{"id":9384,"date":"2026-09-16T04:23:43","date_gmt":"2026-09-16T04:23:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=9384"},"modified":"2026-09-16T04:23:43","modified_gmt":"2026-09-16T04:23:43","slug":"come-fare-remarketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/come-fare-remarketing\/","title":{"rendered":"Remarketing: cos'\u00e8, come funziona e quanti visitatori servono"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il remarketing \u00e8 la pubblicit\u00e0 mostrata a chi \u00e8 gi\u00e0 passato dal tuo sito. Una persona apre una pagina, non compra e se ne va: il suo browser finisce in una lista, e da quel momento pu\u00f2 rivedere i tuoi annunci su Google, su YouTube o su uno dei siti della rete Display.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa parte la raccontano tutti. Quella che manca nelle guide italiane \u00e8 il conto: quanti visitatori servono perch\u00e9 una lista di remarketing sia davvero pubblicabile, e cosa \u00e8 successo ai cookie di terze parti tra il 2025 e il 2026, visto che met\u00e0 della prima pagina di Google in italiano d\u00e0 per scontato che siano spariti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona, tecnicamente<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre passaggi, sempre gli stessi.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Sul sito c'\u00e8 un tag (il tag di Google, o il pixel di Meta, o quello di LinkedIn) che registra chi visita quali pagine.<\/li>\n\n\n\n<li>Il tag alimenta un segmento: \"chi ha visto la pagina prezzi negli ultimi 30 giorni\", \"chi ha aggiunto al carrello e non ha pagato\", \"chi ha visto il 50% di un video su YouTube\".<\/li>\n\n\n\n<li>Quel segmento diventa il pubblico di una campagna, che smette di cercare persone nuove e si limita a ripresentarsi a quelle.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza con una campagna normale \u00e8 tutta l\u00ec: non stai comprando attenzione da zero, stai comprando un secondo passaggio. Per questo il <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/cost-per-click\/\">costo per clic<\/a> di una campagna di remarketing \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 basso di quello di una campagna di ricerca sulla stessa keyword.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa \u00e8 successo davvero ai cookie di terze parti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diverse guide italiane pubblicate nel 2026 aprono scrivendo che \"la fine dei cookie di terze parti su Chrome \u00e8 stata completata nel 2025\" e che quindi il remarketing va ricostruito sui dati proprietari. Non \u00e8 andata cos\u00ec. Chrome i cookie di terze parti li ha ancora, e a essere stato chiuso \u00e8 stato il progetto che doveva sostituirli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Annuncio di Google<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>22 luglio 2024<\/td><td>Google rinuncia a eliminare i cookie di terze parti. Al loro posto annuncia \"una nuova esperienza in Chrome\" che lascia scegliere all'utente.<\/td><\/tr><tr><td>22 aprile 2025<\/td><td>Anche quella scelta salta: Chrome mantiene l'impostazione attuale, senza nessun prompt dedicato. I cookie di terze parti restano dove sono.<\/td><\/tr><tr><td>17 ottobre 2025<\/td><td>Google dismette dieci tecnologie Privacy Sandbox, tra cui Protected Audience, Topics e Attribution Reporting. Motivo dichiarato: scarsa adozione.<\/td><\/tr><tr><td>Chrome 144 (dicembre 2025)<\/td><td>Le API vengono deprecate nel browser.<\/td><\/tr><tr><td>Chrome 153<\/td><td>Rimozione del codice di Protected Audience, rimandata due volte da Chrome 150.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Fonti: <a href=\"https:\/\/privacysandbox.google.com\/blog\/privacy-sandbox-update\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Privacy Sandbox, luglio 2024<\/a>; <a href=\"https:\/\/privacysandbox.google.com\/blog\/privacy-sandbox-next-steps\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Privacy Sandbox, 22 aprile 2025<\/a>; <a href=\"https:\/\/privacysandbox.google.com\/blog\/update-on-plans-for-privacy-sandbox-technologies\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Privacy Sandbox, 17 ottobre 2025<\/a>; <a href=\"https:\/\/developer.chrome.com\/blog\/chrome-144-beta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Chrome for Developers<\/a>; <a href=\"https:\/\/groups.google.com\/a\/chromium.org\/g\/blink-dev\/c\/k_nubsMb97g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intent to deprecate su blink-dev<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena fermarsi su Protected Audience. Era l'API progettata per fare esattamente remarketing senza cookie: il browser teneva in locale l'appartenenza a un gruppo di interesse e l'asta si svolgeva sul dispositivo. Anthony Chavez, che in Google guida Privacy Sandbox, ne ha annunciato la dismissione a ottobre 2025. \u00c8 stata chiusa prima dei cookie che doveva sostituire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pratico per chi fa campagne in Italia: nel 2026 il remarketing su Google Ads e su Meta funziona come funzionava, e i tag sul tuo sito sono comunque di prima parte. Quello che ti limita non \u00e8 il browser. \u00c8 il consenso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il vincolo vero in Italia \u00e8 il consenso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <a href=\"https:\/\/www.garanteprivacy.it\/home\/docweb\/-\/docweb-display\/docweb\/9677876\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">provvedimento n. 231 del 10 giugno 2021<\/a> del Garante per la protezione dei dati personali stabilisce che lo scroll della pagina non \u00e8 un consenso valido, che il banner deve offrire un rifiuto usabile quanto l'accettazione, e che la scelta dell'utente va rispettata per almeno sei mesi prima di ripresentare la richiesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal lato Google, da marzo 2024 nel See servono due parametri espliciti perch\u00e9 una persona possa essere usata per la personalizzazione degli annunci: <code>ad_user_data<\/code> e <code>ad_personalization<\/code>, entrambi impostati su granted. Se sono su denied o non specificati, quella persona nelle liste non ci entra, come <a href=\"https:\/\/support.google.com\/google-ads\/answer\/14310715?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Google scrive nella documentazione di Customer Match<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti dicono di s\u00ec? Il benchmark 2026 di <a href=\"https:\/\/www.didomi.io\/blog\/benchmark-average-consent-rate-europe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Didomi<\/a>, costruito su centinaia di milioni di interazioni con i banner raccolte nel 2025, d\u00e0 l'Europa meridionale (Italia compresa) all'82,5%, contro il 75,1% dell'Europa occidentale e l'89,3% dell'Europa orientale. Circa un visitatore su sei, quindi, non entrer\u00e0 mai in una lista di remarketing per quanto bene tu abbia installato il tag.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanti visitatori servono perch\u00e9 la lista sia pubblicabile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google pone una soglia tecnica: un segmento diventa idoneo alla pubblicazione su Rete di Ricerca, Display e YouTube solo se contiene <a href=\"https:\/\/support.google.com\/google-ads\/answer\/2472738?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">almeno 100 visitatori o utenti attivi negli ultimi 30 giorni<\/a>. La soglia \u00e8 stata abbassata da 1.000 a 100 per gli elenchi caricati o aggiornati dal 1\u00b0 febbraio 2024, e resta il numero che decide se la tua campagna gira o resta ferma con la scritta \"pubblico troppo piccolo\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incrociando le due cose: per avere 100 persone in lista in Italia servono circa 122 visitatori in trenta giorni su quella pagina. Nella tabella qui sotto ho fatto il conto sui costi per clic reali di sei settori italiani, presi dagli articoli verticali che abbiamo pubblicato su questo blog. Considera solo il traffico a pagamento, quindi \u00e8 un pavimento: organico, diretto e social alzano il numero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Settore e keyword<\/th><th>CPC<\/th><th>Budget al mese<\/th><th>Clic<\/th><th>In lista dopo il consenso<\/th><th>Lista pubblicabile<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ristorante, \"ristorante milano\"<\/td><td>0,65 \u20ac<\/td><td>300 \u20ac<\/td><td>462<\/td><td>381<\/td><td>S\u00ec, con margine per segmentare<\/td><\/tr><tr><td>Agenzia immobiliare, \"valutazione immobile\"<\/td><td>2,53 \u20ac<\/td><td>600 \u20ac<\/td><td>237<\/td><td>196<\/td><td>S\u00ec, ma una lista sola<\/td><\/tr><tr><td>Studio dentistico, \"dentista milano\"<\/td><td>3,98 \u20ac<\/td><td>600 \u20ac<\/td><td>151<\/td><td>125<\/td><td>S\u00ec, al limite<\/td><\/tr><tr><td>Catering, \"catering milano\"<\/td><td>6,07 \u20ac<\/td><td>600 \u20ac<\/td><td>99<\/td><td>82<\/td><td>No<\/td><\/tr><tr><td>Avvocato, \"avvocato divorzista milano\"<\/td><td>9,76 \u20ac<\/td><td>900 \u20ac<\/td><td>92<\/td><td>76<\/td><td>No<\/td><\/tr><tr><td>Avvocato, \"avvocato successioni milano\"<\/td><td>1,25 \u20ac<\/td><td>600 \u20ac<\/td><td>480<\/td><td>396<\/td><td>S\u00ec, con margine per segmentare<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__caption\">Costi per clic rilevati nei nostri articoli su <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-ristoranti\/\">Google Ads per ristoranti<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-immobiliare\/\">Google Ads immobiliare<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-dentisti\/\">Google Ads per dentisti<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-avvocati\/\">Google Ads per avvocati<\/a>. Tasso di consenso applicato: 82,5% (Didomi, Europa meridionale, dati 2025).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riga da guardare \u00e8 l'ultima coppia. Stesso studio legale, stessa citt\u00e0, stesso budget: sulle successioni la lista di remarketing si riempie cinque volte pi\u00f9 in fretta che sui divorzi, perch\u00e9 il clic costa otto volte meno. Cambia l'aritmetica, non la strategia, e questo spiega perch\u00e9 lo stesso consiglio (\"fai remarketing\") funziona benissimo per un'attivit\u00e0 e non parte nemmeno per quella accanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il conto ti d\u00e0 meno di 122 visitatori al mese sulla pagina che ti interessa, il problema non \u00e8 il remarketing. \u00c8 il traffico a monte, e va risolto prima, con la <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">ricerca organica<\/a> o allargando le campagne. Il ragionamento su soglie e budget minimi lo abbiamo fatto per esteso in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/quando-dovresti-fare-google-ads\/\">quando conviene fare Google Ads<\/a>.<\/p>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro tipi di lista su Google Ads<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google li chiama segmenti di dati, ed \u00e8 utile tenerli separati perch\u00e9 si comportano in modo diverso.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Visitatori del sito.<\/strong> Costruiti dal tag. Sono i pi\u00f9 immediati e i pi\u00f9 esposti al consenso: se il banner viene rifiutato, quella visita non esiste.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Utenti dell'app.<\/strong> Stessa logica, da SDK.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Customer Match.<\/strong> Carichi email o numeri di telefono dei tuoi contatti, in forma gi\u00e0 cifrata. \u00c8 l'unica lista che non dipende da chi passa sul sito questo mese, e per un'azienda con un Crm popolato \u00e8 spesso la pi\u00f9 grande che ha.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Chi ha interagito con i video.<\/strong> Visualizzazioni, iscrizioni al canale, clic sulle schede YouTube.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove finiscono poi queste liste cambia molto il risultato. Sulla Rete di Ricerca diventano Rlsa, cio\u00e8 non mostrano un annuncio nuovo ma alzano l'offerta quando una persona gi\u00e0 passata dal sito cerca di nuovo: \u00e8 il formato pi\u00f9 sottovalutato e quello con il rendimento migliore nei servizi. Sulla Display e su Demand Gen diventano campagne vere e proprie. In <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-ecommerce\/\">Google Ads per ecommerce<\/a> abbiamo visto come, con un feed Merchant Center collegato, il remarketing dinamico ricostruisca l'annuncio con il prodotto esatto che la persona aveva guardato. In Performance Max, invece, la lista vale come segnale e non come targeting: suggerisce all'algoritmo dove guardare, ma Google resta libero di andare altrove.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per quanto tempo tenere una persona in lista<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tetto tecnico \u00e8 540 giorni: superata quella soglia Google rimuove la persona dal segmento, anche se hai impostato una durata pi\u00f9 lunga. Sotto quel tetto decidi tu, e la variabile giusta non \u00e8 il settore ma il tempo che passa tra il primo contatto e la decisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un carrello abbandonato su un ecommerce di abbigliamento si recupera in pochi giorni o non si recupera pi\u00f9. Una valutazione immobiliare no: nell'analisi di <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-immobiliare\/\">Google Ads immobiliare<\/a> il proprietario che apre la pagina della valutazione e non compila il modulo spesso decide settimane dopo, e una finestra di 7 giorni lo perde per strada. Stessa cosa per una consulenza professionale, dove tra la prima ricerca e la telefonata passa pi\u00f9 di un mese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regola pratica: parti dalla distanza media tra prima visita e conversione che vedi in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-analytics\/\">Google Analytics<\/a>, e imposta la durata a circa il doppio. Poi guarda il <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/click-through-rate\/\">tasso di clic<\/a> per fascia di anzianit\u00e0 della lista: quando crolla, hai trovato il punto in cui tagliare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I settori in cui il remarketing \u00e8 vietato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa parte in italiano non la scrive quasi nessuno, e costa account sospesi. Le <a href=\"https:\/\/support.google.com\/adspolicy\/answer\/143465?hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">norme sulla pubblicit\u00e0 personalizzata di Google<\/a> vietano i pubblici creati dall'inserzionista su una lista precisa di categorie: salute e metodi contraccettivi, situazione finanziaria negativa, affiliazione politica, credo religioso, orientamento sessuale, identificazione come persona transgender, gruppo etnico, iscrizione ai sindacati, alcolici, giochi e scommesse, maltrattamenti e traumi, difficolt\u00e0 relazionali, commissione di un reato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto in mestieri: uno studio di psicologia non pu\u00f2 costruire un pubblico su chi ha visitato la pagina dell'ansia, come abbiamo spiegato in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-psicologi\/\">Google Ads per psicologi<\/a>. Un poliambulatorio non pu\u00f2 creare liste sulle pagine delle prestazioni, e il caso \u00e8 trattato in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-ads-studi-medici\/\">Google Ads per studi medici e cliniche<\/a>. Uno studio dentistico resta fuori dal divieto sulle pagine generiche e ci rientra su implantologia e altre procedure invasive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che resta consentito in questi casi sono i segmenti predefiniti di Google, che l'inserzionista non costruisce, e il remarketing sulle pagine neutre del sito: home, contatti, chi siamo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come capire se sta portando conversioni davvero<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il remarketing ha un problema di misurazione che nessun'altra campagna ha: per definizione si rivolge a persone che ti conoscono gi\u00e0, quindi una parte di quelle conversioni sarebbe arrivata comunque. Guardare il Roas della campagna e dichiararla vincente \u00e8 il modo pi\u00f9 rapido per sovrastimarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due correzioni, in ordine di difficolt\u00e0. La prima: le conversioni view-through, cio\u00e8 quelle attribuite a chi ha visto l'annuncio senza cliccarlo, hanno una finestra predefinita di 30 giorni. Portala a un giorno e togli quella colonna dai numeri principali, poi guarda cosa resta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 un test di incrementalit\u00e0: spegni il remarketing in alcune province per quattro settimane, tieni tutto il resto invariato e confronta le conversioni totali (non quelle attribuite alla campagna) tra le province spente e quelle accese. \u00c8 scomodo, \u00e8 l'unica risposta onesta, e nella nostra esperienza sui progetti <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/google-ads\/\">di gestione Google Ads<\/a> \u00e8 anche il momento in cui alcune campagne di Display smettono di sembrare redditizie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli errori che bruciano budget<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Segmentare troppo presto.<\/strong> Sei liste da 40 persone non servono nessuno, perch\u00e9 nessuna arriva a 100. Con meno di 500 visitatori al mese tieni una lista sola.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Non escludere chi ha gi\u00e0 comprato.<\/strong> Senza un'esclusione esplicita, il cliente che ha appena pagato continua a vedere l'annuncio del prodotto che ha in casa.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Mandare tutti sulla home.<\/strong> Chi ha visto una scheda prodotto deve tornare su quella scheda. Su questo abbiamo scritto una guida dedicata alle <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-landing-page\/\">landing page<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nessun limite di frequenza.<\/strong> Sulla Display il limite si imposta a livello di campagna e va impostato: senza, la stessa persona pu\u00f2 vedere l'annuncio decine di volte in una settimana.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Usare il remarketing per coprire un sito che non converte.<\/strong> Se la pagina non funziona alla prima visita, non funziona nemmeno alla terza. Le cause pi\u00f9 frequenti le abbiamo elencate in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/sito-non-cenverte\/\">perch\u00e9 il sito non converte<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'ultima nota di contesto sul mercato italiano, utile per dimensionare le aspettative: secondo l'<a href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/ecommerce-b2c\/ecommerce-b2c-in-italia-cresce-netcomm\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano<\/a> nel 2025 gli acquisti online degli italiani hanno superato i 62 miliardi di euro con 35,2 milioni di consumatori online, mentre <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/comunicato-stampa\/cittadini-e-ict-anno-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Istat<\/a> segnala che l'83,1% della popolazione dai 6 anni in su ha usato internet negli ultimi tre mesi e il 79,1% lo fa da smartphone. Il pubblico c'\u00e8. Il collo di bottiglia \u00e8 quanto di quel pubblico arriva sul tuo sito e accetta il banner.<\/p>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti sul remarketing<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531001\"><strong class=\"schema-faq-question\">Qual \u00e8 la differenza tra remarketing e retargeting?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Nessuna sostanziale. Remarketing \u00e8 il termine usato da Google nella sua documentazione, retargeting quello diffuso nel resto del mercato pubblicitario. In origine remarketing indicava anche le riattivazioni via email, ma oggi i due termini vengono usati come sinonimi.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531002\"><strong class=\"schema-faq-question\">Il remarketing funziona ancora senza i cookie di terze parti?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">La domanda parte da un presupposto sbagliato. Il 22 aprile 2025 Google ha annunciato che Chrome non elimina i cookie di terze parti, e il 17 ottobre 2025 ha dismesso le tecnologie Privacy Sandbox che dovevano sostituirli, Protected Audience compresa. Nel 2026 il remarketing su Google Ads e Meta funziona come prima: il limite reale in Italia \u00e8 il consenso ai cookie, non il browser.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531003\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanti visitatori servono per fare remarketing?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Google richiede almeno 100 visitatori o utenti attivi negli ultimi 30 giorni perch\u00e9 un segmento sia pubblicabile su Ricerca, Display e YouTube. Considerando che in Europa meridionale circa l'82,5% degli utenti accetta i cookie (benchmark Didomi sui dati 2025), in Italia servono circa 122 visitatori in trenta giorni su quella pagina.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531004\"><strong class=\"schema-faq-question\">Quanto pu\u00f2 durare una lista di remarketing?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Il massimo consentito da Google Ads \u00e8 540 giorni. Oltre quella soglia la persona viene rimossa dal segmento in automatico, anche se hai impostato una durata superiore. La durata giusta si ricava dal tempo che passa tra prima visita e conversione sul tuo sito.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531005\"><strong class=\"schema-faq-question\">In quali settori il remarketing \u00e8 vietato?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Le norme di Google sulla pubblicit\u00e0 personalizzata vietano i pubblici creati dall'inserzionista su salute, situazione finanziaria negativa, affiliazione politica, credo religioso, orientamento sessuale, identit\u00e0 transgender, gruppo etnico, iscrizione ai sindacati, alcolici, giochi e scommesse, maltrattamenti e traumi, difficolt\u00e0 relazionali e commissione di un reato. Nella pratica riguarda studi medici, psicologi e parte delle prestazioni odontoiatriche.<\/p><\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1789531006\"><strong class=\"schema-faq-question\">Conviene fare remarketing con un budget piccolo?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Dipende dal costo per clic del settore. Con 600 euro al mese e un clic da 1,25 euro la lista arriva a quasi 400 persone e il remarketing ha senso; con lo stesso budget e un clic da 9,76 euro non raggiunge nemmeno la soglia minima di Google. Sotto i 500 euro al mese, in genere, quel budget rende di pi\u00f9 concentrato su una sola campagna di ricerca.<\/p><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che nel settore si dice poco: il remarketing non \u00e8 un canale, \u00e8 un moltiplicatore di quello che gi\u00e0 entra. Una campagna di ricerca porta persone nuove, il remarketing le ripassa. Se la prima parte \u00e8 piccola, moltiplicarla non cambia l'ordine di grandezza del risultato, e il budget speso a ripassare 80 persone \u00e8 budget tolto a portarne 300. Per questo, quando arriva la domanda \"quando conviene aprire una campagna di remarketing\", la risposta onesta non riguarda il remarketing: riguarda quanto traffico stai gi\u00e0 generando. I casi in cui abbiamo fatto questo conto prima di partire sono raccolti tra i <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/\">progetti<\/a>, e la decisione di non attivarlo \u00e8 arrivata pi\u00f9 spesso di quanto ci si aspetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il remarketing \u00e8 la pubblicit\u00e0 mostrata a chi \u00e8 gi\u00e0 passato dal tuo sito. 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