Bing Webmaster Tools è la console di Microsoft che mostra come Bing scansiona, indicizza e posiziona un sito, e dal febbraio 2026 anche quante volte le sue pagine vengono citate come fonte nelle risposte di Copilot. In Italia la ricerca "bing webmaster tools" è passata da 1.300 ricerche al mese a fine 2025 a 3.600 a settembre 2026 (Google Ads, dati DataForSEO consultati il 28 ottobre 2026), e il salto coincide con l'arrivo di quel secondo report.
Le guide italiane in prima pagina lo descrivono come "la Search Console di Bing". Abbiamo letto le otto più visibili, da SEOZoom a SupportHost: nessuna parla del report AI Performance, e IndexNow compare quasi sempre come una riga nell'elenco delle funzioni.
E allora perché dovrebbe interessarti adesso?
Perché sul nostro sito, in 29 giorni di log, Bingbot ha fatto 6.425 richieste contro le 2.327 di Googlebot. Quasi tre volte tanto. E perché controllando la configurazione abbiamo scoperto che IndexNow, che risultava "attivo", non ha mai inviato un URL.
Sui progetti dei clienti partiamo sempre dai dati. Macropix, che produce schermi LED su misura, è arrivata in prima posizione su "ledwall" (4.400 ricerche al mese) costruendo una pagina per ogni linea di prodotto, come raccontiamo nella guida alla SEO per l'industria manifatturiera. Sunscape è passata da 329 a 5.809 impression organiche al mese in sei mesi, con i passaggi descritti in quanto tempo serve alla SEO.
In questa guida trovi:
- cosa vede Bing Webmaster Tools che Search Console non vede, in una tabella;
- i numeri dei nostri log: chi arriva prima su un articolo nuovo, Bingbot o Googlebot;
- IndexNow spiegato dalla documentazione ufficiale, e l'errore di configurazione che avevamo anche noi;
- il report AI Performance: cosa misura delle citazioni in Copilot e cosa non misura.
Partiamo.
Cos'è Bing Webmaster Tools (e cosa mostra che Search Console non ha)
Bing Webmaster Tools è lo strumento con cui chi gestisce un sito verifica la proprietà del dominio su Bing, invia le sitemap, controlla gli errori di scansione e legge clic e impression arrivati da Bing. Fin qui è il gemello della Google Search Console.
Le differenze stanno in quattro funzioni.
| Funzione | Bing Webmaster Tools | Google Search Console |
|---|---|---|
| Citazioni nelle risposte AI | Report AI Performance: citazioni in Copilot, nelle sintesi AI di Bing e in alcuni partner (dal 10 febbraio 2026) | Nessun report separato per AI Overview e AI Mode |
| Notifica immediata di pagine nuove o cambiate | IndexNow, protocollo aperto condiviso con altri motori | Google non partecipa a IndexNow |
| Verifica della proprietà | Anche importando i siti già verificati in Search Console | File, meta tag, DNS, Analytics, Tag Manager |
| Ricerca keyword e backlink | Integrate nello strumento | Non presenti |
C'è anche una novità che riguarda chi lo usa via codice: Microsoft ha annunciato che le vecchie API SOAP e POX di Bing Webmaster sono state ritirate il 31 agosto 2026, e chi aveva integrazioni su quei protocolli deve passare alle REST API (documentazione Microsoft Learn, aggiornata il 7 agosto 2026).
Perché Bing conta per Copilot (e molto meno, ormai, per ChatGPT)
Bing conta perché Copilot si appoggia al suo indice: la documentazione di Copilot Studio scrive che gli agenti "access the web via Bing APIs" e cercano tra i "public websites indexed by Bing" (Microsoft Learn, aggiornata il 1° febbraio 2026). Se una pagina non è nell'indice di Bing, Copilot non la può citare.
Su ChatGPT il discorso è cambiato. OpenAI sta spostando le risposte su un indice proprio, e la ricostruzione con le fonti è nel nostro confronto Google vs Bing: qui non la ripetiamo.
Il 6 maggio 2026 tre responsabili di Microsoft AI hanno scritto che l'indice di Bing sta cambiando funzione: "Search optimizes for likelihood of relevance. Grounding must measure strength of evidence." Tradotto: per comparire in una risposta AI non basta essere pertinenti, serve una pagina che porti prove.
Come configurare Bing Webmaster Tools (e la scorciatoia se hai Search Console)
La configurazione richiede quattro passaggi, e il più lungo diventa un clic se il sito è già verificato su Google. La sequenza è quella del post ufficiale di Bing del 17 giugno 2025:
- Accesso. Vai su bing.com/webmasters ed entra con un account Microsoft, Google o Facebook.
- Verifica. Il modo più rapido è importare la proprietà da Search Console. In alternativa: Domain Connect, file XML nella root, meta tag in homepage o record DNS TXT.
- Sitemap. Inviala nella sezione Sitemaps o indicala nel robots.txt. Bing scrive che le elabora "at least once every 24 hours".
- IndexNow. Attivalo dal CMS o con un plugin. Qui conviene controllare due volte, e il perché lo vedi tra poco.
Sulle sitemap Bing è più rigido di quanto si pensi. Nel post del 31 luglio 2025 chiede che il campo lastmod riporti la data reale dell'ultima modifica del contenuto, non quella di generazione del file, e dichiara di ignorare changefreq e priority. Abbiamo spiegato il resto nella guida alla sitemap.
Bingbot contro Googlebot sul nostro sito (29 giorni di log, nessun IndexNow)
Bingbot è arrivato prima di Googlebot su 22 articoli nuovi su 30, con un ritardo mediano di 3,6 ore dalla pubblicazione contro 8,9. Lo abbiamo misurato sui log di accesso del server di visilay.com dal 29 settembre al 28 ottobre 2026: 231.378 righe dopo la rimozione dei duplicati.
| Misura (visilay.com, 29 set - 28 ott 2026) | Bingbot | Googlebot |
|---|---|---|
| Richieste totali | 6.425 | 2.327 |
| URL distinti visitati | 1.452 | 1.086 |
| Richieste alle sitemap | 195 | 40 |
| Risposte 404 ricevute | 333 | 80 |
| Articoli nuovi visitati entro 6 ore (su 32) | 21 | 4 |
| Ritardo mediano della prima visita | 3,6 ore | 8,9 ore |
| Articoli visitati dopo più di 3 giorni | 5 | 3 |
Quindi Bing è più veloce di Google?
Sulla prima visita sì, ma la mediana nasconde una coda. Quattro articoli Bingbot li ha visti solo dopo 12-13 giorni (tra 295 e 316 ore), tutti pubblicati il 14 ottobre e tre su quattro nella versione inglese. Lo stesso giorno, sulla stessa sitemap, la guida italiana a quanto paga YouTube è stata visitata dopo 12 minuti.
È esattamente il buco che IndexNow dovrebbe chiudere. E che da noi restava aperto.
Un altro numero da guardare sono i 404: 333 richieste di Bingbot sono finite su pagine inesistenti, contro 80 di Googlebot. 89 erano indirizzi sotto /services/ e 25 sotto /company/ che oggi non esistono più: Bing continua a chiederli, e Bing Webmaster Tools è il posto dove vederli elencati. Se stai preparando un cambio di piattaforma, mettili nel piano di redirect della migrazione del sito web.
Cosa fa davvero IndexNow (e perché da noi non partiva)
IndexNow è un protocollo aperto con cui un sito avvisa i motori che un URL è stato aggiunto, aggiornato o eliminato, invece di aspettare la scansione. Secondo la FAQ ufficiale, un invio a un qualsiasi motore aderente "will be shared across all IndexNow-enabled search engines": oggi gli endpoint elencati sono quello globale del protocollo, Amazon, Bing, Naver, Seznam.cz, Yandex e Yep.
Google non c'è. IndexNow non accelera nulla sulla Ricerca Google, come spieghiamo nella guida all'indicizzazione.
Le regole tecniche, dalla documentazione:
- una chiave da 8 a 128 caratteri, pubblicata in un file .txt nella root del dominio;
- fino a 10.000 URL per singola richiesta POST;
- una risposta 200 significa solo "ricevuto": "Submitting a URL does not guarantee immediate indexing";
- niente reinvii a raffica: la FAQ chiede di aspettare almeno 5 minuti tra un aggiornamento e l'altro, e 10 dopo un errore 429.
Ora il nostro errore.
Nelle impostazioni di Yoast SEO su visilay.com l'opzione IndexNow risultava attiva, con una chiave già generata. Abbiamo chiesto al server il file della chiave: 404. Aprendo il codice del plugin il motivo è scritto in chiaro: nella versione free la funzione è marcata "premium". L'interruttore c'è, la chiave c'è, l'invio no.
Per questo i numeri della tabella sopra sono stati raccolti senza IndexNow: Bing ha trovato gli articoli dalla sitemap, che ha richiesto 195 volte in 29 giorni.
Su WordPress le strade per farlo funzionare davvero sono due: Yoast SEO Premium, oppure il plugin IndexNow sviluppato dal team di Bing Webmaster (oltre 100.000 installazioni attive, versione 1.0.4), che genera e pubblica la chiave da solo. Shopify, Wix e Duda lo integrano nella piattaforma. In ogni caso la verifica è la stessa: apri https://tuodominio/chiave.txt e controlla che risponda.
Un interruttore acceso non vuol dire un segnale inviato.
Da noi IndexNow risultava attivo e il file della chiave dava 404. Nei nostri audit apriamo i log del server, controlliamo cosa leggono davvero Bingbot, Googlebot e i bot delle AI, e ti diciamo quali pagine restano fuori e perché.
Prenota una consulenza strategicaIl report AI Performance: le citazioni in Copilot (senza i clic)
Il report AI Performance conta quante volte le pagine di un sito vengono mostrate come fonte nelle risposte generate dall'AI di Microsoft Copilot, nelle sintesi AI di Bing e in "select partner integrations". Microsoft lo ha aperto in anteprima pubblica il 10 febbraio 2026 ed è il primo dato sulle citazioni AI che un motore di ricerca mette a disposizione dei proprietari dei siti.
| Metrica | Cosa misura | Arrivata |
|---|---|---|
| Total Citations | Volte in cui il sito compare come fonte nelle risposte AI | Febbraio 2026 |
| Average Cited Pages | Media giornaliera di pagine uniche citate | Febbraio 2026 |
| Grounding queries | Le frasi con cui l'AI ha recuperato le pagine (un campione) | Febbraio 2026 |
| Page-level citation activity | Citazioni per singolo URL | Febbraio 2026 |
| Intents, Topics, Citation Share, Compare | Tipo di domanda, gruppi di temi, quota di citazioni sulla stessa query, confronto tra periodi | 16 giugno 2026 |
| Topics Portfolio (beta) | Temi in cui il sito è citato e "Opportunity Queries" in cui sono citati altri siti e non il tuo | 13 ottobre 2026 |
I limiti li dichiara Microsoft stessa, e vanno letti prima dei numeri:
- niente clic: il report conta le citazioni, non quante persone sono arrivate sul sito;
- le grounding queries sono un campione, non l'elenco completo;
- Citation Share è "an observational metric – not a ranking system": non mostra i domini concorrenti e non è una quota di traffico;
- Topics Portfolio compare solo se ci sono dati sufficienti per il sito.
E ChatGPT, Gemini, le AI Overview?
Fuori. Il report vede solo le superfici Microsoft. Per le altre serve un monitoraggio a parte, fatto su prompt scelti da te, come spieghiamo nella guida alla visibilità AI: è il lavoro della nostra pagina AI Monitoring e di ScryRank, lo strumento di monitoraggio sviluppato da Visilay. Quali numeri tenere d'occhio lo trovi nelle metriche di visibilità AI; per Google, nella guida a come monitorare AI Mode.
Cosa cambia per la visibilità nelle risposte AI (oltre Copilot)
Tra gli strumenti dei motori di ricerca, Bing Webmaster Tools è oggi l'unico che mostra a un'azienda quali domande hanno portato l'AI sulle sue pagine. Le grounding queries sono le stesse domande lunghe che arrivano su Copilot, su AI Mode e su ChatGPT: leggerle dice quali pagine scrivere, anche per le piattaforme che il report non copre.
Le raccomandazioni ufficiali di Bing per essere citati sono quelle del post di febbraio: contenuti aggiornati (con IndexNow), intestazioni chiare, tabelle e FAQ, affermazioni sostenute da dati e fonti. Nessuna promette una citazione. Ma la nostra analisi delle fonti citate dalle AI va nella stessa direzione: vengono scelte le pagine che contengono il dato preciso richiesto dalla domanda.
E c'è un passaggio che viene prima di tutto: lasciare entrare i bot. Se il robots.txt blocca Bingbot, o un firewall lo scambia per traffico sospetto, il report AI Performance resterà vuoto. Quali bot visitano un sito aziendale e quali conviene bloccare lo abbiamo misurato nell'articolo sui crawler AI.
Quanto pesa Bing in Italia (e quando vale la pena aprirlo)
Bing in Italia porta pochi visitatori diretti, e le quote di mercato per dispositivo sono nel confronto Google vs Bing. Ma lo strumento serve anche quando il traffico è basso: i nostri log dicono che Bingbot passa su più URL di Googlebot (1.452 contro 1.086) e quindi trova prima i problemi, compresi i vecchi indirizzi che rispondono 404.
Vale la pena aprirlo subito se:
- vendi a imprese che lavorano con Microsoft 365 e Copilot;
- pubblichi o aggiorni pagine ogni settimana e vuoi che i motori aderenti a IndexNow le vedano subito;
- hai fatto da poco un cambio di sito e vuoi sapere quali vecchi URL Bing continua a chiedere;
- vuoi un primo dato sulle citazioni AI senza attivare altro.
Per un sito vetrina aggiornato due volte l'anno basta la verifica e un controllo al mese: il lavoro vero resta sulle pagine, con la SEO e la GEO.
Domande frequenti su Bing Webmaster Tools e IndexNow
No. Per usarlo basta un account Microsoft, Google o Facebook e la verifica del sito. Tutti i report, compreso AI Performance, sono inclusi.
Sì. Search Console non mostra le citazioni in Copilot, non riceve IndexNow e non vede gli errori che trova solo Bingbot: sul nostro sito, in 29 giorni, Bingbot ha ricevuto 333 risposte 404 contro le 80 di Googlebot. La verifica si fa in pochi passaggi importando i siti da Search Console.
No. Google non partecipa al protocollo. Gli endpoint elencati nella FAQ ufficiale sono quello globale di IndexNow, Amazon, Bing, Naver, Seznam.cz, Yandex e Yep, che condividono tra loro gli URL ricevuti.
Dipende: lo fa solo nella versione Premium. Nella versione free l'opzione può risultare attiva senza inviare nulla, come è successo a noi: il file della chiave rispondeva 404. Con la versione free si può usare il plugin IndexNow del team di Bing Webmaster.
No. Copre Microsoft Copilot, le sintesi AI di Bing e alcune integrazioni con partner che Microsoft non elenca. Per ChatGPT, Gemini e AI Overview serve un monitoraggio separato su prompt scelti da te.
Dipende: sui 30 articoli nuovi di visilay.com visitati da entrambi i bot il ritardo mediano di Bingbot è stato di 3,6 ore, contro 8,9 di Googlebot, ma quattro articoli hanno aspettato 12-13 giorni. Senza IndexNow i tempi restano imprevedibili.
Riepilogo (in cinque righe)
Bing Webmaster Tools è la Search Console di Bing, più le citazioni in Copilot.
Si configura in quattro passaggi, la verifica diventa un clic importando Search Console.
Sui nostri articoli nuovi Bingbot è arrivato prima di Googlebot 22 volte su 30.
IndexNow non serve per Google e va verificato aprendo il file della chiave.
Il report AI Performance conta le citazioni, non i clic.
Un'ultima cosa, che vale per qualsiasi strumento: controlla il log, non l'interruttore. Il pannello di un plugin ti dice cosa dovrebbe succedere, il log del server cosa succede davvero. Da noi la differenza era un 404 su un file con una chiave di 100 caratteri.