La SEO e l’AI si incrociano in tre punti diversi: l’intelligenza artificiale come strumento per fare il lavoro SEO, l’ottimizzazione per finire dentro le risposte generate da ChatGPT o Gemini, e l’effetto che gli AI Overview di Google hanno sul traffico che un sito già riceve. Sono tre problemi separati, con tre metriche separate. Confonderli è il motivo per cui molte aziende spendono sulla cosa sbagliata.
Qui sotto trovi cosa dicono i dati misurati su ognuno dei tre fronti, e cosa continua a funzionare esattamente come prima.
Sotto “SEO e AI” ci sono tre lavori diversi
Quando un’azienda chiede di “fare SEO con l’AI”, nella stessa frase stanno quasi sempre tre richieste incompatibili. Separarle prima di firmare un preventivo evita di pagare per un lavoro e aspettarsi il risultato di un altro.
| Il lavoro | Cosa si ottimizza | Come si misura | Chi ne beneficia subito |
|---|---|---|---|
| AI come strumento | Il processo interno: ricerca keyword, cluster, bozze, analisi log | Ore risparmiate a parità di output pubblicato | Chi produce molti contenuti con poche persone |
| AEO / GEO | Il contenuto, perché venga citato dagli assistenti | Menzioni e citazioni nelle risposte, traffico di referral da chat | Chi vende prodotti o servizi che le persone si fanno consigliare |
| Difesa dagli AI Overview | Il mix di query su cui si punta, e la pagina che le riceve | Clic a parità di impression in Search Console | Chi ha già traffico informativo da difendere |
La distinzione conta perché i tre lavori hanno tempi diversi. Il primo dà un ritorno in settimane, il secondo in mesi, il terzo è una manutenzione continua che non finisce mai. Abbiamo trattato il secondo per esteso nella guida alla generative engine optimization e nel pezzo su cos’è l’ottimizzazione per i motori di risposta, dove le differenze tra AEO e SEO sono spiegate una per una.
Quanto l’AI ha eroso i clic: i numeri verificati
Sul calo del traffico circolano cifre molto diverse tra loro, spesso senza fonte. Queste sono quelle che vengono da studi pubblicati, con il campione dichiarato.
| Studio | Campione | Risultato |
|---|---|---|
| Pew Research Center, luglio 2025 | 900 adulti statunitensi, navigazione reale di marzo 2025 | Con un riepilogo AI in pagina si clicca un risultato nell’8% delle visite, contro il 15% senza. Solo l’1% clicca un link dentro il riepilogo. |
| Pew Research Center, stesso studio | Come sopra | Il 26% chiude la sessione dopo una pagina con riepilogo AI, contro il 16% senza. |
| Ahrefs, 2025 | 300.000 keyword, metà con AI Overview e metà senza, confronto marzo 2024 su marzo 2025 | Il CTR della prima posizione cala del 34,5% quando compare un AI Overview. |
| Visibility Labs per Search Engine Land, 2025 | 94 ecommerce, 9,46 milioni di sessioni organiche non brand contro 135.000 sessioni da ChatGPT | Il traffico da ChatGPT converte all’1,81% contro l’1,39% dell’organico non brand, cioè il 31% in più. Vale però l’1,48% dei ricavi organici totali. |
Le due righe che vanno lette insieme sono l’ultima e le prime. Il traffico dagli assistenti converte meglio, e quel dato viene citato ovunque. Quello che si cita molto meno è la seconda metà della stessa frase: nel campione di Visibility Labs pesa l’1,48% dei ricavi organici, salito al 2,2% nel secondo semestre del 2025. È una quota che cresce in fretta e che oggi non paga ancora l’affitto.
Per un’azienda B2B italiana la conseguenza pratica è che l’investimento va calibrato su due orizzonti insieme, non spostato in blocco. Chi ha smesso di curare il posizionamento organico per inseguire le citazioni negli assistenti ha rinunciato al 98% del canale per il 2%.
Usare l’AI per fare SEO: dove regge e dove no
In Italia l’adozione è appena partita. Secondo il report Imprese e ICT 2025 dell’Istat, usa l’intelligenza artificiale il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti, il doppio dell’8,2% del 2024. Tra le grandi imprese si arriva al 53,1%, tra le PMI al 15,7%. L’area aziendale dove viene applicata più spesso è marketing e vendite, con il 33,1% e una crescita del 92,6% di imprese coinvolte in un anno.
Nel lavoro quotidiano la linea di demarcazione è netta. L’AI è affidabile su tutto ciò che è trasformazione di dati che già possiedi: raggruppare migliaia di query di Search Console in cluster semantici, riscrivere 400 title tag secondo uno schema, leggere un file di log, confrontare due export. Diventa inaffidabile appena le si chiede di produrre il fatto invece di elaborarlo.
Il punto delicato sono i numeri. Un modello che scrive “il 67% delle aziende dichiara” senza avere una fonte in input sta completando una frase, non riportando una statistica. Ogni cifra va risalita fino allo studio originale, e se lo studio non esiste la frase va tolta. Questo vale anche per le fonti citate da altri: se un articolo americano riporta un dato Semrush, si linka Semrush, non l’articolo americano.
Sulla posizione di Google c’è meno mistero di quanto si racconti. Le linee guida di Search Central premiano i contenuti utili a prescindere da come sono stati prodotti, e penalizzano la produzione su larga scala fatta per manipolare il ranking. Il discrimine non è lo strumento, è se il pezzo aggiunge qualcosa. Ne abbiamo scritto anche parlando di rilevatori di AI e di E-E-A-T.
Farsi trovare dentro le risposte
Gli assistenti costruiscono le risposte pescando da fonti che riescono a leggere e di cui si fidano. Le leve che si possono controllare sono poche e concrete.
- Una risposta secca e autonoma nei primi paragrafi, che regga anche estratta dal contesto della pagina.
- Dati in HTML e non dentro le immagini. Una tabella in uno screenshot per un modello linguistico è una macchia di pixel.
- Dati strutturati corretti, in particolare Article e FAQPage, che rendono esplicita la struttura senza doverla interpretare.
- Un autore reale, con una biografia che spieghi perché è titolato a scrivere di quel tema. Gli assistenti privilegiano i contenuti attribuiti.
- Menzioni del brand fuori dal proprio sito, che è quello che alimenta la fiducia dei modelli molto più dei backlink puri.
Per il dettaglio operativo su ciascun assistente abbiamo pubblicato guide separate: come fare SEO per ChatGPT, SEO per Perplexity, SEO per Gemini e cosa cambia con Google AI Mode. Sul file llms.txt abbiamo scritto una guida a parte, con l’avvertenza che nessun grande fornitore ne ha ancora dichiarato il supporto.
Cosa non è cambiato: il caso Macropix
Macropix produce schermi LED su misura a Milano. Quando il progetto è partito, nel 2020, il sito non compariva su nessuna delle keyword di categoria del suo settore. Su “monitor pubblicitario” era in posizione 88, cioè nona pagina.
Nel 2025 quella stessa keyword è in seconda posizione. “Ledwall”, che vale 4.400 ricerche al mese, è passata da assente a prima. A luglio 2026 il dominio tiene il 25,55% di share of voice sul cluster ledwall, davanti ad Amazon che ne ha il 18,08%. Sulla parte a pagamento, tra luglio 2025 e giugno 2026, l’account ha prodotto 374 conversioni con 16.805 euro investiti, a 44,93 euro per conversione, con le conversioni cresciute dell’84,2% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Nessuno di questi risultati viene da qualcosa che ha a che fare con l’AI. Vengono da architettura del sito costruita sulle capacità produttive, keyword tecniche a basso volume e contenuti che rispondono a domande da ufficio acquisti. Il metodo completo è nel pezzo sulla SEO per il settore manifatturiero, e il progetto per esteso nella scheda Macropix.
Il motivo per cui questo caso è rilevante in un articolo sull’AI è che nel B2B industriale gli AI Overview compaiono poco. Le query tecniche, lunghe e di nicchia sono anche quelle su cui l’erosione dei clic si sente meno, e sono quelle che portano richieste di preventivo. Chi lavora in un settore così ha meno da temere di quanto gli venga raccontato, come abbiamo argomentato in l’AI sostituirà la SEO?.
Come si misura adesso
La posizione media da sola è diventata una metrica pericolosa: si può salire di posizione e perdere clic, perché sopra il primo risultato c’è un blocco che risponde. Le tre letture da mettere in dashboard:
- Clic a parità di impression. Impression stabili con clic in calo su una pagina informativa è il pattern tipico dell’AI Overview che intercetta la risposta. In Search Console si vede filtrando per pagina e confrontando due periodi omogenei.
- Traffico di referral dagli assistenti. In analytics si isolano le sorgenti chatgpt.com, perplexity.ai, gemini.google.com e copilot.microsoft.com. Sono volumi piccoli che vanno guardati come tendenza mensile, non come numero assoluto.
- Presenza nelle risposte. Si testano a mano dieci o quindici prompt che un cliente farebbe davvero, sui tre o quattro assistenti principali, e si segna se il brand compare e in che termini. Fatto una volta al mese diventa una serie storica. Esistono strumenti di visibilità AI che automatizzano il monitoraggio.
Il terzo controllo è quello che quasi nessuno fa, ed è anche l’unico che dice se il lavoro su AEO e GEO sta producendo qualcosa.
Da dove partire
Se stai decidendo dove mettere il budget del prossimo trimestre, l’ordine che ha più senso per un’azienda che parte da una situazione normale è questo.
- Apri Search Console e isola le pagine con impression stabili e clic in calo negli ultimi dodici mesi. Sono il tuo danno reale, quantificato.
- Su quelle pagine, sposta il contenuto dove l’AI Overview non arriva: casi con numeri, procedure operative, confronti tra opzioni. Le definizioni le ha già prese Google.
- Metti a posto autore, biografia e dati strutturati su tutto l’archivio. È lavoro tecnico a costo basso che serve sia alla SEO classica sia alle citazioni negli assistenti.
- Solo a questo punto introduci l’AI nel processo produttivo, e solo sulle attività di trasformazione dati.
Se preferisci partire da un’analisi dello stato attuale, il nostro servizio SEO-AI nasce esattamente per questo, e la SEO tradizionale resta il pezzo su cui poggia tutto il resto.
Domande frequenti
No. Le linee guida di Google Search Central valutano l’utilità del contenuto, non il modo in cui è stato prodotto. Viene invece penalizzata la produzione su larga scala fatta con il solo scopo di manipolare il ranking, che l’autore sia una persona o un modello.
Dipende dal tipo di query. Lo studio Ahrefs su 300.000 keyword misura un calo del 34,5% del CTR in prima posizione quando compare un AI Overview, e Pew Research Center rileva clic sui risultati nell’8% delle visite con riepilogo AI contro il 15% senza. L’erosione è concentrata sulle query informative e generiche, molto meno su quelle tecniche, lunghe e di nicchia.
Non in alternativa. Nel campione di 94 ecommerce analizzato da Visibility Labs il traffico da ChatGPT converte il 31% meglio dell’organico non brand, ma vale l’1,48% dei ricavi organici totali. È una quota in crescita rapida, che oggi non sostituisce il canale organico.
La SEO punta a posizionare una pagina nei risultati di ricerca. L’AEO (answer engine optimization) punta a farla usare come risposta dai motori di risposta. La GEO (generative engine optimization) punta a farla citare dai modelli generativi come ChatGPT o Gemini. Le tecniche si sovrappongono molto, le metriche no.
Secondo il report Imprese e ICT 2025 dell’Istat, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti, contro l’8,2% del 2024. Tra le grandi imprese la quota sale al 53,1%. L’area più coinvolta è marketing e vendite, con il 33,1%.
Una cosa che nel settore si dice poco: il vantaggio più concreto che l’AI porta alla SEO in questo momento non è la produzione di contenuti, è la lettura di quelli che hai già. Un archivio di duecento articoli che nessuno ha più riletto contiene quasi sempre dieci pagine che si cannibalizzano e trenta che varrebbe la pena aggiornare. Trovarle a mano richiede giorni, con un export di Search Console e il modello giusto richiede un pomeriggio. È il lavoro meno raccontato e quello che, sui progetti dove l’abbiamo fatto, ha spostato di più.