Il Knowledge Graph è il database in cui Google tiene le entità, cioè persone, aziende, luoghi, prodotti e concetti, con i fatti che le riguardano e le relazioni tra loro. È quello che permette a Google di capire che "Ferrari" in una ricerca è l'azienda e in un'altra è il cognome di qualcuno.
Google lo ha lanciato il 16 maggio 2012 con un post di Amit Singhal intitolato "things, not strings": cose, non stringhe di testo. Al lancio conteneva oltre 500 milioni di oggetti e 3,5 miliardi di fatti. Nel 2020 Danny Sullivan ha scritto che era arrivato a oltre 500 miliardi di fatti su 5 miliardi di entità.
Per un'azienda la domanda utile è un'altra: Google sa che esisto come entità, oppure mi conosce solo come un insieme di pagine?
Knowledge Panel e scheda dell'attività: non sono la stessa cosa
Il modo più visibile in cui il Knowledge Graph compare è il riquadro a destra dei risultati. Ma quel riquadro ha due origini diverse, e confonderle porta a lavorare sulla cosa sbagliata.
- Knowledge Panel di entità: nasce dal Knowledge Graph. Mostra descrizione, fondatori, data di fondazione, profili social, a volte un estratto di Wikipedia. Si può rivendicare, ma non si crea direttamente.
- Scheda dell'attività locale: nasce dal Profilo dell'attività su Google. Mostra indirizzo, orari, telefono, recensioni. La crea e la gestisce l'azienda.
Un esempio reale. Cercando "macropix" su Google Italia il 27 settembre 2026, a destra compare la scheda di Macropix: indirizzo di San Donato Milanese, telefono, orari, 19 recensioni con media 4,8, prodotti e un carosello di profili con YouTube, Instagram, X e LinkedIn. I dati della SERP indicano che la scheda viene dal profilo dell'attività: gli attributi sono di tipo "local". Il carosello dei profili, invece, è un attributo del Knowledge Graph ("social media presence"). È una situazione tipica delle PMI: un'identità locale forte, con i primi segnali di entità.
Per le attività locali Google stesso rimanda al Profilo dell'attività. Per un'azienda che vende in tutta Italia o all'estero, conta di più essere un'entità riconosciuta.
Cosa sono le entità, in pratica
Un'entità ha un identificativo univoco. Nel Knowledge Graph di Google sono stringhe come /m/0k8z (formato ereditato da Freebase) o /g/11.... Due pagine che parlano di "Visilay" in modi diversi vengono ricondotte alla stessa entità se Google trova abbastanza segnali coerenti: stesso nome, stesso sito, stessi profili, stessi fatti.
Le fonti del Knowledge Graph, secondo Google, sono Wikipedia, "centinaia di fonti dal web", database su licenza per settori come musica e sport, e il Profilo dell'attività. Fino al 2016 c'era anche Freebase, il database comprato da Google nel 2010 e chiuso il 2 maggio 2016) con migrazione dei dati verso Wikidata.
Su quanto pesi oggi Wikidata le opinioni divergono. Ahrefs sostiene che una parte significativa del Knowledge Graph venga da lì e che per un'azienda una voce Wikidata sia più raggiungibile di una pagina Wikipedia. È una valutazione di Ahrefs, non una dichiarazione di Google, ma coincide con quello che vediamo nei progetti.
Perché conta per l'AI
I modelli linguistici ragionano per entità anche quando non usano il Knowledge Graph di Google. Se un'azienda è descritta in modo coerente su molte fonti (sito, Wikidata, LinkedIn, registro imprese, testate di settore), il modello la "conosce" meglio e la confonde meno con omonimi.
Serve prudenza su un punto. Google ha dichiarato di usare un knowledge graph per ancorare le risposte di un modello solo nel caso di DataGemma, che usa Data Commons, un database statistico con oltre 240 miliardi di dati. Che AI Overviews e AI Mode usino il Knowledge Graph per verificare le entità lo sostengono analisi di terzi, non Google.
Quello che si osserva nei test è più semplice: le aziende con un'identità chiara e ripetuta su fonti esterne vengono nominate più spesso nelle risposte. Uno studio di Ahrefs su 75.000 brand ha trovato che le menzioni del marchio sul web sono il fattore più correlato alla presenza nelle AI Overviews. Ne parliamo in citazioni e menzioni AI.
Come verificare se la tua azienda è un'entità
Tre controlli, dal più rapido al più preciso:
- Cerca il nome dell'azienda su Google. Se a destra compare un pannello con descrizione e profili social, sei probabilmente un'entità. Se compaiono solo indirizzo e orari, è la scheda locale.
- Cerca il nome con una qualifica, per esempio "Visilay agenzia" o "Macropix led wall". Se il pannello resta lo stesso, Google collega le due cose.
- Interroga la Knowledge Graph Search API. L'endpoint è
https://kgsearch.googleapis.com/v1/entities:search, serve una chiave API gratuita di Google Cloud. Restituisce fino a 10 entità con nome, tipo, descrizione e unresultScoredi rilevanza. Google la definisce "non adatta come servizio production-critical", ma per un controllo manuale va benissimo.
https://kgsearch.googleapis.com/v1/entities:search?query=NOME+AZIENDA&key=TUA_CHIAVE&limit=5&languages=it
Se la risposta contiene la tua azienda con il tipo Organization o Corporation, sei un'entità. Il resultScore non è un voto di qualità: indica quanto l'entità corrisponde alla ricerca.
Come entrare nel Knowledge Graph
Non c'è un modulo per chiedere l'inserimento. Si lavora sui segnali che Google usa per riconoscere un'entità.
- Dati strutturati Organization sul sito. Nome ufficiale, logo, URL, e soprattutto
sameAs, che secondo la documentazione di Google indica "l'URL di una pagina su un altro sito con informazioni aggiuntive sulla tua organizzazione". Metti lì LinkedIn, i social ufficiali, la voce Wikidata. Il logo deve essere almeno 112×112 pixel. La guida generale è in schema markup. - Una voce Wikidata. Wikidata accetta aziende che hanno fonti indipendenti: articoli di giornale, registri pubblici. Senza fonti la voce viene cancellata. Inserisci gli stessi dati del sito: nome, sito ufficiale, data di fondazione, sede, profili.
- Coerenza ovunque. Stesso nome, stessa descrizione, stessi dati in LinkedIn, Profilo dell'attività, registro imprese, directory di settore. Le piccole differenze ("Srl", "S.r.l.", un vecchio indirizzo) confondono.
- Menzioni su fonti indipendenti. Articoli, interviste, casi studio pubblicati da altri. È il segnale più lento da costruire e quello che pesa di più.
- Una pagina "chi siamo" completa, con storia, persone e fatti verificabili. È anche un segnale di E-E-A-T.
Rivendicare il Knowledge Panel
Quando il pannello esiste, conviene rivendicarlo. La procedura è descritta nella guida di Google:
- cerca l'entità su Google;
- clicca "Rivendica questo Knowledge Panel" (su mobile può stare nella sezione "Informazioni");
- verificati accedendo a un account ufficiale collegato: YouTube, Search Console, X o Facebook.
Dopo la verifica puoi proporre modifiche. Non tutti i pannelli si possono rivendicare, e le modifiche vengono comunque valutate da Google.
Quanto tempo ci vuole
Dipende dalle fonti esterne. Un'azienda con articoli su testate nazionali e una voce Wikidata ben fatta può comparire come entità in poche settimane. Una PMI senza menzioni esterne può aspettare mesi anche con dati strutturati perfetti. Il lavoro sul sito è necessario, quello fuori dal sito è quello che decide i tempi.
Approfondimento consigliato: SEO, AEO e GEO: differenze e cosa fare davvero.
Domande frequenti
È il database di entità di Google: persone, aziende, luoghi e concetti, con i fatti che li riguardano e le relazioni tra loro. Google lo ha lanciato nel 2012 e nel 2020 dichiarava oltre 500 miliardi di fatti su 5 miliardi di entità.
Il Knowledge Panel nasce dal Knowledge Graph e descrive un'entità. La scheda del Profilo dell'attività nasce dai dati inseriti dall'azienda e mostra indirizzo, orari e recensioni. Visivamente si somigliano, ma si gestiscono in modo diverso.
Cerca il nome su Google e guarda se compare un pannello con descrizione e profili social. Per un controllo preciso puoi interrogare la Knowledge Graph Search API, che restituisce le entità con tipo, descrizione e un punteggio di rilevanza.
No. Wikipedia aiuta molto, ma per la maggior parte delle PMI non è raggiungibile. Contano di più dati strutturati Organization con sameAs, una voce Wikidata con fonti e informazioni coerenti su profili e directory esterne.