SEO low cost è qualunque servizio di ottimizzazione venduto a un prezzo che non copre le ore necessarie a produrre un risultato. Non è una fascia di mercato, è una sottrazione che non torna: dal canone mensile togli i tool, il coordinamento e i margini, e quello che resta è il tempo che qualcuno passerà davvero sul tuo sito.
Quasi tutti gli articoli italiani sull’argomento si fermano al giudizio: sotto una certa cifra è una fregatura. Nessuno mostra il calcolo. Qui sotto trovi i numeri delle due indagini internazionali più ampie sulle tariffe SEO, il conto di quante ore compra ogni fascia di budget, e i dati di Search Console di un sito italiano che quel tipo di servizio lo aveva comprato davvero.
Quanto costa un’ora di lavoro SEO, secondo chi l’ha misurata
Le due rilevazioni con il campione più largo sono entrambe in inglese e nessuna delle pagine italiane in prima pagina le cita.
Ahrefs ha interrogato 439 fornitori di servizi SEO (pubblicazione dicembre 2023, ultimo aggiornamento agosto 2024). La tariffa oraria media è 111 dollari, il 24% degli intervistati sta fra 75 e 100 dollari l’ora, e solo il 10% chiede più di 150 dollari. Sul canone mensile la media è 2.917 dollari, che si spacca in 3.209 dollari per le agenzie e 1.348 per i freelance. La fascia più popolata è quella fra 501 e 1.000 dollari al mese, dove sta il 20,4% del campione.
SE Ranking ha intervistato 260 agenzie nel 2024, in parte insieme a Duda, fra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Europa continentale, Australia, Nuova Zelanda e Singapore. Il 64% delle agenzie sta sotto i 1.000 dollari di canone mensile e il 45% fattura fra 50 e 100 dollari l’ora.
Questi sono i prezzi di vendita. Sotto ci sta il costo del lavoro, che in Italia ha due riferimenti pubblici: la retribuzione oraria lorda media rilevata dall’Istat nel report sulla struttura delle retribuzioni è 16,4 euro (dato 2022, pubblicato a gennaio 2025), mentre il costo orario del lavoro comprensivo di contributi, calcolato da Eurostat per il 2025, è 34,9 euro nell’Unione europea e 38,2 nell’area euro, con un intervallo che va dai 12,0 euro della Bulgaria ai 56,8 del Lussemburgo.
Fra i 16,4 euro lordi che finiscono in busta paga e i 50 o 90 euro l’ora che un cliente paga ci stanno contributi, tool, formazione, tempo non fatturabile e margine. È il motivo per cui il prezzo di vendita di un’ora non si confronta con uno stipendio, e per cui il tema vero non è il prezzo ma il numero di ore.
Quante ore compra il tuo budget mensile
Prendi il canone che ti hanno proposto e dividilo per la tariffa oraria. È l’unico conto che serve. La tabella usa tre tariffe che stanno dentro la fascia 50-100 dollari indicata da SE Ranking come la più diffusa, convertite in euro per comodità di lettura.
| Canone mensile | Ore a 50 €/h | Ore a 70 €/h | Ore a 90 €/h |
|---|---|---|---|
| 150 € | 3,0 | 2,1 | 1,7 |
| 300 € | 6,0 | 4,3 | 3,3 |
| 500 € | 10,0 | 7,1 | 5,6 |
| 800 € | 16,0 | 11,4 | 8,9 |
| 1.500 € | 30,0 | 21,4 | 16,7 |
| 3.000 € | 60,0 | 42,9 | 33,3 |
Il conto è ancora ottimista, perché il canone paga anche i software. L’abbonamento Lite di Ahrefs costa 129 dollari al mese e lo Standard 249: se un’agenzia lo spalma su venti clienti sono pochi euro a testa, se lo tiene su cinque diventano venti o trenta euro del tuo canone. Aggiungi il tempo di gestione dell’account, le mail, la riunione mensile.
Con 300 euro al mese, quindi, compri fra le tre e le sei ore lorde, che diventano due o quattro ore effettive sul sito. In quattro ore si scrive e si ottimizza un articolo, oppure si sistemano i title di una ventina di pagine, oppure si fa metà di una keyword research seria. Una delle tre, non tutte e tre.
Il problema non è che quattro ore siano poche in assoluto. Il problema è quando quelle quattro ore vengono vendute come «gestione SEO completa» insieme a contenuti, link e report. A quel punto il lavoro c’è solo sulla carta, e il modo più veloce per accorgersene è chiedere quante ore mensili prevede il contratto.
La soglia dei mille dollari è americana e in Italia non si applica
Nei contenuti in inglese circola una soglia netta. Sarah Berry, lead SEO consultant di WebFX, scrive su seo.com che qualsiasi cosa sotto i 1.000-2.000 dollari mensili è cheap SEO e fa danni, e che sotto i 500 dollari nessuna agenzia sta usando metodi sicuri. Quella frase viene ripresa e tradotta spesso, ed è qui che nasce l’equivoco.
I dati di SE Ranking sullo stesso campione dicono che solo il 9% delle agenzie europee supera i 2.000 dollari al mese, contro il 22% delle nordamericane, e che solo il 6% delle agenzie europee fattura più di 125 dollari l’ora, contro il 40% di quelle statunitensi e canadesi. Applicare la soglia americana all’Europa significa dichiarare fuori mercato nove agenzie europee su dieci.
La differenza non è di serietà, è di costo del lavoro: 34,9 euro l’ora di media europea contro i livelli statunitensi, e dentro l’Europa stessa un fattore quattro fra Bulgaria e Lussemburgo. Una soglia in euro ha senso solo se costruita sul mercato in cui lavori. Il ragionamento sui listini italiani lo abbiamo sviluppato in quanto costa fare SEO, e sul confronto fra strutture interne e fornitori esterni in SEO in house o agenzia.
I quattro segnali di un pacchetto che non contiene lavoro
Il prezzo da solo non dice niente. Questi quattro elementi sì, e si leggono tutti nel preventivo prima di firmare.
Le ore non sono scritte. Un preventivo che elenca attività senza quantificarle («ottimizzazione on page, link building, monitoraggio mensile») ti sta vendendo un elenco, non un impegno. Chiedi il monte ore e guarda la reazione.
I contenuti sono a volume e fuori tema. Quattro articoli al mese a 40 euro l’uno significa un’ora scarsa per articolo. Il risultato prevedibile sono pezzi generici su argomenti che portano visite senza rapporto con quello che vendi. Nella sezione successiva c’è la misura esatta del danno su un sito reale.
I link arrivano a pacchetto. «Venti backlink al mese» è un prezzo per unità di misura, e i link che si comprano a peso vengono da reti di siti costruite per venderli. La link building fatta bene richiede relazione o contenuto degno di essere citato, e nessuna delle due cose ha un prezzo unitario stabile.
Ti garantiscono una posizione o una data. Chi promette la prima posizione in trenta giorni sta descrivendo una cosa che non controlla. Sui tempi realistici abbiamo scritto in quanto tempo serve perché la SEO dia risultati, e la lista completa delle domande da fare prima di firmare sta in domande da fare a un’agenzia SEO.
Come si vede in Search Console un sito che ha comprato contenuti a basso costo
Abbiamo aperto la proprietà Search Console di una società italiana di consulenza gestionale per studi odontoiatrici, cliente su un altro servizio. Il sito ha un blog costruito negli anni con contenuti acquistati a volume. I dati che seguono coprono il trimestre dal 1° maggio al 31 luglio 2026, filtrati sul traffico dall’Italia.
| Metrica | Valore (1 mag – 31 lug 2026, Italia) |
|---|---|
| Impression | 5.984 |
| Clic | 71 |
| CTR | 1,19% |
| Posizione media | 25,8 |
| Impression da query fuori tema | 541 (9,0% del totale), 1 clic |
Settantuno clic in novantadue giorni fanno meno di un clic al giorno. La posizione media 25,8 vuol dire terza pagina di Google: il sito esiste nell’indice e non esiste per gli utenti.
La riga più istruttiva è l’ultima. Cinquecentoquarantuno impression su 5.984, il 9%, arrivano da ricerche come «cosa significa https», «differenza tra http e https» e «hashtag cosa sono». Sono articoli scritti per riempire un calendario editoriale, su argomenti che con la consulenza agli studi dentistici non hanno alcun rapporto. Hanno prodotto un clic in tre mesi, e nessuno di quei visitatori aveva un problema che l’azienda sappia risolvere.
Nel frattempo, sulle ricerche che descrivono davvero il servizio venduto, il sito compare in seconda o terza pagina: «servizio progettazione studi dentistici» raccoglie 225 impression in posizione media 33,7, «gestionale studio dentistico» 109 impression in posizione 50,9, «controllo di gestione studio dentistico» 48 impression in posizione 20,2. Tutte e tre a zero clic. Le ore che sono andate negli articoli su http sarebbero bastate a portarne almeno una in prima pagina.
Questo è il costo reale di un pacchetto economico, e non compare in fattura: non è il denaro speso, è il posizionamento che nel frattempo si è preso qualcun altro.
Cosa comprare per primo se il budget è davvero basso
Un budget piccolo non è un problema di per sé. Diventa un problema quando viene diluito su tutte le attività invece che concentrato su una. Con 300 o 500 euro al mese la strada che funziona è comprare interventi finiti, uno alla volta, invece di un canone che copre tutto un po’.
Primo, un audit una tantum. Serve a sapere se il sito ha problemi che rendono inutile qualunque altra spesa: pagine non indicizzate, contenuti duplicati, struttura che nasconde le pagine commerciali. Si compra una volta e vale per mesi. Come si legge un audit lo abbiamo spiegato in audit SEO.
Secondo, la ricerca delle parole chiave giuste per il tuo business. Non le più cercate: quelle che descrivono cosa vendi. La differenza fra le due si capisce guardando l’intento di ricerca dietro ogni query.
Terzo, le pagine commerciali prima del blog. Le pagine che descrivono i servizi o i prodotti sono quelle che convertono. Riscriverne cinque bene vale più di venti articoli.
Quarto, il report query di Search Console filtrato sulle posizioni fra 8 e 20. Sono le pagine per cui Google ti considera già pertinente e che stanno appena fuori dalla prima pagina. È il lavoro che rende prima, e Search Console è gratis. Nella guida alla SEO fai da te c’è la procedura passo per passo.
Se il tuo mercato è una città o una provincia, la local SEO è il posto dove un budget piccolo rende di più, perché la concorrenza su una scala geografica ristretta è una frazione di quella nazionale.
Quando un investimento contenuto produce comunque risultati
Ci sono situazioni in cui poche ore ben spese bastano, e quasi sempre hanno a che fare con il valore medio di quello che vendi.
Macropix, produttore milanese di schermi LED su misura, è passata da posizione 88 a posizione 2 sulla ricerca «monitor pubblicitario». La posizione 88 è la nona pagina, cioè zero traffico. Il salto non è arrivato da un intervento tecnico ma da una pagina scritta bene su un argomento su cui l’azienda aveva qualcosa da dire. Con commesse industriali, poche richieste all’anno ripagano l’intero progetto: il caso completo è in SEO per l’industria manifatturiera e gli altri lavori in progetti.
Vale anche il contesto di mercato. Secondo il report Imprese e ICT 2025 dell’Istat, il 76,5% delle imprese italiane con almeno dieci addetti ha un sito web e solo il 20,1% ha venduto online. In molti settori italiani la prima pagina non è contesa da avversari agguerriti, è occupata da chi c’è arrivato per primo con un sito discreto.
Il confronto che nessuno fa: quanto costa lo stesso contatto comprato
Chi valuta un canone SEO da 300 euro raramente lo confronta con l’alternativa più diretta, che è comprare gli stessi contatti su Google Ads.
Sull’account Macropix, fra luglio 2025 e giugno 2026, Google Ads ha prodotto 374 conversioni con 16.805 euro investiti: 44,93 euro per conversione, poco meno di 1.400 euro al mese. Quel numero è il metro di paragone che serve. Se un contatto qualificato ti costa 45 euro comprato, un canone da 300 euro al mese equivale a sei o sette contatti: la SEO deve produrne almeno altrettanti per pareggiare, e ci mette mesi a partire.
Il che porta a una conclusione poco popolare: se hai 300 euro al mese e ti servono contatti adesso, quei soldi rendono di più in Google Ads che in un canone SEO diluito. La SEO conviene quando puoi permetterti di spendere per sei mesi senza ritorno, o quando hai già una base di posizionamenti da difendere. Su come si misura il ritorno abbiamo scritto in ROI della SEO e sulle metriche da guardare in KPI SEO.
Una cosa che nel settore si dice poco
Chi vende pacchetti a 150 euro al mese quasi mai sta truffando qualcuno. Sta lavorando in perdita, o al limite, sperando di compensare con il volume dei clienti. Finché regge, il servizio è sottile ma esiste. Quando smette di reggere, il cliente non riceve una comunicazione: riceve report più automatici, risposte più lente e articoli scritti sempre più in fretta. Il rapporto non si rompe, si assottiglia.
Per questo la domanda utile in fase di preventivo non è quanto costa, ma quante ore al mese e chi le fa. Un fornitore che lavora in modo sostenibile risponde in dieci secondi. Se vuoi vedere come impostiamo il perimetro delle attività prima di partire, è descritto nella pagina dei nostri servizi SEO, e i criteri per confrontare più fornitori stanno in come scegliere un’agenzia SEO.
Domande frequenti sulla SEO low cost
Non esiste una soglia valida per tutti, perché dipende da quante ore servono al tuo sito. Il conto da fare è dividere il canone per la tariffa oraria: con tariffe fra 50 e 90 euro l’ora, 300 euro al mese comprano fra tre e sei ore lorde, che bastano per un intervento mirato al mese e non per una gestione completa. Se il budget è quello, conviene comprare interventi finiti uno alla volta invece di un canone che copre tutto un po’.
Quella soglia arriva dal mercato statunitense, dove il costo del lavoro è più alto. Secondo l’indagine SE Ranking del 2024 su 260 agenzie, solo il 9% delle agenzie europee supera i 2.000 dollari mensili contro il 22% delle nordamericane, e solo il 6% fattura oltre 125 dollari l’ora contro il 40% negli Stati Uniti. Un canone basso non fa danni di per sé: li fa se viene venduto come gestione completa e riempito di contenuti generici o link acquistati a pacchetto.
Guarda quattro cose. Le ore mensili devono essere scritte nel contratto. I contenuti previsti devono riguardare quello che vendi, non argomenti generici. I link non devono essere venduti a numero fisso. Non devono esserci garanzie di posizione o di data. Un preventivo che rispetta questi quattro punti può essere onesto anche a cifre contenute, perché dichiara un perimetro invece di promettere tutto.
Dipende da quando ti servono i contatti. Su un account che seguiamo, Google Ads ha prodotto 374 conversioni con 16.805 euro in dodici mesi, cioè 44,93 euro per conversione. Ads porta contatti dal primo giorno e si ferma quando stacchi il budget, mentre la SEO impiega mesi e quello che costruisce resta. Con budget molto contenuto e bisogno immediato di richieste, Ads rende prima.
Apri Google Search Console e filtra il report query sulle posizioni fra 8 e 20: sono le ricerche per cui Google già ti considera pertinente e che stanno appena fuori dalla prima pagina. Migliorare quelle pagine è il lavoro con il ritorno più rapido e non costa niente oltre al tuo tempo. Il secondo controllo gratuito è verificare che le pagine dei tuoi servizi siano indicizzate e che i loro titoli descrivano quello che vendi.