Nella maggior parte delle aziende italiane e svizzere la SEO entra in casa dalla porta di servizio: qualcuno installa un plugin, qualcun altro scrive due articoli, l’agenzia di turno consegna un audit da ottanta pagine che finisce in una cartella condivisa. Un anno dopo il traffico è fermo e nessuno sa dire perché.
Il pezzo che manca quasi sempre non è tecnico. È strategico. Ed è esattamente il ruolo del SEO strategist.
Chi è un SEO strategist
Un SEO strategist è la figura che decide su cosa un’azienda deve provare a posizionarsi, in che ordine e con quali risorse — e che collega quelle scelte a un obiettivo di business, non a una classifica di parole chiave.
È un ruolo di direzione, non di esecuzione. Non è la persona che scrive i title tag: è la persona che stabilisce se, in questo trimestre, ha più senso riscrivere l’architettura delle categorie o aprire un cluster di contenuti su un servizio nuovo — e che sa spiegare al management perché.
La differenza con le figure vicine è netta una volta che la si vede:
| Ruolo | Domanda a cui risponde |
|---|---|
| SEO specialist | Come lo facciamo bene? |
| SEO strategist | Cosa facciamo, e perché prima di altro? |
| Content manager | Chi lo scrive e quando esce? |
| Head of SEO | Come tengo insieme team, budget e stakeholder? |
Se ti interessa il confronto ravvicinato con la figura operativa, l’abbiamo approfondito nell’articolo dedicato al SEO specialist.
Cosa fa concretamente, settimana per settimana
Il lavoro di uno strategist si riconosce da cinque attività ricorrenti.
1. Legge il business prima del sito
Marginalità per linea di prodotto, ciclo di vendita, stagionalità, mercati serviti. Una SEO costruita senza sapere quale servizio ha margine del 40% e quale del 6% ottimizza le pagine sbagliate con grande precisione.
2. Costruisce la mappa della domanda
Non un elenco di keyword: una mappa di intenti, raggruppati in cluster, ciascuno associato a una pagina esistente o da creare. È qui che si decide l’architettura del sito, ed è la parte con l’impatto più duraturo — e più costosa da correggere dopo.
3. Definisce la sequenza
Nessuna azienda può fare tutto insieme. Lo strategist ordina gli interventi per rapporto tra impatto atteso e sforzo, e mette per iscritto cosa non si fa in questo ciclo. Un piano senza esclusioni non è un piano.
4. Traduce in KPI difendibili
Posizioni e traffico servono a diagnosticare, non a rendicontare. La rendicontazione sta su lead qualificati, pipeline influenzata, costo per acquisizione confrontato con il canale a pagamento. Ne parliamo più a fondo nella guida agli obiettivi SEO e in quella sulla strategia SEO.
5. Difende il piano nel tempo
Il momento critico arriva al terzo mese, quando i risultati non sono ancora visibili e qualcuno propone di cambiare direzione. Tenere la rotta — o cambiarla per un motivo vero — è forse la parte più sottovalutata del ruolo.
Le competenze che contano davvero
Un buon strategist non è necessariamente il tecnico più forte della stanza. Deve però avere quattro cose insieme, ed è la combinazione a essere rara.
- Comprensione tecnica sufficiente. Non deve saper riscrivere un renderer JavaScript, ma deve capire quando un problema di crawling sta silenziosamente annullando sei mesi di contenuti. Se non riconosce il vincolo tecnico, pianifica su un terreno che non esiste.
- Lettura dei dati senza autoinganno. Saper distinguere una crescita reale da un aggiornamento dell’algoritmo, da una variazione stagionale o da un cambio di attribuzione. Molti report SEO raccontano meriti che appartengono al calendario.
- Capacità di dire di no. A un cluster ambizioso e fuori portata, a una keyword vanitosa, a un cliente che vuole posizionarsi su un termine dove non ha alcun diritto competitivo.
- Comunicazione verso chi non fa SEO. Un piano che il direttore commerciale non capisce non verrà finanziato. Su questo abbiamo scritto una guida a parte: come spiegare la SEO al tuo capo.
Quando serve — e quando no
Non tutte le aziende hanno bisogno di uno strategist dedicato.
Serve quando:
- il sito ha più di qualche decina di pagine di servizio o prodotto e l’architettura inizia a sovrapporsi;
- ci sono più mercati o più lingue: caso frequentissimo tra Italia e Svizzera, dove lo stesso servizio ha domanda, concorrenza e prezzo diversi;
- state per rifare il sito — è il momento in cui una scelta strategica sbagliata costa di più;
- SEO e advertising si contendono lo stesso budget e nessuno sa arbitrare;
- la SEO ha smesso di crescere e non capite se è un problema di contenuti, di tecnica o di posizionamento competitivo.
Non serve quando avete un sito di dieci pagine, un solo mercato e nessuno che produca contenuti: in quel caso vi serve prima qualcuno che esegua, e la strategia sta in una pagina.
Interno, freelance o agenzia
Tre modelli, tre profili di costo e di rischio.
In-house
Massima conoscenza del business, disponibilità continua. In cambio: costo pieno, difficoltà di assunzione su un profilo raro, e il rischio dell’isolamento — uno strategist che vede un solo sito per tre anni perde il paragone.
Freelance senior
Costo variabile, esperienza trasversale, nessuna struttura sotto. Funziona bene per la fase di impostazione, meno per l’esecuzione continuativa.
Agenzia
Porta lo strategist insieme al team che esegue, e il confronto con decine di settori. Va valutata sulla persona che seguirà davvero il conto, non sul brand: è la differenza tra chi vi vende un metodo e chi ve lo applica.
Abbiamo messo a confronto i modelli in SEO in-house o agenzia e discusso quando conviene esternalizzare in SEO outsourcing. Se state valutando un partner esterno, tornano utili anche le domande da fare a un’agenzia SEO prima di collaborare e la guida su cosa fa davvero un’agenzia SEO.
Come selezionarne uno
Quattro prove che funzionano meglio di qualsiasi curriculum.
- Fategli criticare il vostro sito in dieci minuti, senza preparazione. Chi ha esperienza vede subito tre cose e sa dire quale conta di più.
- Chiedete un caso in cui la strategia ha fallito. Chi non ne ha mai avuti o non ha esperienza o non è sincero.
- Chiedete cosa taglierebbe. La capacità di escludere è più diagnostica della capacità di proporre.
- Chiedete come misurerebbe il successo a dodici mesi. Se la risposta parla solo di posizioni, avete davanti uno specialist, non uno strategist.
Il percorso di selezione completo è in come trovare e assumere un SEO specialist.
Cosa cambia con AI Overviews e motori di risposta
Il ruolo si è ampliato negli ultimi due anni. Con le risposte generative di Google e la crescita di ChatGPT e Perplexity come punti di ingresso alla ricerca, la domanda strategica non è più solo su quale keyword ci posizioniamo, ma su quali domande vogliamo essere la fonte citata.
Cambia la mappa della domanda, cambiano i formati (blocchi rispondibili, dati strutturati, entità coerenti), cambia la misurazione — perché una citazione senza clic ha valore ma non compare in Analytics. Uno strategist che oggi pianifica come nel 2020 sta ottimizzando per un canale che si sta restringendo.
Abbiamo raccolto il quadro completo in GEO e in AEO vs SEO.
Domande frequenti
Quanto guadagna un SEO strategist?
In Italia le retribuzioni per profili senior si collocano sensibilmente sopra quelle di uno specialist; in Svizzera il divario con l’Italia resta ampio su tutti i livelli. Le forbici variano molto per settore e dimensione aziendale: verificate su rilevazioni retributive aggiornate prima di costruire un budget.
SEO strategist e SEO manager sono la stessa cosa?
Spesso i titoli si sovrappongono. La distinzione utile è funzionale: lo strategist decide la direzione, il manager gestisce persone, budget e consegne. In aziende piccole è la stessa persona.
Quanto tempo prima di vedere i risultati di una strategia SEO?
Dipende da storico del dominio, competitività e capacità di esecuzione. I primi segnali di solito arrivano prima sui cluster laterali che su quelli principali. Il tema è approfondito in quanto tempo serve alla SEO per dare risultati.
Vuoi una strategia, non un elenco di attività
Visilay lavora con imprese italiane e svizzere su SEO, AEO/GEO e Google Ads: prima la mappa della domanda e la sequenza degli interventi, poi l’esecuzione.