Su “avvocato divorzista milano” le offerte in cima alla pagina arrivano a 133,16 euro per clic. Non per contratto: per un singolo clic. È l’offerta più alta che abbiamo misurato in qualsiasi settore italiano, su una ricerca che fa 590 volte al mese (dati DataForSEO, Google Ads Italia, settembre 2026).
Il legale è uno dei pochi settori in cui la prima pagina di Google appartiene ancora agli studi e non agli aggregatori. Su “avvocato divorzista milano” il primo risultato è il sito di uno studio, e dei risultati organici della prima pagina quasi tutti sono studi legali. Chi lavora bene sul proprio sito recupera terreno, cosa che nella sanità o nella ristorazione non è più possibile.
Qui sotto quanto vale ogni materia, cosa consente il codice deontologico e perché il blog giuridico generalista è la strada peggiore.
Ogni materia ha un prezzo diverso
Il costo per clic è il modo più rapido per capire quanto vale una pratica agli occhi di chi la compra già.
| Ricerca | Volume mensile | CPC medio | Picco |
|---|---|---|---|
| avvocato lavoro milano | 880 | 5,02 € | 1.300 a ottobre 2025 |
| avvocato online | 880 | 3,87 € | 1.300 a ottobre 2025 |
| avvocato penalista milano | 720 | 4,87 € | 1.600 a marzo 2026 |
| studio legale milano | 720 | 1,92 € | 880 a marzo 2026 |
| avvocato divorzista milano | 590 | 9,76 € | 880 a settembre 2025 |
| consulenza legale gratuita | 590 | 4,34 € | 720 a marzo 2026 |
| quanto costa un avvocato | 590 | 2,37 € | 720 a ottobre 2025 |
Il divorzio costa cinque volte più di “studio legale milano” e quasi il doppio del penale. La ricerca generica sullo studio è la più economica perché è la più indefinita: chi la digita non sa ancora di cosa ha bisogno.
Da qui la prima decisione, che riguarda la struttura del sito prima che la pubblicità: una pagina per materia, con il linguaggio del cliente e non quello del codice. Chi cerca scrive “avvocato divorzista”, non “diritto di famiglia”.
Anche la stagionalità è leggibile: ottobre e marzo sono i mesi in cui quasi tutte le materie toccano il massimo, e giugno e luglio il minimo. Le persone avviano le pratiche quando rientrano, non prima delle ferie.
Cosa consente il codice deontologico
Il codice deontologico forense consente all’avvocato di dare informazioni sulla propria attività, purché siano vere, corrette e non equivoche, e vieta le forme di accaparramento di clientela e i modi non conformi al decoro della professione. Restano quindi fuori i confronti con i colleghi, i toni pubblicitari e le promesse di esito.
Quello che resta consentito copre già quasi tutto quello che serve: materie trattate, titoli e specializzazioni reali, come si svolge una pratica, quanto dura, quali sono i costi prevedibili. Non è un limite che riduce la visibilità: è una descrizione di cosa i clienti cercano davvero.
Lo dicono le domande che Google mostra sotto “avvocato divorzista milano”: “Quanto costa la parcella di un avvocato per un divorzio?”, “Quanto costa un avvocato divorzista a Milano?”, “Quanto costa un consulto da un avvocato divorzista?”. Tre su quattro riguardano la parcella.
Perché il blog giuridico generalista non conviene
Molti studi provano la strada dei contenuti divulgativi, sul modello dei grandi portali giuridici. I numeri di uno di questi portali spiegano perché non funziona su scala di studio.
La Legge per Tutti si posiziona su 91.209 keyword italiane, ma solo 427 in prima posizione. Il grosso del suo archivio sta tra la quarantunesima e la cinquantesima posizione, dove ci sono 15.332 keyword. E il trend è negativo: 29.551 keyword in calo contro 11.976 in crescita.
Se un portale con novantamila pagine tiene lo 0,5% di prime posizioni e sta perdendo terreno, uno studio che pubblica due articoli al mese sullo stesso tipo di contenuto non arriva da nessuna parte. Il divulgativo generalista è il territorio in cui gli AI Overview stanno mangiando i clic più in fretta.
Funziona invece il contenuto che un portale non può scrivere: come si svolge una separazione consensuale nel tribunale della tua città, quali sono i tempi reali, cosa serve portare al primo incontro, quanto costa. È informazione locale e operativa, ed è esattamente ciò che il codice deontologico consente.
Approfondimento consigliato: SEO per avvocati e studi legali.
Il local pack conta anche qui, con numeri bassi
Nella SERP di “avvocato divorzista milano” il local pack mostra tre studi: Vigorelli Anna Elisabetta con 4,7 e 28 recensioni, Studio Legale Arenosto con 4,9 e 42, Avvocato Accanto con 4,8 e 856.
La distanza tra 28 e 856 recensioni dentro lo stesso blocco dice che qui la soglia è ancora bassa: con qualche decina di recensioni si entra. Pochissimi studi le chiedono, per riservatezza e per abitudine, e questo lascia aperta una porta che in altri settori si è chiusa dieci anni fa.
Una nota sulle ricerche correlate della stessa pagina: tra queste c’è “avvocato divorzista Milano Ferragni”. La notorietà di un caso sposta le ricerche verso i nomi propri, ed è il motivo per cui il nome del professionista, non solo quello dello studio, va presidiato come una keyword.
Domande frequenti
Un avvocato può fare pubblicità su Google?
Sì, nei limiti della correttezza e del decoro previsti dal codice deontologico: informazioni vere e verificabili sulla propria attività, senza confronti con altri professionisti e senza promesse di risultato. Il testo dell’annuncio va scritto con la stessa cautela della pagina di destinazione.
Conviene pubblicare i costi?
Le ricerche dicono di sì: tre delle quattro domande frequenti su questa SERP riguardano la parcella. Una forbice indicativa con le voci che la compongono è informazione, non pubblicità, e filtra i contatti fuori target prima che arrivino in segreteria.
Meglio un sito di studio o un sito personale?
Dipende da cosa cercano i clienti. Nella prima pagina analizzata convivono studi associati e professionisti singoli, e diversi domini sono nomi propri. Se lo studio è riconosciuto attraverso una persona, il nome di quella persona va usato: è quello che le persone digitano.
Le directory legali servono?
Meno che in altri settori, perché in questa SERP non occupano le prime posizioni. Vale la pena esserci per coerenza dei dati, non come canale principale di acquisizione.
Con quale budget si comincia?
Con i CPC di questo settore gli annunci si valutano sul valore della pratica: a 9,76 euro a clic e una conversione su cinquanta, un contatto costa quasi 500 euro, che ha senso solo per materie da qualche migliaio. Per le materie a valore più basso conviene partire da scheda Google e pagine per materia.
Da dove partire
Elenca le materie che portano davvero fatturato allo studio e verifica se per ognuna esiste una pagina dedicata sul sito, scritta con le parole che usa il cliente. Nella maggior parte degli studi che guardiamo esiste una sola pagina “aree di attività” con un elenco puntato: quella pagina non si posiziona su niente. Se vuoi un parere su quali materie presidiare nella tua città, scrivici.