{"id":9673,"date":"2026-09-21T04:15:02","date_gmt":"2026-09-21T04:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9673"},"modified":"2026-10-04T23:23:36","modified_gmt":"2026-10-04T23:23:36","slug":"google-ignora-meta-title","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ignora-meta-title\/","title":{"rendered":"Google ignora il meta title: perch\u00e9 succede e cosa puoi farci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google ignora il meta title quando i suoi sistemi stabiliscono che un altro testo presente nella pagina la descrive meglio del tag <code>&lt;title&gt;<\/code> che hai scritto tu. Il tag resta nel codice e continua a <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/fattori-ranking\/\">contare per il posizionamento<\/a>, ma nello snippet compare altro: l'H1, un pezzo di testo in evidenza, l'anchor text di un link che punta alla pagina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 una penalizzazione e non \u00e8 un errore tecnico da sistemare. \u00c8 il funzionamento ordinario della generazione dei titoli, e riguarda in misura ancora maggiore le <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/meta-description\/\">meta description<\/a> dal 24 agosto 2021, quando Google ha cambiato il modo di costruire i <em>title link<\/em> nei risultati. Quello che segue \u00e8 il motivo per cui succede, quanto spesso succede davvero su Google.it e come capire se il caso che stai guardando vale un intervento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Google non ignora il title: lo mette in concorrenza con altre otto fonti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La documentazione ufficiale su <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/appearance\/title-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come influenzare i title link<\/a> elenca nove punti da cui Google pu\u00f2 prendere il titolo di un risultato. Il tag <code>&lt;title&gt;<\/code> \u00e8 il primo, ma \u00e8 uno dei nove.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il contenuto dell'elemento <code>&lt;title&gt;<\/code><\/li><li>il titolo principale visibile sulla pagina<\/li><li>gli elementi heading, a partire dall'<code>&lt;h1&gt;<\/code><\/li><li>il contenuto del meta tag <code>og:title<\/code><\/li><li>altro testo reso grande e prominente dagli stili<\/li><li>altro testo contenuto nella pagina<\/li><li>l'anchor text presente nella pagina<\/li><li>il testo dei link che puntano alla pagina<\/li><li>i dati strutturati di tipo <code>WebSite<\/code><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i sistemi di Google scelgono una di queste fonti al posto del tuo tag, il titolo in SERP cambia per tutte le query, non solo per quella che stai guardando. \u00c8 una scelta legata alla pagina, non alla ricerca: lo ha chiarito Danny Sullivan nel <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/blog\/2021\/09\/more-info-about-titles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">post di settembre 2021 sul Search Central Blog<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso post c'\u00e8 il dato che tutti citano e quasi nessuno contestualizza: dopo le correzioni seguite alle proteste della comunit\u00e0 SEO, Google dichiara di usare l'elemento <code>&lt;title&gt;<\/code> <strong>circa l'87% delle volte<\/strong>, contro l'80% del sistema precedente. \u00c8 un dato aggregato globale dichiarato da Google, non misurato da terzi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto spesso succede davvero: tre studi indipendenti, tre numeri lontanissimi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha misurato il fenomeno dall'esterno ha ottenuto percentuali che vanno dal 33% al 63%. La forbice non dipende dai dati ma da cosa ciascuno ha contato come riscrittura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Fonte<\/th><th>Campione<\/th><th>Mercato<\/th><th>Titoli non mostrati come scritti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/blog\/2021\/09\/more-info-about-titles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Google (Danny Sullivan), set. 2021<\/a><\/td><td>dati interni, non pubblicati<\/td><td>globale<\/td><td>circa 13%<\/td><\/tr><tr><td><a href=\"https:\/\/ahrefs.com\/blog\/title-tags-study\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ahrefs (Michal Pec\u00e1nek), 2021<\/a><\/td><td>953.276 pagine in top 10<\/td><td>SERP in inglese<\/td><td>33,4%<\/td><\/tr><tr><td><a href=\"https:\/\/zyppy.com\/seo\/google-title-rewrite-study\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zyppy (Cyrus Shepard), Q1 2022<\/a><\/td><td>80.959 title su 2.370 siti<\/td><td>Stati Uniti<\/td><td>61,6%<\/td><\/tr><tr><td><a href=\"https:\/\/portent.com\/blog\/seo\/how-often-google-rewrites-our-title-tags.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Portent, 2021<\/a><\/td><td>1.469.373 URL da 32.000 keyword<\/td><td>Stati Uniti<\/td><td>63% (67% desktop, 59% mobile)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Rilevazioni su SERP in lingua inglese. Le differenze dipendono dalla definizione di riscrittura adottata da ciascuno studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ahrefs ha considerato un titolo come invariato quando le differenze erano minime, per esempio la punteggiatura o l'aggiunta del nome del brand. Portent ha contato come riscrittura qualunque stringa diversa, troncamenti compresi. Zyppy ha lavorato su un crawl proprietario confrontato con l'operatore <code>site:<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi il 33% \u00e8 la quota di titoli <em>sostituiti nella sostanza<\/em>, il 63% la quota di titoli che in SERP appaiono <em>in qualunque modo diversi<\/em>. Sono due domande diverse e vale la pena tenerle separate, perch\u00e9 solo la prima richiede un intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di questi studi \u00e8 stato condotto su SERP italiane, ed \u00e8 il limite che ritorna ogni volta che si maneggiano <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/statistiche-seo\/\">statistiche SEO prodotte altrove<\/a>. Per capire cosa succede qui abbiamo rifatto la misura su un campione piccolo, ma verificabile da chiunque in dieci minuti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa succede in prima pagina su Google.it<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 21 settembre 2026 abbiamo preso i dieci risultati organici di prima pagina su Google.it per la query <strong>agenzia seo milano<\/strong>, scaricato il codice sorgente di ogni pagina e confrontato il tag <code>&lt;title&gt;<\/code> con il titolo effettivamente mostrato nei risultati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle dieci pagine (agenziaspada.com) restituisce ai crawler di terze parti una risposta senza contenuto, quindi il confronto \u00e8 stato possibile su nove.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Sito<\/th><th>Tag title nel codice (caratteri)<\/th><th>Titolo mostrato in SERP<\/th><th>Differenza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>NetStrategy<\/td><td>Agenzia SEO Milano: Consulenza SEO per Aziende e Mercati Competitivi (68)<\/td><td>Agenzia SEO Milano: Consulenza SEO per Aziende e \u2026<\/td><td>solo troncato<\/td><\/tr><tr><td>Sortlist<\/td><td>Le 10 migliori agenzie SEO a Milano - 2026 Recensioni (53)<\/td><td>Le 10 migliori agenzie SEO a Milano - 2026 Recensioni - Sortlist<\/td><td>brand aggiunto<\/td><\/tr><tr><td>CdWeb<\/td><td>Agenzia SEO Milano | CdWeb (26)<\/td><td>Agenzia SEO Milano<\/td><td>brand rimosso<\/td><\/tr><tr><td>Instilla<\/td><td>Instilla,la tua agenzia SEO a Milano | Instilla (47)<\/td><td>Instilla,la tua agenzia SEO a Milano<\/td><td>brand duplicato rimosso<\/td><\/tr><tr><td>Eskimoz<\/td><td>Agenzia SEO Milano | Posizionamento sui motori di ricerca (57)<\/td><td>identico<\/td><td>nessuna<\/td><\/tr><tr><td>Rocket Digital<\/td><td>\u26a1\ufe0f Agenzia SEO Milano | Rocket Digital (38)<\/td><td>Agenzia SEO Milano<\/td><td>emoji e brand rimossi<\/td><\/tr><tr><td>Semfly<\/td><td>Agenzia SEO Milano, SEO Agency, Indicizzazione e Ottimizzazione (63)<\/td><td>Agenzia Seo Milano<\/td><td>sostituito con l'H1<\/td><\/tr><tr><td>Sembox<\/td><td>Agenzia SEO per e-commerce e lead generation - SEMBOX Milano (60)<\/td><td>Agenzia SEO per e-commerce e lead generation - Milano<\/td><td>brand rimosso dall'interno<\/td><\/tr><tr><td>Komunikasi<\/td><td>Agenzia SEO Milano | Strategia, Local SEO &amp; Digital PR (54)<\/td><td>identico<\/td><td>nessuna<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Rilevazione Visilay del 21 settembre 2026, Google.it desktop, query \"agenzia seo milano\". Nove pagine su dieci analizzate.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due pagine su nove mostrano il titolo esattamente come \u00e8 scritto nel codice. Una viene solo troncata perch\u00e9 supera i limiti di spazio. Le altre sei arrivano in SERP modificate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 67% del nostro campione italiano \u00e8 in linea con il 61,6% di Zyppy e con il 63% di Portent. Con un campione di nove pagine il margine di errore \u00e8 enorme e non ne ricaviamo una statistica nazionale, ma l'ordine di grandezza \u00e8 quello: <strong>sulla maggior parte delle pagine in prima pagina Google mostra qualcosa di diverso da quello che il SEO ha scritto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quello che Google tocca di pi\u00f9 \u00e8 il nome del brand<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il risultato che non ci aspettavamo. In cinque casi su nove l'unica modifica riguarda il nome dell'azienda: quattro volte rimosso, una volta aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>CdWeb ha un title di 26 caratteri, ben dentro ogni limite. Google toglie comunque \" | CdWeb\".<\/li><li>Instilla scrive il brand due volte, all'inizio e alla fine. Google toglie quello finale.<\/li><li>Sembox ha il brand incastrato in mezzo alla frase, e Google lo estrae lasciando \"lead generation - Milano\" con il trattino orfano.<\/li><li>Sortlist non ha il brand nel title, e Google glielo attacca in fondo.<\/li><li>Rocket Digital apre il title con un'emoji: sparisce quella e sparisce il brand.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura operativa \u00e8 semplice. Google ha un'idea propria di dove vada il nome del sito e quanto spazio debba occupare, e la applica indipendentemente da quanto \u00e8 lungo il tuo titolo. Combattere su questo fronte \u00e8 tempo perso: la <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/appearance\/title-link\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guida ufficiale<\/a> chiede di brandizzare i titoli \"in modo conciso\" e lascia a Google la decisione finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso che merita attenzione \u00e8 un altro: Semfly. Il suo tag title \u00e8 \"Agenzia SEO Milano, SEO Agency, Indicizzazione e Ottimizzazione\", 63 caratteri con quattro varianti della stessa keyword. Google lo scarta interamente e mostra l'H1 della pagina, \"Agenzia Seo Milano\". Quella non \u00e8 una normalizzazione, \u00e8 una bocciatura.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sei ragioni per cui il tuo title non arriva in SERP<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il titolo \u00e8 troppo lungo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la causa pi\u00f9 documentata. Nello studio Zyppy i titoli oltre i 70 caratteri vengono modificati nel <strong>99,9% dei casi<\/strong>, quelli oltre i 60 caratteri in pi\u00f9 del 76%. La fascia con la minore probabilit\u00e0 di riscrittura \u00e8 51-60 caratteri, dove ci si ferma al 39-42%. Ahrefs misura la stessa cosa in pixel: i titoli oltre i 600 pixel sono passati dal 29,45% al 46,12% di riscritture dopo l'aggiornamento del 2021, un aumento del 56,6%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro campione italiano l'unico titolo semplicemente troncato \u00e8 quello di NetStrategy, 68 caratteri. I dettagli sulla lunghezza, con le regole in pixel, stanno nella <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/meta-title\/\">guida al meta title<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il titolo \u00e8 troppo corto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato opposto \u00e8 meno noto e pi\u00f9 brutale: sempre secondo Zyppy, i titoli tra 1 e 5 caratteri vengono sostituiti nel 96,6% dei casi, e sotto i 20 caratteri si supera comunque il 50%. Un title di due parole non d\u00e0 a Google abbastanza materiale, quindi Google va a prenderselo altrove.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La stessa keyword ripetuta in varianti<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso Semfly della tabella: quattro modi di dire la stessa cosa dentro 63 caratteri. Google lo tratta come <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/keyword-stuffing\/\">keyword stuffing<\/a> e scende all'H1. La documentazione ufficiale lo dice senza mezzi termini: evitare il riempimento di parole chiave e il testo ripetuto o standardizzato negli elementi <code>&lt;title&gt;<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il titolo non descrive quella pagina<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Danny Sullivan ha elencato quattro schemi ricorrenti, tutti prodotti da template mal configurati pi\u00f9 che da scelte editoriali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Titoli mezzi vuoti<\/strong>: il template dovrebbe comporre \"Nome prodotto | Nome sito\" ma la prima variabile arriva vuota e in SERP resta \"| Nome sito\".<\/li><li><strong>Titoli obsoleti<\/strong>: la pagina dice \"criteri di ammissione 2026\" nell'H1 e \"2025\" nel title perch\u00e9 nessuno lo ha aggiornato. Google usa la data dell'headline.<\/li><li><strong>Titoli imprecisi<\/strong>: un title statico su una pagina a contenuto dinamico, tipo \"Peluche giganti, orsi di peluche, orsi polari\" quando quei prodotti a volte non ci sono.<\/li><li><strong>Titoli micro-boilerplate<\/strong>: lo stesso title ripetuto su un sottoinsieme di pagine, per esempio tutte le stagioni di una serie con lo stesso identico titolo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I titoli duplicati su decine di URL sono un problema di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/on-page-seo\/\">SEO on-page<\/a> prima ancora che di snippet, e si vedono bene in un crawl del sito.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La lingua del title non coincide con quella della pagina<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa causa in Italia non la cita quasi nessuno ed \u00e8 quella che colpisce pi\u00f9 spesso i siti multilingua. A giugno 2022 Google ha introdotto un miglioramento algoritmico che <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/blog\/2022\/06\/title-script-misalignment\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">individua i documenti in cui l'elemento title \u00e8 scritto in una lingua o in un alfabeto diversi dal contenuto<\/a> e cerca un titolo alternativo allineato alla lingua prevalente della pagina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due schemi colpiti sono il titolo bilingue, cio\u00e8 la stessa frase ripetuta in due lingue separate da un trattino, e il titolo traslitterato. Su un sito italiano gestito con WPML o con un sistema di traduzione simile succede in modo banale: la versione italiana di una pagina eredita un title in inglese, oppure il claim del brand resta in inglese mentre il resto del titolo \u00e8 in italiano. Se stai lavorando su un progetto internazionale, il controllo va fatto insieme a quello degli <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/hreflang-tags\/\">hreflang<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Emoji, simboli e separatori decorativi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rocket Digital apre il proprio title con un'emoji a forma di fulmine. In SERP non c'\u00e8 (sui <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/marchi-registrati-e-simboli-nei-title-tag\/\">simboli di marchio come la \u00ae nel title<\/a> abbiamo fatto un test a parte). L'emoji \u00e8 anche l'unico elemento che ha reso il titolo abbastanza \"anomalo\" da far scattare una riscrittura su un title di soli 38 caratteri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Riscrittura o normalizzazione? La distinzione che cambia la priorit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo un esempio fuori dal campione delle agenzie. Macropix, produttore milanese di schermi LED con cui lavoriamo da anni e il cui <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-industria-manifatturiera\/\">percorso SEO abbiamo raccontato nel dettaglio<\/a>, si posiziona in terza posizione organica su \"ledwall\". Il suo tag title \u00e8 \"Led Wall: Cosa sono, Dimensioni e Installazione | Macropix\", 58 caratteri. Il titolo mostrato da Google \u00e8 \"Led Wall: Cosa sono, Dimensioni e Installazione - Macropix\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'unica differenza \u00e8 il separatore: la barra verticale diventa un trattino. Tecnicamente \u00e8 una riscrittura e negli studi di Portent e Zyppy finirebbe nel conteggio. Praticamente non c'\u00e8 niente da fare e niente da perdere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena notarlo perch\u00e9 gira da anni il consiglio di evitare la barra verticale nel title per ridurre le riscritture. Nel nostro campione la barra compare in quattro title: due restano intatti (Eskimoz, Komunikasi), uno viene accorciato (CdWeb) e uno viene normalizzato (Macropix). Il separatore, da solo, non sembra decidere niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regola che usiamo: se il titolo mostrato dice ancora quello che volevi dire, lascia perdere. Se dice un'altra cosa, o se dice la stessa cosa ma peggio, allora hai un problema di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/click-through-rate\/\">CTR<\/a> da misurare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come verificarlo sul tuo sito in tre passaggi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Search Console non espone il titolo che Google mostra nei risultati: riporta impression, clic e posizione, non la stringa dello snippet. Il confronto va costruito a mano, e sono tre operazioni.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong>Estrai i title tag.<\/strong> Un crawl del sito con qualunque strumento che legga il sorgente (Screaming Frog, Sitebulb, il site audit di Ahrefs o di Semrush) ti d\u00e0 la colonna con i title reali.<\/li><li><strong>Estrai i titoli mostrati.<\/strong> Una ricerca <code>site:tuodominio.it<\/code> mostra gli snippet come li vede Google. Per un sito grande conviene un tool che interroghi le SERP via API: il confronto a mano regge fino a qualche decina di URL.<\/li><li><strong>Incrocia le due liste e ordina per traffico.<\/strong> Le righe che contano sono quelle dove il titolo mostrato differisce in modo sostanziale <em>e<\/em> la pagina porta clic. Una riscrittura su una pagina che non genera traffico non \u00e8 un problema da risolvere.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto apri <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-search-console\/\">Search Console<\/a>, isola l'URL e confronta il CTR dei mesi precedenti alla riscrittura con quello dei mesi successivi. Se il CTR \u00e8 stabile, il titolo nuovo funziona quanto il tuo. Se \u00e8 sceso, vale la pena riscrivere il tag.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va tenuto presente che il CTR organico risente anche di quello che compare sopra di te nella <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/serp\/\">SERP<\/a>, dagli <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ai-overviews\/\">AI overview<\/a> ai <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/featured-snippets\/\">featured snippet<\/a>. Attribuire un calo al solo titolo senza guardare com'\u00e8 cambiata la pagina dei risultati \u00e8 il modo pi\u00f9 comune di sbagliare diagnosi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa fare quando il titolo riscritto \u00e8 peggiore del tuo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un tag per obbligare Google a usare il tuo title. Esistono per\u00f2 leve che nel nostro lavoro funzionano, in questo ordine.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Allinea title e H1.<\/strong> Quando Google sostituisce un title, nel 50,76% dei casi usa l'H1 (dato Ahrefs, 953.276 pagine). Se i due testi dicono la stessa cosa, la sostituzione smette di essere un danno.<\/li><li><strong>Togli le ripetizioni.<\/strong> Una sola occorrenza della keyword principale, un solo nome del brand, nessun elenco di sinonimi.<\/li><li><strong>Stai tra i 40 e i 60 caratteri.<\/strong> \u00c8 la fascia con la minore probabilit\u00e0 di intervento in tutti e tre gli studi citati.<\/li><li><strong>Scrivi il titolo per la domanda, non per il tool.<\/strong> Se il titolo non risponde all'<a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/intento-di-ricerca\/\">intento di ricerca<\/a> della query per cui la pagina si posiziona, Google va a cercare nel testo qualcosa che lo faccia.<\/li><li><strong>Segnala il caso.<\/strong> Google mantiene un thread pubblico di feedback sui titoli mostrati nei risultati, linkato dalla documentazione ufficiale. Non \u00e8 un canale veloce, ma \u00e8 l'unico dichiarato.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che non serve: mettere il title in maiuscolo, cambiare separatore, aggiungere l'anno, ripetere il brand. Sono tutte cose che nel nostro campione non hanno prodotto nessuna differenza misurabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il problema riguarda decine di template e non una manciata di pagine, si tratta di un intervento di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-tecnica\/\">SEO tecnica<\/a> sul sistema che genera i titoli, non di riscrittura manuale. \u00c8 uno dei controlli che facciamo all'inizio di ogni <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">progetto SEO<\/a>, perch\u00e9 su un ecommerce con migliaia di URL un template difettoso vale pi\u00f9 di qualunque ottimizzazione pagina per pagina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q1\"><strong class=\"schema-faq-question\">Google ignora il meta title anche ai fini del posizionamento?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No. Il tag title continua a essere letto e a contare per l'associazione tra la pagina e le parole chiave, anche quando in SERP compare un titolo diverso. La sostituzione riguarda solo il testo mostrato nello snippet, non il modo in cui Google interpreta la pagina.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q2\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto deve essere lungo un title per non essere riscritto?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Tra 40 e 60 caratteri. Secondo lo studio Zyppy su 80.959 title, la fascia 51-60 caratteri registra la percentuale pi\u00f9 bassa di modifiche (39-42%), mentre oltre i 70 caratteri si arriva al 99,9% e sotto i 20 caratteri si supera il 50%. I dati sono rilevati su SERP statunitensi.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q3\"><strong class=\"schema-faq-question\">Perch\u00e9 Google toglie il nome del mio brand dal title?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Perch\u00e9 decide autonomamente dove collocare il nome del sito e quanto spazio dargli. Nella rilevazione che abbiamo fatto su nove pagine in prima pagina per \"agenzia seo milano\", cinque differenze su nove riguardavano solo il brand: quattro rimozioni e un'aggiunta. Su title gi\u00e0 corti e ben scritti non c'\u00e8 nulla da correggere.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q4\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto tempo ci vuole perch\u00e9 Google mostri il title aggiornato?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Il titolo cambia alla scansione successiva della pagina, quindi da poche ore a diverse settimane a seconda della frequenza con cui Google visita quell'URL. Richiedere l'indicizzazione da Search Console accelera il controllo, ma non garantisce che il nuovo title venga adottato: se il motivo della sostituzione resta, resta anche la sostituzione.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q5\"><strong class=\"schema-faq-question\">Il problema riguarda anche la meta description?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">S\u00ec, e in misura maggiore: Ahrefs ha misurato che le meta description vengono riscritte nel 62,78% dei casi. La differenza \u00e8 che la description viene ricostruita in base alla query, quindi la stessa pagina pu\u00f2 mostrare testi diversi per ricerche diverse, mentre il titolo resta uno solo.<\/p> <\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'\u00e8 una conseguenza di cui si parla poco. Da quando i titoli in SERP sono in buona parte scritti da Google, il tag <code>&lt;title&gt;<\/code> ha smesso di essere il testo che l'utente legge ed \u00e8 tornato a essere quello che era nel 2005: un segnale per la macchina. Il testo che il lettore vede ora \u00e8 il risultato di una scelta fatta tra nove fonti, e le fonti che Google preferisce quando il title non lo convince sono l'H1 e il corpo della pagina. Tra i due elementi, quello che oggi merita pi\u00f9 attenzione editoriale non \u00e8 pi\u00f9 il title: \u00e8 l'H1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google ignora il meta title quando i suoi sistemi stabiliscono che un altro testo presente nella pagina la descrive meglio&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-9673","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-seo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Google ignora il meta title: perch\u00e9 e cosa fare | Visilay<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Su 9 pagine in prima pagina su Google.it ne abbiamo trovate 2 con il title mostrato come scritto. 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