{"id":13344,"date":"2026-10-09T04:25:19","date_gmt":"2026-10-09T04:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=13344"},"modified":"2026-10-09T04:25:19","modified_gmt":"2026-10-09T04:25:19","slug":"subdomini-e-seo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/subdomini-e-seo\/","title":{"rendered":"Sottodominio o sottocartella per la SEO: cosa mostrano 130 risultati di Google in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per posizionarsi su Google un sottodominio (blog.esempio.it) e una sottocartella (esempio.it\/blog\/) partono alla pari: John Mueller di Google lo ha ripetuto pi\u00f9 volte, e nel nostro test su 15 ricerche italiane 19 risultati organici su 130 stavano su un sottodominio. La differenza sta altrove: per scansione, robots.txt, Search Console e nome del sito un sottodominio \u00e8 un host separato, cio\u00e8 un secondo sito da gestire e da far crescere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda arriva quasi sempre nel momento sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il blog gira gi\u00e0 su HubSpot, lo shop su una piattaforma diversa dal sito, il booking engine dell'hotel sul server del fornitore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in prima pagina, in Italia, le risposte arrivano quasi tutte da chi vende hosting: spiegano <strong>come si crea un sottodominio dal pannello<\/strong>, non cosa succede dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli errori che vediamo pi\u00f9 spesso sono tre:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>credere che il sottodominio sia penalizzato<\/strong>, e rifare tutto per niente;<\/li>\n\n\n<li><strong>credere che sia identico alla sottocartella<\/strong>, e lasciarlo senza link, senza robots.txt e fuori da Search Console;<\/li>\n\n\n<li><strong>migrare per motivi SEO<\/strong>, aspettandosi un salto di traffico che i casi documentati non mostrano.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un e-commerce italiano di attrezzatura outdoor che seguiamo, lo shop vive su un sottodominio. Tra maggio e agosto 2026 ha raccolto <strong>82 clic organici contro i 4.484 del dominio principale, l'1,8%<\/strong>, con una posizione media su mobile di 13,3 contro 5,2. La tabella completa \u00e8 nella guida su <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/creare-sito-web-seo-friendly\/\">come creare un sito SEO friendly<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E quindi il sottodominio \u00e8 da evitare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. Il giorno in cui scriviamo <strong>support.apple.com \u00e8 primo e secondo<\/strong> su \"come fare un backup iphone\", e la piattaforma dei food blogger di GialloZafferano, su sottodominio, \u00e8 prima su \"ricetta tiramis\u00f9\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa guida trovi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>cosa cambia davvero per Google<\/strong> tra sottodominio e sottocartella, con le pagine ufficiali;<\/li>\n\n\n<li><strong>il test su 130 risultati italiani<\/strong>, ricerca per ricerca;<\/li>\n\n\n<li><strong>i quattro casi in cui il sottodominio \u00e8 la scelta giusta<\/strong>;<\/li>\n\n\n<li><strong>come portare un blog esterno in sottocartella<\/strong> senza cambiare piattaforma;<\/li>\n\n\n<li><strong>cosa aspettarsi da una migrazione<\/strong> e i cinque controlli per un sottodominio che resta.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos'\u00e8 un sottodominio e cos'\u00e8 una sottocartella (tutto dipende da che lato del dominio stanno)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sottodominio \u00e8 un prefisso che sta prima del dominio e si configura nel DNS: in blog.esempio.it il sottodominio \u00e8 \"blog\". Una sottocartella \u00e8 un percorso che sta dopo il dominio, sullo stesso host: in esempio.it\/blog\/ la cartella \u00e8 \/blog\/.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche \"www\" \u00e8 un sottodominio, il pi\u00f9 diffuso di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi legge la differenza \u00e8 quasi invisibile. Per l'infrastruttura di Google no: <strong>ogni hostname \u00e8 un sito a s\u00e9 per la scansione<\/strong>, e da l\u00ec discendono quasi tutte le conseguenze pratiche. Le abbiamo messe in fila.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>Sottodominio (blog.esempio.it)<\/th><th>Sottocartella (esempio.it\/blog\/)<\/th><th>Fonte<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Crawl budget<\/td><td>Separato: Google considera un sito ogni hostname univoco<\/td><td>Condiviso con il resto del dominio<\/td><td><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/crawling\/docs\/crawl-budget\">Google, gestione del crawl budget<\/a><\/td><\/tr><tr><td>robots.txt<\/td><td>Serve un file proprio sull'host<\/td><td>Vale il file del dominio<\/td><td><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/crawling\/docs\/robots-txt\/robots-txt-spec\">Google, specifiche robots.txt<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Search Console<\/td><td>Incluso nella propriet\u00e0 Dominio, escluso dalla propriet\u00e0 prefisso URL del sito principale<\/td><td>Incluso in entrambe<\/td><td><a href=\"https:\/\/support.google.com\/webmasters\/answer\/34592?hl=it\">Guida di Search Console<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Nome del sito nei risultati<\/td><td>Pu\u00f2 averne uno proprio<\/td><td>Usa quello del dominio: a livello di sottocartella non \u00e8 supportato<\/td><td><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/appearance\/site-names\">Google, nomi dei siti<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Google Analytics 4<\/td><td>Va controllato il dominio dei cookie, altrimenti compaiono auto-referral<\/td><td>Nessuna configurazione aggiuntiva<\/td><td><a href=\"https:\/\/support.google.com\/analytics\/answer\/10071811?hl=it\">Guida di Analytics<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Configurazione<\/td><td>Un record DNS, anche verso un altro server<\/td><td>Stesso server, oppure un reverse proxy<\/td><td><a href=\"https:\/\/blog.cloudflare.com\/subdomains-vs-subdirectories-best-practices-workers-part-1\/\">Cloudflare<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Versioni per paese<\/td><td>Facile da impostare, server in sedi diverse; dall'URL non si capisce se \"de\" indica lingua o paese<\/td><td>Bassa manutenzione, un solo host e una sola sede server<\/td><td><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/specialty\/international\/managing-multi-regional-sites\">Google, siti multiregionali<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sintesi Visilay dalla documentazione ufficiale, consultata il 9 ottobre 2026.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro sito, per inciso, usa sottocartelle anche per le lingue: questo articolo sta sotto \/it\/blog\/. Le altre parti di un indirizzo, dal protocollo al frammento, sono spiegate nella guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/urls\/\">struttura degli URL<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa dice Google (li tratta allo stesso modo, ma non come lo stesso sito)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google dice che per il posizionamento la scelta \u00e8 indifferente, e lo dice da pi\u00f9 di dieci anni. Nel 2012 Matt Cutts, allora responsabile del team antispam, in un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_MswMYk05tk\">video di Google<\/a> definiva le due soluzioni pi\u00f9 o meno equivalenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2017 John Mueller di Google, in un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uJGDyAN9g-g\">altro video<\/a>, ha detto che la ricerca web va bene sia con i sottodomini sia con le sottodirectory, e ha consigliato di scegliere una struttura da tenere a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2018, in un hangout ripreso da <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/google-treats-subdomains-subdirectories-john-mueller-says\/\">Search Engine Journal<\/a>, ha aggiunto la frase che quasi nessuno cita: \"In general, we see these the same. I would personally try to keep things together as much as possible.\"<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: <strong>per il ranking \u00e8 uguale, ma lui terrebbe tutto insieme<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E perch\u00e9, se \u00e8 uguale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta sta nella documentazione tecnica. La pagina sul <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/crawling\/docs\/crawl-budget\">crawl budget<\/a>, aggiornata a luglio 2026, scrive che www.example.com e code.example.com <strong>sono siti separati con crawl budget separati<\/strong>, e che ogni sito parte dallo stesso limite di capacit\u00e0, prudente, che Google alza nel tempo se il server risponde bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi un sottodominio nuovo comincia da quel limite di partenza anche se il dominio principale viene scansionato ogni giorno da anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul nome del sito che compare nei risultati la conseguenza l'abbiamo gi\u00e0 raccontata nell'articolo su <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/domini\/\">dominio e SEO<\/a>: news.example.com pu\u00f2 averne uno suo, example.com\/news no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pratico \u00e8 questo: <strong>Google non penalizza il sottodominio, ma non gli regala niente<\/strong>. Il legame con il dominio principale lo fanno i link interni e il marchio, non l'indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il test: quanti risultati italiani stanno su un sottodominio (19 su 130)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle prime pagine italiane il 14,6% dei risultati organici sta su un sottodominio: \u00e8 il dato che abbiamo misurato il 9 ottobre 2026 su 15 ricerche di settori diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metodo, cos\u00ec chi vuole lo rif\u00e0. Con DataForSEO abbiamo estratto i primi 10 risultati organici di Google Italia su mobile per ogni ricerca. Abbiamo contato solo i risultati organici, quindi niente AI Overview, schede ricetta o risultati locali, e abbiamo classificato come sottodominio ogni host diverso da www e dal dominio nudo. Il totale \u00e8 130 e non 150 perch\u00e9 molte SERP mostrano meno di dieci risultati organici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Ricerca<\/th><th>Risultati organici<\/th><th>Su sottodominio<\/th><th>Host (posizione organica)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>come aprire partita iva<\/td><td>8<\/td><td>0<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><tr><td>ricetta tiramis\u00f9<\/td><td>8<\/td><td>3<\/td><td>blog.giallozafferano.it (1, 4, 7)<\/td><\/tr><tr><td>migliori scarpe da running<\/td><td>9<\/td><td>0<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><tr><td>bonus ristrutturazione<\/td><td>9<\/td><td>0<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><tr><td>cos'\u00e8 la seo<\/td><td>8<\/td><td>1<\/td><td>blog.bizen.it (7)<\/td><\/tr><tr><td>come richiedere lo spid<\/td><td>8<\/td><td>2<\/td><td>helpdesk.spid.gov.it (1), help.infocert.it (3)<\/td><\/tr><tr><td>noleggio auto lungo termine<\/td><td>9<\/td><td>1<\/td><td>noleggio.ayvens.com (6)<\/td><\/tr><tr><td>corso excel online<\/td><td>8<\/td><td>1<\/td><td>shop.wki.it (4)<\/td><\/tr><tr><td>come fare un backup iphone<\/td><td>8<\/td><td>3<\/td><td>support.apple.com (1, 2), shop.zimaspace.com (8)<\/td><\/tr><tr><td>mutuo prima casa<\/td><td>9<\/td><td>0<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><tr><td>assicurazione auto<\/td><td>10<\/td><td>3<\/td><td>telepassassicura.telepass.com (2), preventivo.prima.it (5), assicurazioni.segugio.it (6)<\/td><\/tr><tr><td>come creare un sito web<\/td><td>8<\/td><td>0<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><tr><td>dichiarazione dei redditi precompilata<\/td><td>9<\/td><td>3<\/td><td>infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it (6, 7), assistenza.agenziaentrate.gov.it (8)<\/td><\/tr><tr><td>cambiare gestore luce<\/td><td>9<\/td><td>1<\/td><td>tariffe.segugio.it (3)<\/td><\/tr><tr><td>cosa vedere a roma<\/td><td>10<\/td><td>1<\/td><td>blog.italotreno.com (3)<\/td><\/tr><tr><td><strong>Totale<\/strong><\/td><td><strong>130<\/strong><\/td><td><strong>19 (14,6%)<\/strong><\/td><td><strong>8 nei primi tre posti<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Test Visilay, 9 ottobre 2026, ore 04:12 UTC. Google Italia, lingua italiana, mobile, primi 10 risultati organici via DataForSEO.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>19 risultati su 130 stanno su un sottodominio.<\/strong> 10 ricerche su 15 ne hanno almeno uno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nei primi tre posti i sottodomini occupano <strong>8 posizioni su 45, il 17,8%<\/strong>: pi\u00f9 della loro quota sul totale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wikipedia, che vive tutta su sottodomini come it.wikipedia.org, non \u00e8 comparsa in nessuna delle 15 SERP: il dato non \u00e8 gonfiato da lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chi sono, allora?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi tutti rientrano in tre famiglie:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>assistenza e documentazione<\/strong>: support.apple.com, helpdesk.spid.gov.it, help.infocert.it e due sottodomini dell'Agenzia delle Entrate, 7 risultati in tutto;<\/li>\n\n\n<li><strong>strumenti e preventivatori<\/strong>: Segugio con due sottodomini, Prima, Telepass e Ayvens, 5 risultati;<\/li>\n\n\n<li><strong>blog e shop<\/strong>: GialloZafferano tre volte, Italo, Bizen e due shop, 7 risultati.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura che ne diamo: <strong>quando un sottodominio arriva nei primi tre, dietro c'\u00e8 un marchio che la gente cerca per nome<\/strong> (Apple, Telepass, Italo, Segugio, GialloZafferano, InfoCert) o un servizio pubblico come SPID. L'indirizzo non sembra frenarli. Quindici ricerche sono un campione piccolo e non provano una causa, ma bastano a smentire l'idea che un sottodominio non possa stare in alto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 un sottodominio fatica su un sito piccolo (e dove si perde il lavoro)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un dominio con poca notoriet\u00e0 il sottodominio \u00e8 <strong>un secondo sito che parte da capo<\/strong>: link da conquistare, scansione da guadagnare, una propriet\u00e0 da tenere d'occhio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quasi sempre nessuno ha messo a budget le ore per farlo crescere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre situazioni che troviamo negli audit:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>lo shop staccato dal sito<\/strong>: \u00e8 il caso dell'e-commerce outdoor citato in apertura, dove il sottodominio ha 4.718 impression contro 190.200 del dominio principale nello stesso periodo;<\/li>\n\n\n<li><strong>il blog su piattaforma esterna lasciato con le impostazioni di default<\/strong>: in un controllo su 18 siti HubSpot di agenzie, gli unici 2 senza canonical in home erano proprio blog su sottodominio (il dettaglio \u00e8 nella guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-per-hubspot\/\">SEO su HubSpot<\/a>);<\/li>\n\n\n<li><strong>il booking engine dell'hotel sul sottodominio del fornitore<\/strong>, con davanti un sito di cinque pagine: le pagine che potrebbero posizionarsi semplicemente non esistono. Ne parliamo nella guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-hotel\/\">SEO per hotel<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il costo non \u00e8 una penalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono <strong>pagine che nessuno collega, nessuno controlla e nessuno aggiorna<\/strong>, perch\u00e9 stanno \"da un'altra parte\".<\/p>\n\n\n\n<div class=\"vl-ctabox vl-ctabox--inline\"><p class=\"vl-ctabox__title\">Hai un blog o uno shop su un sottodominio che non cresce?<\/p><p class=\"vl-ctabox__text\">Nel caso che hai appena letto lo shop raccoglieva l'1,8% dei clic del sito principale. Prima di decidere se migrare, guardiamo i dati dei due host in Search Console e ti diciamo se conviene spostarlo, collegarlo meglio o lasciarlo dov'\u00e8.<\/p><a class=\"vl-btn vl-btn--accent\" href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/contatti\/\">Prenota una consulenza strategica <svg class=\"vl-icon \" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\" stroke=\"currentColor\" stroke-width=\"2\" stroke-linecap=\"round\" stroke-linejoin=\"round\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path d=\"M5 12h14\"\/><path d=\"m13 6 6 6-6 6\"\/><\/svg><\/a><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando il sottodominio \u00e8 la scelta giusta (quattro casi in cui separare serve davvero)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sottodominio conviene quando la separazione serve a qualcosa che non \u00e8 la SEO: un server diverso, una piattaforma diversa, autori diversi o un mercato diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Applicazioni e aree riservate.<\/strong> app.esempio.it, l'area clienti, il login. Non devono posizionarsi, e avere un crawl budget separato qui \u00e8 un vantaggio: un picco di traffico sull'applicazione non rallenta la scansione del sito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Piattaforme di terze parti che non si montano sotto lo stesso host.<\/strong> Help center, community, booking engine, shop in SaaS. Se un reverse proxy non \u00e8 praticabile (ne parliamo nella prossima sezione), il sottodominio \u00e8 l'unica strada pulita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. Contenuti di altri autori ospitati dal tuo marchio.<\/strong> \u00c8 il modello di blog.giallozafferano.it: una piattaforma WordPress su cui food blogger indipendenti gestiscono il proprio blog, separata dalle ricette della redazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui per\u00f2 c'\u00e8 un confine scritto. Le <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/essentials\/spam-policies\">norme antispam di Google<\/a>, aggiornate ad agosto 2026, colpiscono i contenuti di terzi pubblicati soprattutto per sfruttare i segnali di ranking dell'host. E nella sezione sull'aggiramento delle norme citano espressamente la creazione di sottodomini e sottodirectory per continuare a violarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: <strong>spostare su un sottodominio una sezione penalizzata non la salva<\/strong>. Come si riconosce una penalizzazione lo spieghiamo nella guida alle <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/penalizzazioni-google\/\">penalizzazioni Google<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. Siti per paese con server, team o offerta diversi.<\/strong> Nella tabella di Google sui siti multiregionali il sottodominio ha come pro la possibilit\u00e0 di usare server in sedi diverse. Tecnocasa usa un sottodominio per ogni agenzia, e funziona perch\u00e9 ogni agenzia ha annunci propri: lo raccontiamo nella guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/franchising\/\">SEO per il franchising<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le semplici traduzioni dello stesso sito la sottocartella costa meno manutenzione, ed \u00e8 la scelta che abbiamo fatto noi. In entrambi i casi servono gli <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/hreflang-tags\/\">hreflang<\/a>, e quando le versioni diventano domini diversi il discorso cambia ancora: lo trovi nell'articolo su <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/perche-piu-domini-sono-cattivi-per-seo\/\">perch\u00e9 pi\u00f9 domini sono un problema per la SEO<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso a parte sono gli ambienti di test. Un sottodominio di staging va protetto con password: il disallow nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/robots-txt\/\">robots.txt<\/a> blocca la scansione, non l'indicizzazione, e un URL bloccato pu\u00f2 comparire comunque nei risultati se qualcuno lo linka.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Blog su una piattaforma esterna: come portarlo in sottocartella senza cambiare CMS<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il sottodominio esiste solo perch\u00e9 il blog gira su un'altra piattaforma, c'\u00e8 una terza strada: il <strong>reverse proxy<\/strong>, cio\u00e8 un server che risponde su esempio.it\/blog\/ e va a prendere le pagine dove stanno davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo per cui serve lo spiega bene il <a href=\"https:\/\/blog.cloudflare.com\/subdomains-vs-subdirectories-best-practices-workers-part-1\/\">blog di Cloudflare<\/a>: il DNS lavora solo a livello di dominio, quindi un record CNAME pu\u00f2 puntare blog.esempio.it a un altro server, ma non pu\u00f2 farlo con esempio.it\/blog. Per la sottocartella serve una regola sul server, per esempio un blocco location in NGINX, oppure uno strumento come Cloudflare Workers.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E dopo che il proxy funziona, \u00e8 finita?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, restano tre controlli che saltano quasi sempre:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>canonical e sitemap<\/strong> devono indicare l'URL in sottocartella, non quello del sottodominio di origine;<\/li>\n\n\n<li><strong>il vecchio sottodominio<\/strong> va reindirizzato con un 301 pagina per pagina, altrimenti esistono due copie dello stesso blog;<\/li>\n\n\n<li><strong>i link interni<\/strong> del blog verso il sito, e viceversa, vanno riscritti sul nuovo percorso.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prezzo \u00e8 qualche ora di sviluppo e un punto di rottura in pi\u00f9 da sorvegliare: se il proxy cade, cade il blog.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spostare un sottodominio in sottocartella: cosa aspettarsi (il caso Mention)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una migrazione da sottodominio a sottocartella, da sola, sposta il traffico ma non lo moltiplica. Il caso pi\u00f9 citato lo ha documentato <a href=\"https:\/\/ahrefs.com\/blog\/subdomain-vs-subfolder\/\">Ahrefs<\/a>: Mention ha portato il blog in sottocartella a gennaio 2016, ogni pagina ha perso traffico e poi ne ha recuperato pi\u00f9 o meno la stessa quantit\u00e0. La crescita \u00e8 arrivata dopo, con contenuti nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche GitHub \u00e8 passato da github.com\/blog a blog.github.com e poi a github.blog, con troppi cambiamenti in mezzo per attribuire qualcosa al solo indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regola che ne ricaviamo: <strong>si migra per semplificare la gestione, non per guadagnare posizioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se decidi di farlo, l'ordine che seguiamo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>mappa uno a uno dei vecchi URL sui nuovi, comprese le pagine che nessuno guarda pi\u00f9 ma che hanno link esterni;<\/li>\n\n\n<li>redirect 301 diretti, senza catene, da tenere secondo Google <strong>almeno un anno<\/strong>;<\/li>\n\n\n<li>link interni, canonical e sitemap aggiornati il giorno stesso;<\/li>\n\n\n<li>controllo in Search Console di entrambi gli host fino a quando le vecchie pagine escono dall'indice.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Google, nella <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/site-move-with-url-changes\">guida ai trasferimenti di sito<\/a>, avverte che per un sito piccolo o medio servono alcune settimane perch\u00e9 la maggior parte delle pagine si sposti. La checklist completa \u00e8 nell'articolo sul <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/checklist-rebranding\/\">rebranding e la migrazione SEO<\/a>, e se lo spostamento cade dentro un rifacimento del sito vale anche la guida alla <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-per-riprogettazione-sito\/\">SEO per la riprogettazione del sito<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Se il sottodominio resta: cinque controlli da fare oggi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il sottodominio ha una ragione per esistere, va gestito come il sito a s\u00e9 che Google considera. I cinque controlli che facciamo per primi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>propriet\u00e0 Dominio in Search Console<\/strong>: copre tutti i sottodomini e i protocolli in un solo cruscotto, mentre la propriet\u00e0 prefisso URL li esclude. Come si configura lo spieghiamo nella guida a <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-search-console\/\">Google Search Console<\/a>;<\/li>\n\n\n<li><strong>robots.txt sul sottodominio<\/strong>: le regole valgono solo per l'host, il protocollo e la porta da cui il file viene scaricato, quindi quello del dominio principale non conta;<\/li>\n\n\n<li><strong>link dal menu e dal footer<\/strong> del sito principale verso il sottodominio e ritorno, con anchor descrittive: \u00e8 l'unica cosa che tiene insieme le due met\u00e0 (i criteri sono nella guida ai <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/link-interni\/\">link interni<\/a>);<\/li>\n\n\n<li><strong>dominio dei cookie in Google Analytics 4<\/strong>: se i sottodomini usano domini cookie diversi compaiono auto-referral che attribuiscono male il traffico;<\/li>\n\n\n<li><strong>dati strutturati WebSite<\/strong> sul sottodominio, perch\u00e9 il nome del sito nei risultati si assegna anche a quel livello: il markup giusto \u00e8 nella guida allo <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/schema\/\">schema markup<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti su sottodomini e SEO<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000001\"><strong class=\"schema-faq-question\">Un sottodominio eredita l'autorit\u00e0 del dominio principale?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Dipende: non in automatico per via dell'indirizzo. Google lo scansiona come un sito separato, con un proprio crawl budget, e il legame con il dominio principale passa dai link interni e dalla notoriet\u00e0 del marchio. Nel nostro test del 9 ottobre 2026 tutti i sottodomini nei primi tre risultati appartenevano a marchi noti o a servizi pubblici.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000002\"><strong class=\"schema-faq-question\">Google penalizza i sottodomini?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No. John Mueller di Google ha detto nel 2017 e nel 2018 che sottodomini e sottocartelle vanno bene entrambi per la ricerca. Nel nostro test su 15 ricerche italiane, 19 risultati organici su 130 stavano su un sottodominio e 8 erano nei primi tre posti.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000003\"><strong class=\"schema-faq-question\">Conviene mettere il blog aziendale su un sottodominio?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No, quasi mai. Il blog serve a portare visibilit\u00e0 alle pagine commerciali, e in sottocartella condivide con loro host, scansione e link interni. Il sottodominio ha senso solo se la piattaforma del blog non si pu\u00f2 montare sullo stesso host e un reverse proxy non \u00e8 praticabile.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000004\"><strong class=\"schema-faq-question\">Serve un robots.txt per ogni sottodominio?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">S\u00ec. Le regole del file valgono solo per l'host, il protocollo e la porta da cui viene scaricato: il robots.txt di esempio.it non si applica a blog.esempio.it.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000005\"><strong class=\"schema-faq-question\">Per un sito multilingua \u00e8 meglio un sottodominio o una sottocartella?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Dipende: con lo stesso team e lo stesso server la sottocartella costa meno manutenzione, ed \u00e8 la scelta che abbiamo fatto sul nostro sito. Il sottodominio conviene quando le versioni per paese hanno server, team o offerte diverse. In entrambi i casi servono gli hreflang.<\/p> <\/div> <div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1791700000006\"><strong class=\"schema-faq-question\">Spostare il blog da sottodominio a sottocartella fa crescere il traffico?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">No, non da solo. Nel caso Mention documentato da Ahrefs le pagine hanno perso traffico dopo la migrazione e poi ne hanno recuperato circa la stessa quantit\u00e0. La crescita \u00e8 arrivata dopo, con contenuti nuovi.<\/p> <\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricapitolando:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per il ranking, sottodominio e sottocartella partono alla pari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per scansione, robots.txt e Search Console, il sottodominio \u00e8 un sito in pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel test, 19 risultati italiani su 130 stanno su un sottodominio, 8 nei primi tre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si separa per un motivo tecnico o di contenuto, non per la SEO.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si migra per semplificare, non per guadagnare posizioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che nel settore si dice poco: la scelta vera non \u00e8 fra due indirizzi, \u00e8 fra due budget. Un sottodominio che funziona ha qualcuno che lo aggiorna, lo collega e lo controlla in Search Console come un sito a parte, e i marchi che nel test stanno in alto con un sottodominio quelle risorse le hanno. <strong>Se quella persona non c'\u00e8, la sottocartella vince non perch\u00e9 Google la preferisca, ma perch\u00e9 \u00e8 l'unica che verr\u00e0 curata.<\/strong> Se vuoi capire quale delle due strade regge sul tuo sito, \u00e8 uno dei primi controlli della nostra <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/seo\/\">consulenza SEO<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google tratta sottodominio e sottocartella alla pari per il ranking, ma come due siti diversi per scansione, robots.txt e Search Console. 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