{"id":11065,"date":"2026-09-07T10:43:13","date_gmt":"2026-09-07T10:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visilay.com\/?p=11065"},"modified":"2026-09-07T10:43:13","modified_gmt":"2026-09-07T10:43:13","slug":"sito-non-cenverte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/sito-non-cenverte\/","title":{"rendered":"Il sito non converte: come capire dove si rompe prima di rifarlo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivano visite, il traffico cresce, le richieste no. E il primo istinto \u00e8 quasi sempre lo stesso: rifare la grafica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un sito non converte quando riceve traffico e non produce l'azione per cui esiste: una richiesta di preventivo, un ordine, una telefonata.<\/strong> \u00c8 la descrizione di un sintomo, non di una causa. Il percorso che porta un visitatore alla conversione ha tre punti in cui pu\u00f2 rompersi, e un intervento serve a qualcosa solo se parte da quello giusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sotto c'\u00e8 la sequenza che usiamo per isolarlo: le soglie di riferimento e il report da aprire a ogni passaggio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima domanda: il tuo numero \u00e8 davvero basso?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tasso di conversione ha senso solo confrontato con qualcosa di simile. E simile non vuol dire il tuo settore: vuol dire lo stesso dispositivo, lo stesso canale di arrivo, lo stesso tipo di visitatore. Le differenze fra questi segmenti sono pi\u00f9 larghe delle differenze fra settori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contentsquare pubblica ogni anno un benchmark costruito su 99 miliardi di sessioni raccolte da oltre 6.500 siti, fra il quarto trimestre 2024 e il quarto trimestre 2025. \u00c8 un campione internazionale, non italiano, e va letto come ordine di grandezza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Segmento<\/th><th>Tasso di conversione<\/th><th>Nota<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Desktop<\/td><td>3,4%<\/td><td>vale il 30% del traffico<\/td><\/tr>\n<tr><td>Mobile<\/td><td>2,0%<\/td><td>vale il 70% del traffico<\/td><\/tr>\n<tr><td>Visitatori di ritorno<\/td><td>2,9%<\/td><td><\/td><\/tr>\n<tr><td>Visitatori nuovi<\/td><td>1,7%<\/td><td><\/td><\/tr>\n<tr><td>Ricerca a pagamento<\/td><td>2,8%<\/td><td><\/td><\/tr>\n<tr><td>Traffico da assistenti AI<\/td><td>1,3%<\/td><td>+55% sull'anno precedente<\/td><\/tr>\n<tr><td>Social organico<\/td><td>0,7%<\/td><td><\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/contentsquare.com\/guides\/digital-experience-benchmark\/conversions\/\">Contentsquare, 2026 Digital Experience Benchmark<\/a>. Campione internazionale: 99 miliardi di sessioni su oltre 6.500 siti, dal quarto trimestre 2024 al quarto trimestre 2025.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra lo 0,7% del social organico e il 3,4% del desktop c'\u00e8 un fattore cinque. Un tasso di conversione aggregato, letto senza segmentare, non \u00e8 un'informazione: un sito con il 70% del traffico da social che converte all'1% sta andando bene, lo stesso 1% su traffico da ricerca a pagamento \u00e8 un problema che costa soldi ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l'e-commerce c'\u00e8 un secondo riferimento: <a href=\"https:\/\/www.irpcommerce.com\/ecommercemarketdata.aspx\">IRP Commerce<\/a> misura sul proprio parco clienti, mercato britannico e irlandese, un tasso medio del 2,26% a luglio 2026 contro l'1,94% di luglio 2025.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel 2026 il denominatore si \u00e8 mosso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte del problema non \u00e8 sul tuo sito. Nello stesso campione, in dodici mesi, le visite sono calate del 3,8%, l'engagement del 10% e il tasso di conversione del 5,1%. Il valore medio degli ordini \u00e8 salito del 6%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno persone, pi\u00f9 decise. Il tempo medio per sessione \u00e8 di 4 minuti e 46 secondi su desktop e di 2 minuti e 20 su mobile; lo scroll rate si ferma al 50,5% su desktop e al 45,2% su mobile. Met\u00e0 dei visitatori non arriva a met\u00e0 pagina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c'\u00e8 il canale nuovo. Il traffico che arriva dagli assistenti AI vale ancora lo 0,2% del totale, converte all'1,3% ed \u00e8 cresciuto del 55% in un anno. \u00c8 poco, ed \u00e8 la ragione per cui va isolato adesso: quando peser\u00e0 abbastanza da spostare il numero aggregato sar\u00e0 tardi per capire da dove arrivava. Se il traffico organico cala senza che le posizioni siano cambiate, la spiegazione sta pi\u00f9 spesso in <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/ai-overviews\/\">come Google risponde sopra i risultati<\/a> che nel sito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contesto italiano aggiunge un dato che nei benchmark internazionali non c'\u00e8. Secondo <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/comunicato-stampa\/imprese-e-ict-anno-2025\/\">Istat<\/a>, nel 2025 il 76,5% delle imprese con almeno 10 addetti ha un sito web, ma solo il 20,1% ha effettuato vendite online nell'anno precedente. L'e-commerce B2c di prodotto vale <a href=\"https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/ecommerce-b2c\/ecommerce-b2c-di-prodotto-in-italia\/\">42,6 miliardi di euro nel 2026<\/a> secondo l'Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e Netcomm, in crescita del 6%, con un'incidenza dell'11,5% sul totale degli acquisti retail. La maggior parte dei siti aziendali italiani non vende: raccoglie contatti. E un sito che raccoglie contatti si misura in un altro modo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tre punti di rottura, in ordine di misurazione<\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>A monte.<\/strong> Chi arriva non era in mercato. Il sito funziona, il traffico no.<\/li>\n<li><strong>Sulla pagina.<\/strong> Era in mercato e si \u00e8 perso: non ha capito cosa vendi, non si \u00e8 fidato, non ha trovato il passo successivo.<\/li>\n<li><strong>All'uscita.<\/strong> Voleva convertire e non ci \u00e8 riuscito: modulo, checkout, costi che compaiono all'ultimo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'ordine non \u00e8 decorativo. Ogni punto contiene quello dopo: se il traffico \u00e8 sbagliato, migliorare il modulo non produce niente di misurabile, perch\u00e9 le persone che lo compilerebbero non ci sono. La sequenza si percorre dall'alto e ci si ferma al primo punto in cui i numeri escono dalle soglie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A monte: ti trovano per le ricerche sbagliate<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli articoli italiani che si posizionano su questa domanda la causa non compare quasi mai. Nei progetti che seguiamo \u00e8 la prima per frequenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo \u00e8 semplice. Una pagina pu\u00f2 posizionarsi benissimo per una ricerca che con l'acquisto non c'entra niente. \"Cos'\u00e8 un ledwall\" e \"ledwall prezzo\" sono due mondi: la prima porta studenti, curiosi e concorrenti, la seconda porta chi sta costruendo un budget. Se il grosso dei clic viene dalla prima categoria, il sito sta facendo esattamente il suo lavoro e il tasso di conversione rester\u00e0 basso comunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si verifica in dieci minuti. Apri Google Search Console, report Prestazioni, ultimi tre mesi, ordina per clic. Prendi le prime venti query e segna accanto a ciascuna se chi la digita sta comprando o sta studiando. Se pi\u00f9 di due terzi sono ricerche di studio hai trovato il punto di rottura, e non \u00e8 sul sito: \u00e8 nella corrispondenza fra <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/intento-di-ricerca\/\">l'intento di ricerca<\/a> e le pagine che hai pubblicato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La correzione non \u00e8 riscrivere l'esistente. \u00c8 aggiungere le pagine che intercettano le ricerche commerciali che oggi non presidi, e sono quasi sempre quelle che l'azienda evita. Su Macropix, produttore milanese di schermi a LED su misura, \"ledwall prezzo\" vale 720 ricerche al mese e ha un intento commerciale altissimo: la maggior parte dei produttori la lascia libera per non esporre i listini. Si risponde spiegando da cosa dipende il prezzo, senza pubblicare cifre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato di quel lavoro \u00e8 documentato nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-industria-manifatturiera\/\">caso completo sulla SEO per il manifatturiero<\/a>: \"monitor pubblicitario\" \u00e8 passata da posizione 88 a posizione 2 fra il 2020 e il 2025, e a luglio 2026 <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/progetti\/macropix\/\">macropix.it<\/a> tiene il 25,55% della share of voice sul cluster ledwall, davanti ad amazon.it che si ferma al 18,08% (fonte: Semrush). Nessuna delle nove keyword che portano pi\u00f9 contatti contiene il nome dell'azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 questa la parte che ti riguarda, il lavoro da fare si chiama <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/keyword-research\/\">keyword research<\/a>, non ottimizzazione della conversione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sulla pagina: le soglie, non le opinioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la letteratura \u00e8 piena di consigli sul design. Le cose che si possono misurare sono meno e valgono di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Velocit\u00e0.<\/strong> Google pubblica soglie precise: LCP entro 2,5 secondi, INP entro 200 millisecondi, CLS entro 0,1, misurati al <a href=\"https:\/\/web.dev\/articles\/vitals\">75\u00b0 percentile dei caricamenti<\/a> e separatamente per mobile e desktop. Non sono numeri opinabili e si leggono gratis in PageSpeed Insights. <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/page-speed\/\">La velocit\u00e0 di caricamento<\/a> pesa proprio perch\u00e9 \u00e8 l'unica voce della lista con una soglia ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mobile.<\/strong> Il mobile porta il 70% del traffico e converte al 2,0% contro il 3,4% del desktop, con la met\u00e0 del tempo per sessione. Se il sito \u00e8 stato disegnato sullo schermo grande e adattato dopo, questa voce spiega da sola una buona parte del divario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prima pagina vista.<\/strong> Un dato dello stesso benchmark che viene citato di rado: una visita su tre inizia da una pagina di dettaglio prodotto, e il 61% di quelle visite rimbalza. La home non \u00e8 pi\u00f9 l'ingresso principale. Molti siti hanno una home curata e pagine interne che non dicono chi sei, perch\u00e9 fidarsi e cosa succede se si clicca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pagine da guardare per prime sono le tre che ricevono pi\u00f9 traffico organico, non la home. Se sono <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-landing-page\/\">landing page costruite per convertire<\/a> il lavoro \u00e8 gi\u00e0 stato fatto; se sono articoli di blog, quello che manca \u00e8 il passaggio successivo dentro il testo. Il resto della manutenzione ordinaria sta nel <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/on-page-seo\/\">lavoro on page<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">All'uscita: il punto in cui avevano gi\u00e0 deciso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Baymard Institute tiene una raccolta di 50 studi indipendenti pubblicati fra il 2006 e il 2025, aggiornata a settembre 2025, e ne ricava un tasso medio di abbandono del carrello del 70,22%. Sette persone su dieci che mettono qualcosa nel carrello se ne vanno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ragioni dichiarate, escludendo il 42% che stava soltanto guardando, sono queste.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Motivo dell'abbandono<\/th><th>Quota di chi abbandona<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Costi extra troppo alti (spedizione, tasse, commissioni)<\/td><td>40%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Consegna troppo lenta<\/td><td>20%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Dubbi sulla sicurezza dei dati della carta<\/td><td>19%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Registrazione obbligatoria per acquistare<\/td><td>18%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Checkout troppo lungo o complicato<\/td><td>17%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Errori o crash del sito<\/td><td>17%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Politica di reso poco chiara<\/td><td>13%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Costo totale non visibile in anticipo<\/td><td>12%<\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte: <a href=\"https:\/\/baymard.com\/lists\/cart-abandonment-rate\">Baymard Institute<\/a>, sintesi di 50 studi indipendenti 2006-2025, aggiornamento settembre 2025. Campione prevalentemente statunitense; le risposte sono multiple.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sei voci su otto non riguardano la grafica. Riguardano quello che il sito non aveva detto prima e dice all'ultimo passaggio. \u00c8 il motivo per cui mostrare le spese di spedizione nella scheda prodotto, e non al checkout, sposta pi\u00f9 numeri di un restyling.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel B2B il carrello non c'\u00e8 e il punto di uscita \u00e8 il modulo. Due interventi che rendono subito: mettere nel modulo i campi che i commerciali chiedono comunque alla prima telefonata (quantit\u00e0, misure, tempi, budget) e scrivere cosa succede dopo l'invio. Il primo qualifica il contatto e accorcia il ciclo, il secondo alza il tasso di invio, perch\u00e9 quasi nessuno compila un modulo di cui non conosce l'esito. \u00c8 lo stesso ragionamento che sta dietro <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/strategie-lead-generation-b2b\/\">una strategia di lead generation B2B<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sintomo, punto di rottura, report da aprire<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Sintomo<\/th><th>Punto di rottura probabile<\/th><th>Dove si guarda<\/th><th>Riferimento<\/th><\/tr><\/thead><tbody>\n<tr><td>Molti clic, quasi nessuna richiesta<\/td><td>A monte: intento sbagliato<\/td><td>Search Console, query ordinate per clic<\/td><td>oltre due terzi di query informative<\/td><\/tr>\n<tr><td>Il tasso crolla solo su mobile<\/td><td>Pagina: esperienza mobile<\/td><td>GA4, conversioni per dispositivo<\/td><td>desktop 3,4% \/ mobile 2,0%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Entrano ed escono dalla stessa pagina<\/td><td>Pagina: velocit\u00e0 o contenuto<\/td><td>PageSpeed Insights, scroll rate<\/td><td>LCP entro 2,5 s, scroll oltre il 45%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Arrivano al carrello e spariscono<\/td><td>Uscita: costi o attriti<\/td><td>Percorso di checkout in GA4<\/td><td>abbandono medio 70,22%<\/td><\/tr>\n<tr><td>Il modulo si apre e non si invia<\/td><td>Uscita: troppi campi o incertezza<\/td><td>Registrazioni di sessione<\/td><td>confronto aperture \/ invii<\/td><\/tr>\n<tr><td>Tutto sembra a posto e non converte<\/td><td>Offerta o prezzo<\/td><td>Obiezioni raccolte dai commerciali<\/td><td>costo per contatto contro margine<\/td><\/tr>\n<\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sequenza diagnostica Visilay. I valori di riferimento vengono dalle fonti citate sopra.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto traffico serve prima di poter dire qualcosa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa parte manca in quasi tutti gli articoli sul tema e cambia le priorit\u00e0. Con 500 sessioni al mese e un tasso del 2% si producono dieci conversioni. Portarne dieci a tredici \u00e8 un miglioramento del 30% che nessuno strumento statistico riesce a distinguere dal caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto le mille sessioni mensili su una singola pagina i test A\/B non servono: il campione \u00e8 troppo piccolo perch\u00e9 il risultato significhi qualcosa. Sono i numeri con cui vive la maggior parte dei siti delle PMI italiane. La conseguenza pratica \u00e8 che per quelle aziende la leva non \u00e8 l'ottimizzazione della conversione, \u00e8 portare pi\u00f9 traffico giusto (<a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/seo-pmi\/\">SEO<\/a> e campagne) e sistemare le cose che si vedono a occhio senza doverle dimostrare: velocit\u00e0, mobile, costi nascosti, modulo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento per fare CRO seria arriva dopo. Se non sai ancora quali numeri stai guardando si parte da <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/kpi-seo\/\">quali KPI misurare<\/a> e da <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/google-analytics\/\">come \u00e8 configurato Analytics<\/a>: una quota non piccola dei siti che \"non convertono\" ha il tracciamento rotto, e le conversioni ci sono ma non vengono registrate. Vale la pena escluderlo prima di riscrivere una riga.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando il problema non \u00e8 il sito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta il caso che quasi nessuno mette per iscritto: il sito \u00e8 a posto, il traffico \u00e8 giusto, e non converte lo stesso. Allora il problema sta a monte del marketing, ed \u00e8 l'offerta o il prezzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo pi\u00f9 rapido per accorgersene \u00e8 confrontare il costo di acquisizione con il margine. Sull'account <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/benefici-google-ads\/\">Google Ads<\/a> di Macropix, fra luglio 2025 e giugno 2026, 16.805 euro hanno prodotto 374 conversioni: 44,93 euro per contatto, con un CTR medio del 3,59% e un CPC di 0,81 euro. L\u00ec il conto torna, perch\u00e9 un impianto LED su misura vale molte volte quella cifra. Su un prodotto con trenta euro di margine lo stesso costo per contatto rende il canale insostenibile, e nessun intervento sul sito lo cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un calcolo da fare prima di firmare un progetto, non dopo: <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/roi\/\">il ritorno di un'attivit\u00e0 digitale<\/a> dipende pi\u00f9 dal valore medio di un cliente che dal tasso di conversione. Se \u00e8 questo il pezzo che manca, <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/servizi\/lead-generation\/\">\u00e8 il lavoro con cui apriamo ogni progetto di lead generation<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa che nel settore si dice poco: il tasso di conversione \u00e8 un rapporto, e i rapporti si possono migliorare peggiorando. Un sito che perde il 30% del traffico e mantiene le stesse conversioni mostra un tasso in crescita mentre l'azienda incassa meno. \u00c8 successo a parecchi siti nell'ultimo anno, con il traffico informativo che si \u00e8 spostato dentro le risposte generate. Letto da solo, mese su mese, quel numero \u00e8 il modo pi\u00f9 elegante per non accorgersi di niente: va sempre guardato accanto alle sessioni e alle conversioni in valore assoluto. <a href=\"https:\/\/www.visilay.com\/it\/blog\/calo-traffico-sito-web\/\">Se il traffico sta scendendo<\/a>, quella \u00e8 la prima cosa da sistemare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"schema-faq wp-block-yoast-faq-block\"><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-1\"><strong class=\"schema-faq-question\">Qual \u00e8 un buon tasso di conversione per un sito aziendale?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Dipende da dispositivo e canale prima che dal settore. Nel benchmark Contentsquare 2026 il desktop converte al 3,4% e il mobile al 2,0%; la ricerca a pagamento al 2,8% e il social organico allo 0,7%. Per un sito B2B che raccoglie richieste di preventivo il numero utile non \u00e8 la percentuale ma il costo per contatto confrontato con il valore medio di un cliente.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-2\"><strong class=\"schema-faq-question\">Devo rifare il sito se non converte?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Quasi mai come primo intervento. Rifare il sito cambia il secondo dei tre punti di rottura e lascia intatti gli altri due: se il traffico arriva da ricerche informative o se i costi di spedizione compaiono solo al checkout, il sito nuovo converte come quello vecchio. La diagnosi costa qualche ora, il rifacimento diverse migliaia di euro.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-3\"><strong class=\"schema-faq-question\">In quanto tempo si vede un miglioramento?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Gli interventi all&#039;uscita (campi del modulo, costi mostrati prima, velocit\u00e0) si misurano in due o tre settimane, se il volume di traffico \u00e8 sufficiente. Gli interventi a monte, cio\u00e8 nuove pagine per intercettare ricerche commerciali, seguono i tempi della SEO: i primi movimenti in tre o quattro mesi, il risultato pieno molto oltre.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-4\"><strong class=\"schema-faq-question\">Il blog serve a convertire?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Non direttamente, e aspettarselo produce delusione. Un articolo intercetta ricerche di studio, che per definizione non stanno comprando adesso. Il suo lavoro \u00e8 farsi trovare e passare il lettore alla pagina giusta: se un articolo non ha nel testo un collegamento verso una pagina commerciale pertinente, il traffico che porta si ferma l\u00ec.<\/p><\/div><div class=\"schema-faq-section\" id=\"faq-question-5\"><strong class=\"schema-faq-question\">Come capisco se il problema \u00e8 il traffico o il sito?<\/strong> <p class=\"schema-faq-answer\">Confronta il tasso di conversione per canale in Analytics. Se il traffico diretto e quello di ritorno convertono in modo accettabile e il traffico organico o social no, il sito funziona e il problema \u00e8 chi ci arriva. Se converte male ogni canale, allora \u00e8 il sito.<\/p><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un sito che riceve traffico e non produce richieste ha tre punti in cui il percorso pu\u00f2 rompersi. La sequenza per isolarli, con le soglie e i report da aprire.<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-11065","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-siti-web"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il sito non converte: dove si rompe e come capirlo | Visilay<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il sito riceve visite e non produce richieste? 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