza strategicaSe il profilo locale è uno dei canali da cui arrivano richieste di preventivo, va guardato insieme al resto. È il lavoro che facciamo nei progetti di SEO e di lead generation, dove la scheda Google entra nello stesso conteggio dei contatti delle pagine di servizio.
Per le aziende più piccole, il ragionamento su quali canali tenere aperti sta nell'articolo sul marketing per le PMI. Chi lavora su appuntamento troverà più vicino il caso della SEO per studi medici e cliniche.
Domande frequenti
Dipende: dalla query e dalla città. Nella nostra rilevazione del 26 settembre 2026 su 24 schede del local pack italiano la mediana è di 124 recensioni, con un minimo di 20 per un commercialista a Napoli e un massimo di 4.100 per un ristorante a Verona. Il riferimento utile è il numero di recensioni delle tre schede che oggi si posizionano per la tua query nella tua città.
No. Le norme sui contenuti di Google Maps vietano di offrire pagamenti, sconti, prodotti o servizi gratuiti in cambio della pubblicazione di una recensione. Dal 7 aprile 2026, per turismo, ristorazione e attrazioni turistiche, la legge 34/2026 considera non lecita la recensione ottenuta con sconti o altre utilità.
No. È una pratica che altera la rappresentatività del voto ed è stata contestata dall'AGCM nel provvedimento del 23 marzo 2026 che ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro. La richiesta va mandata a tutti i clienti allo stesso modo, senza selezione preventiva.
Dipende dal settore. Per turismo, ristorazione e attrazioni turistiche la legge 34/2026 stabilisce che la recensione perde validità dopo due anni dalla pubblicazione. Sul piano del comportamento dei consumatori, la Local Consumer Review Survey 2026 di BrightLocal, su campione statunitense, rileva che il 74% considera solo recensioni degli ultimi tre mesi.
Dipende: se non viola le norme, non si elimina su richiesta. Si può segnalare a Google solo se viola le norme sui contenuti, per esempio perché è falsa, proviene da un concorrente o contiene contenuti offensivi. Negli altri casi lo strumento disponibile è la risposta pubblica.
Dipende dal settore. Nel turismo e nella ristorazione la legge 34/2026 richiede che la recensione sia pubblicata entro 30 giorni dalla fruizione del servizio, quindi la richiesta va mandata entro pochi giorni. Negli altri settori non c'è un termine di legge, ma la freschezza delle recensioni è tra i fattori che pesano sul ranking locale.
Da dove partire (oggi, non alla prossima newsletter)
Non un numero magico, ma quello delle tre schede che oggi stanno davanti a te.
Non la raffica, ma il flusso: trenta recensioni su dodici mesi valgono più di trenta in una settimana.
Non solo i clienti contenti, ma tutti: il filtro preventivo è tra le contestazioni della multa da 4 milioni a Trustpilot.
Non cinque stelle perfette, ma risposte scritte da una persona.
E poi c'è un punto di cui nel settore si parla poco: le recensioni vengono trattate come un problema di reputazione e quasi mai come una fonte di dati.
Nel testo che i clienti scrivono ci sono le parole con cui descrivono il servizio, che quasi mai sono quelle usate nel sito. Sblocco scarico contro disostruzione fognaria. Apparecchio contro ortodonzia.
Quelle parole sono ricerca di keyword già fatta, gratuita e scritta da chi paga.
Leggerle ogni trimestre e portarle nelle pagine di servizio rende più della ventesima email che chiede una stella in più.
Due cose concrete, da fare oggi.
Uno: cerca la tua query principale dalla tua città e annota voto e recensioni delle tre schede del local pack. È il tuo obiettivo.
Due: prendi il link "Ricevi altre recensioni", aprilo da un telefono non collegato all'account aziendale e controlla che porti alla scheda giusta. Poi aggancia la richiesta alla chiusura di ogni pratica.
Per capire da dove partire sul tuo profilo, prenota una consulenza strategica.
Alla prossima!