{"id":9627,"date":"2026-09-11T14:01:38","date_gmt":"2026-09-11T14:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9627"},"modified":"2026-10-09T03:28:54","modified_gmt":"2026-10-09T03:28:54","slug":"url-slug","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-slug\/","title":{"rendered":"URL slug: cos'\u00e8, quali caratteri usare e come scriverlo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo slug \u00e8 l'ultimo segmento leggibile del percorso di un URL, quello che identifica una singola pagina: in <code>https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-slug\/<\/code> lo slug \u00e8 <code>url-slug<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si scrive in minuscolo, con le parole separate da trattini, senza accenti (n\u00e9 simboli come la <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/marchi-registrati-e-simboli-nei-title-tag\/\">\u00ae del marchio registrato<\/a>) e senza le parole di servizio del titolo. In WordPress lo trovi nel campo Permalink della sidebar dell'editor e lo decidi prima di pubblicare: dopo, cambiarlo costa un redirect e un po' di pazienza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Slug, path e permalink non sono la stessa cosa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei tre termini si fa confusione spesso, anche nei brief che arrivano dai clienti. La nomenclatura tecnica sta in <a href=\"https:\/\/www.rfc-editor.org\/rfc\/rfc3986\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RFC 3986<\/a>, la specifica IETF del 2005 scritta da Tim Berners-Lee, Roy Fielding e Larry Masinter, che definisce la sintassi degli URI.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il <strong>path<\/strong> \u00e8 tutto quello che viene dopo il dominio: <code>\/it\/blog\/url-slug\/<\/code>. Pu\u00f2 avere pi\u00f9 segmenti separati da slash.<\/li><li>Lo <strong>slug<\/strong> \u00e8 un solo segmento del path, di solito l'ultimo, quello che distingue questa pagina dalle altre dello stesso livello: <code>url-slug<\/code>. Anche <code>blog<\/code> \u00e8 tecnicamente uno slug, quello dell'archivio che contiene la pagina.<\/li><li>Il <strong>permalink<\/strong> \u00e8 l'URL completo e stabile della risorsa, dominio incluso. \u00c8 il risultato finale, non una sua parte.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distinzione serve quando si discute di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/\">struttura degli URL<\/a>: cambiare la struttura delle cartelle e cambiare lo slug di una pagina sono due interventi con rischi molto diversi. Il primo tocca tutto il sito, il secondo una riga.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali caratteri puoi usare davvero<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RFC 3986, sezione 2.3, elenca i caratteri <em>unreserved<\/em>, cio\u00e8 quelli che in un URI possono stare cos\u00ec come sono: <code>unreserved = ALPHA \/ DIGIT \/ \"-\" \/ \".\" \/ \"_\" \/ \"~\"<\/code>. Lettere, cifre, trattino, punto, underscore e tilde. Tutto il resto va percent-encoded o \u00e8 un delimitatore con un significato suo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sopra questo vincolo tecnico si appoggiano le indicazioni di <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/url-structure\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Google Search Central sulla struttura degli URL<\/a>, che sono tre e molto concrete: usare il trattino e non l'underscore per separare le parole, preferire parole leggibili agli ID numerici lunghi, e percent-encodare i caratteri fuori dall'intervallo ASCII. La stessa pagina ricorda che <code>\/APPLE<\/code> e <code>\/apple<\/code> sono due URL distinti per Google.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Carattere<\/th><th>Sta nell'URL?<\/th><th>Cosa succede se lo usi<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>lettere minuscole a-z<\/td><td>s\u00ec<\/td><td>il caso normale, nessun effetto collaterale<\/td><\/tr><tr><td>cifre 0-9<\/td><td>s\u00ec<\/td><td>nessun problema tecnico, ma una data nello slug invecchia<\/td><\/tr><tr><td>trattino <code>-<\/code><\/td><td>s\u00ec<\/td><td>Google lo legge come separatore di parole<\/td><\/tr><tr><td>underscore <code>_<\/code><\/td><td>s\u00ec, ma<\/td><td>tecnicamente valido, Google consiglia il trattino: l'underscore tiene le parole unite<\/td><\/tr><tr><td>punto <code>.<\/code><\/td><td>s\u00ec, ma<\/td><td>valido, per\u00f2 un <code>.zip<\/code> o <code>.php<\/code> finale fa sembrare la pagina un file<\/td><\/tr><tr><td>tilde <code>~<\/code><\/td><td>s\u00ec, ma<\/td><td>valido e quasi inutilizzato: su vecchi server indicava la home di un utente<\/td><\/tr><tr><td>lettere maiuscole<\/td><td>s\u00ec, ma<\/td><td>due slug che differiscono solo per il case sono due pagine diverse<\/td><\/tr><tr><td>spazio<\/td><td>no<\/td><td>diventa <code>%20<\/code> e rende l'URL illeggibile quando viene copiato<\/td><\/tr><tr><td>accenti \u00e0 \u00e8 \u00e9 \u00ec \u00f2 \u00f9<\/td><td>no<\/td><td>percent-encoded: <code>\u00e8<\/code> diventa <code>%C3%A8<\/code>, tre caratteri al posto di uno<\/td><\/tr><tr><td>apostrofo <code>'<\/code><\/td><td>no<\/td><td>diventa <code>%27<\/code><\/td><\/tr><tr><td><code>? # &amp; =<\/code><\/td><td>no<\/td><td>sono delimitatori: spezzano l'URL in query string e frammento<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accenti e apostrofi: il problema di chi scrive in italiano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo punto in inglese non esiste e per questo nelle guide tradotte passa inosservato. Un titolo italiano medio \u00e8 pieno di accenti e apostrofi: \"Perch\u00e9 l'attivit\u00e0 di un'azienda \u00e8 pi\u00f9 visibile\". Se lo slug nasce dal titolo senza filtro, il browser lo mostra pulito ma il valore vero della risorsa contiene le sequenze percent-encoded.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La codifica non \u00e8 arbitraria: ogni carattere non ASCII viene prima convertito nei suoi byte UTF-8, poi ogni byte diventa un <code>%<\/code> seguito da due cifre esadecimali. La <code>\u00e8<\/code> in UTF-8 occupa due byte, quindi diventa <code>%C3%A8<\/code>. La <code>\u00e0<\/code> diventa <code>%C3%A0<\/code>. Uno slug come <code>perche-e-importante<\/code> resta di 19 caratteri; <code>perch\u00e9-\u00e8-importante<\/code> ne diventa 25 nella forma che viaggia sulla rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conseguenze pratiche sono tre. L'URL copiato e incollato in una mail o in un messaggio arriva nella forma codificata e illeggibile. I log e i report di Search Console mostrano la versione percent-encoded, quindi cercare una pagina per nome diventa pi\u00f9 lento. E alcuni sistemi che consumano URL a mano, dai CSV dei feed ai vecchi client di posta, li troncano al primo carattere che non riconoscono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi lavora su WordPress parte in vantaggio. Lo slug generato dal titolo passa per <a href=\"https:\/\/developer.wordpress.org\/reference\/functions\/sanitize_title_with_dashes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sanitize_title_with_dashes()<\/a>, che abbassa tutto in minuscolo, sostituisce gli spazi con trattini e limita l'output a caratteri alfanumerici, underscore e trattino; a monte <a href=\"https:\/\/developer.wordpress.org\/reference\/functions\/remove_accents\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">remove_accents()<\/a>, presente dalla 1.2.1, riporta le lettere accentate in ASCII. Il problema nasce quindi da uno slug incollato a mano o da una migrazione che ha importato i permalink da un altro CMS. Nel dubbio apri la pagina e guarda la barra degli indirizzi dopo un ricaricamento: se compaiono i <code>%<\/code>, lo slug va riscritto.<\/p>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si scrive uno slug decente<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metodo \u00e8 sempre lo stesso: prendi il titolo, togli le parole di servizio (articoli, preposizioni, congiunzioni), tieni i due o tre termini che un lettore userebbe per cercare quella pagina. La <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/keyword-research\/\">keyword research<\/a> serve anche a questo: a sapere quale coppia di parole resta quando butti tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Titolo della pagina<\/th><th>Slug da evitare<\/th><th>Slug migliore<\/th><th>Perch\u00e9<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Perch\u00e9 il page speed conta per un e-commerce<\/td><td><code>\/perche-il-page-speed-conta-per-un-e-commerce<\/code><\/td><td><code>\/page-speed-ecommerce<\/code><\/td><td>le parole di servizio occupano met\u00e0 dello slug e non distinguono la pagina da nessun'altra<\/td><\/tr><tr><td>Guida 2024 alla keyword research<\/td><td><code>\/guida-2024-keyword-research<\/code><\/td><td><code>\/keyword-research<\/code><\/td><td>l'anno nello slug invecchia a gennaio, e per aggiornarlo serve un redirect<\/td><\/tr><tr><td>Chi siamo<\/td><td><code>\/?page_id=1287<\/code><\/td><td><code>\/chi-siamo<\/code><\/td><td>Google consiglia parole leggibili invece di ID numerici lunghi<\/td><\/tr><tr><td>Quanto costa un impianto fotovoltaico da 6 kW<\/td><td><code>\/quanto-costa-un-impianto-fotovoltaico-da-6-kw-guida-completa-aggiornata<\/code><\/td><td><code>\/costo-impianto-fotovoltaico-6-kw<\/code><\/td><td>72 caratteri contro 33, e \"guida completa aggiornata\" non aggiunge informazione<\/td><\/tr><tr><td>Categoria prodotto: stampanti per etichette<\/td><td><code>\/categoria-prodotto\/stampanti-per-etichette-2<\/code><\/td><td><code>\/stampanti-etichette<\/code><\/td><td>il prefisso tecnico del CMS e il suffisso numerico anticollisione non dicono nulla a nessuno<\/td><\/tr><tr><td>Servizi SEO per aziende B2B<\/td><td><code>\/Servizi_SEO_B2B<\/code><\/td><td><code>\/servizi-seo-b2b<\/code><\/td><td>maiuscole e underscore: la prima forma genera un URL distinto, la seconda tiene le parole unite<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una regola che funziona bene nei progetti con molte pagine: lo slug deve restare vero anche se il titolo cambia. Un titolo si riscrive dieci volte in tre anni, lo slug dovrebbe sopravvivere a tutti e dieci. \u00c8 per questo che conviene metterci il concetto, non la promessa commerciale del momento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto pu\u00f2 essere lungo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google non pubblica un limite di caratteri per lo slug e non ne esiste uno nella specifica. I limiti reali li impongono i CMS, e sono molto pi\u00f9 alti di quanto serva.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>WordPress<\/strong>: la colonna <code>post_name<\/code> della tabella <code>wp_posts<\/code> \u00e8 un <code>varchar(200)<\/code>, quindi 200 caratteri (<a href=\"https:\/\/codex.wordpress.org\/Database_Description\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Database Description<\/a>).<\/li><li><strong><a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-per-squarespace\/\">Squarespace<\/a><\/strong>: da 3 a 250 caratteri per le pagine, da 3 a 200 per i post del blog, gli eventi e i prodotti, e vieta qualsiasi carattere speciale che non sia il trattino (<a href=\"https:\/\/support.squarespace.com\/hc\/it\/articles\/205814578-Slug-URL\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documentazione Squarespace<\/a>).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei progetti che seguiamo gli slug buoni stanno quasi sempre fra i 15 e i 40 caratteri, due o quattro parole. Non perch\u00e9 ci sia una soglia magica: perch\u00e9 oltre quella lunghezza stai ripetendo nello slug cose che hai gi\u00e0 detto nel titolo e nell'H1, e la ripetizione non aggiunge segnale. La stessa pagina di Google Search Central invita ad accorciare gli URL togliendo quello che non cambia il contenuto: lo slug ricco di parole di riempimento rientra in quella categoria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli slug in un sito multilingua<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un sito con pi\u00f9 lingue lo slug va tradotto, non lasciato in italiano sotto il prefisso della lingua straniera. Un <code>\/en\/blog\/costo-impianto-fotovoltaico\/<\/code> \u00e8 un URL inglese con un'etichetta italiana: per chi legge non significa niente e per il motore di ricerca non contiene nessuna delle parole con cui la pagina verr\u00e0 cercata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I plugin di traduzione come WPML e Polylang gestiscono uno slug per lingua, ma il valore di default quando si crea la traduzione \u00e8 una copia dell'originale: se nessuno la riscrive resta l\u00ec. Vale anche per gli slug delle categorie e degli archivi, che sono la parte che si dimentica pi\u00f9 spesso. Nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/macropix\/\">progetto Macropix<\/a> la riscrittura degli slug tradotti \u00e8 stata una delle prime cose fatte, prima di toccare i contenuti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando non va cambiato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Google uno slug diverso \u00e8 una pagina diversa. Cambiarlo su una pagina gi\u00e0 indicizzata significa che il vecchio indirizzo <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/404-error\/\">restituisce 404<\/a> se non imposti un redirect permanente e non un <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/302-redirect\/\">302 temporaneo<\/a>, e che tutti i link esterni che puntavano a quella pagina passano per un salto in pi\u00f9. La casistica completa sta in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/problemi-comuni-url\/\">problemi comuni degli URL<\/a>; qui bastano due indicazioni.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Se lo slug \u00e8 solo imperfetto (una parola di troppo, un articolo rimasto dentro) lascialo dov'\u00e8. Il guadagno non copre il rischio.<\/li><li>Se \u00e8 sbagliato in modo che si vede (percent-encoding, ID numerico, refuso, lingua errata) cambialo, metti il redirect 301 e controlla che i <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/link-interni\/\">link interni<\/a> puntino al nuovo indirizzo e non al redirect. E ricordati del <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-canonical\/\">tag canonical<\/a>, che dopo un cambio di slug resta spesso sul vecchio valore.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un controllo di questo tipo rientra in qualsiasi <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-tecnica\/\">attivit\u00e0 di SEO tecnica<\/a> ed \u00e8 tra le prime cose che guardiamo nei <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">progetti SEO<\/a>: un crawl del sito e una colonna con la lunghezza del path dicono in dieci minuti dove il CMS ha generato slug da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ultima cosa, che nel settore si sente dire poco: lo slug \u00e8 l'unico elemento on-page che non si pu\u00f2 testare. Un title si riscrive il marted\u00ec e si rimette a posto il venerd\u00ec senza che nessuno se ne accorga, un H1 anche, una meta description pure. Lo slug no: ogni modifica \u00e8 un indirizzo nuovo, un redirect in pi\u00f9 da mantenere per anni e una riga in pi\u00f9 in una configurazione che qualcuno dovr\u00e0 leggere nel 2031. \u00c8 l'unico pezzo di SEO on-page che conviene scrivere bene una volta invece di ottimizzare dopo, e l'unico in cui la decisione giusta \u00e8 quasi sempre quella pi\u00f9 noiosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2>\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-1\"><strong class=\"schema-faq-question\">Qual \u00e8 la differenza tra slug e URL?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">L&#039;URL \u00e8 l&#039;indirizzo completo della pagina, protocollo e dominio inclusi. Lo slug \u00e8 un solo segmento del percorso, di solito l&#039;ultimo, quello che identifica la singola pagina: in https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/url-slug\/ lo slug \u00e8 url-slug.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-2\"><strong class=\"schema-faq-question\">Lo slug influenza il posizionamento su Google?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">In modo diretto molto poco. Google Search Central tratta la struttura degli URL come una questione di leggibilit\u00e0 e di scansione, non come una leva di ranking. Lo slug conta per altro: chi legge capisce cosa trover\u00e0 prima di cliccare, chi linka la pagina a mano scrive un indirizzo sensato, e chi deve mettere ordine in un sito grande riesce a capire cosa sta guardando.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-3\"><strong class=\"schema-faq-question\">Posso usare le lettere accentate nello slug?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Tecnicamente s\u00ec, perch\u00e9 vengono percent-encoded, ma conviene evitarle. RFC 3986 ammette senza codifica solo lettere ASCII, cifre, trattino, punto, underscore e tilde, e Google chiede di percent-encodare i caratteri fuori dall&#039;intervallo ASCII. Una e accentata diventa %C3%A8, quindi un indirizzo leggibile nel browser diventa illeggibile appena viene copiato o finisce in un report.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-4\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto deve essere lungo uno slug?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Non esiste un limite imposto da Google, e i limiti dei CMS sono molto alti: in WordPress la colonna post_name \u00e8 un varchar(200), Squarespace ammette da 3 a 250 caratteri per le pagine. In pratica due o quattro parole bastano, perch\u00e9 oltre quella soglia si ripete nello slug quello che c&#039;\u00e8 gi\u00e0 nel titolo e nell&#039;H1.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-5\"><strong class=\"schema-faq-question\">Cosa succede se cambio lo slug di una pagina gi\u00e0 indicizzata?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Il vecchio indirizzo smette di esistere. Senza un redirect 301 restituisce 404 e perde i link che puntavano alla pagina. Se decidi di cambiarlo, imposta il redirect, aggiorna i link interni in modo che puntino al nuovo indirizzo e controlla il tag canonical, che dopo un cambio di slug resta spesso fermo sul valore precedente.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-q-6\"><strong class=\"schema-faq-question\">Meglio il trattino o l&#039;underscore per separare le parole?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Il trattino. Google Search Central lo dice in modo esplicito: raccomanda il trattino invece dell&#039;underscore, perch\u00e9 l&#039;underscore viene storicamente usato per tenere uniti concetti che vanno letti come una sola parola.<\/p><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo slug \u00e8 l'ultimo segmento leggibile del percorso di un URL, quello che identifica la singola pagina. 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