{"id":9635,"date":"2026-09-19T10:19:02","date_gmt":"2026-09-19T10:19:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9635"},"modified":"2026-09-21T12:18:45","modified_gmt":"2026-09-21T12:18:45","slug":"urls","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/","title":{"rendered":"Struttura degli URL per la SEO: cosa conta davvero (e cosa no)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura di un URL \u00e8 il modo in cui sono organizzate le cartelle e le parole nel percorso che segue il dominio: in <code>https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/<\/code> la struttura \u00e8 <code>\/it\/blog\/urls\/<\/code>, tre segmenti che dicono lingua, sezione e pagina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si decide una volta, quando si progetta il sito, e da quel momento in poi cambiarla costa. Le guide italiane la trattano come una leva di posizionamento. I dati dicono un'altra cosa, e la parte interessante \u00e8 proprio l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Di cosa \u00e8 fatto un URL<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sintassi \u00e8 definita dalla <a href=\"https:\/\/www.rfc-editor.org\/rfc\/rfc3986\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RFC 3986<\/a>, la specifica IETF del 2005 che Google richiama nella propria documentazione con il nome di STD 66. Prendiamo un indirizzo con tutti i pezzi montati:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><code>https:\/\/shop.esempio.it\/scarpe\/running-uomo\/?colore=nero#recensioni<\/code><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Parte<\/th><th>Nell'esempio<\/th><th>Chi la decide<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Schema (protocollo)<\/td><td><code>https<\/code><\/td><td>Il certificato del server<\/td><\/tr><tr><td>Sottodominio<\/td><td><code>shop<\/code><\/td><td>Il DNS<\/td><\/tr><tr><td>Dominio<\/td><td><code>esempio.it<\/code><\/td><td>La registrazione<\/td><\/tr><tr><td>Percorso<\/td><td><code>\/scarpe\/running-uomo\/<\/code><\/td><td>L'architettura del sito<\/td><\/tr><tr><td>Slug<\/td><td><code>running-uomo<\/code><\/td><td>Chi pubblica la pagina<\/td><\/tr><tr><td>Query string<\/td><td><code>?colore=nero<\/code><\/td><td>Il CMS o l'ecommerce<\/td><\/tr><tr><td>Frammento<\/td><td><code>#recensioni<\/code><\/td><td>Il template<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La colonna a destra spiega perch\u00e9 questo articolo non parla di slug. Lo slug \u00e8 una riga che cambi in trenta secondi dall'editor, e ha una <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-slug\/\">guida dedicata<\/a>. Il percorso \u00e8 una decisione di architettura: tocca ogni pagina del sito e la sposti solo con una migrazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abbiamo misurato gli URL della prima pagina italiana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di ripetere le regole che trovi ovunque, abbiamo guardato cosa c'\u00e8 davvero nella SERP. Il 19 settembre 2026 abbiamo estratto i risultati organici di prima pagina per otto query italiane scelte su settori diversi: macchine per il confezionamento, scarpe da running uomo, software gestionale magazzino, impianto fotovoltaico aziendale, noleggio a lungo termine aziende, arredamento ufficio operativo, corso di inglese online, come scegliere una caldaia a condensazione. Google desktop, localizzazione Italia, lingua italiana, dati via DataForSEO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono 71 URL, esclusi i risultati YouTube. Per ognuno abbiamo misurato il percorso dopo il dominio, senza slash finale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Struttura degli URL nei risultati organici di prima pagina, 8 query italiane, 71 URL, settembre 2026. Fonte: analisi Visilay su dati DataForSEO.<\/figcaption><table><thead><tr><th>Caratteristica<\/th><th>Valore<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Lunghezza media del percorso<\/td><td>38,8 caratteri<\/td><\/tr><tr><td>Lunghezza mediana<\/td><td>37 caratteri<\/td><\/tr><tr><td>Percorso pi\u00f9 lungo<\/td><td>120 caratteri<\/td><\/tr><tr><td>Profondit\u00e0 media<\/td><td>2,04 segmenti<\/td><\/tr><tr><td>Profondit\u00e0 massima<\/td><td>6 segmenti<\/td><\/tr><tr><td>Usa trattini<\/td><td>89% (63 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Usa underscore<\/td><td>3% (2 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Ha maiuscole nel percorso<\/td><td>3% (2 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Ha slash finale<\/td><td>48% (34 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Ha estensione .html, .aspx o .php<\/td><td>8% (6 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Ha cifre o ID nel percorso<\/td><td>7% (5 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Ha un anno nel percorso<\/td><td>0%<\/td><\/tr><tr><td>Ha parametri decisi dal sito<\/td><td>0%<\/td><\/tr><tr><td>Ha il parametro <code>srsltid<\/code> aggiunto da Google<\/td><td>11% (8 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>Supera i 60 caratteri<\/td><td>13% (9 su 71)<\/td><\/tr><tr><td>\u00c8 la home nuda<\/td><td>6% (4 su 71)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La lunghezza non separa il primo dal decimo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il numero che conta \u00e8 un altro. I 24 risultati nelle prime tre posizioni hanno un percorso lungo in media 39,2 caratteri. I 47 risultati dal quarto al decimo posto: 38,7 caratteri. Profondit\u00e0 media 2,17 contro 1,98.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mezzo carattere di differenza. Su un campione cos\u00ec piccolo significa: nessuna differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso controllo, fatto su scala molto maggiore e su un altro mercato, d\u00e0 lo stesso esito. A giugno 2025 Dan Taylor, head of technical SEO di SALT.agency, ha pubblicato su <a href=\"https:\/\/searchengineland.com\/seo-friendly-urls-what-you-need-to-know-457531\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Search Engine Land<\/a> un'analisi di 3.123 URL citati su 580 query nei settori travel, ecommerce e SaaS: lunghezza media 53 caratteri per gli URL citati in AI Mode, 52 per i link blu tradizionali, con lo stesso minimo (9) e lo stesso massimo (173). Campione statunitense, quindi non trasferibile in Italia come tale, ma la direzione \u00e8 identica alla nostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dieci caratteri di scarto tra la media americana e quella italiana, comunque, dicono qualcosa sulla lingua: <code>\/scarpe-running-uomo<\/code> \u00e8 pi\u00f9 corto di <code>\/mens-running-shoes-for-road<\/code> solo per fortuna lessicale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa dice davvero la documentazione di Google<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena leggere la fonte invece della sua parafrasi. La pagina <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/url-structure\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">URL Structure Best Practices for Google Search<\/a> si divide in due parti: i requisiti perch\u00e9 un URL sia scansionabile e i consigli su come renderlo comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I requisiti sono tre, e sono tecnici: seguire IETF STD 66, usare la codifica percentuale per i caratteri riservati e non usare i frammenti (<code>#<\/code>) per cambiare il contenuto della pagina, perch\u00e9 Google non li considera in fase di indicizzazione. Per i contenuti che cambiano senza ricaricare, Google indica la History API di JavaScript.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I consigli sono quattro: parole leggibili invece di ID numerici, parole nella lingua del pubblico, codifica percentuale nei link e trattini al posto degli underscore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che in quella pagina non c'\u00e8: nessuna lunghezza massima consigliata, nessuna profondit\u00e0 ideale, nessuna indicazione che un URL descrittivo faccia posizionare meglio. Google lo presenta come un problema di scansione e di comprensione, non di ranking. Le cifre citate ovunque in italiano, i famosi 50-60 caratteri, non vengono da Google: sono convenzioni editoriali che si sono tramandate di articolo in articolo. Il nostro campione, con una mediana di 37 caratteri, le rispetta senza che nessuno se le fosse poste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulle keyword nell'URL, John Mueller di Google le ha definite pi\u00f9 volte un segnale molto piccolo e sopravvalutato, lontano dai <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/problemi-comuni-url\/\">problemi di URL che tolgono traffico davvero<\/a>. Restano utili in una fase sola: quando una pagina \u00e8 nuova e Google non ha ancora altri segnali per capire di cosa parla.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le regole che reggono ancora<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Trattini, mai underscore<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l'unica raccomandazione tipografica esplicita nella documentazione Google. Nel campione la seguono 63 URL su 71. I due che usano underscore sono grossi ecommerce, e si posizionano lo stesso: la regola \u00e8 a costo zero, quindi seguila, ma non \u00e8 quella che decide la partita.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Tutto minuscolo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui c'\u00e8 una ragione tecnica precisa. La RFC 3986, sezione 6.2.2.1, stabilisce che schema e host sono insensibili alle maiuscole, mentre il percorso no. <code>\/Prodotti<\/code> e <code>\/prodotti<\/code> sono due risorse diverse per lo standard, e su un server Linux sono due file diversi davvero. Due URL, stesso contenuto, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/contenuto-duplicato\/\">contenuto duplicato<\/a> da gestire con il <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-canonical\/\">tag canonical<\/a>. Nel nostro campione solo 2 URL su 71 hanno maiuscole nel percorso, uno dei due \u00e8 Duolingo con <code>\/Impara-Inglese<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Niente date, niente anni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zero URL su 71 contengono un anno. \u00c8 il dato pi\u00f9 netto di tutta la rilevazione, e ha una spiegazione semplice: un indirizzo con <code>\/2024\/<\/code> dentro diventa una bugia il primo gennaio successivo, e chi aggiorna un contenuto non pu\u00f2 correggerla senza spostare la pagina. Vale anche per le date di pubblicazione che WordPress infila nel permalink di default. Se stai configurando un blog ora, la struttura <code>\/nome-articolo\/<\/code> ti risparmia una migrazione tra quattro anni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">HTTPS, e una sola versione del dominio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i segnali che Google usa per scegliere quale URL considerare canonico, la <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/canonicalization\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documentazione sulla canonicalizzazione<\/a> elenca esplicitamente se la pagina \u00e8 servita su HTTP o HTTPS, i redirect, la presenza dell'URL in sitemap e l'annotazione <code>rel=\"canonical\"<\/code>. E avverte che indicare una preferenza canonica \"is a hint, not a rule\": Google pu\u00f2 scegliere diversamente. Avere insieme http e https, o www e non-www, significa consegnargli quattro varianti della stessa pagina e sperare bene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo slash finale: non esiste una versione giusta, esiste una versione sola<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel campione 34 URL su 71 finiscono con lo slash e 37 no. Met\u00e0 e met\u00e0: nessuna convenzione, e chi ti dice che una delle due versioni si posiziona meglio sta inventando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto \u00e8 un altro. Maile Ohye, allora Developer Programs Tech Lead di Google, l'ha scritto nell'aprile 2010 in <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/blog\/2010\/04\/to-slash-or-not-to-slash\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">To slash or not to slash<\/a>, e da allora non \u00e8 cambiato: Google tratta <code>\/foo<\/code> e <code>\/foo\/<\/code> come due URL separati e di pari dignit\u00e0, e non gli d\u00e0 fastidio se servono contenuti diversi. Se entrambi rispondono 200 con lo stesso contenuto hai un duplicato; la procedura indicata \u00e8 scegliere una versione, usarla nei <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/link-interni\/\">link interni<\/a> e nella <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/sitemap\/\">sitemap<\/a>, e mandare l'altra in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/301-redirect\/\">redirect 301<\/a>. Unica eccezione, sempre da quel testo: la radice del dominio, dove <code>https:\/\/esempio.it<\/code> equivale a <code>https:\/\/esempio.it\/<\/code> e non \u00e8 redirigibile in alcun modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su WordPress la scelta \u00e8 gi\u00e0 fatta al posto tuo: i permalink escono con lo slash. Il problema nasce quando qualcuno aggiunge a mano link interni senza, o quando un plugin di redirect li normalizza in direzione opposta al server.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I parametri: i tuoi e quelli che ci mette Google<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno dei 71 risultati viene indicizzato con un parametro deciso dal sito. Otto per\u00f2 lo mostrano lo stesso in SERP, ed \u00e8 <code>srsltid<\/code>: un identificativo che Google aggiunge da s\u00e9 ai risultati collegati a Merchant Center. Non \u00e8 nel tuo sito, non \u00e8 nella tua sitemap, e comunque compare nell'indirizzo che l'utente copia e incolla. Chi lo scopre in Analytics pensa a un attacco o a un bug del CMS, e invece \u00e8 Google.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sui parametri tuoi, la <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/specialty\/ecommerce\/designing-a-url-structure-for-ecommerce-sites?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guida ecommerce di Google<\/a> \u00e8 precisa: usa la forma <code>?chiave=valore<\/code> e non <code>?valore<\/code>, quindi <code>\/t-shirt?color=green<\/code> e non <code>\/t-shirt?green<\/code>; non ripetere lo stesso parametro due volte; ed escludi i parametri che dipendono dal momento o dall'utente, come gli ID di sessione, i timestamp e i valori relativi del tipo <code>location=nearby<\/code>. Per le varianti di prodotto va bene sia il segmento di percorso (<code>\/t-shirt\/green<\/code>) sia il parametro (<code>\/t-shirt?color=green<\/code>), a patto di dichiarare canonica la versione senza parametri opzionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un catalogo con filtri incrociati questo \u00e8 il punto dove si perde il controllo: tre filtri a cinque valori generano 125 combinazioni, e ogni combinazione \u00e8 un URL che Googlebot pu\u00f2 scoprire. \u00c8 l'argomento della <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-ecommerce\/\">SEO per ecommerce<\/a>, e si risolve prima nell'architettura che nel <code>robots.txt<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quante cartelle servono davvero<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Profondit\u00e0 media del campione: 2,04 segmenti. Venti URL su 71 ne hanno uno solo, ventisei ne hanno due. Il pi\u00f9 profondo \u00e8 una pagina di Capterra a sei segmenti, <code>\/directory\/30005\/warehouse-management\/pricing\/free\/software<\/code>, e sta al nono posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due osservazioni pratiche. La prima \u00e8 che le cartelle nel percorso non sono la navigazione: puoi avere <code>\/prodotti\/categoria\/nome<\/code> e non linkare mai la pagina di categoria, oppure avere tutto a un livello e una navigazione a tre. Quello che pesa, come nota Taylor nell'analisi citata sopra, \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/architettura-sito-web\/\">distanza in clic dalla home<\/a>, non il numero di slash.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 che le cartelle servono quando dentro ci metti pi\u00f9 di una pagina. Su Macropix, produttore milanese di schermi LED, la struttura segue le domande del mercato: una pagina per ledwall, una per la versione indoor, una per quella outdoor, una per i totem, pi\u00f9 una scheda per ogni installazione importante. Il risultato di quel lavoro pluriennale sull'intera struttura del sito \u00e8 documentato nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-industria-manifatturiera\/\">caso SEO nel manifatturiero<\/a>: da posizione 88 a posizione 2 su \"monitor pubblicitario\", e oggi il 25,55% di share of voice sul cluster ledwall, davanti ad Amazon. Nessuna di quelle posizioni dipende da come sono scritti gli URL. Dipendono dal fatto che a ogni domanda corrisponde una pagina, e quindi un indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il momento in cui la struttura conta: quando la cambi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui cambia tutto. Una struttura mediocre che funziona vale pi\u00f9 di una struttura perfetta appena messa online, perch\u00e9 la migrazione ha un costo certo e un beneficio incerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cifre le d\u00e0 Google stessa nella documentazione sui <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/site-move-with-url-changes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trasferimenti di sito con cambio di URL<\/a>. Per un sito di medie dimensioni servono \"a few weeks or more\" perch\u00e9 Google inizi a mostrare i nuovi indirizzi al posto dei vecchi, e per i siti grandi anche di pi\u00f9. Nel frattempo bisogna aspettarsi oscillazioni temporanee nel posizionamento, che Google definisce normali. I redirect vanno mantenuti \"for as long as possible, generally at least 1 year\", il tempo necessario perch\u00e9 tutti i segnali passino ai nuovi URL.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un anno di redirect da mantenere, settimane di oscillazione, e in cambio un percorso pi\u00f9 leggibile. Prima di firmare quella cambiale, questa \u00e8 la griglia che usiamo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Quando cambiare la struttura degli URL conviene e quando no.<\/figcaption><table><thead><tr><th>Situazione<\/th><th>Cambiare?<\/th><th>Perch\u00e9<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Sito nuovo, non ancora online<\/td><td>S\u00ec, decidi adesso<\/td><td>Costo zero. \u00c8 l'unico momento in cui \u00e8 gratis<\/td><\/tr><tr><td>URL con ID numerici e zero parole<\/td><td>S\u00ec, se il sito \u00e8 piccolo<\/td><td>Sotto le 200 pagine il rischio \u00e8 gestibile e il guadagno in leggibilit\u00e0 \u00e8 reale<\/td><\/tr><tr><td>Anno o data di pubblicazione nel percorso<\/td><td>S\u00ec, una volta sola<\/td><td>Il problema peggiora ogni anno che aspetti<\/td><\/tr><tr><td>Stesso contenuto su http e https, o www e non-www<\/td><td>S\u00ec, subito<\/td><td>Non \u00e8 una migrazione, \u00e8 una configurazione mancante<\/td><\/tr><tr><td>Maiuscole nel percorso<\/td><td>S\u00ec, con canonical o 301<\/td><td>Genera duplicati veri, non estetici<\/td><\/tr><tr><td>Percorso lungo ma leggibile e posizionato<\/td><td>No<\/td><td>Il campione dice che la lunghezza non separa il primo dal decimo<\/td><\/tr><tr><td>Slug senza la keyword esatta su pagine gi\u00e0 in top 10<\/td><td>No<\/td><td>Segnale molto piccolo, rischio sproporzionato<\/td><\/tr><tr><td>Slash finale incoerente<\/td><td>No, normalizza a livello di server<\/td><td>Si risolve con una regola di redirect, non riscrivendo gli URL<\/td><\/tr><tr><td>Catalogo grande con filtri fuori controllo<\/td><td>No, prima il canonical<\/td><td>Cambiare percorsi senza aver risolto i duplicati moltiplica il problema<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la riga che ti riguarda \u00e8 una di quelle con il \"no\", il tempo si investe meglio altrove: un <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/audit-seo\/\">audit SEO<\/a> serio quasi sempre trova problemi pi\u00f9 costosi degli URL.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per i motori di risposta conta la permanenza, non la leggibilit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le misurazioni di Taylor mostrano che gli URL citati in AI Mode non sono diversi da quelli dei link blu: stessa lunghezza media, stesso minimo, stesso massimo. Non c'\u00e8 una forma di indirizzo che piaccia ai sistemi generativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema che segnala \u00e8 un altro, e per un'azienda italiana \u00e8 pi\u00f9 concreto: molti link citati dagli strumenti basati su LLM restituiscono un <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/404-error\/\">errore 404<\/a>, perch\u00e9 nel frattempo la pagina \u00e8 stata spostata. Quando un modello ti cita, la citazione resta congelata nella risposta e nei dati di addestramento. Se quell'indirizzo muore, non perdi una posizione: perdi la verificabilit\u00e0, che \u00e8 la cosa per cui ti stavano citando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un argomento in pi\u00f9 a favore dei redirect lunghi, e un argomento contro le ristrutturazioni fatte per gusto. Lo stesso vale per le citazioni negli <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ai-overviews\/\">AI Overview<\/a> e per il traffico che non arriva pi\u00f9 al sito perch\u00e9 la risposta \u00e8 gi\u00e0 in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ricerche-zero-clic\/\">SERP<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I siti italiani hanno un problema in pi\u00f9: la lingua nel percorso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel campione si vede bene: <code>\/it\/<\/code> compare in undici URL su 71, in siti come Enel, Preply, Maxima, Quadrifoglio, Senec. \u00c8 la forma pi\u00f9 comune per i siti multilingua italiani, e la pi\u00f9 semplice da gestire con WPML o con le funzioni native della piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le alternative sono il sottodominio (<code>it.esempio.com<\/code>) e il dominio nazionale (<code>esempio.it<\/code>). Google le considera tutte valide, ma il prefisso di percorso concentra l'autorit\u00e0 su un solo dominio, il che per un'azienda che esporta e ha un budget di link building limitato \u00e8 quasi sempre la scelta sensata. Il dettaglio che si sbaglia pi\u00f9 spesso non \u00e8 la forma, sono gli hreflang che devono puntare a URL esistenti e reciproci: \u00e8 il tema della <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-internazionale\/\">SEO internazionale<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un errore che vediamo spesso nei cataloghi tradotti: slug in inglese su pagine in italiano. Google raccomanda esplicitamente parole nella lingua del pubblico, e il suo esempio \u00e8 <code>example.com\/lebensmittel<\/code> per il tedesco. Chi cerca in italiano e vede <code>\/food-products\/<\/code> non capisce di essere nel posto giusto, e la <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/serp\/\">SERP<\/a> mostra il percorso in chiaro sopra il titolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si progetta una struttura che regge<\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Parti dalle domande, non dall'organigramma. Le cartelle devono somigliare a come cerca il mercato, non a come \u00e8 divisa l'azienda. La <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/keyword-research\/\">keyword research<\/a> viene prima del wireframe.<\/li><li>Un livello per ogni raggruppamento che conterr\u00e0 pi\u00f9 di una pagina. Se <code>\/soluzioni\/<\/code> avr\u00e0 sempre e solo tre figli, probabilmente ti basta un livello.<\/li><li>Verifica che ogni segmento intermedio sia una pagina vera, con contenuto proprio. Le <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/pagine-di-categoria-seo\/\">pagine di categoria<\/a> vuote sono lo spreco pi\u00f9 comune di un catalogo.<\/li><li>Decidi slash finale, maiuscole e www a livello di server, non di redazione. Una persona che scrive un link interno non deve pensarci.<\/li><li>Scrivi la regola da qualche parte. Il motivo per cui le strutture degenerano \u00e8 che chi le ha decise se ne va e chi arriva pubblica come gli viene.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il controllo periodico \u00e8 lo stesso che si fa per la <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-tecnica\/\">SEO tecnica<\/a>: una scansione del sito, l'elenco degli URL indicizzati in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-search-console\/\">Search Console<\/a>, e il confronto tra i due. Le differenze sono quasi sempre dove sta il problema. Se preferisci che lo faccia qualcuno per te, \u00e8 parte di quello che facciamo nei <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">progetti SEO<\/a>, e trovi qualche risultato in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/\">progetti<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti sulla struttura degli URL<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812322\"><strong class=\"schema-faq-question\">Qual \u00e8 la struttura di un URL?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Un URL \u00e8 composto da schema (https), eventuale sottodominio, dominio, percorso, query string e frammento. La struttura in senso stretto \u00e8 il percorso: le cartelle e lo slug che seguono il dominio, per esempio \/it\/blog\/urls\/. Schema e dominio dipendono da server e DNS, il percorso dipende da come hai organizzato il sito.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812323\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto deve essere lungo un URL?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">La documentazione di Google non indica alcun limite consigliato. Nella nostra rilevazione su 71 risultati di prima pagina italiana la lunghezza mediana del percorso \u00e8 37 caratteri e solo 9 URL su 71 superano i 60 caratteri. I primi tre risultati hanno percorsi lunghi in media 39,2 caratteri contro i 38,7 dei risultati dal quarto al decimo posto: la lunghezza non distingue chi \u00e8 primo da chi \u00e8 decimo.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812324\"><strong class=\"schema-faq-question\">La struttura degli URL \u00e8 un fattore di ranking?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">La pagina di Google dedicata alle best practice sugli URL la tratta come un problema di scansione e di comprensione, non di posizionamento, e non afferma da nessuna parte che un URL descrittivo faccia posizionare meglio. John Mueller ha definito le keyword nell&#039;URL un segnale molto piccolo e sopravvalutato, utile soprattutto quando una pagina \u00e8 nuova e Google non ha ancora altri segnali.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812325\"><strong class=\"schema-faq-question\">Meglio con o senza slash finale?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Per Google sono due URL distinti e di pari dignit\u00e0, come scritto da Maile Ohye nel 2010 sul blog di Search Central. Non esiste una versione che si posiziona meglio: nel nostro campione il 48% ha lo slash finale e il 52% no. Quello che conta \u00e8 sceglierne una, usarla nei link interni e nella sitemap, e mandare l&#039;altra in redirect 301. La radice del dominio fa eccezione: esempio.it equivale a esempio.it\/ e non si pu\u00f2 redirigere.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812326\"><strong class=\"schema-faq-question\">Posso cambiare l&#039;URL di una pagina gi\u00e0 posizionata?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Tecnicamente s\u00ec, con un redirect 301, ma il costo \u00e8 reale. Google indica che per un sito di medie dimensioni servono alcune settimane o pi\u00f9 perch\u00e9 i nuovi indirizzi sostituiscano i vecchi nei risultati, che nel frattempo le oscillazioni di posizionamento sono normali, e che i redirect vanno mantenuti almeno un anno. Su una pagina che funziona, il guadagno quasi mai giustifica il rischio.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789812327\"><strong class=\"schema-faq-question\">Trattino o trattino basso negli URL?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Trattino. \u00c8 l&#039;unica raccomandazione tipografica esplicita nella documentazione di Google sugli URL, che indica di separare le parole con i trattini invece che con gli underscore. Nel nostro campione 63 URL su 71 usano i trattini e solo 2 gli underscore.<\/p><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta una cosa che nel settore si dice poco. L'URL \u00e8 l'unico elemento di una pagina che non puoi testare: title, contenuto e immagini li cambi, li misuri e se serve torni indietro; l'indirizzo lo cambi una volta e poi ti porti dietro il redirect per anni. Non \u00e8 un elemento on-page come gli altri, \u00e8 l'unico pezzo di una pagina il cui costo di modifica cresce con il suo successo. Per questo la decisione va presa quando il sito non ha ancora traffico, cio\u00e8 nel momento in cui a nessuno interessa. E per questo chi arriva dopo la trova quasi sempre sbagliata e quasi sempre fa bene a lasciarla stare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa cambia davvero nella struttura degli URL: 71 URL della prima pagina italiana misurati, cosa dice la documentazione di Google e quando conviene cambiare.<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-9635","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-seo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Struttura URL SEO: cosa conta davvero | Visilay<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Struttura URL e SEO: 71 URL della prima pagina italiana misurati, cosa dice la documentazione di Google e quando conviene davvero cambiare gli indirizzi.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Struttura URL SEO: cosa conta davvero | Visilay\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Struttura URL e SEO: 71 URL della prima pagina italiana misurati, cosa dice la documentazione di Google e quando conviene davvero cambiare gli indirizzi.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Visilay\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-09-19T10:19:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-09-21T12:18:45+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.visilay.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/logo-payoff-site-image.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1270\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"675\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Matteo Pellegrini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Matteo Pellegrini\" \/>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Struttura URL SEO: cosa conta davvero | Visilay","description":"Struttura URL e SEO: 71 URL della prima pagina italiana misurati, cosa dice la documentazione di Google e quando conviene davvero cambiare gli indirizzi.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/","og_locale":"it","og_type":"article","og_title":"Struttura URL SEO: cosa conta davvero | Visilay","og_description":"Struttura URL e SEO: 71 URL della prima pagina italiana misurati, cosa dice la documentazione di Google e quando conviene davvero cambiare gli indirizzi.","og_url":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/","og_site_name":"Visilay","article_published_time":"2026-09-19T10:19:02+00:00","article_modified_time":"2026-09-21T12:18:45+00:00","og_image":[{"width":1270,"height":675,"url":"https:\/\/www.visilay.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/logo-payoff-site-image.png","type":"image\/png"}],"author":"Matteo Pellegrini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Matteo Pellegrini"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9635"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11708,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9635\/revisions\/11708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}