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Come usare LinkedIn: guida pratica con i numeri italiani

Autore: Matteo Pellegrini

LinkedIn è il social network professionale di Microsoft: un profilo che fa da curriculum pubblico, una rete di collegamenti e un feed in cui si pubblicano contenuti di lavoro. Usarlo bene vuol dire decidere prima a cosa ti serve (trovare lavoro, farti conoscere da potenziali clienti, dare una faccia alla tua azienda) e poi fare poche cose con costanza, invece di provarle tutte. È uno dei pezzi con cui un'azienda può aumentare la presenza online, non l'unico.

Le guide italiane su come usare LinkedIn spiegano quasi tutte gli stessi passaggi: foto, titolo, collegamenti, gruppi. Quello che manca sono i numeri. Quanti italiani ci sono davvero, cosa cercano quando cercano LinkedIn su Google, quali formati prendono più interazioni, e cosa è cambiato da quando la piattaforma usa i contenuti degli iscritti per addestrare la sua AI. Qui li trovi tutti, con la fonte, insieme a come lo usiamo noi per il lavoro commerciale.

Quanti italiani ci sono davvero su LinkedIn

Secondo il rapporto Digital 2026: Italy di DataReportal, a fine 2025 LinkedIn contava 25,0 milioni di iscritti in Italia, il 42,3% della popolazione e il 49,5% degli adulti. In un anno sono cresciuti di 3 milioni (+13,6%). Il pubblico pubblicitario è diviso quasi a metà: 48,9% donne, 51,1% uomini.

Messo accanto a un dato Istat, quel numero cambia significato. A giugno 2026 gli occupati in Italia erano 24 milioni e 310 mila. LinkedIn ha quindi più iscritti italiani di quante persone lavorino nel Paese. Non è un errore: lo stesso DataReportal avverte che LinkedIn pubblica il numero di profili registrati, non gli utenti attivi ogni mese come fanno gli altri social, quindi le cifre non sono confrontabili. Dentro quei 25 milioni ci sono studenti, pensionati, profili aperti anni fa e mai più toccati, account doppi.

La conseguenza pratica è che la dimensione della piattaforma dice poco su quante persone vedranno quello che pubblichi. Conta la tua rete, e conta quanto di quella rete apre davvero l'app. Nel mondo, sempre secondo i dati ufficiali di LinkedIn, gli iscritti sono 1,3 miliardi e ogni minuto si stringono più di 18.000 collegamenti e si inviano circa 8.200 candidature.

Cosa cercano gli italiani quando cercano LinkedIn su Google

Per capire dove si inceppa l'uso della piattaforma abbiamo estratto con DataForSEO i volumi di ricerca medi mensili su Google.it (fonte Google Ads, Italia, settembre 2025-agosto 2026) per le domande più frequenti su LinkedIn, e le abbiamo raggruppate per obiettivo.

GruppoRicercaRicerche medie al mese
Capire e iniziarecome funziona linkedin1.000
come iscriversi a linkedin210
come usare linkedin140
come si usa linkedin110
come creare un profilo linkedin90
Totale gruppo1.550
Cercare lavorocome caricare cv su linkedin390
come vedere le candidature inviate su linkedin260
come cercare lavoro su linkedin210
come togliere open to work su linkedin210
come mettere open to work su linkedin140
Totale gruppo1.210
Aziendalinkedin per aziende880
linkedin pagina aziendale140
creare pagina aziendale linkedin90
Totale gruppo1.110
Uscirecome cancellarsi da linkedin880
come eliminare account linkedin480
come eliminare profilo linkedin320
come disdire linkedin premium140
Totale gruppo1.820
Domande su LinkedIn cercate su Google.it, volume medio mensile settembre 2025-agosto 2026. Fonte: estrazione Visilay con DataForSEO (dati Google Ads, Italia), 3 ottobre 2026.

Tre cose saltano all'occhio. La prima: sommate, le ricerche su come andarsene da LinkedIn (1.820 al mese) superano quelle su come iniziare a usarlo (1.550). La seconda: chi cerca come togliere il badge Open to Work (210) è più di chi cerca come metterlo (140). La terza riguarda il valore commerciale: secondo le stime di Google Ads riportate da DataForSEO, un clic su «linkedin per aziende» costa in media 14,10 dollari agli inserzionisti, uno su «come funziona linkedin» 0,32, cioè circa 44 volte meno. Un costo così alto vuol dire che gli inserzionisti si aspettano di vendere qualcosa a chi cerca la parte aziendale.

C'è anche un picco. «Come cancellarsi da linkedin» ha toccato 1.600 ricerche a settembre 2025, contro una media di 880 nei dodici mesi. Da un volume di ricerca non si può ricavare la causa, quindi lo lasciamo come dato e basta.

Prima di aprire l'app: decidi a cosa ti serve

Molti dei problemi che vediamo nei profili aziendali B2B nascono da qui. Un profilo che prova a parlare a recruiter, clienti e colleghi insieme non parla a nessuno. Scegli un obiettivo principale e costruisci il resto intorno.

ObiettivoCosa fare per primoCosa misurare
Trovare lavoroTitolo con il ruolo che cerchi, esperienze con risultati, Open to Work visibile solo ai recruiter se sei ancora assuntoMessaggi da recruiter, risposte alle candidature
Farti conoscere da potenziali clientiTitolo che dice per chi lavori e che problema risolvi, sezione In primo piano con un caso concretoVisite al profilo da persone in target, richieste di collegamento ricevute
Dare visibilità all'aziendaPagina aziendale completa, ma soprattutto profili dei dipendenti chiave curatiInterazioni sui post, visite al sito da LinkedIn
Tre obiettivi, tre profili diversi. Fonte: elaborazione Visilay.

Il profilo: le parti che le persone leggono davvero

Il profilo è la pagina che si apre quando qualcuno ti cerca dopo una telefonata, una mail o un incontro. Nelle sequenze commerciali che usiamo, LinkedIn serve proprio a questo: dare un volto a chi ha appena scritto o telefonato. Vale la pena curare queste parti, nell'ordine in cui vengono viste:

  1. Foto e immagine di copertina. Una foto recente, il viso riconoscibile, sfondo neutro. La copertina è lo spazio più sottovalutato: può dire in una riga cosa fai o mostrare il prodotto.
  2. Titolo (headline). È la riga sotto il nome e la parte che compare nei risultati di ricerca, nei commenti e nelle richieste di collegamento. «Responsabile commerciale» dice poco; «Aiuto i produttori di macchinari a vendere all'estero» dice a chi servi.
  3. Informazioni. Prima persona, frasi brevi, un esempio concreto di lavoro fatto. Le prime righe sono quelle che si vedono senza cliccare su «altro».
  4. In primo piano. Un caso studio, un articolo, una presentazione. È l'unica sezione in cui puoi mettere un link senza che sembri un post promozionale.
  5. Esperienza. Per ogni ruolo un risultato misurabile, non l'elenco delle mansioni.
  6. Competenze e URL personalizzato. Le competenze servono alla ricerca interna dei recruiter; l'URL pulito (linkedin.com/in/nome-cognome) serve quando lo metti in firma o sul sito.

Se ti interessa anche come il profilo compare su Google e nelle risposte di ChatGPT o Gemini, abbiamo fatto un test dedicato nella guida alla SEO per LinkedIn; per misurare quanto il brand compare negli assistenti AI c'è invece la guida alla visibilità AI.

La rete: chi aggiungere e cosa scrivere nella richiesta

Una rete utile non è la più grande, è quella fatta di persone che potrebbero assumerti, comprare da te o presentarti a chi lo farà. Il punto di partenza sono colleghi, ex colleghi, clienti e fornitori: chi ti conosce già accetta, e LinkedIn usa quei collegamenti per suggerirti persone vicine. Poi vengono le voci autorevoli del tuo settore da seguire e commentare: come trovarle lo spieghiamo nella guida su come identificare gli influencer di settore.

Per le persone che non ti conoscono, la nota nella richiesta fa la differenza. Nelle sequenze commerciali che usiamo in Visilay la nota cita sempre un dettaglio verificabile: un post che la persona ha scritto, qualcosa visto sul sito dell'azienda, il settore in cui lavora. Nessuna proposta nel primo messaggio. Un esempio che usiamo, con i dati tra parentesi da sostituire: «Buongiorno [nome], ho dato un'occhiata al sito di [azienda] mentre analizzavo il settore e mi ha colpito [dettaglio concreto]. Le mando il collegamento.»

Quello che non funziona è il contrario: la richiesta senza nota seguita, appena accettata, da un messaggio lungo con la presentazione dell'azienda. Chi lo riceve impara a riconoscerlo al secondo rigo.

Pubblicare: quali formati prendono più interazioni

Il dato più ampio disponibile sui formati è lo studio LinkedIn Benchmarks 2026 di Socialinsider, che ha analizzato 1,3 milioni di post pubblicati da 16.645 pagine aziendali tra gennaio 2024 e dicembre 2025. Riguarda le pagine aziendali, non i profili personali, e misura il tasso medio di interazione per formato.

FormatoTasso di interazione 2024Tasso di interazione 2025Variazione
Documento (PDF a scorrimento)6,10%7,00%+14%
Più immagini6,60%6,45%-2,3%
Video5,60%6,00%+7%
Immagine singola4,85%5,30%+9%
Solo testo4,00%4,50%+12%
Sondaggio4,40%4,20%-4,5%
Link esterno3,30%3,25%-1,5%
Tasso di interazione medio per formato delle pagine aziendali LinkedIn. Fonte: Socialinsider, LinkedIn Benchmarks 2026, campione globale.

Due indicazioni pratiche. Il documento a scorrimento è il formato che rende di più (secondo Socialinsider perché invita a fermarsi e sfogliare le pagine): è il modo migliore per trasformare una presentazione commerciale o un caso studio in un contenuto. Il post con link esterno è all'ultimo posto: se devi portare traffico al sito, conviene scrivere il contenuto per intero nel post e mettere il link in un secondo momento, o nella sezione In primo piano.

Il video ha un tasso di interazione in crescita ma, nello stesso studio, le visualizzazioni medie dei video sono calate del 36% in un anno. Le pagine pubblicano più video (da 2 a 4 al mese in media) e ognuno viene visto da meno persone. Per capire quale tipo di contenuto scegliere in generale, la nostra guida ai tipi di contenuti confronta i formati anche fuori da LinkedIn.

Profilo personale o pagina aziendale?

Servono entrambi, ma non allo stesso modo. La pagina aziendale è il posto dove le persone verificano che l'azienda esiste, guardano quanti dipendenti ha e leggono le offerte di lavoro. La relazione invece passa dai profili personali: le persone si collegano con persone.

Lo abbiamo visto anche fuori da LinkedIn. Nel nostro test su 27 ricerche B2B italiane, un contenuto LinkedIn è comparso nella prima pagina di Google per 12 ricerche. Dei 15 indirizzi trovati, 8 erano articoli Pulse, cioè articoli lunghi firmati da persone, e uno solo era una pagina aziendale. Il lato AI della questione, cioè come far nominare il brand da ChatGPT e Gemini, lo trattiamo nella guida alle citazioni nei motori AI.

Per un'azienda piccola la scelta pratica è questa: pagina aziendale completa e aggiornata con poche pubblicazioni, e il grosso dell'energia sui profili di titolare e commerciali. È anche il principio da cui partono le strategie di lead generation B2B, dove LinkedIn è uno dei canali e non l'unico.

Usare LinkedIn per cercare lavoro

Per chi cerca lavoro le funzioni da usare sono tre: la sezione Lavoro con gli avvisi sulle offerte, il CV caricato nelle preferenze di candidatura, e l'impostazione Open to Work. L'ultimo dato pubblicato da LinkedIn su quest'ultima risale al 2020 ed è una rilevazione interna della piattaforma: attivare Open to Work raddoppia la probabilità di ricevere un messaggio da un recruiter, e chi mostra la cornice verde pubblica riceve in media il 40% di InMail in più dai recruiter e il 20% di messaggi in più dalla propria rete. Nello stesso articolo LinkedIn indica che candidarsi tra i primi può aumentare fino a quattro volte la probabilità di essere ricontattati.

Il dato della tabella sopra va letto insieme a questo: in Italia più persone cercano come togliere la cornice che come metterla. La cornice pubblica la vede anche il datore di lavoro attuale. Se sei ancora assunto, conviene l'opzione che mostra la disponibilità solo ai recruiter: il raddoppio dei messaggi misurato da LinkedIn riguarda l'attivazione di Open to Work, non la cornice.

Usare LinkedIn per vendere senza fare spam

Nel B2B LinkedIn funziona meglio come parte di una sequenza che come canale unico. La sequenza outbound che usiamo in Visilay dura sei giorni lavorativi e ha 14 passaggi: 5 su LinkedIn (la richiesta di collegamento con nota e quattro messaggi brevi), 4 email e 4 telefonate, più un passaggio finale in cui si decide se chiudere il contatto o passare a un'altra persona della stessa azienda. LinkedIn apre e dà un volto a chi telefona; la telefonata e la mail portano la proposta.

GiornoLinkedInEmailTelefonata
1Richiesta di collegamento con nota personalizzataEmail manuale personalizzata-
2MessaggioEmailSì
3MessaggioEmailSì
4Messaggio-Sì
5MessaggioEmailSì
6--Chiusura o nuovo contatto in azienda
La sequenza outbound multicanale usata dal team commerciale Visilay (versione luglio 2026). Fonte: procedure interne Visilay.

Due regole che teniamo ferme: il primo messaggio non contiene mai un'offerta, e ogni contatto successivo aggiunge un'informazione utile per chi lo riceve (un dato sul suo settore, un confronto con un concorrente) invece di chiedere «hai visto il mio messaggio?». Gli strumenti per gestire le liste, come Sales Navigator, aiutano a trovare le persone giuste; i software di lead generation si scelgono dopo aver deciso il processo, non prima.

Se vuoi impostare un lavoro del genere su LinkedIn con campagne a pagamento, gestione dei profili e contenuti, è quello che facciamo nel nostro servizio LinkedIn per aziende B2B; se il tuo obiettivo è più ampio, parti dalla pagina sulla lead generation.

Privacy: i tuoi post e l'addestramento dell'AI

Dal 3 novembre 2025 LinkedIn usa i contenuti pubblici degli iscritti maggiorenni nell'Unione europea per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale generativa: post, commenti, didascalie, foto, annunci di lavoro e attività nei gruppi. Lo ha comunicato il Garante per la protezione dei dati personali il 28 ottobre 2025, spiegando che chi si oppone prima del 3 novembre protegge anche i contenuti già pubblicati, mentre chi si oppone dopo protegge solo quelli futuri.

Per opporti non serve cancellare l'account: basta disattivare l'opzione sull'uso dei dati per migliorare l'AI generativa nelle impostazioni sulla privacy dei dati del profilo. Anche chi non è iscritto, ma compare in contenuti pubblicati da altri, può esercitare il diritto di opposizione. Il Garante ha aggiunto che sta verificando con le altre autorità europee se il meccanismo rispetta il GDPR.

Se invece vuoi davvero chiudere il profilo, l'opzione è nelle preferenze dell'account, alla voce sulla chiusura. Prima conviene scaricare l'archivio dei tuoi dati, collegamenti compresi, dalla sezione sulla privacy dei dati delle impostazioni.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Il titolo con solo il ruolo e il nome dell'azienda, che non dice a chi sei utile.
  • Accettare tutte le richieste: la rete si riempie di venditori e il feed diventa inutilizzabile.
  • Pubblicare a raffica per due settimane e poi sparire per sei mesi. Meglio un post ogni due settimane per un anno.
  • Usare la pagina aziendale come unico canale e lasciare vuoti i profili di chi vende.
  • Rispondere ai commenti dopo giorni: la conversazione sotto un post è la parte che si vede di più.

Domande frequenti su come usare LinkedIn

Quando cerco qualcuno su LinkedIn, lui lo vede?

Dipende dalle impostazioni. Di default chi visita un profilo compare nell'elenco «Chi ha visitato il tuo profilo» della persona visitata. Puoi passare alla modalità privata nelle impostazioni sulla visibilità: in quel caso risulti come membro anonimo, ma con l'account gratuito perdi anche la possibilità di vedere chi visita te.

LinkedIn è gratuito?

Sì, per tutte le funzioni di base: profilo, collegamenti, messaggi ai collegamenti, pubblicazione e candidature. Sono a pagamento gli abbonamenti Premium, Sales Navigator per la vendita e Recruiter per chi seleziona personale.

Quanti italiani usano LinkedIn?

Gli iscritti in Italia erano 25,0 milioni a fine 2025 secondo DataReportal, ma è il numero di profili registrati, non di utenti attivi. È più alto del numero di occupati in Italia rilevato da Istat a giugno 2026, 24,31 milioni, quindi include molti profili inattivi.

Quanto tempo bisogna dedicare a LinkedIn?

Dipende dall'obiettivo. Per mantenere un profilo utile bastano pochi minuti alla settimana per accettare richieste e rispondere ai messaggi. Per farti conoscere da potenziali clienti serve una pubblicazione costante, anche ogni due settimane, e tempo per commentare i post delle persone in target.

Conviene pubblicare dal profilo personale o dalla pagina aziendale?

Dal profilo personale, se l'obiettivo è costruire relazioni e contatti commerciali. La pagina aziendale serve per credibilità, offerte di lavoro e campagne a pagamento; nel nostro test su Google, i contenuti LinkedIn in prima pagina erano quasi sempre firmati da persone.

Posso impedire a LinkedIn di usare i miei post per l'AI?

Sì. Disattiva l'opzione sull'uso dei dati per migliorare l'AI generativa nelle impostazioni sulla privacy dei dati. Secondo il Garante privacy, l'opposizione fatta dopo il 3 novembre 2025 copre solo i contenuti pubblicati da quel momento in poi.

Il profilo che funziona è quello che puoi lasciare fermo

La tabella delle ricerche fa pensare che per molti italiani LinkedIn sia più un obbligo che uno strumento. Succede quando lo si usa come un social da alimentare ogni giorno. Il modo più sostenibile è il contrario: costruire un profilo che lavori da solo anche nei mesi in cui non pubblichi niente, con un titolo che spiega a chi servi, un caso concreto in primo piano e una rete di persone scelte. È la parte che chi ti cerca dopo una telefonata trova sempre, mentre i post scorrono e spariscono in pochi giorni (è la stessa differenza che passa tra contenuti evergreen e contenuti virali). Per le aziende vale lo stesso principio che usiamo per la SEO B2B: prima si costruisce quello che resta, poi quello che si consuma.

Matteo Pellegrini

Matteo Pellegrini

Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.