Un agente AI è un programma che riceve un obiettivo e decide da solo quali passi fare per raggiungerlo, usando strumenti esterni: un browser, un foglio di calcolo, le API di un gestionale. Un chatbot risponde a una domanda. Un agente fa una serie di cose finché il compito non è chiuso.
La definizione di Google Cloud è: "software systems that use AI to pursue goals and complete tasks on behalf of users". Quella di IBM insiste su un punto: l'agente progetta da solo il proprio flusso di lavoro con gli strumenti che ha a disposizione.
Agente, chatbot e automazione: le differenze
I tre termini vengono usati come sinonimi, ma descrivono cose diverse.
| Chatbot | Automazione (workflow) | Agente AI | |
|---|---|---|---|
| Chi decide i passi | Nessuno, risponde e basta | Chi l'ha programmata | Il modello, di volta in volta |
| Usa strumenti esterni | Di solito no | Sì, sempre gli stessi | Sì, sceglie quali |
| Gestisce l'imprevisto | No | No, si ferma o sbaglia | In parte, può riprovare |
| Esempio | Assistente in chat sul sito | Zapier che copia i lead dal form al CRM | Un sistema che trova 20 aziende target, legge i loro siti e prepara le email |
La distinzione più chiara l'ha scritta Anthropic a dicembre 2024. I workflow sono "systems where LLMs and tools are orchestrated through predefined code paths". Gli agenti sono "systems where LLMs dynamically direct their own processes and tool usage". Nello stesso testo c'è il consiglio più utile per un'azienda: cercare la soluzione più semplice possibile e aggiungere complessità solo quando serve. Molti problemi si risolvono con un workflow, senza bisogno di un agente.
Come funziona un agente AI
Google Cloud elenca quattro componenti. Tradotti in pratica:
- Il modello, cioè il "cervello": GPT, Claude, Gemini. Ragiona e sceglie il passo successivo.
- Gli strumenti: ricerca web, lettura di file, accesso a un CRM, invio di email. Senza strumenti un agente è solo un chatbot.
- La memoria: a breve termine (cosa ha fatto nei passi precedenti) e a lungo termine (preferenze, regole, storico).
- Le istruzioni: il ruolo, i limiti, le regole da rispettare.
Il ciclo è sempre lo stesso: l'agente guarda la situazione, sceglie un'azione, la esegue con uno strumento, legge il risultato e decide se ha finito o se serve un altro passo. In un compito semplice i passi sono tre o quattro. In un compito complesso possono essere centinaia.
Per collegare gli strumenti, dal 2025 si è affermato il Model Context Protocol (MCP), uno standard aperto creato da Anthropic e oggi gestito dalla Linux Foundation. Lo spieghiamo nell'articolo su WebMCP e MCP.
Gli agenti AI disponibili nel 2026
Il mercato cambia ogni trimestre. A fine settembre 2026 la situazione è questa:
- ChatGPT Work di OpenAI, lanciato il 9 luglio 2026. Lavora su app e file per ore sullo stesso progetto e ha un browser integrato nell'app desktop. Ha sostituito ChatGPT agent, che non è più disponibile.
- Claude in Chrome di Anthropic, disponibile per tutti i piani a pagamento dal 26 agosto 2026. Legge le pagine, clicca, compila form, lavora su più schede. Un classificatore di sicurezza controlla ogni azione.
- Chrome auto browse con Gemini, in preview dal 28 gennaio 2026 solo negli USA per gli abbonati AI Pro e Ultra. Chiede conferma prima di acquisti e post.
- Perplexity Comet, browser con agente integrato, gratuito per tutti da ottobre 2025 e disponibile anche su iOS da marzo 2026.
- Microsoft Copilot Studio, con i "computer-using agents" in disponibilità generale da maggio 2026. La navigazione agentica di Edge for Business, invece, non è disponibile nello Spazio Economico Europeo, quindi nemmeno in Italia.
Per costruire agenti propri si usano piattaforme come n8n, Zapier o i framework degli stessi fornitori di modelli. Qui la scelta dipende più da chi li manterrà che dalla tecnologia.
Esempi di agenti AI nel marketing e nella SEO
Tre esempi che usiamo in Visilay, con i limiti che abbiamo trovato.
Agente editoriale. Gira tre volte al giorno sul nostro blog. Sceglie un argomento dal piano editoriale, controlla che non esista già, scrive e pubblica. Ad agosto 2026 il blog italiano ha pubblicato 56 articoli, a settembre 168, più le traduzioni inglesi. Il racconto completo, con i numeri e gli errori, è in agenti AI per la SEO.
Agente di ricerca prospect. Riceve un settore e una zona, trova le aziende, legge i loro siti, guarda se fanno pubblicità su Google e prepara una scheda per ciascuna. Il lavoro di una giornata diventa di un'ora. Le email però le scriviamo noi: quelle scritte dall'agente erano corrette e tutte uguali.
Agente di monitoraggio. Interroga ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity con una lista di domande e registra quali marchi compaiono nelle risposte. È la base della misurazione della visibilità AI.
Altri esempi diffusi: agenti che rispondono ai ticket di assistenza di primo livello, che riconciliano fatture e ordini, che preparano i report settimanali di Google Ads leggendo i dati dall'account.
Dove conviene a un'azienda
La regola che usiamo: un agente conviene quando il compito è ripetitivo, ha regole scrivibili, un risultato facile da controllare e un costo dell'errore basso. Se manca una di queste quattro condizioni, è meglio un workflow classico o una persona.
In Italia l'adozione è ancora bassa. Secondo Istat, nel 2025 usava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti: il 53,1% delle grandi e il 15,7% delle PMI. Il 58,6% indica come ostacolo principale la mancanza di competenze. L'Osservatorio del Politecnico di Milano stima il mercato italiano dell'AI in 1,8 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 50%.
Il divario tra grandi e piccole si vede anche sugli agenti. Nel rapporto McKinsey State of AI 2026 il 40% delle grandi imprese sta scalando l'agentic AI; tra le organizzazioni più piccole la quota è ferma al 22%.
Quanto costano
Tre voci:
- abbonamento o licenza: da 20 a 200 dollari al mese per gli agenti consumer, molto di più per le piattaforme enterprise;
- consumo del modello: se l'agente è costruito su API si paga a token. Un compito semplice costa pochi centesimi, un compito lungo con decine di pagine lette può costare qualche euro;
- tempo di chi lo imposta e lo controlla, che all'inizio è la voce più alta.
Per dare un ordine di grandezza: un'interrogazione di Claude Sonnet con ricerca web, fatta via API per un nostro test del 27 settembre 2026, è costata circa 7 centesimi di dollaro. La stessa domanda a Gemini 3.5 Flash circa 4 centesimi, a Perplexity Sonar meno di un centesimo.
Cosa può andare storto
Gartner ha previsto che oltre il 40% dei progetti di agentic AI sarà cancellato entro fine 2027. Anushree Verma, Senior Director Analyst, li descrive come "early-stage experiments driven by hype and often misapplied". Secondo la stessa analisi solo circa 130 fornitori su migliaia offrono agenti veri.
I limiti che incontriamo più spesso:
- errori sicuri di sé: l'agente sbaglia e prosegue come se niente fosse;
- costi imprevedibili: un compito che va in loop consuma token finché qualcuno non lo ferma;
- sicurezza: un agente con accesso al browser può essere manipolato da istruzioni nascoste in una pagina web;
- dati personali: se l'agente legge email e documenti, bisogna sapere dove finiscono quei dati.
La contromisura è sempre un controllo umano nei punti in cui l'errore costa, più un tetto di spesa.
Approfondimento consigliato: Agentic SEO: cos'è e cosa cambia per le aziende.
Domande frequenti
Sono sistemi basati su un modello linguistico che ricevono un obiettivo e decidono da soli quali passi fare, usando strumenti esterni come browser, file o API. A differenza di un chatbot non si limitano a rispondere: eseguono azioni finché il compito non è completato.
Il chatbot risponde a una domanda e si ferma. L'agente pianifica, usa strumenti, legge i risultati e decide il passo successivo. Un chatbot ti dice come prenotare un volo, un agente prova a prenotarlo.
Sì, con limiti. Perplexity Comet è gratuito da ottobre 2025 e l'app desktop di ChatGPT è disponibile anche sul piano Free. Le funzioni agentiche più avanzate, come Claude in Chrome o Chrome auto browse, richiedono un abbonamento.
Sì, se ha gli accessi. Sul nostro sito WordPress un agente scrive e pubblica articoli tramite un collegamento MCP. Conviene dargli permessi limitati e tenere un controllo umano prima della pubblicazione.