Le statistiche local SEO sono i dati che misurano come le persone cercano un'attività vicina su Google, sulle mappe e ormai anche negli assistenti AI, e che cosa succede alle schede che compaiono in quei risultati. Quasi tutte quelle che girano in italiano vengono da sondaggi statunitensi, alcune hanno dieci anni e una delle più citate non ha mai avuto una fonte pubblica.
Qui ogni numero ha accanto chi l'ha misurato, quando e su quale mercato. E siccome un'indagine italiana sulla ricerca locale non esiste, ne abbiamo fatta una piccola noi: il 4 ottobre 2026 abbiamo interrogato Google da sei città italiane su 24 ricerche.
Il risultato in una riga: sulle 12 ricerche strettamente locali il local pack c'era sempre e l'AI Overview mai. Sulle 6 ricerche informative è successo l'esatto contrario.
Le statistiche più citate, controllate una per una
Prima di mettere un numero in una presentazione conviene sapere da dove viene. Abbiamo preso le statistiche che compaiono più spesso nelle pagine in prima pagina su Google.it per questa ricerca e le abbiamo riportate alla fonte originale.
| Come circola | Da dove viene davvero | Anno e mercato | Si può usare? |
|---|---|---|---|
| Il 46% delle ricerche su Google ha un intento locale | Una slide mostrata da Google a un evento, riportata da Search Engine Roundtable sulla base di un tweet. Google non l'ha mai pubblicata | 2018, mercato non dichiarato | No, se non come voce non ufficiale |
| Il 76% di chi cerca un'attività vicina da smartphone la visita entro 24 ore, il 28% compra | Diario digitale Google/Purchased su 1.000 utenti smartphone | Maggio 2016, paese non indicato | Sì, con l'anno accanto |
| Le ricerche "near me" crescono del 136% | Dati interni di Google, ricerche da mobile | Marzo 2016, Stati Uniti | Solo come dato storico |
| Il 97% legge le recensioni delle attività locali | BrightLocal, Local Consumer Review Survey 2026 | 2026, 1.002 adulti statunitensi | Sì, dichiarando il campione |
| Le schede nel 3-pack ricevono il 126% di traffico in più | SOCi, circa 300.000 schede di marchi con più sedi, confronto con le posizioni 4-10 | 2022, paese non indicato | Con cautela: vale per le catene |
| Il 42% di chi cerca clicca nel map pack | Backlinko, 259 utenti statunitensi validi, una sola query | 2020 | Solo con il campione accanto |
| Una scheda completa è giudicata affidabile 2,7 volte di più | Pagina di supporto di Google Business Profile | Anno, campione e paese non indicati | Come affermazione di Google |
| L'88% visita o chiama entro 24 ore | Nelle pagine italiane è attribuito a un blog di agenzia, senza link a una ricerca. Non l'abbiamo trovata | Non dichiarato | No |
Il 46% è il caso più istruttivo. Barry Schwartz, che lo ha riportato nell'ottobre 2018, scriveva di avere in mano soltanto un tweet di Nick Wilsdon che riportava una slide. Otto anni dopo quel numero apre metà delle guide alla local SEO, anche in italiano, spesso con l'anno corrente scritto accanto.
Il secondo caso è il 76%. Il dato esiste ed è di Google, ma è del 2016: la pagina web che lo presentava oggi reindirizza alla home di Google Business e resta online solo il PDF. Per un fenomeno che nel frattempo ha visto arrivare le mappe con le recensioni in evidenza e gli assistenti AI, dieci anni sono tanti.
Cosa abbiamo misurato su 24 ricerche in sei città italiane
Il metodo: il 4 ottobre 2026, tra le 19:15 e le 19:18 UTC, abbiamo raccolto con DataForSEO la prima pagina di Google.it su desktop, simulando la posizione di chi cerca a Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna e Firenze. Le 24 query sono in tre gruppi: 12 strettamente locali ("dentista milano", "idraulico roma", "gommista bologna"), 6 informative ("quanto dura un impianto dentale") e 6 ibride, con una città e un'intenzione di confronto o di prezzo ("costo impianto dentale milano", "migliore pizzeria napoli").
| Gruppo | Query | Con AI Overview | Con local pack | Directory e portali tra gli organici |
|---|---|---|---|---|
| Locali | 12 | 0 su 12 | 12 su 12 | 42 su 118 (35,6%) |
| Informative | 6 | 6 su 6 | 0 su 6 | 7 su 48 (14,6%) |
| Ibride | 6 | 4 su 6 | 2 su 6 | 13 su 56 (23,2%) |
| Totale | 24 | 10 su 24 (41,7%) | 14 su 24 (58,3%) | 62 su 222 (27,9%) |
La prima cosa che salta fuori: AI Overview e local pack non sono mai comparsi nella stessa pagina. In nessuna delle 24. Su questo campione Google decide se una ricerca è da mappa o da risposta, e non le mescola.
La seconda riguarda le ibride. Le due che hanno mostrato la mappa sono "migliore pizzeria napoli" e "migliore palestra firenze". Quando nella query entrano "costo", "costi", "prezzo" o "prezzi", la mappa sparisce e in quattro casi su quattro arriva il riassunto AI. Chi scrive la pagina con il listino per la propria città gioca contro l'AI Overview, non contro i concorrenti del pack.
La terza riguarda le recensioni. Nelle 14 pagine con il local pack abbiamo raccolto 57 schede, alcune presenti in due query. Delle 55 che mostravano il dato, la mediana è di 358 recensioni, con un minimo di 3 (uno studio di commercialisti a Torino) e un massimo di decine di migliaia per una pizzeria storica di Napoli.
| Query | Città | Schede nel pack | Recensioni (min-max) | Mediana |
|---|---|---|---|---|
| idraulico roma | Roma | 3 | 5-61 | 22 |
| commercialista torino | Torino | 3 | 3-60 | 30 |
| avvocato divorzista milano | Milano | 3 | 28-855 | 48 |
| palestra firenze | Firenze | 3 | 68-135 | 118 |
| ottico bologna | Bologna | 3 | 176-346 | 300 |
| gommista bologna | Bologna | 3 | 192-1.500 | 358 |
| dentista milano | Milano | 6 | 34-974 | 360,5 |
| parrucchiere roma | Roma | 6 | 37-4.500 | 506,5 |
| veterinario torino | Torino | 3 | 170-2.200 | 1.500 |
Tradotto: una soglia di recensioni giusta in assoluto non esiste. Esiste per settore e per città, ed è quella dei tre concorrenti che oggi stanno nel pack. Un idraulico romano con 60 recensioni è già in linea con chi gli sta davanti, un veterinario torinese con 300 è indietro di cinque volte. Il conteggio si fa in cinque minuti aprendo la mappa.
Il campione è piccolo e fotografa pochi minuti di una sera: vale come indicazione, non come statistica nazionale. Ma è misurato su Google.it, cosa che non si può dire di quasi nessun altro numero di questa pagina.
Quanto si cerca online in Italia
Il bacino da cui parte qualunque ricerca locale si misura con i dati ufficiali, e qui l'Italia ha numeri propri.
- Nel 2025 il 60% delle persone tra 16 e 74 anni ha usato internet per cercare informazioni su beni e servizi, contro il 71,8% della media europea. Nel 2022 era il 53,5% (Eurostat, indicatore isoc_ci_ac_i).
- L'83,1% della popolazione dai 6 anni in su ha usato internet nei tre mesi precedenti l'intervista, e il 49% di chi ha almeno 14 anni ha comprato online nell'ultimo anno (Istat, Cittadini e ICT 2025).
- A settembre 2026 Google aveva l'87,31% delle ricerche fatte in Italia, Bing il 5,97% (StatCounter).
- Nello stesso mese il 51,78% delle pagine viste in Italia arrivava da smartphone e il 46,61% da desktop (StatCounter).
Il primo dato è quello che pesa di più per chi ha un'attività sul territorio. Dodici punti sotto la media europea vogliono dire che una parte del pubblico sceglie ancora per passaparola o passando davanti alla vetrina. Ma la quota è salita di oltre sei punti in tre anni, e ogni punto è un gruppo di clienti che prima non arrivava dalla ricerca.
Il dettaglio su motori e dispositivi è nella pagina sulle statistiche SEO per l'Italia; quello che cambia su telefono, nella guida alla SEO mobile.
Il local pack: cosa lo decide e quanto rende
Il local pack è il blocco con la mappa e le schede che Google mostra quando capisce che chi cerca vuole un posto fisico. Nel nostro test c'era in tutte le 12 query locali e in 10 casi su 12 partiva dalla prima posizione della pagina, prima di qualsiasi link organico.
Cosa lo decide lo racconta il Local Search Ranking Factors di Whitespark, un sondaggio tra specialisti che esce ogni anno. L'edizione 2026, pubblicata il 6 novembre 2025 su 47 esperti e 187 fattori, mette in testa questi cinque.
| Fattore | Punteggio Whitespark 2026 |
|---|---|
| Categoria principale della scheda Google | 227 |
| Vicinanza a chi cerca | 225 |
| Parole chiave nel nome dell'attività | 223 |
| Indirizzo fisico nella città cercata | 213 |
| Attività aperta al momento della ricerca | 189 |
Due fattori su cinque, vicinanza e indirizzo, non si cambiano senza traslocare. Le parole chiave nel nome si possono aggiungere solo se fanno parte dell'insegna vera, altrimenti è una violazione delle linee guida di Google. Restano categoria e orari, che richiedono dieci minuti sulla scheda.
Quanto rende starci dentro: SOCi ha confrontato circa 300.000 schede di catene e ha trovato che quelle nei primi tre posti ricevono il 126% di traffico in più e il 93% di azioni in più (chiamate, indicazioni stradali, clic al sito) rispetto a quelle tra la quarta e la decima posizione. È un dato del 2022 e riguarda solo marchi con molte sedi.
Il dato italiano che abbiamo è di prima mano ed è già pubblicato nella nostra guida alla local SEO: in un negozio outdoor di Roma, tra giugno e agosto 2026, le query locali non di marca in posizione organica media 1,7 avevano un CTR del 5,2%, contro il 37,6% delle query di marca in posizione 1,1. Sette volte di differenza a parità di posizione. La spiegazione è la mappa che sta sopra il primo link blu.
Recensioni: tanti dati americani, pochi italiani
Le recensioni sono la voce più citata della local SEO e quella in cui il divario tra Stati Uniti e Italia si vede di più. Il riferimento statunitense è il Local Consumer Review Survey di BrightLocal, edizione pubblicata l'11 febbraio 2026 su 1.002 adulti statunitensi:
- il 97% legge le recensioni delle attività locali;
- il 74% cerca recensioni scritte negli ultimi tre mesi;
- il 31% usa solo attività con almeno 4,5 stelle;
- l'89% si aspetta che il titolare risponda;
- Google resta la prima piattaforma per le recensioni, ma la sua quota è scesa dall'83% del 2025 al 71%.
Per l'Italia un'indagine equivalente sulle attività locali non c'è. Il dato più vicino è un sondaggio Euroconsumers pubblicato da Altroconsumo il 5 marzo 2026, con 1.008 intervistati italiani su 4.216 totali, che però riguarda gli acquisti online di prodotti:
- il 65% consulta le recensioni prima di comprare online;
- il 78% le considera importanti per decidere;
- il 79% pensa che le recensioni false minino la fiducia;
- solo il 4% si sente sicuro di riconoscerle sempre.
L'ultimo numero spiega le due novità italiane del 2026. La legge 11 marzo 2026, n. 34 (legge annuale sulle PMI), in vigore dal 7 aprile, vieta di comprare e vendere recensioni di ristoranti e strutture turistiche e introduce altre regole per questi due settori, da rendere operative con le linee guida che l'AGCM ha messo in consultazione. E il 23 marzo 2026 l'AGCM ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro, perché non aveva controllato a sufficienza la genuinità delle recensioni, comprese quelle marcate come verificate.
Per chi gestisce una scheda il punto pratico è questo: le recensioni comprate o ottenute in cambio di sconti erano già vietate dalle regole di Google, adesso in alcuni settori sono anche un rischio legale. Come chiederle senza rischi è spiegato nella guida alle recensioni Google.
Ricerca locale e AI: quanto spazio occupano davvero
Sull'AI i numeri si contraddicono, e il motivo è quasi sempre lo stesso: ognuno definisce "query locale" a modo suo.
| Studio | Campione | AI Overview sulle query locali |
|---|---|---|
| Whitespark, maggio 2025 | 540 query, tre città statunitensi, sei settori | 68% sulla media di tutte le query; 15% su quelle strettamente locali |
| Ahrefs, settembre 2025 | 146 milioni di SERP desktop | 7,9% sulle query classificate come locali, contro il 22,8% delle non locali |
| Visilay, ottobre 2026 | 24 query, sei città italiane | 0 su 12 strettamente locali; 6 su 6 informative |
Il 68% che circola nei report americani mette insieme ricerche molto diverse tra loro. Isolando quelle in cui qualcuno cerca davvero un posto, Whitespark scende al 15% e trova il local pack nel 93% dei casi. Il nostro test italiano va nella stessa direzione, in modo ancora più netto. L'AI Overview si è presa la parte informativa dell'imbuto, e lo spieghiamo meglio nella pagina sulle AI Overviews.
Dove l'AI cresce davvero è fuori da Google:
- il 45% dei consumatori statunitensi usa ChatGPT o strumenti simili per farsi consigliare attività locali, contro il 6% di un anno prima; il 40% dice di fidarsi delle indicazioni, il 32% no (BrightLocal 2026);
- il 47% degli adulti statunitensi ha usato l'AI per una ricerca locale nell'ultimo mese, ma il 62% dopo un consiglio dell'AI va subito a controllare su Google (Yext, marzo 2026, 1.120 intervistati);
- ChatGPT raccomanda l'1,2% delle sedi dei marchi analizzati, contro il 35,9% di presenza media nel local pack di Google (SOCi, Local Visibility Index 2026, oltre 350.000 sedi di 2.751 marchi);
- l'86% delle citazioni nelle risposte di Gemini, OpenAI e Perplexity viene da fonti che il marchio gestisce o può influenzare: siti per il 44%, schede e directory per il 42% (Yext, 6,8 milioni di citazioni, ottobre 2025).
Messi in fila dicono una cosa precisa. ChatGPT è circa trenta volte più selettivo del pack, e gli assistenti AI pescano da fonti che l'attività controlla: la scheda, le directory, il sito. Per ora sono dati misurati negli Stati Uniti. Come controllare dove compare il proprio nome è nella guida alla visibilità AI; come entrare nelle risposte, in quella su come apparire su ChatGPT.
Google Business Profile: quando la fonte è Google stessa
Sulla scheda i numeri più citati sono di Google. Nella pagina di supporto di Google Business Profile l'azienda scrive che i clienti hanno 2,7 volte più probabilità di considerare affidabile un'attività se trovano una scheda completa, il 70% di probabilità in più di visitarla e il 50% in più di valutare un acquisto. La pagina non indica anno, campione né paese.
Sono numeri citabili, a patto di presentarli per quello che sono: affermazioni di chi gestisce lo spazio, non risultati di una ricerca indipendente con un metodo pubblicato. Le istruzioni su come completarla sono nella guida a Google Business Profile.
Quello che manca è quante attività italiane abbiano una scheda curata. Nessuno lo pubblica con un metodo dichiarato, e i numeri che girano sui social sono stime di chi vende software per gestire le schede.
Quante attività si contendono la stessa mappa
L'altra metà della ricerca locale è la concorrenza. Secondo l'Annuario statistico Istat 2025, nel 2023 in Italia c'erano 4 milioni 617 mila imprese attive e il 94,8% aveva al massimo nove addetti. Sono soprattutto loro a contendersi le tre posizioni del pack.
Tra le imprese con almeno dieci addetti il 76,45% ha un sito web (Eurostat, 2025) e il 59% usa i social (Istat, Imprese e ICT 2025). Per le microimprese un dato equivalente aggiornato non esiste.
Nel nostro test un risultato organico su tre, sulle query locali, era una directory o un portale (35,6%). Su "ristorante vicino a me" da Roma, 9 organici su 10 erano pagine di Tripadvisor e OpenTable, e riferite ad altre località. Per un'attività piccola il primo concorrente tra i link blu spesso non è un'altra attività, è il portale su cui è presente anche lei: è uno dei motivi per cui i listing nelle directory contano ancora. I dati settore per settore, con SERP e recensioni misurate, sono nelle guide per dentisti, ristoranti e avvocati; quanto costa farsi seguire, in quella sui prezzi della local SEO.
La statistica locale che nessuno pubblica
Il dato italiano più affidabile sulla ricerca locale esiste già, ed è sparso in milioni di dashboard: le chiamate, le richieste di indicazioni e i clic al sito che ogni scheda Google registra, divisi tra ricerca e mappa. Nessuno li aggrega. Basterebbero cinquanta attività dello stesso settore in una stessa città che mettono in comune quei numeri per avere la prima indagine locale italiana con un metodo vero, e sarebbe più utile di qualunque sondaggio americano.
Nel frattempo i numeri della propria attività si leggono incrociando la scheda con Search Console, separando le query di marca da quelle con il nome della città. È il lavoro da cui partiamo nel servizio SEO, ed è lo stesso metodo di misura usato con Contesini Consulenze, due sportelli in provincia di Mantova: 299 richieste di contatto a 7,20 euro l'una, il 68% giudicato lavorabile dalla rete commerciale.
Domande frequenti sulle statistiche local SEO
Un dato pubblico affidabile non c'è. Il 46% che circola da anni viene da una slide mostrata da Google a un evento nel 2018, riportata da Search Engine Roundtable tramite un tweet e mai pubblicata da Google con un metodo. Per il proprio settore la stima utile si fa in Search Console, filtrando le query che contengono il nome della città o "vicino a me".
Poche. I dati ufficiali dicono quanto si cerca: nel 2025 il 60% degli italiani tra 16 e 74 anni ha cercato online informazioni su beni e servizi, contro il 71,8% della media UE (Eurostat). Sul comportamento davanti alle schede locali un'indagine italiana non esiste; il test Visilay del 4 ottobre 2026 su 24 SERP di Google.it è una delle poche misurazioni fatte in Italia.
Dipende da città e settore. Nel test Visilay la mediana delle recensioni delle schede nel pack andava da 22 per gli idraulici di Roma a 1.500 per i veterinari di Torino. La soglia da raggiungere è quella dei tre concorrenti che oggi occupano il pack per la propria query.
No, non sulle ricerche strettamente locali: nel test Visilay l'AI Overview non è comparso in nessuna delle 12 query locali, mentre il local pack c'era sempre. Lo studio Whitespark del 2025 sul mercato statunitense dà l'AI Overview al 15% su queste ricerche. Lo spazio si riduce invece sulle query informative e su quelle con prezzo o costo.
Come tendenza sì, come fotografia no. Il Local Consumer Review Survey 2026 è basato su 1.002 adulti statunitensi. Il dato italiano più vicino è il sondaggio Euroconsumers pubblicato da Altroconsumo nel marzo 2026, dove il 65% degli italiani dichiara di leggere le recensioni prima di comprare online: riguarda però i prodotti, non le attività locali.