{"id":9692,"date":"2026-09-22T10:22:18","date_gmt":"2026-09-22T10:22:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9692"},"modified":"2026-10-10T09:58:45","modified_gmt":"2026-10-10T09:58:45","slug":"seo-dashboard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-dashboard\/","title":{"rendered":"Dashboard SEO: cosa metterci e perch\u00e9 i numeri non coincidono mai"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una <strong>dashboard SEO<\/strong> \u00e8 una schermata che raccoglie in un posto solo i numeri della ricerca organica: quante volte un sito compare su Google, quante persone ci cliccano, in che posizione stanno le pagine e cosa fa chi arriva. I dati non nascono l\u00ec dentro. Arrivano da Google Search Console, da Google Analytics 4, da un <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/migliori-software-rank-tracking-ai\/\">rank tracker<\/a>, e la dashboard li mette in colonna uno accanto all'altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema comincia esattamente l\u00ec. Due colonne affiancate sembrano raccontare la stessa storia, e quasi mai lo fanno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Due numeri sulla stessa riga che non si possono confrontare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo un caso reale. Macropix produce ledwall e schermi a LED, \u00e8 un cliente Visilay e i suoi numeri sono gi\u00e0 pubblici nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-industria-manifatturiera\/\">caso studio sulla SEO manifatturiera<\/a>. Il 21 settembre 2026 il rank tracker che monitora il progetto mostrava, sulla stessa riga, due colonne: la posizione rilevata su google.it e il traffico stimato. Accanto, il connettore di Search Console riportava clic e impressioni reali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Ricerca<\/th><th>Posizione rilevata<\/th><th>Traffico stimato dal tracker<\/th><th>Impressioni (Search Console)<\/th><th>Clic (Search Console)<\/th><th>CTR reale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>ledwall<\/td><td>3<\/td><td>826<\/td><td>2.332<\/td><td>28<\/td><td>1,20%<\/td><\/tr><tr><td>led wall<\/td><td>4<\/td><td>583<\/td><td>1.034<\/td><td>12<\/td><td>1,16%<\/td><\/tr><tr><td>ledwall prezzo<\/td><td>3<\/td><td>60<\/td><td>504<\/td><td>8<\/td><td>1,59%<\/td><\/tr><tr><td>ledwall da esterno<\/td><td>3<\/td><td>73<\/td><td>281<\/td><td>6<\/td><td>2,14%<\/td><\/tr><tr><td>led wall indoor prezzi<\/td><td>3<\/td><td>3<\/td><td>70<\/td><td>2<\/td><td>2,86%<\/td><\/tr><tr><td>ledwall esterno<\/td><td>2<\/td><td>16<\/td><td>37<\/td><td>1<\/td><td>2,70%<\/td><\/tr><tr><td>schermo led wall<\/td><td>3<\/td><td>21<\/td><td>49<\/td><td>0<\/td><td>0%<\/td><\/tr><tr><td>schermi led pubblicitari<\/td><td>4<\/td><td>18<\/td><td>65<\/td><td>0<\/td><td>0%<\/td><\/tr><tr><td><strong>Totale<\/strong><\/td><td><\/td><td><strong>1.600<\/strong><\/td><td><strong>4.372<\/strong><\/td><td><strong>57<\/strong><\/td><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Dati del progetto Macropix letti il 22 settembre 2026. La colonna \"traffico stimato\" \u00e8 una proiezione mensile del rank tracker calcolata da volume di ricerca e curva di CTR teorica; clic e impressioni arrivano da Search Console e coprono la finestra che Search Console restituisce al connettore. Sono due misure diverse, ed \u00e8 questo il punto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.600 contro 57. Chi guarda quella schermata in riunione legge due numeri grandi e due numeri piccoli sulla stessa riga e ne ricava una conclusione sbagliata, tipo \"la SEO non converte\" oppure \"il tracker sbaglia\". Nessuna delle due. Una colonna stima quanti clic <em>dovrebbe<\/em> portare quella posizione in un mese medio; l'altra conta quanti clic <em>sono arrivati<\/em> nella finestra che Search Console ha restituito. Non hanno la stessa unit\u00e0, non hanno lo stesso periodo, non hanno la stessa fonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo dato che salta fuori dalla tabella \u00e8 pi\u00f9 interessante ancora: la posizione non predice i clic. Quattro ricerche in terza posizione danno CTR tra 0% e 2,86%. Su un secondo progetto, un operatore italiano che affitta terreni per il fotovoltaico, due ricerche entrambe in quinta posizione danno 12,5% di CTR (\"affitto terreno per agrivoltaico\", 2 clic su 16 impressioni) e 0% (\"affitto terreni fotovoltaico\", 0 clic su 24 impressioni). Stessa posizione, comportamento opposto. Se la tua dashboard mostra la posizione media come metrica principale, stai guardando la variabile che spiega meno di tutte. Il <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/click-through-rate\/\">CTR<\/a> e le <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ricerche-zero-clic\/\">ricerche senza clic<\/a> spiegano molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da dove arriva ogni numero, e con quanto ritardo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di scegliere i grafici conviene scrivere questa tabella e tenerla accanto alla dashboard. \u00c8 la parte che quasi nessuno documenta e la prima che serve quando un numero non torna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Fonte<\/th><th>Cosa misura davvero<\/th><th>Ritardo dichiarato<\/th><th>Storico disponibile<\/th><th>Limite da ricordare<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Search Console<\/td><td>Clic, impressioni, posizione media sulla SERP di Google<\/td><td>Fino a 48 ore, gli ultimi giorni sono preliminari<\/td><td>16 mesi<\/td><td>Query rare anonimizzate, date in fuso Pacific Time<\/td><\/tr><tr><td>Analytics 4<\/td><td>Sessioni e conversioni di chi \u00e8 gi\u00e0 arrivato sul sito<\/td><td>Da poche ore a 48 ore<\/td><td>Fino a 14 mesi sugli eventi, secondo l'impostazione scelta<\/td><td>Dipende dal consenso ai cookie: chi rifiuta non viene contato<\/td><\/tr><tr><td>Rank tracker<\/td><td>Posizione rilevata da un crawler in una localit\u00e0 impostata<\/td><td>Aggiornamento giornaliero o su richiesta<\/td><td>Dalla data in cui hai aggiunto la keyword<\/td><td>Il traffico stimato \u00e8 un calcolo, non una misura<\/td><\/tr><tr><td>Crawler tecnico<\/td><td>Stato delle pagine al momento della scansione<\/td><td>Solo quando lo lanci<\/td><td>Nessuno, salvo esportazioni<\/td><td>Fotografa il sito, non quello che fa Google<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le 48 ore e i 16 mesi non sono stime nostre: li dichiara Google nella <a href=\"https:\/\/support.google.com\/analytics\/answer\/10737381?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documentazione dell'integrazione tra Search Console e Analytics 4<\/a>, dove scrive che i dati di Search Console diventano disponibili nei due strumenti 48 ore dopo essere stati raccolti e che Search Console conserva al massimo 16 mesi, motivo per cui anche i report di Analytics si fermano l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quei 16 mesi hanno una conseguenza pratica che vediamo sottovalutare spesso: un confronto anno su anno funziona per quattro mesi all'anno e poi il dato di partenza sparisce. Se vuoi tenere lo storico oltre quella soglia devi esportarlo tu, con l'API o con un salvataggio programmato su Google Sheets o BigQuery. Non \u00e8 un lavoro da SEO senior, \u00e8 mezza giornata una volta sola, ed \u00e8 la differenza tra avere una serie storica e ricominciare da capo ogni sedici mesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quattro limiti di Search Console che rompono una dashboard in silenzio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Search Console \u00e8 l'unica fonte che misura invece di stimare, e per questo sta al centro di qualunque dashboard seria. Ha per\u00f2 dei confini precisi, scritti nella documentazione ufficiale, che nessuna interfaccia ti ricorda mentre guardi un grafico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il numero di righe non \u00e8 lo stesso ovunque<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'interfaccia del report Prestazioni mostra 1.000 righe. L'<a href=\"https:\/\/developers.google.com\/webmaster-tools\/v1\/searchanalytics\/query\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">API Search Analytics<\/a> accetta un parametro <code>rowLimit<\/code> che va da 1 a 25.000, con valore predefinito 1.000, e Google aggiunge una frase che vale la pena leggere due volte: l'API \"non garantisce di restituire tutte le righe di dati, ma le principali\". Una dashboard costruita sull'interfaccia e una costruita sull'API sullo stesso sito danno totali diversi, ed entrambe sono corrette nel loro perimetro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il totale del grafico e quello della tabella possono non coincidere<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google lo spiega nella guida al <a href=\"https:\/\/support.google.com\/webmasters\/answer\/7576553?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">report sulle prestazioni<\/a>: i dati raggruppati per query, paese, dispositivo e data sono aggregati a livello di propriet\u00e0, quelli per pagina e aspetto nella ricerca sono aggregati per pagina. Una ricerca che mostra due pagine dello stesso sito conta un'impressione per la propriet\u00e0 e due per le pagine. Se metti i due totali affiancati su una dashboard senza etichettarli, hai appena creato un numero che nessuno sapr\u00e0 spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso vale nel connettore Search Console di Data Studio, dove la scelta tra tabella <em>Site Impression<\/em> e <em>URL Impression<\/em> \u00e8 esattamente quella distinzione: <a href=\"https:\/\/docs.cloud.google.com\/data-studio\/connect-to-search-console\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la documentazione Google<\/a> le presenta come i due metodi di aggregazione, e solo la tabella URL Impression espone i tipi di ricerca Discover e Google News.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le query rare non ci sono<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricerche fatte da pochissime persone vengono anonimizzate e non compaiono nel report per query. Su un sito con molta coda lunga, la somma dei clic per query \u00e8 sistematicamente pi\u00f9 bassa del totale della propriet\u00e0. Non \u00e8 un bug della dashboard, \u00e8 un dato che Google non consegna, e va scritto nella nota a pi\u00e8 di pagina del <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/report-seo\/\">report al cliente<\/a> prima che sia il cliente a chiederlo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le date non sono nel tuo fuso orario<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'API Search Analytics lavora con date in Pacific Time, cio\u00e8 UTC meno 7 o 8 ore. Una dashboard italiana che confronta un giorno di Search Console con un giorno di Analytics 4 impostato su Europe\/Rome sta confrontando due finestre sfalsate di nove ore. Sul mese non si vede, sul singolo giorno di una campagna s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La riga che dal 31 agosto 2026 manca quasi ovunque<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Search Console ha un report sulle prestazioni per l'AI generativa, disponibile per tutti i siti del mondo dal 31 agosto 2026. La <a href=\"https:\/\/support.google.com\/webmasters\/answer\/16984139?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guida ufficiale di Google<\/a> ne descrive il perimetro senza ambiguit\u00e0: copre le impressioni ottenute dentro AI Overviews e AI Mode, esclude gli esperimenti di Search Labs, si pu\u00f2 segmentare per pagina, paese, dispositivo e data.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due cose che quel report non d\u00e0, e che cambiano come va costruita la dashboard: non c'\u00e8 il dettaglio per query, e la metrica \u00e8 una sola, le impressioni. Niente clic separati, niente posizione. Chi si aspetta una colonna \"traffico da AI Mode\" rester\u00e0 deluso, e chi la promette in un report al cliente sta promettendo un numero che Google non pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serve comunque, perch\u00e9 \u00e8 l'unico posto in cui vedi crescere la visibilit\u00e0 mentre i clic stanno fermi. Sulla scala del fenomeno il riferimento migliore resta lo <a href=\"https:\/\/www.pewresearch.org\/short-reads\/2025\/07\/22\/google-users-are-less-likely-to-click-on-links-when-an-ai-summary-appears-in-the-results\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio del Pew Research Center<\/a> pubblicato a luglio 2025, che ha tracciato la navigazione reale di 900 adulti statunitensi a marzo 2025 su 68.879 ricerche Google, di cui 12.593 con un riepilogo AI: quando il riepilogo compariva, gli utenti hanno cliccato un risultato tradizionale nell'8% delle visite, contro il 15% quando non c'era, e hanno chiuso la sessione nel 26% dei casi contro il 16%. \u00c8 un campione statunitense, non italiano, e va citato come tale. In Italia un dato equivalente su navigazione tracciata non esiste ancora, e chi lo presenta come nostrano sta traducendo, non misurando. Abbiamo raccolto quello che si pu\u00f2 dire con certezza sul mercato italiano nell'articolo sulle <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/statistiche-seo\/\">statistiche SEO<\/a> e in quello sull'<a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ai-overviews-influenza-seo\/\">impatto delle AI Overviews<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa mettere dentro, e in che ordine<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regola che usiamo: ogni riquadro deve poter cambiare una decisione. Se guardandolo nessuno fa niente di diverso, occupa spazio e basta.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Clic organici e conversioni da organico<\/strong>, affiancati, con la stessa finestra temporale scritta sopra. \u00c8 l'unica coppia che dice se il lavoro sta producendo qualcosa.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Impressioni contro clic sullo stesso grafico<\/strong>. Quando le impressioni salgono e i clic stanno fermi la causa va cercata subito, e di solito \u00e8 una delle tre: title poco attraente, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/featured-snippets\/\">featured snippet<\/a> o riepilogo AI che risponde al posto tuo, oppure ricerche nuove su cui compari in fondo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le prime venti pagine per clic, con la variazione<\/strong>. Non tutte le pagine: le prime venti, perch\u00e9 su quelle si interviene.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Impressioni in AI Overviews e AI Mode<\/strong>, dal report dedicato, come serie a s\u00e9.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Un blocco tecnico minimo<\/strong>: pagine indicizzate, pagine escluse con il motivo, errori di scansione. Il resto sta in un <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/audit-seo\/\">audit<\/a> periodico, non in una dashboard.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fuori dalla prima schermata, invece, tre metriche che vediamo quasi sempre e che quasi sempre non servono. La <strong>posizione media<\/strong> di tutto il sito, che mescola migliaia di ricerche diverse e si muove per motivi che non hai causato. La <strong>frequenza di rimbalzo<\/strong> come indicatore di qualit\u00e0, perch\u00e9 una pagina che risponde bene e subito produce un rimbalzo identico a una pagina sbagliata. Il <strong>numero di parole chiave posizionate<\/strong>, che cresce anche quando cresce solo la coda lunga irrilevante. Su cosa tenere al loro posto abbiamo scritto una guida ai <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/kpi-seo\/\">KPI SEO<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costruirla concretamente<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo strumento gratuito che copre il 90% dei casi si chiama di nuovo <strong><a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/looker-studio\/\">Data Studio<\/a><\/strong>. Il 10 aprile 2026 Google ha annunciato sul <a href=\"https:\/\/cloud.google.com\/blog\/products\/data-analytics\/looker-studio-is-data-studio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog di Google Cloud<\/a> il ritorno al nome originale dopo la parentesi Looker Studio, precisando che report, origini dati e utenti esistenti passano alla nuova esperienza senza che tu debba fare niente. Le guide italiane che trovi in giro usano ancora il nome vecchio: \u00e8 lo stesso prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso minimo \u00e8 di tre connettori nativi e gratuiti: Search Console per clic, impressioni e posizioni, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-analytics\/\">Analytics 4<\/a> per conversioni e comportamento, Google Sheets per tutto quello che tieni a mano, come le date degli interventi fatti sul sito. Quell'ultimo foglio \u00e8 la parte che manca nel 99% delle dashboard che apriamo: senza una colonna con \"il 12 marzo abbiamo riscritto i title della categoria X\", un grafico che sale non si sa perch\u00e9 sale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le piattaforme a pagamento tipo AgencyAnalytics, Databox o Klipfolio risolvono il lavoro di assemblaggio e il white label per le agenzie, non i limiti dei dati descritti sopra, che restano identici perch\u00e9 la fonte \u00e8 la stessa. Su quanto costano le suite che alimentano queste dashboard abbiamo confrontato i listini nell'articolo sui <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/migliori-software-seo\/\">migliori software SEO<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una dashboard non \u00e8 un report<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la distinzione che nella letteratura inglese sta scritta ovunque e in italiano quasi mai. La dashboard \u00e8 sempre accesa e risponde a una domanda sola: sta succedendo qualcosa adesso. Il report \u00e8 periodico, ha un autore, e risponde a una domanda diversa: cosa abbiamo fatto, cosa \u00e8 cambiato e cosa faremo. Il commento \u00e8 la parte che vale, e non si automatizza. Quale fonte risponde a quale domanda, con che ritardo e con quale errore tipico, lo abbiamo messo in tabella nella guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-analytics\/\">SEO analytics<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Confonderli produce l'errore pi\u00f9 comune che incontriamo: il PDF di 24 pagine generato in automatico e spedito ogni mese, che nessuno legge e che in riunione viene sostituito da una frase detta a voce. Se la dashboard \u00e8 fatta bene, il report mensile sta in una pagina: tre numeri, tre righe di spiegazione, le decisioni prese. Su come si giudica il lavoro di chi lo fa abbiamo scritto <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/come-capire-se-agenzia-seo-sta-funzionando\/\">come capire se la tua agenzia SEO sta funzionando<\/a> e cosa aspettarsi in termini di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/tempo-seo-risultati\/\">tempi<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quante aziende italiane hanno i dati per farlo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un contesto che aiuta a capire quanto sia ancora raro. Secondo la rilevazione <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Statreport_ICT2025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Imprese e ICT dell'Istat per il 2025<\/a>, il 76,5% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha un sito web e il 42,7% fa analisi dei dati con personale interno o esterno, in salita dal 26,6% del 2023. Tra le PMI, il 37,3% raggiunge livelli alti di intensit\u00e0 digitale, contro l'81,4% delle imprese con oltre 250 addetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: pi\u00f9 di met\u00e0 delle imprese italiane che hanno un sito non guarda i dati in modo strutturato. Una dashboard di sei riquadri letti davvero vale pi\u00f9 di venti riquadri che nessuno apre, e per una PMI \u00e8 anche la cosa pi\u00f9 veloce da mettere in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se vuoi che a leggere quei numeri ci pensi qualcun altro, i nostri <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">servizi SEO<\/a> includono il monitoraggio continuo e il report mensile, e nei <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/\">progetti<\/a> trovi i numeri che usiamo per giudicarci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2>\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072001\"><strong class=\"schema-faq-question\">Che cos'\u00e8 una dashboard SEO?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">\u00c8 una schermata che raccoglie in un posto solo i numeri della ricerca organica di un sito: clic, impressioni, posizioni, conversioni e stato tecnico delle pagine. I dati arrivano da fonti esterne come Google Search Console, Google Analytics 4 e un rank tracker; la dashboard li assembla e li aggiorna, non li produce.<\/p> <\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072002\"><strong class=\"schema-faq-question\">Perch\u00e9 i numeri della dashboard non coincidono con quelli di Search Console?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Nella maggior parte dei casi per tre motivi documentati da Google. I dati di Search Console diventano disponibili 48 ore dopo la raccolta, quindi gli ultimi giorni sono preliminari. L'interfaccia mostra 1.000 righe mentre l'API ne restituisce fino a 25.000 e dichiara di non garantire tutte le righe. I dati per query, paese, dispositivo e data sono aggregati per propriet\u00e0, quelli per pagina sono aggregati per pagina, quindi i totali sono diversi per costruzione.<\/p> <\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072003\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quali metriche mettere in una dashboard SEO?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Clic organici e conversioni da organico affiancati sulla stessa finestra temporale, impressioni e clic sullo stesso grafico, le prime venti pagine per clic con la variazione, le impressioni in AI Overviews e AI Mode dal report dedicato di Search Console, e un blocco tecnico minimo con pagine indicizzate ed errori di scansione. Posizione media di tutto il sito, frequenza di rimbalzo e numero di keyword posizionate stanno meglio fuori dalla prima schermata.<\/p> <\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072004\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto storico conserva Google Search Console?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Sedici mesi, come dichiara Google nella documentazione dell'integrazione con Analytics 4. Oltre quella soglia i dati non sono pi\u00f9 consultabili, quindi il confronto anno su anno funziona solo per una parte dell'anno. Per tenere una serie storica pi\u00f9 lunga i dati vanno esportati con l'API Search Analytics verso Google Sheets o BigQuery.<\/p> <\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072005\"><strong class=\"schema-faq-question\">Search Console mostra i dati di AI Overviews e AI Mode?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">S\u00ec, dal 31 agosto 2026 i report sulle prestazioni per l'AI generativa sono disponibili globalmente. Contengono le impressioni ottenute in AI Overviews e AI Mode, segmentabili per pagina, paese, dispositivo e data, ed escludono gli esperimenti di Search Labs. Non contengono il dettaglio per query e l'unica metrica disponibile sono le impressioni.<\/p> <\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1790072006\"><strong class=\"schema-faq-question\">Serve uno strumento a pagamento per una dashboard SEO?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No per un sito singolo. Data Studio, il prodotto che fino ad aprile 2026 si chiamava Looker Studio, collega gratuitamente Search Console, Analytics 4 e Google Sheets e copre la maggior parte dei casi. Le piattaforme a pagamento servono alle agenzie per il white label e per gestire molti clienti insieme, ma non superano i limiti dei dati, perch\u00e9 la fonte resta la stessa.<\/p> <\/div><\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'ultima cosa che nel settore si dice poco. La dashboard pi\u00f9 utile che abbiamo costruito negli ultimi due anni non aveva grafici in cima: aveva in alto un campo di testo, aggiornato a mano ogni luned\u00ec, con scritto cosa era stato fatto sul sito la settimana prima. I grafici stavano sotto. Chi apriva la pagina leggeva prima la causa e poi l'effetto, e smetteva di chiedere perch\u00e9 un numero si fosse mosso. Nessun connettore fa quel lavoro al posto tuo, e vale pi\u00f9 di met\u00e0 delle integrazioni che si pagano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dashboard SEO \u00e8 una schermata che raccoglie in un posto solo i numeri della ricerca organica: quante volte un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-9692","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-seo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dashboard SEO: cosa metterci e perch\u00e9 i numeri non coincidono | Visilay<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una dashboard SEO raccoglie clic, impressioni e posizioni in un posto solo. 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