{"id":9634,"date":"2026-09-19T04:19:10","date_gmt":"2026-09-19T04:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9634"},"modified":"2026-10-09T12:21:41","modified_gmt":"2026-10-09T12:21:41","slug":"link-interni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/link-interni\/","title":{"rendered":"Link interni: quanti servono davvero e come si scrivono"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un link interno \u00e8 un collegamento che porta da una pagina a un'altra pagina dello stesso dominio. Per Google \u00e8 il canale principale con cui scopre le pagine nuove e capisce quali contano; per chi legge \u00e8 il modo di passare alla domanda successiva senza tornare nei risultati di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo pezzo di SEO circolano molte regole tramandate e pochi numeri verificabili. Qui ci sono i numeri: quelli di uno studio su 23 milioni di link interni, quelli della prima pagina italiana misurata pagina per pagina, e quelli del blog che stai leggendo, contato articolo per articolo il 19 settembre 2026.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa dice la documentazione di Google<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/links-crawlable?hl=it\" rel=\"dofollow\">linee guida di Google Search Central sui link<\/a> sono nette su un punto tecnico: \"Google pu\u00f2 eseguire la scansione del tuo link solo se si tratta di un elemento HTML &lt;a&gt; con un attributo href\". Attributi come <code>onclick<\/code> o costrutti come <code>routerLink<\/code> sono sconsigliati, perch\u00e9 il crawler non li segue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull'anchor text Google chiede un testo \"descrittivo, ragionevolmente conciso e pertinente\", e in particolare \"abbastanza specifico da avere senso da solo\", cio\u00e8 letto fuori dal paragrafo che lo contiene. Sul numero la risposta \u00e8 volutamente vaga: \"non esiste un numero ideale magico di link che una determinata pagina dovrebbe contenere; tuttavia, se ritieni che ci siano troppi link, probabilmente \u00e8 cos\u00ec\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peso della leva lo ha riassunto John Mueller di Google in un intervento degli office hours ripreso da <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/internal-linking-critical-for-seo\/441381\/\" rel=\"dofollow\">Search Engine Journal l'8 marzo 2022<\/a>: \"internal linking is super critical for SEO\". \u00c8 una dichiarazione, non un dato. I dati vengono dopo, e dicono qualcosa di pi\u00f9 preciso su dove sta il guadagno. Per capire cosa succede prima del ranking, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/come-funzionano-motori-ricerca\/\">come funzionano i motori di ricerca<\/a> spiega la sequenza scansione, indicizzazione e posizionamento in cui i link interni intervengono due volte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanti link interni servono per pagina<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio pi\u00f9 ampio disponibile \u00e8 quello di Cyrus Shepard per <a href=\"https:\/\/zyppy.com\/seo\/seo-study\/\" rel=\"dofollow\">Zyppy<\/a>: 23 milioni di link interni su 1.800 siti, circa 520.000 URL, incrociati con i clic registrati in Google Search Console. Il campione \u00e8 internazionale e in larga parte anglofono, quindi i valori assoluti non si trasferiscono a un sito italiano; la forma della curva s\u00ec, ed \u00e8 la parte interessante.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Gli URL con 0-4 link interni in entrata ricevevano in media 2 clic da Google.<\/li><li>Quelli con 40-44 link ne ricevevano circa quattro volte tanti.<\/li><li>Oltre i 45-50 link in entrata il traffico tornava a scendere.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli autori dichiarano il limite: \u00e8 uno studio correlazionale, e una pagina importante riceve tanti link interni anche perch\u00e9 \u00e8 importante. Preso al contrario, per\u00f2, il primo scalino resta l'unico governabile: passare da zero link a qualcuno \u00e8 un intervento che costa dieci minuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il mercato italiano un dato equivalente non esiste, cos\u00ec l'abbiamo misurato: ecco quanti link contiene ogni pagina che si posiziona in prima pagina su Google.it per \"link interni\", rilevati con l'API on-page di DataForSEO il 19 settembre 2026. Il conteggio comprende menu, sidebar e footer, non solo i link nel testo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Pagina in prima pagina italiana<\/th><th>Parole<\/th><th>Link interni<\/th><th>Link esterni<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>EVE Milano<\/td><td>7.484<\/td><td>134<\/td><td>9<\/td><\/tr><tr><td>SEOZoom<\/td><td>6.493<\/td><td>65<\/td><td>16<\/td><\/tr><tr><td>Moca Interactive<\/td><td>4.670<\/td><td>51<\/td><td>7<\/td><\/tr><tr><td>SupportHost<\/td><td>3.675<\/td><td>94<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>AIOSEO (versione italiana)<\/td><td>2.771<\/td><td>95<\/td><td>18<\/td><\/tr><tr><td>Italiaonline<\/td><td>1.806<\/td><td>73<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>One.com<\/td><td>752<\/td><td>84<\/td><td>17<\/td><\/tr><tr><td>Digital360<\/td><td>707<\/td><td>54<\/td><td>3<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Fonte: rilevazione Visilay con DataForSEO On-Page API, 19 settembre 2026. Mediana: 3.223 parole e 78,5 link interni per pagina.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pagina pi\u00f9 corta della prima pagina ha 707 parole e 54 link, quella pi\u00f9 lunga ne ha 7.484 e 134. Il rapporto tra testo e link cambia di dieci volte tra i due estremi, e tutte e otto si posizionano lo stesso. Chi cerca la regola \"un link ogni 150 parole\" qui non la trova.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'anchor text pesa pi\u00f9 del numero<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso studio Zyppy il segnale pi\u00f9 forte non \u00e8 la quantit\u00e0 di link ma cosa c'\u00e8 scritto dentro. Le pagine che ricevevano almeno un anchor text uguale alla parola chiave di destinazione avevano \"almeno cinque volte pi\u00f9 traffico\" di quelle senza. La variet\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/first-link-priority\/\">anchor diversi verso la stessa pagina<\/a> mostrava una correlazione cos\u00ec marcata che l'analisi \u00e8 stata rieseguita tre volte, e reggeva anche dopo aver eliminato quasi met\u00e0 dei valori anomali. Gli anchor vuoti, oltre il 6% dei link analizzati, statisticamente non facevano differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono dati raccolti su siti in prevalenza anglofoni, ma il criterio \u00e8 verificabile su qualsiasi sito, e l'abbiamo verificato sul nostro. Sui 2.739 link interni tra articoli del blog Visilay, ogni pagina di destinazione riceve in media 6 anchor text diversi. Trenta pagine per\u00f2 ricevono sempre lo stesso anchor: la guida a <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-search-console\/\">Google Search Console<\/a> \u00e8 linkata 52 volte con sole 5 formulazioni diverse, mentre <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/keyword-research\/\">keyword research<\/a> arriva a 76 link con 23 anchor distinti. La seconda copre pi\u00f9 modi di fare la stessa domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regola operativa che ne ricaviamo: l'anchor si scrive guardando la pagina di destinazione, non la frase di partenza. Se la pagina risponde a sei domande, nel tempo dovrebbe ricevere link con sei formulazioni. Su come si sceglie il testo del collegamento abbiamo una guida dedicata all'<a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/anchor-text\/\">anchor text<\/a>, e la scelta dipende dall'<a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/intento-di-ricerca\/\">intento di ricerca<\/a> che la pagina linkata serve.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le pagine che non linka nessuno<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ahrefs ha analizzato 1.002.165 domini in uno <a href=\"https:\/\/ahrefs.com\/blog\/site-audit-study\/\" rel=\"dofollow\">studio sui problemi tecnici pi\u00f9 diffusi<\/a> pubblicato nell'agosto 2023 e aggiornato ad agosto 2026. Due risultati riguardano direttamente i link interni: il 66,2% dei siti ha pagine che ricevono un solo link interno dofollow, e il 62,7% ha pagine che puntano a un redirect invece che alla destinazione finale. \u00c8 un campione mondiale, non italiano, ma la distribuzione dei problemi tecnici non cambia molto passando la frontiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul nostro blog abbiamo contato gli href presenti nel corpo di ogni articolo pubblicato, escludendo menu, sidebar e footer e escludendo i 20 segnaposto ancora vuoti. Restano 240 articoli e 2.739 collegamenti, in media 11,4 link in uscita per pezzo. La mediana dei link in entrata \u00e8 8.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Link interni in entrata (solo corpo testo)<\/th><th>Articoli<\/th><th>Quota<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Nessuno<\/td><td>12<\/td><td>5,0%<\/td><\/tr><tr><td>Da 1 a 2<\/td><td>32<\/td><td>13,3%<\/td><\/tr><tr><td>Da 3 a 5<\/td><td>40<\/td><td>16,7%<\/td><\/tr><tr><td>Da 6 a 10<\/td><td>83<\/td><td>34,6%<\/td><\/tr><tr><td>Da 11 a 20<\/td><td>39<\/td><td>16,3%<\/td><\/tr><tr><td>21 o pi\u00f9<\/td><td>34<\/td><td>14,2%<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Fonte: conteggio diretto sul database di visilay.com, 240 articoli pubblicati, 19 settembre 2026.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I 12 articoli a zero link non sono casuali: sono quasi tutti pezzi verticali pubblicati prima che nascessero i cluster attuali, dal marketing per palestre alla SEO per fotografi. Nessuno li ha pi\u00f9 richiamati perch\u00e9 non c'era ancora un articolo a cui agganciarli. \u00c8 il difetto strutturale di qualsiasi archivio che cresce: i link si aggiungono solo in avanti nel tempo, e chi \u00e8 arrivato prima resta indietro finch\u00e9 qualcuno non torna a rileggere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I crawler dei motori di risposta non eseguono JavaScript<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il pezzo che cambia da due anni a questa parte. Vercel ha misurato il comportamento dei crawler sulla propria rete, inclusi nextjs.org e siti di terze parti, e ha pubblicato i risultati in <a href=\"https:\/\/vercel.com\/blog\/the-rise-of-the-ai-crawler\" rel=\"dofollow\">The rise of the AI crawler<\/a>: GPTBot di OpenAI, ClaudeBot di Anthropic, PerplexityBot e Meta-ExternalAgent non eseguono JavaScript. Gemini lo fa perch\u00e9 usa l'infrastruttura di Googlebot, AppleBot perch\u00e9 \u00e8 basato su browser. Nel mese osservato Googlebot ha effettuato 4,5 miliardi di richieste, GPTBot 569 milioni, ClaudeBot 370 milioni, PerplexityBot 24,4 milioni. Tutti i crawler AI rilevati operavano da data center statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza pratica \u00e8 diretta. Un link interno generato lato client, da un componente React o da un menu che si costruisce dopo il caricamento, per Google esiste dopo il rendering; per ClaudeBot e GPTBot non esiste affatto. Su un sito headless con navigazione client-side, la mappa che questi crawler vedono pu\u00f2 essere una frazione di quella reale. Gli stessi dati Vercel riport\u0001no che ChatGPT ha speso il 34,82% dei fetch su pagine 404 e Claude il 34,16%, segno di crawler che seguono collegamenti vecchi o incompleti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il controllo si fa in un minuto: disattiva JavaScript nel browser, apri una pagina interna e guarda quanti link restano. Quelli sono i link che i motori di risposta seguono. Il resto del quadro su come i modelli leggono un sito \u00e8 in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-ai\/\">SEO e AI<\/a> e nella guida al file <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/llms-txt\/\">llms.txt<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'audit che si fa in mezz'ora<\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong>Search Console, rapporto Link, sezione Link interni.<\/strong> Ordina per numero crescente: le pagine in fondo all'elenco sono le candidate orfane. \u00c8 l'unico punto in cui Google ti dice cosa vede lui, non cosa vede il tuo crawler.<\/li><li><strong>Una scansione con Screaming Frog.<\/strong> Servono tre colonne: inlinks, crawl depth e anchor text. Le pagine oltre il terzo livello di profondit\u00e0 e quelle con un solo inlink sono la lista di lavoro.<\/li><li><strong>La query <code>site:tuosito.it \"parola chiave\"<\/code>.<\/strong> Restituisce le pagine dove quella parola compare gi\u00e0: sono i punti naturali dove inserire il link, perch\u00e9 la frase esiste e non va inventata.<\/li><li><strong>Il controllo sui redirect.<\/strong> Ogni link interno che punta a un URL redirezionato va riscritto con la destinazione finale. Costa poco e toglie un passaggio al crawler.<\/li><li><strong>La regola sul nuovo.<\/strong> Ogni articolo pubblicato riceve almeno tre link da articoli esistenti prima di essere considerato chiuso. Su WordPress la lista dei candidati la d\u00e0 la query del punto 3.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha un sito WordPress pu\u00f2 saltare i tool e contare direttamente: gli href stanno nel campo post_content, e una query che cerca lo slug di ogni articolo dentro il contenuto degli altri restituisce la matrice completa dei link in entrata. \u00c8 il metodo con cui abbiamo prodotto la tabella qui sopra, e ci vogliono pochi secondi anche su qualche centinaio di post. Se preferisci partire da un quadro pi\u00f9 largo, il <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/audit-seo\/\">audit SEO<\/a> completo mette i link interni accanto alle altre voci tecniche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli errori che si ripetono<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Il blocco \"articoli correlati\" al posto dei link nel testo.<\/strong> Se \u00e8 generato dal tema, \u00e8 identico per tutti gli articoli della categoria e non dice niente di specifico. I link che contano stanno dentro le frasi.<\/li><li><strong>Lo stesso anchor ripetuto ovunque.<\/strong> Trenta pagine del nostro blog avevano questo problema prima che lo misurassimo, e la correzione \u00e8 lenta perch\u00e9 va fatta un articolo alla volta.<\/li><li><strong>Le catene di redirect.<\/strong> Il 62,7% dei siti nel campione Ahrefs linka internamente a URL che redirezionano. Succede dopo ogni cambio di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-slug\/\">slug<\/a> non seguito da una passata sui contenuti vecchi.<\/li><li><strong>Il nofollow usato per \"scolpire\" il PageRank.<\/strong> Google ha chiuso quella pratica nel 2009 cambiando il modo in cui il valore si distribuisce. Mettere nofollow su un link interno oggi toglie valore invece di spostarlo.<\/li><li><strong>Il footer come discarica.<\/strong> Venti link a pagine secondarie in fondo a ogni pagina non aiutano nessuna delle venti.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul lato opposto, il linking interno \u00e8 la parte della <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-tecnica\/\">SEO tecnica<\/a> che dipende solo da chi gestisce il sito: nessuna trattativa, nessun budget esterno, a differenza della <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/link-building\/\">link building<\/a>. Sul cluster ledwall di Macropix, cliente che seguiamo dal 2018, la struttura a hub tra pagine di categoria e approfondimenti \u00e8 una delle leve che ha portato \"monitor pubblicitario\" dalla posizione 88 alla 2 e lo share of voice al 25,55%, davanti ad Amazon.it: il caso completo \u00e8 nell'articolo sulla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-industria-manifatturiera\/\">SEO per l'industria manifatturiera<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260001\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanti link interni servono in un articolo?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Google dichiara che non esiste un numero ideale. Nello studio Zyppy su 23 milioni di link il traffico cresce fino a 40-44 link in entrata per pagina e poi cala, ma \u00e8 un campione anglofono e correlazionale. Sulla prima pagina italiana per \"link interni\" il conteggio varia da 51 a 134 link per pagina, menu e footer compresi: la mediana \u00e8 78,5.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260002\"><strong class=\"schema-faq-question\">I link interni contano quanto i backlink?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No, ma sono l'unica parte del profilo di link che si controlla direttamente. Un backlink va ottenuto da qualcun altro, un link interno si aggiunge in dieci minuti e pu\u00f2 essere riscritto quando cambia la strategia.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260003\"><strong class=\"schema-faq-question\">Cos'\u00e8 una pagina orfana e come si trova?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">\u00c8 una pagina che non riceve nessun link interno, quindi il crawler la raggiunge solo dalla sitemap. Si trova nel rapporto Link di Search Console ordinando per numero crescente di link interni, oppure con una scansione di Screaming Frog filtrando le pagine con zero inlinks.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260004\"><strong class=\"schema-faq-question\">L'anchor text dei link interni influenza il posizionamento?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Google chiede un anchor descrittivo e specifico. Nello studio Zyppy le pagine con almeno un anchor uguale alla parola chiave di destinazione registravano almeno cinque volte pi\u00f9 traffico, e la variet\u00e0 di anchor diversi mostrava la correlazione pi\u00f9 forte dell'intero dataset.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260005\"><strong class=\"schema-faq-question\">I link nel menu e nel footer contano per la SEO?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Vengono scansionati come gli altri, ma sono identici su tutte le pagine e non portano contesto. I link nel corpo del testo stanno dentro una frase che spiega cosa c'\u00e8 dall'altra parte, ed \u00e8 quella la differenza.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260006\"><strong class=\"schema-faq-question\">Ha senso mettere nofollow su un link interno?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Quasi mai. La tecnica di usare il nofollow per concentrare il valore su altre pagine non funziona dal 2009, quando Google ha cambiato il modo in cui il PageRank si distribuisce tra i link di una pagina.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1758260007\"><strong class=\"schema-faq-question\">I crawler di ChatGPT e Claude seguono i link interni?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Seguono quelli presenti nell'HTML. Secondo i dati pubblicati da Vercel, GPTBot, ClaudeBot e PerplexityBot non eseguono JavaScript: un link generato lato client per loro non esiste.<\/p><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che nel settore si dice poco: il linking interno non \u00e8 un lavoro di pubblicazione, \u00e8 un lavoro di rilettura. Ogni articolo nuovo \u00e8 anche un'occasione per aggiungere un link a tre articoli vecchi, e quella mezz'ora vale pi\u00f9 della mezz'ora spesa a limare il titolo. Se vuoi che qualcuno la faccia al posto tuo, \u00e8 dentro il nostro <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">servizio SEO<\/a>; se preferisci vedere prima i risultati su siti veri, sono nei <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/\">progetti<\/a>.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un link interno \u00e8 un collegamento che porta da una pagina a un'altra pagina dello stesso dominio. 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