Un aggiornamento dell'algoritmo di Google è una modifica ai sistemi che ordinano i risultati di ricerca, e può spostare una pagina in classifica senza che sulla pagina sia cambiato niente.
La cosa da capire prima di toccare il sito è quale evento è successo davvero. Un core update, uno spam update, un'azione manuale e un guasto tecnico danno lo stesso sintomo, il traffico che scende, e si trattano in quattro modi diversi. Le date di inizio e fine di ogni aggiornamento annunciato stanno su una pagina sola, il Search Status Dashboard di Google, ed è da lì che parte qualsiasi diagnosi.
Google cambia l'algoritmo migliaia di volte all'anno, e quasi sempre non lo dice
Nel 2023 Google ha portato in produzione 4.781 modifiche alla Ricerca, dopo 719.326 test di qualità affidati ai Search Quality Rater, 16.871 esperimenti su traffico reale e 124.942 confronti affiancati. I numeri sono di Google, nella pagina su come vengono testate le modifiche alla Ricerca. Fanno una media di tredici lanci al giorno.
Di quelle migliaia di modifiche, Google ne annuncia una decina all'anno: sono quelle che ricevono un nome e una riga sul dashboard. Tutto il resto arriva senza preavviso, ed è il motivo per cui le posizioni oscillano anche nelle settimane in cui ufficialmente non succede niente. Sistrix cataloga gli aggiornamenti noti, confermati e non, a partire dal 2002.
Gli aggiornamenti con un nome proprio (Panda nel 2011 sui contenuti di bassa qualità, Penguin nel 2012 sui link manipolativi, Hummingbird nel 2013 sulla comprensione semantica delle query) sono stati assorbiti nell'algoritmo di base e non vivono più come filtri separati. Se ti interessa cosa succede a monte, i passaggi che portano una pagina dalla scansione al ranking sono spiegati in come funzionano i motori di ricerca.
Core update, spam update e azione manuale non sono la stessa cosa
I tre eventi si vedono nello stesso grafico ma hanno cause e rimedi opposti. La differenza che conta: un core update non è un giudizio sul tuo sito. La documentazione di Google sugli aggiornamenti principali scrive che "potrebbe non esserci nulla di sbagliato nei tuoi contenuti". Un'azione manuale invece è esattamente un giudizio, preso da una persona, e arriva con una notifica.
| Core update | Spam update | Azione manuale | |
|---|---|---|---|
| Cos'è | Riponderazione ampia dei sistemi di ranking | Intervento dei sistemi automatici antispam | Revisione umana su una violazione delle norme |
| Dove lo vedi | Search Status Dashboard | Search Status Dashboard | Report Azioni manuali in Search Console |
| Ti riguarda? | Non per forza: colpisce il web, non il tuo sito | Sì, se usi una pratica vietata | Sì, sempre: sei stato notificato |
| Durata | Da 6 a 45 giorni sui core update dal 2024 | Da 19 ore a 26 giorni | Finché non presenti una richiesta di riconsiderazione |
| Cosa fare | Autovalutare il sito intero, non le singole pagine | Rimuovere la pratica e aspettare il ricalcolo | Correggere, poi chiedere la riconsiderazione |
Il quarto caso è il guasto tecnico, che con gli aggiornamenti non c'entra e si riconosce dalla forma del calo: crolla tutto in un giorno solo, su tutte le query insieme. Quali sono i guasti che azzerano il traffico, e da che sintomo si riconoscono, è il primo capitolo della SEO tecnica.
Quanto dura davvero un roll-out
Un aggiornamento non è un interruttore. Google lo distribuisce per giorni o settimane e, finché non è finito, i dati di Search Console non dicono niente di stabile. Queste sono le durate ufficiali dei core update dal 2024, prese dal dashboard (orari US/Pacific).
| Core update | Inizio | Durata del roll-out |
|---|---|---|
| March 2024 | 5 marzo 2024 | 45 giorni |
| August 2024 | 15 agosto 2024 | 19 giorni e 4 ore |
| November 2024 | 11 novembre 2024 | 23 giorni e 13 ore |
| December 2024 | 12 dicembre 2024 | 6 giorni e 4 ore |
| March 2025 | 13 marzo 2025 | 13 giorni e 21 ore |
| June 2025 | 30 giugno 2025 | 16 giorni e 18 ore |
| December 2025 | 11 dicembre 2025 | 18 giorni e 2 ore |
| March 2026 | 27 marzo 2026 | 12 giorni e 4 ore |
| May 2026 | 21 maggio 2026 | 11 giorni e 21 ore |
La colonna delle durate contiene l'informazione più utile della tabella: i core update si sono accorciati. Il March 2024 ha impiegato 45 giorni, gli ultimi due meno di due settimane. La finestra in cui conviene stare fermi è scesa da un mese e mezzo a circa tre settimane, contando anche l'attesa che Google chiede dopo la fine.
Gli spam update hanno un ritmo diverso e meno prevedibile: l'August 2026 è durato 2 giorni e 16 ore, il June 2026 poco più di due giorni, mentre l'August 2025 era andato avanti 26 giorni e 15 ore. Le pratiche che questi aggiornamenti colpiscono sono elencate nelle norme relative allo spam, che Google modifica di suo: l'ultima revisione, del 2 settembre 2026, ha aggiunto il dirottamento del pulsante Indietro. Le più classiche, dal keyword stuffing in giù, sono lì da vent'anni.
Il protocollo di Google, con le soglie che in Italia quasi nessuno cita
La pagina di Google sui core update contiene una procedura con numeri precisi. Sulle prime posizioni italiane per questa query non compare quasi mai, e invece è la parte che fa risparmiare più lavoro inutile. Nell'ordine:
- Verifica sul dashboard che il roll-out sia terminato, e annota data di inizio e di fine.
- Aspetta almeno una settimana piena dalla fine prima di aprire Search Console.
- Confronta quella settimana con una settimana precedente all'inizio dell'aggiornamento. Non il giorno con il giorno.
- Guarda di quanto è scesa la posizione. Dalla 2 alla 4 è un calo piccolo e Google consiglia di non intervenire. Dalla 4 alla 29 su un'ampia gamma di query è un calo significativo, e chiede una valutazione del sito nel suo complesso.
- Separa i tipi di ricerca (Web, Immagini, Video, Notizie): un calo concentrato su uno solo ha altre cause.
- Allarga l'intervallo a 16 mesi, che è il massimo di Search Console, per escludere la stagionalità.
Il punto 4 è quello che viene saltato più spesso. Sotto la soglia del calo piccolo, la raccomandazione ufficiale è di evitare modifiche radicali su pagine che rendono già bene: il rischio è di rompere qualcosa che funzionava. L'ordine completo con cui si isola la causa di un calo, aggiornamento o no, è in calo di traffico del sito web.
Cosa non fare nelle settimane dopo un aggiornamento
Su questo Google è insolitamente esplicita. Niente modifiche rapide, quelle fatte "perché hai sentito che sono un problema per la SEO". L'eliminazione dei contenuti va considerata come ultima risorsa, e solo se si ritiene che non siano recuperabili. E i tempi veri vanno messi in conto: alcune modifiche hanno effetto in pochi giorni, per altre servono mesi prima che i sistemi riconoscano che il sito nel suo complesso è cambiato.
Non serve però aspettare il core update successivo per vedere un miglioramento. Google scrive di modificare gli algoritmi in continuazione, anche con aggiornamenti minori che non vengono annunciati perché poco visibili, ed è lì che i miglioramenti vengono raccolti per primi.
L'autovalutazione che Google chiede riguarda il sito intero, non solo le pagine che hanno perso posizioni, e viene meglio se la fa qualcuno che quelle pagine non le ha scritte. Le domande sono quelle su esperienza diretta, competenza e affidabilità: le abbiamo raccolte in E-E-A-T. È anche il punto da cui parte un percorso SEO quando ci arriva un sito con un calo largo e persistente.
Sulla scala dei tempi vale la pena essere onesti. Nel progetto Macropix la keyword "monitor pubblicitario" è passata dalla posizione 88 nel 2020 alla 2 nel 2025, dato Semrush, e i cinque anni non sono un dettaglio: sono la misura di quanto lentamente si muovono le posizioni quando a muoverle è il lavoro sul contenuto. I numeri completi sono nel caso sul settore manifatturiero.
Dove si controlla se un aggiornamento è in corso
La fonte ufficiale è una sola, il Search Status Dashboard, che pubblica anche un feed RSS e la cronologia in JSON: si può monitorare senza aprirlo a mano. In Search Console, la pagina Anomalie dei dati segnala un caso diverso, cioè quando il calo dipende da un errore di logging o da un cambio nel trattamento dei dati. È un problema di misurazione, non di ranking, e va escluso prima di tutto il resto.
Gli strumenti di terze parti misurano un'altra cosa ancora: la volatilità delle SERP. Il Google Update Radar di Sistrix confronta le oscillazioni di oggi con la media degli ultimi tre mesi, SEOZoom tiene una timeline degli update confermati, Search Engine Roundtable raccoglie le segnalazioni prima che Google confermi e le riassume in una delle newsletter SEO quotidiane. Non dicono la causa, dicono se il movimento è tuo o di tutti. Quando il calo è solo tuo e il dashboard è vuoto, l'aggiornamento non c'entra. Per la stagionalità, il controllo veloce si fa su Google Trends: se la domanda è scesa per tutti, non hai perso posizioni, ha smesso di cercare la gente.
Una cosa che si dice poco: dopo un core update la domanda utile non è "cosa ho rotto", è "chi mi ha superato e su quali query". La posizione è relativa. Se scendi dalla 3 alla 6 senza aver toccato niente, tre pagine ti sono passate davanti, e leggere quelle tre dice più di qualsiasi audit sul tuo sito. Serve anche a separare due situazioni che si trattano in modo opposto. Se davanti a te c'è un formato diverso dal tuo, un video, un confronto, una pagina con i prezzi, il problema è di contenuto e si affronta in poche settimane. Se ci sono gli stessi formati su domini più grandi, il problema è di autorevolezza, i fattori di ranking su cui lavorare sono altri e i tempi sono quelli dei cinque anni di prima.
Domande frequenti sugli aggiornamenti dell'algoritmo di Google
Nel 2023 Google ha lanciato 4.781 modifiche alla Ricerca, circa tredici al giorno, dopo oltre 719.000 test di qualità. Di queste ne annuncia una decina all'anno: sono quelle che ricevono un nome sul Search Status Dashboard, cioè i core update, gli spam update e gli interventi su singole funzionalità.
Confronta la data del calo in Search Console con le date sul Search Status Dashboard. Se non coincidono, l'aggiornamento probabilmente non c'entra: guarda prima i problemi tecnici, il report Azioni manuali, la pagina Anomalie dei dati e la stagionalità su Google Trends.
No. Google scrive che in caso di calo legato a un aggiornamento principale potrebbe non esserci nulla di sbagliato nei contenuti, perché questi aggiornamenti non scelgono come target siti specifici. La penalizzazione vera è l'azione manuale, che nasce da una revisione umana e viene notificata in Search Console.
Secondo Google alcune modifiche hanno effetto in pochi giorni, per altre servono diversi mesi, perché i sistemi devono riconoscere che il sito nel suo complesso produce contenuti utili nel lungo periodo. Non serve aspettare il core update successivo: gli aggiornamenti minori non annunciati raccolgono i miglioramenti prima.
No. Finché il roll-out non è finito i dati non sono stabili, e Google consiglia di attendere almeno una settimana piena dal completamento prima di analizzare Search Console. Se il calo è piccolo, per esempio dalla posizione 2 alla 4, la raccomandazione è di non toccare pagine che rendono già bene.