Marketing per psicologi, nutrizionisti e fisioterapisti

Nella prima pagina di “psicologo milano” i primi tre risultati sono tre professionisti singoli: Luca Mazzucchelli con 4,8 stelle e 505 recensioni, Ilaria Riviera con 5,0 e 81, Enrico Gamba con 5,0 e 473. Non c’è nessun sito sopra di loro, e la prima piattaforma organica arriva quarta. È l’opposto di quello che succede nella maggior parte della sanità, dove il primo elemento della pagina è un blocco di directory (dati DataForSEO, Google Italia, settembre 2026).

Per psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti e osteopati il marketing coincide quasi del tutto con la reputazione locale del singolo professionista. La scheda Google con le recensioni pesa più del sito, e il sito pesa più di qualsiasi piattaforma.

Qui sotto cosa dicono i dati sulle piattaforme del settore, perché i volumi di ricerca sono in gran parte invisibili e come si lavora lo stesso.

Google nasconde quasi tutti i volumi di questo settore

Su dieci keyword interrogate — psicologo milano, psicologo online, terapia di coppia, quanto costa uno psicologo, fisioterapista milano, dietologo milano, psicoterapeuta milano, osteopata milano, bonus psicologo — nove non restituiscono nessun dato di volume. L’unica con numeri è “nutrizionista online”: 1.900 ricerche al mese, costo per clic 6,29 euro, concorrenza alta, con un picco a gennaio 2026 e uno a settembre 2025.

Google Ads oscura il volume di gran parte delle ricerche sulla salute mentale. Chi ti mostra una tabella con i volumi esatti di “psicologo + città” sta usando stime, non dati.

Il che rende inutile pianificare sui volumi e obbliga a pianificare sulle domande. Quelle Google le mostra: sotto “psicologo milano” le quattro più frequenti sono “Quanto costa una seduta dallo psicologo a Milano?”, “Come capire se è un buon psicologo?”, “Chi cura ansia e attacchi di panico?” e “Quanto costano 10 sedute dallo psicologo?”. Due su quattro riguardano il prezzo, e sono quelle a cui quasi nessun sito risponde.

Unobravo e Serenis: stesso traffico, tre volte e mezzo le pagine

Le due piattaforme italiane di psicologia online offrono un confronto istruttivo. Serenis si posiziona su 56.361 keyword contro le 15.165 di Unobravo: 3,7 volte tante. Il traffico organico stimato è quasi identico, 858.718 contro 872.267.

La differenza sta nelle prime posizioni: 1.135 per Unobravo, 761 per Serenis. Unobravo vince più spesso su meno cose. Per un professionista singolo la lezione è diretta: non serve coprire ogni disturbo con un articolo, serve essere la risposta migliore su quei pochi temi su cui lavori davvero.

Va anche detto che nella SERP di “psicologo milano” Unobravo compare undicesima, sotto due professionisti singoli con il proprio sito. Le piattaforme vincono sulle ricerche nazionali e sui disturbi; sulla ricerca locale non hanno un vantaggio strutturale.

Le recensioni, con il vincolo della riservatezza

I due blocchi di local pack di “psicologo milano” mostrano sei professionisti con recensioni che vanno da 23 a 505. La soglia d’ingresso è bassa rispetto ad altri settori, dove servono migliaia di recensioni: qui bastano decine.

Il vincolo è un altro. Chiedere una recensione a un paziente in terapia mette in mezzo una relazione asimmetrica, e la recensione stessa espone chi la scrive. Il modo che regge è chiederla a fine percorso, una sola volta, senza insistere e senza suggerire cosa scrivere, chiarendo che si può usare un nome di fantasia. Vietato selezionare a monte solo chi si sa che scriverà bene: è una pratica contraria alle linee guida di Google, oltre che scorretta.

Approfondimento consigliato: SEO per psicologi e professionisti della salute.

Il prezzo è il contenuto che manca

Metà delle domande che Google mostra su questa ricerca riguardano quanto costa una seduta e quanto costa un percorso di dieci. Quasi nessun sito di professionista risponde, per una ragione comprensibile: si teme di essere scartati sul prezzo.

L’effetto pratico è l’opposto. Chi non trova il prezzo lo chiede al telefono o scrive una mail, e quella conversazione consuma tempo per persone che si sarebbero escluse da sole. Una pagina che dice la tariffa a seduta, la durata, quante sedute servono di solito per un certo tipo di percorso e se esistono tariffe agevolate filtra prima e converte meglio.

Lo stesso vale per il bonus psicologico e per le detrazioni: sono informazioni che le persone cercano e che quasi tutti lasciano ai siti istituzionali.

Online o in studio, sono due mercati diversi

La ricerca locale e quella nazionale hanno regole opposte. In locale competi con i professionisti del tuo quartiere e vinci con la scheda Google. Sul nazionale, dove si colloca “nutrizionista online” con i suoi 1.900 volumi e 6,29 euro a clic, competi con piattaforme che hanno decine di migliaia di pagine.

Un professionista che lavora anche a distanza fa bene a tenere le due cose separate sul sito, con pagine diverse: una pensata per chi cerca vicino a casa, con indirizzo e orari, e una per chi cerca una consulenza online, con il taglio specifico su cui sei riconoscibile. Mischiate in un’unica pagina non si posizionano bene su nessuna delle due.

Domande frequenti

Il codice deontologico limita la pubblicità per gli psicologi?

L’informazione sulla propria attività è consentita e deve essere veritiera e non suggestiva. Restano fuori le promesse di guarigione, i confronti con altri colleghi e le testimonianze usate come prova di efficacia. Il regolamento del proprio Ordine regionale è la fonte da leggere prima di pubblicare.

Conviene stare su una piattaforma come Unobravo?

Porta pazienti subito e a costo zero in anticipo, trattenendo una quota su ogni seduta. Il problema è la dipendenza: i pazienti restano della piattaforma. Ha senso come canale iniziale o di riempimento, molto meno come unico canale dopo il terzo anno di attività.

Serve un blog?

Serve se scrivi su quello che tratti davvero e con una profondità che le piattaforme non hanno. Un articolo generico sull’ansia compete con Serenis e le sue 56.361 pagine; una pagina su come funziona concretamente un percorso per attacchi di panico nel tuo studio, con tempi e costi, compete solo con i colleghi della tua città.

Quanto tempo serve per vedere risultati?

La scheda Google può muoversi in poche settimane, perché dipende da recensioni e completezza. Il sito lavora su mesi. I tempi tipici li abbiamo messi in quanto tempo ci vuole per vedere i risultati SEO.

Vale la pena fare Google Ads?

Con costi per clic sopra i 6 euro sulle ricerche nazionali il conto regge solo se il valore di un percorso è alto e la conversione è buona. In locale conviene quasi sempre prima presidiare la scheda Google, che su quelle ricerche sta sopra gli annunci.

Da dove partire

Cerca la tua professione con la tua città e guarda le tre schede in cima. Se hai meno recensioni di tutte e tre, quello è il primo lavoro, e non costa niente. Poi apri il tuo sito e cerca la parola “euro”: se non compare da nessuna parte, stai lasciando senza risposta metà delle domande che le persone fanno a Google prima di chiamarti. Se vuoi un parere su come impostare le pagine, scrivici.

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Immagine di Matteo Pellegrini
Matteo Pellegrini
Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.
Sono un business developer e in Visilay mi occupo di sviluppare strategie SEO, Google Ads e CRO basate sui dati. Amo i musei storici, pratico Karate da quando ho memoria e il weekend mi piace visitare i borghi italiani in cerca di cibo nostrano.
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