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Web agency o software house: a chi affidare il sito (test su 12 ricerche Google)

Autore: Matteo Pellegrini

Una web agency progetta e promuove siti ed e-commerce (design, sviluppo su piattaforme come WordPress o Shopify, SEO, campagne); una software house sviluppa software su misura: gestionali, portali con area riservata, app, integrazioni con ERP e CRM. Se il sito deve portare contatti o vendite ti serve una web agency, o un freelance se il progetto è piccolo; se il sito è un pezzo di un processo aziendale (ordini, listini riservati, dati che arrivano dal gestionale) ti serve una software house, o un fornitore che abbia entrambe le squadre.

Detta così sembra facile.

Il problema è che l'etichetta sul sito del fornitore non ti dice cosa sa fare davvero.

Il 28 ottobre 2026 abbiamo letto le 9 pagine che Google mostra in prima pagina per "web agency o software house". Sono tutte scritte da chi vende uno dei due servizi, e nessuna dà un prezzo. Sei editori su otto sono software house, e la maggior parte chiude presentandosi come il fornitore che unisce le due competenze.

Gli errori che vediamo più spesso, quando un'azienda arriva da noi con due preventivi in mano, sono tre:

  • confrontare due preventivi di mestieri diversi come se fossero lo stesso prodotto, guardando solo la cifra in fondo;
  • scegliere dalla parola "software house" perché suona più solida, per un sito che deve solo portare richieste di preventivo;
  • non chiedere chi farà la SEO, il tracciamento e le modifiche dopo il lancio, cioè le voci che decidono se il sito lavora o resta fermo.

Lo sappiamo per esperienza diretta. Scovaventi aveva un negozio online che riceveva visite ma non vendeva: l'abbiamo rifatto su Shopify, collegato a pagamenti e logistica, con Google Analytics 4 attivo dal primo giorno, e nel primo anno ha venduto 77.000 € con un carrello medio di 190 €. Nessuna riga di software su misura.

Bosatta invece aveva un e-commerce su un CMS obsoleto, non adatto a vendere su più Paesi con lingue e valute diverse. Il problema era la piattaforma, non la grafica: dopo il rifacimento del percorso d'acquisto e le campagne separate per privati e rivenditori, 240.000 € di vendite in un anno su quattro mercati.

E cosa c'entra con la scelta tra web agency e software house?

C'entra perché in entrambi i casi la domanda giusta non era "chi chiamo?", ma "cosa deve fare il sito?". Da lì si capisce a chi rivolgersi.

In questa guida trovi:

  • la differenza tra web agency, software house e freelance in una tabella;
  • cosa abbiamo trovato su 12 ricerche Google per "web agency" e "software house" in sei città;
  • a chi rivolgersi per ogni tipo di sito, dalla vetrina al portale B2B;
  • quanto costano, secondo le poche fonti che pubblicano cifre;
  • le domande da fare prima di firmare, qualunque etichetta abbia il fornitore.

Partiamo.

Che differenza c'è tra web agency e software house (e dove sta il freelance)

La differenza sta in cosa consegnano. Una web agency consegna un sito che le persone guardano e usano per contattarti o comprare; una software house consegna uno strumento che le persone usano per lavorare, spesso dietro un login.

Il freelance è una persona sola: il suo perimetro è quello delle sue competenze, non quello di un'etichetta.

Web agencySoftware houseFreelance
Cosa consegnasito, e-commerce, landing pagegestionale, portale, app, integrazionesito o componente, secondo la specializzazione
Su cosa costruisceWordPress, Shopify, WooCommercecodice su misura, frameworkdi solito un CMS o un builder
Chi c'è in squadradesign, sviluppo web, SEO, ADV, testianalisti, sviluppatori, tester, project manageruna persona, a volte con collaboratori
Come si misura il risultatocontatti, vendite, posizioni su Googletempo risparmiato, errori ridotti, processidipende dal progetto
Dopo il lancioSEO, campagne, aggiornamentimanutenzione correttiva ed evolutivaassistenza, se disponibile
Rischio tipicosito bello che non regge un'integrazionesito che funziona ma non porta contattidipendenza da una sola persona

Sintesi Visilay, ottobre 2026.

Noi stiamo nella prima colonna. Siamo un'agenzia di search marketing: facciamo siti su WordPress o Shopify e li progettiamo partendo dalle ricerche su Google, perché il lavoro che segue (SEO, Google Ads, tracciamento) è quello che facciamo ogni giorno. Quando un cliente ci chiede un'integrazione profonda con il gestionale, lo diciamo prima del preventivo.

Cosa dice Google: 12 ricerche, nessun fornitore in entrambe (e le software house che vendono siti)

Il 28 ottobre 2026 abbiamo cercato "software house" e "web agency" seguiti dal nome di sei città (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli e Lugano), da smartphone, con DataForSEO. Per ogni ricerca abbiamo letto i primi 10 risultati organici e il local pack (il riquadro con la mappa), in tutto 83 voci per tipo di ricerca.

CittàFornitori presenti in entrambe le ricercheVoci "software house" che citano siti web o e-commerceVoci "web agency" che citano software o appDirectory nei primi 10 (SH / WA)
Milano01 su 141 su 144 / 3
Roma04 su 140 su 145 / 1
Torino00 su 140 su 144 / 1
Bologna02 su 141 su 145 / 6
Napoli03 su 141 su 144 / 2
Lugano00 su 130 su 138 / 2
Totale010 su 833 su 8330 / 15

Rilevamento Visilay, 28 ottobre 2026. Google da mobile, Italia (Lugano: Svizzera), primi 10 risultati organici più local pack. Conteggio su titoli e descrizioni.

Tre cose saltano fuori.

Nessun fornitore compare nei primi 10 di entrambe le ricerche, in nessuna città. I 5 domini presenti in tutte e due sono directory (Sortlist tre volte, PagineGialle, local.ch). Per Google sono due mercati separati.

Le software house vendono siti più spesso di quanto le web agency vendano software: 10 voci su 83 contro 3, e 2 di quelle 3 sono schede di directory. Una software house di Napoli scrive di sviluppare "software, e-commerce, web site, app mobile e web app"; a Roma una scheda nel local pack si chiama "2open Software House e Web Agency".

Metà dei risultati per "software house" sono directory, annunci di lavoro o profili social (30 su 60), contro 15 su 60 per "web agency". Chi cerca una software house trova più elenchi che fornitori.

Quindi la parola non serve a niente?

Serve a capire da dove parte il fornitore. Una software house che fa anche siti ha in casa sviluppatori, raramente qualcuno che segue posizionamento e campagne. Chiedere "chi lo fa, in concreto?" vale più di qualsiasi etichetta.

A chi rivolgersi per ogni tipo di sito (la tabella che manca nei preventivi)

La scelta dipende da tre domande: chi userà il sito (visitatori anonimi o utenti con login), da dove arrivano i dati (dalle pagine che scrivi tu o da un gestionale) e come misuri il successo (contatti e vendite, oppure tempo risparmiato).

ProgettoChi lo usaDatiA chi rivolgersi
Landing page o sito vetrinavisitatoriscritti a manofreelance o web agency
Sito aziendale che deve portare contattivisitatoriscritti a mano, CRM per i contattiweb agency
E-commerce su Shopify o WooCommerceclienticatalogo caricato o da feedweb agency
E-commerce collegato a magazzino ed ERPclienti e reparto ordinidal gestionaleweb agency e software house insieme
Area riservata con listini per rivenditoriclienti B2B con logindal gestionalesoftware house
Configuratore di prodotto o preventivatoreclientiregole e prezzi dal gestionalesoftware house
App o gestionale internodipendentidatabase aziendalesoftware house

Elaborazione Visilay sui progetti che riceviamo, ottobre 2026.

La riga che crea più confusione è la quarta. Scovaventi vende online con Shopify, che gestisce pagamenti e spedizioni da sé: è bastata una web agency. Un produttore che deve mostrare a ogni rivenditore il suo listino e la disponibilità in tempo reale dal gestionale ha bisogno di qualcuno che scriva l'integrazione. Il sito pubblico e l'area riservata possono avere fornitori diversi, purché qualcuno coordini i due.

Se vendi a imprese e chiedi preventivi, il tuo sito quasi sempre è nella seconda riga. Ne parliamo nella guida al sito web B2B. Se invece la tua azienda è una software house e vuoi farti trovare su Google, c'è la guida alla SEO per aziende IT e software house.

E il freelance? Quando conviene (e il rischio che nessuno mette per iscritto)

Il freelance conviene quando il progetto è piccolo e definito: una landing page, un sito vetrina, un restyling su un tema già scelto. Costa meno perché non ha la struttura di un'agenzia, e parli direttamente con chi fa il lavoro.

Il rischio non è la competenza. È la continuità. Se il freelance si ammala, cambia lavoro o smette di rispondere, il sito resta senza nessuno che sappia dove mettere le mani. Delle 9 pagine in prima pagina, solo 2 lo dicono in modo esplicito: SAEP ICT lo chiama "single point of failure", Garda Informatica parla di codice che nessuno vuole più manutenere. Entrambe sono software house, quindi non sono osservatori neutrali.

Il rimedio vale per tutti e tre: dominio, hosting e accessi intestati alla tua azienda. Se il dominio è registrato a nome di chi ha fatto il sito, cambiare fornitore diventa una trattativa.

Quanto costano: freelance, web agency e software house (le cifre che si trovano)

Le cifre pubbliche esistono solo per freelance e web agency. Nessuna delle 9 pagine in prima pagina dà un prezzo, e per la software house non abbiamo trovato una fascia di prezzo pubblicata da nessuna delle fonti lette: il costo si stima sulle specifiche, a progetto chiuso (fixed price) o a ore (time and material).

Per il sito, due fonti mettono freelance e agenzia nella stessa tabella:

Tipo di sitoFreelance (OnWeb24)Agenzia (OnWeb24)Freelance senior (Argento)Agenzia web (Argento)
Sito vetrina800-2.500 €2.000-5.000 €1.200-3.500 €5.000-15.000 €
Sito aziendale2.000-5.000 €3.500-8.000 €1.800-5.000 €8.000-25.000 €
E-commerce piccolo2.500-6.000 €5.000-15.000 €2.800-8.000 €10.000-30.000 € e oltre

Fonti: OnWeb24, aggiornato il 17 agosto 2026, su listino di Lorenzo Albano; Giuseppe Argento, aggiornato il 1 ottobre 2026. Lette il 28 ottobre 2026.

Guarda la colonna dell'agenzia. Per lo stesso sito vetrina, una fonte dice 2.000-5.000 €, l'altra 5.000-15.000 €. E nessuna delle due è neutrale: OnWeb24 vende siti in abbonamento, Argento è un freelance.

Allora quale cifra è giusta?

Quella che corrisponde a cosa il sito deve fare, più quello che costa tenerlo vivo: rinnovi e voci nascoste sono nella guida su quanto costa un sito web.

Il costo più alto, però, non sta mai nel preventivo. Sta nel sito che va online senza misurare niente. Su Valore Solare l'account contava 15.267 "conversioni" in un mese su 5.467 clic: erano eventi tecnici del sito, non richieste di preventivo. Nessuno se n'era accorto, perché chi aveva fatto il sito non si occupava di campagne e chi faceva le campagne non toccava il sito.

Due preventivi, due mestieri diversi: prima di firmare, leggiamoli insieme.

Hai appena visto cosa succede quando chi fa il sito non segue le campagne: dati sbagliati per mesi. Quando progettiamo un sito mettiamo nel preventivo, voce per voce, SEO, tracciamento e consenso, e ti diciamo prima se una parte del progetto è da software house.

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Cosa chiedere prima di firmare (qualunque etichetta abbia il fornitore)

Fai queste sette domande a ogni fornitore: le risposte dicono più della parola sul loro sito.

  1. A chi sono intestati dominio, hosting e codice? La risposta giusta è: alla tua azienda, con tutti gli accessi.
  2. Su quale piattaforma costruite, e perché? WordPress e Shopify hanno migliaia di sviluppatori, un CMS proprietario ne ha uno solo (su WordPress abbiamo misurato cosa fa da solo per la SEO).
  3. Chi si occupa di SEO e di contenuti? Se la risposta è "li fate voi", mettilo nel conto (vedi la guida per creare un sito web SEO friendly).
  4. Il tracciamento è incluso? GA4, conversioni di Google Ads e Consent Mode devono essere voci del preventivo.
  5. Quanto costa una modifica dopo il lancio? Una lingua, una pagina, un modulo nuovo.
  6. Il sito rispetta l'accessibilità? Dal 28 giugno 2025 per molte aziende è un obbligo (vedi la guida all'accessibilità web).
  7. Se rifate un sito esistente, come gestite redirect e URL? Un cambio di piattaforma fatto male azzera le posizioni: vedi la migrazione di un sito web e la SEO quando si riprogetta un sito.

Per metterle per iscritto a più fornitori, usa il modello della richiesta di preventivo (RFP).

Web agency o software house: chi ti fa trovare su ChatGPT e AI Overview (il test)

Abbiamo fatto la stessa domanda a ChatGPT con la ricerca web attiva, dall'Italia, il 28 ottobre 2026: "per il nuovo sito della mia azienda mi conviene una web agency, una software house o un freelance?". Ha consigliato la web agency per un sito che deve portare clienti, la software house per integrazioni e aree riservate, poi ha mostrato una tabella prezzi.

Quella tabella è copiata cifra per cifra da OnWeb24: 800-2.500 € freelance, 2.000-5.000 € agenzia per il sito vetrina. Le 4 fonti citate erano tutte pagine "quanto costa un sito web" pubblicate nel 2026 da chi vende siti. Nessuna era una delle 9 pagine in prima pagina su Google per "web agency o software house", e per la software house ChatGPT non ha dato nessuna cifra.

Il motivo è semplice. ChatGPT e le funzionalità AI di Google prendono passaggi che rispondono da soli alla domanda: una tabella con cifre, una data e una fonte batte un articolo che dice "dipende". Su Google l'AI Overview compariva in 10 delle 12 ricerche per città, e anche lì citava i fornitori con descrizioni precise e qualche prezzo.

Per un'azienda che vuole essere citata la lezione è la stessa: pagine con fasce di prezzo, tipi di progetto e casi con numeri. Non garantisce una citazione, ma senza quelle pagine non c'è niente da citare. Abbiamo misurato quali fonti usano ChatGPT e le AI Overview nel test su 24 ricerche italiane, e come lavoriamo su questo nel servizio GEO.

Come lavoriamo noi (una web agency con il tema e i plugin scritti in casa)

Il sito che stai leggendo gira su un tema WordPress scritto da noi e su cinque plugin nostri: lingue, moduli di contatto, dati strutturati, prestazioni e consenso cookie. Prima usavamo Elementor e un plugin di traduzione commerciale.

Quindi siete una software house?

No. Abbiamo scritto quel codice perché il sito è il nostro banco di prova per la SEO, e ogni componente in meno è una pagina più veloce. Collegare un sito all'ERP o a un'area riservata con migliaia di utenti resta un altro mestiere: analisi, test, manutenzione evolutiva per anni.

La collaborazione funziona anche al contrario. A marzo 2026 ci ha scritto una software house che gestisce diversi siti di annunci: lo sviluppo lo fa in casa, ha una persona dedicata alla SEO e cercava supporto proprio su quella parte.

Quando realizziamo un sito con il servizio di sviluppo siti web, nel preventivo trovi sempre tre cose: sito, dominio e hosting intestati alla tua azienda, un referente unico dal brief alla manutenzione, e il tracciamento delle conversioni attivo dal primo giorno.

Domande frequenti

Una web agency può sviluppare un gestionale?

Dipende: alcune hanno sviluppatori in grado di farlo, molte lo affidano all'esterno. Nelle 12 ricerche Google che abbiamo analizzato il 28 ottobre 2026, solo 3 voci su 83 per "web agency" citavano software o app, e 2 erano schede di directory. Chiedi chi scriverà il codice e chi lo manterrà.

Una software house può fare un sito vetrina?

Sì. Nelle stesse ricerche 10 voci su 83 per "software house" citavano siti web o e-commerce. Verifica però chi si occuperà di testi, SEO e tracciamento, perché di solito non sono il mestiere principale di una software house.

Meglio un freelance o un'agenzia per un sito vetrina?

Dipende: il freelance costa meno (800-2.500 € secondo OnWeb24, 1.200-3.500 € secondo Giuseppe Argento, entrambi aggiornati nel 2026), l'agenzia ha più competenze in squadra e più continuità. In entrambi i casi dominio, hosting e accessi devono essere intestati alla tua azienda.

Quanto costa una software house?

Dipende: nessuna delle 9 pagine in prima pagina su Google per "web agency o software house" pubblica un prezzo. Le software house lavorano a progetto chiuso (fixed price) o a ore (time and material), con una stima fatta sulle specifiche funzionali.

A chi deve essere intestato il dominio del sito aziendale?

Alla tua azienda, sempre, insieme all'hosting e agli accessi amministrativi. Se il dominio è registrato a nome del fornitore, cambiare agenzia o software house diventa una trattativa.

Web agency: siti ed e-commerce che devono portare contatti o vendite.

Software house: gestionali, portali con login, app e integrazioni.

Freelance: progetti piccoli e definiti, con dominio e accessi intestati a te.

Su 12 ricerche Google in sei città, nessun fornitore compare sia come web agency sia come software house.

Le cifre pubbliche esistono solo per freelance e agenzie, e per lo stesso sito vetrina vanno da 800 a 15.000 €.

Una cosa che quasi nessuno considera: il fornitore che scegli oggi decide chi potrà lavorare sul sito domani. Una piattaforma diffusa e accessi intestati all'azienda ti lasciano libero di cambiare agenzia o aggiungere una software house per l'area riservata. Un sito costruito su codice che conosce una sola persona ti lega a quella persona. Prima di chiedere "chi lo fa meglio?", chiedi "chi altro potrà metterci le mani?".

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.

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